Complicità

Complicità è quando mostro me, la vastità dei miei pensieri, fragile corpo che ha vissuto l’esistenza spesso greve, l’invecchiare placido della pelle, i pensieri svegli, l’anima che sfugge, il cuore che non smette di battere mai. Per te.

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Complicità è quando mi guardi acceso, di sogni rivestito, il mio spogliarmi d’ogni orpello, le fatiche poggiate a terra, malriposte e le speranze piegate in fretta che a sgualcirle sono capaci gli altri. Io no.

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Complicità è quando il mondo dentro ci appartiene mentre dalle grandi vetrate osserviamo il mondo fuori. Che non vede noi. 

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Disegni di Francesca Ravinetto.

Kintsugi: l’arte di valorizzare le crepe della vita.

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Kintsugi: l’arte di valorizzare le crepe della vita.
Laboratorio esperienziale tra arte manuale e arte dell’anima.

Kintsugi è l’arte giapponese di riparare oggetti in ceramica in cui le linee di rottura sono non solo lasciate visibili ma addirittura impreziosite con l’oro creando così un nuovo oggetto che assurge a opera d’arte unica ed irripetibile.
Il rovesciamento di prospettiva rende prezioso ciò che si avrebbe l’impulso di nascondere ma che rende invece l’oggetto unico e ricco della sua storia.

L’arte del Kintsugi incontra il Teatro dell’Anima.
Il Teatro dell’Anima, metodo attivo che attraverso il coinvolgimento e l’azione consente di scoprire e valorizzare il meglio di sé, è il mezzo che ci accompagna nell’esplorazione di questo fertile rovesciamento di prospettiva portando nelle nostre vite e nel nostro modo di vedere le cose la saggezza nipponica del Kintsugi.

Il laboratorio.
Il laboratorio è rivolto a chi vuole avvicinarsi alla tecnica semplificata del restauro giapponese Kintsugi e assaporarne insieme gli aspetti esistenziali attraverso il Teatro dell’Anima.
Ogni partecipante avrà una ceramica sulla quale imparerà la rottura e il suo restauro.
Parallelamente vivrà esperienze di azione alternata a riflessione che prevedono il coinvolgimento di corpo e mente attraverso il Teatro dell’Anima.

Non sono richieste competenze specifiche ma curiosità e voglia di mettersi in gioco.

Il programma.
Il laboratorio dura 7 ore
Ore 9,30 -Accoglienza
ore 10 – Tè di benvenuto e presentazione
– Riscaldamento, primo contatto con la proprio ceramica, socializzazione
– La nascita del Kintsugi, il Giappone nella fine del 1400
– Cerimonia della rottura della ceramica
– Laboratorio Kintsugi con tecnica semplificata resina e polvere d’oro
ore 13 – Pausa pranzo (in loco a costo 10€ o possibilità di pranzo al sacco)
ore 14 – Le mie crepe, le tue crepe, lavoro in sottogruppi di condivisione
– Rifinitura del Kintsugi, partecipazione finale.
ore 17 – Fine dei lavori

Cosa è compreso
Una ceramica giapponese e i materiali per l’arte semplificata del Kintsugi, tè e tisana di benvenuto.

Cosa devi portare
Abiti comodi ed eventualmente un grembiule; calzettoni: durante il Teatro dell’Anima si sta a piedi scalzi.

Cosa potrai acquistare
Libro “Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro” di Chiara Lorenzetti
Kit Kintsugi: colla, polvere d’oro e ceramica giapponese

Cosa porterai a casa
Il tuo lavoro Kintsugi e l’esperienza di essere venuto a contatto con le tue ferite e la loro cura.
Riceverai via mail l’attestato di partecipazione.

Dove e quando
-Domenica 19 Marzo, ore 9,30-17
          B&B Cascina Baraggione
          Granozzo con Monticello (Novara)

Inserito nel Festival della Psicologia
-Venerdì 31 Marzo, ore 20-23
          Container Concept Store
Via del Carmine 11

           Torino 
           Costo 20€

-Sabato 22 Aprile, ore 9,30-17
           Associazione Tiarè
           Via Claudio Luigi Berthollet, 44
          Torino

-Domenica 14 Maggio, ore 9,30-17
          In-sedia 
          Via Quintino Sella 45
          Biella

Quanto costa
Prezzo: 180€

Come pagare
Paypal o bonifico.
Pagamento acconto 50€ e saldo in loco

Il corso si attiverà con il numero minino di 6 partecipanti e un massimo di 8.
Qualora il corso non raggiungesse il numero richiesto l’acconto verrà reso.
L’acconto non verrà reso in occasione di disdetta del partecipante a 5 giorni dall’evento.

Chi siamo
Chiara Lorenzetti, restauratrice dal 1991, mamma, moglie, creativa per passione. Ho incontrato un anno fa l’arte Kintsugi e me ne sono innamorata.
I miei contatti
Sito: www.chiaraarte.it
Pagina Facebook https://www.facebook.com/Chiaraarte
mail: info@chiaraarte.it

Stefania Macchieraldo, Sociologa, Psicologa e Psicodrammatista
I miei contatti
Sito: http://www.kimila.it/
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/kimilaxsoul/
mail: info@kimila.it

La pagina Facebook: https://www.facebook.com/kintsugicrepevita

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Di bellezza e oro

Aggiungere invece di togliere.
Mostrare invece di nascondere.
Fieri e consapevoli della caducità. 

Sono questi alcuni tratti dell’arte Kintsugi che rivela e racconta la storia degli oggetti, il percorso, l’auge e la decadenza.

Piatto quadrato in gres realizzato nel laboratorio di ceramica del Monastero di Bose -Magnano.

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Linee rosse a pennello con lacca per evidenziare la rottura.

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La doratura segue il corso, esalta, rinnova, abbellisce, rende eterno l’accadere, l’esistenza.
L’arte Kintsugi rende unica la fragilità.

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La perfezione degli attimi

Non è il tempo né il luogo a decretarne l’esistenza
ma la tua presenza che dipinge la perfezione degli attimi.

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Mapplethorpe, Parrot Tulips, 1988

 

Storie di oggetti e di persone

Gli oggetti conservano storie, le raccontano con le parole di chi li possiede, con quelle degli artisti e artigiani che li hanno realizzati.
E con le rotture.

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Questo piattino di Meissen, decorazione cipolla in blu su fondo bianco, appartiene ad Alessandra. È un regalo di nozze da parte dei suoi genitori, acquistato direttamente nella fabbrica di Meissen. Il resto del servizio è intatto, a parte questo piattino che nel 2014 è caduto. Alessandra ha provato ad aggiustarlo ma presto ha desistito.
Non ha buttato via i pezzi; quello era un oggetto prezioso e per la manifattura e per il ricordo e ha pazientato.
Nel frattempo Alessandra ha conosciuto la tecnica Kintsugi e se n’è innamorata, perché si sa -e voi lo sapete- del Kintsugi ci si innamora. Ha riposto il piattino nella sua scatola aspettando che la vita le facesse conoscere un restauratore esperto nella tecnica originale giapponese.

Alessandra incontra il mio libro “Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro”, lo acquista su Amazon e oggi ci siamo incontrate, lei, il suo amore per il Kintsugi e il suo piattino, e io con la mia arte. kintsugi-unalettrice

Alessandra è Una lettrice e a breve vi racconterà nel suo blog di me e del mio libro.
E io passo passo, racconterò la storia del restauro del suo piattino.
Grazie Alessandra, a presto.

Informazioni utili
Il blog di Una lettrice (in costruzione) http://www.unalettrice.org/
Profilo Instagram di Una lettrice https://www.instagram.com/unalettrice/
La pagina Facebook di Una lettrice https://www.facebook.com/1lettrice
Speed BOOK Date Torino 11 Febbraio, stay tuned https://www.facebook.com/events/1596675460348386/

I ricordi li conservi nel cuore o nei cassetti?

Ci sono degli oggetti che parlano, altri che sono muti. Oggetti che hanno parlato molto e che ora tacciono. Occorre ogni tanto fare ordine.
Mettere mano ai cassetti, alle mensole, agli armadi, anche a costo di trovare gli scheletri di un passato defunto.
Sono i ricordi quelli che restano: dobbiamo farci coraggio e chiudere le porte, alcune per sempre.
Oggi racconto di disopofobia, di decluttering e di ricordi sul blog della Rete al Femminile di Biella. 

Siamo esseri sociali
Viviamo di relazioni con le persone, con le cose; ci immergiamo nella storia e costruiamo la nostra identità. Identità che non è solo emozioni ma spesso è fatta di oggetti che ci aiutano a non perdere il filo di quello che accade: una conchiglia raccolta al mare, il primo dentino caduto a nostro figlio, la rosa che ci hanno regalato per chiederci scusa, la matita sbocconcellata al fondo prima dell’esame.

Con la passione per le scatole che Ikea, a nostra insaputa, ci ha obbligato ad avere, riponiamo, spesso in maniera compulsiva, cose: divise per colore, per tipologia, forma, dimensione.
Non sto parlando della disposofobia, ma di semplice e naturale attaccamento agli oggetti.

Disposofobia? Cos’è la disposofobia? … (continua qui) 

Il blog della Rete al Femminile di Biella http://www.retealfemminilebiella.com/

Se scrivo sono uno scrittore?

 

Quando ho pensato di trascrivere i miei appunti mentre studiavo il Kintsugi, mi sono subito posta il problema di come le persone avrebbero recepito il mio libro.
Non sono una scrittrice, non ne ho nessuna pretesa: sono una lettrice, un’affamata di cultura, arte, emozioni, bellezza.
E sono un’anima in evoluzione perenne.

Di queste 100 pagine ho fatto editing, l’ho rifatto, ho letto ad alta voce, ho stampato e ristampato. Non ero mai contenta e non lo sono neppure ora che è andato in stampa: c’è sempre quell’errore che non ho visto, quella frase che avrei potuto cambiare. Essere soddisfatti del proprio lavoro credo sia di pochi.

Poi è venuto il giorno in cui mi sono detta “Vai” e ho dato invio alla pubblicazione, alla condivisione sui social, ad Amazon. Perché quel giorno arriva e se lo procrastini non arriva più. Si perde, come un treno nella nebbia che dimentica i binari. Come un amore a cui dimentichi di dire ti amo.
-ti amo-

Essere soddisfatti del proprio lavoro è mestiere di pochi. E io non sono una scrittrice, sono una restauratrice che ha scritto una guida su di una tecnica della quale nulla o poco si sa in Europa.

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La soddisfazione me la danno i lettori. 

A breve la versione ebook e la versione tradotta in inglese.