Kintsugi Chiarartè, l’arte di rendere unica la fragilità.

Questa sono io, questi sono i passi, spesso lenti, spesso accelerati, che sto percorrendo lungo la nuova via del Kintsugi.

Il video è realizzato da Alma Vassallo per CNA impresa donna Piemonte per il Consiglio regionale “Quando una donna decide di cambiare, tutto intorno a lei cambia.” venerdì 26 maggio.

Mi emoziono a vedermi, lo confesso, e mi emoziona che Alma sia riuscita, pur senza conoscermi, a raccontarmi per quella che sono, a cogliere gli attimi, lo sguardo, certi miei gesti che sono solo miei.

E così la ringrazio, come ringrazio tutti coloro che stanno fortemente credendo in me, nel mio lavoro e che mi supportano.

la casa di mattoni

-A cosa ti è servito gridare ‘al lupo, al lupo!’ se poi non hai costruito una casa di mattoni ma una di paglia e vento?
Il futuro si costruisce dal presente e con i fatti, non con le parole.-

disse voltando il capo indietro solo per l’attimo di uno sguardo.
Poi fu di nuovo mattina e poi sera.

Meglio che sia oggi

Non ho vissuto la guerra, non ho attaccamento per le cose, ma ho visto molti amici giovani andarsene via, così anche la mia mamma e il futuro mi piace ma il presente di più. E se voglio fare un dono, lo faccio con leggerezza, perché non sono le cose che contano ma le persone a cui il dono viene fatto.
Lo stesso vale per il tempo, lo voglio consumare ora, non domani o tra qualche anno, ma ora perché nessuno sa come saremo poi, cosa capiterà al mondo.

Nessuno sa dove saremo Noi domani, meglio che sia oggi, meglio che sia.

 

Abitare nella quiete

Ho letto, sentito il sentimento di quiete e l’ho vissuto dentro di me.
Poche righe che raccontano tanto.

la bloggastorie

(Foto personale)

Se ne avesse avuto il coraggio non avrebbe esitato a dirlo che certe giornate sembravano come scolorite, messe troppo di faccia al sole, così che poteva guardare alle cose dell’amore soltanto con un occhio buono e l’altro chiuso oppure avrebbe detto che era come avere l’uscio serrato e un piano di fuga pronto dietro la porta.
Di quelle certe giornate lei se ne serviva per sbattersele addosso come la polvere che bilancia sopra le farfalle, finendo per credere che il coraggio fosse sapersi abitare nella quiete.

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Quando sbocciano le rose

amore infinito

La sincerità è spesso complicata, ma la delicatezza che resta lascia un benessere profondo che ci unisce.

La Sirenetta di Copenaghen, resta l’ignoranza.

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Di Jose Antonio – Opera Propria, CC BY 4.0, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=5167320

“La statua della Sirenetta è una scultura bronzea alta 1,25 m e dal peso di 175 kg, situata all’ingresso del porto di Copenaghen, di cui è uno dei simboli. Raffigura la protagonista, Sirenetta, di una delle più celebri fiabe di Hans Christian Andersen, La sirenetta” da Wikipedia.

La Sirenetta è l’omaggio di Carl Jacobens alla celebre figura della fiaba della sirenetta, nessun valore patriottico, politico, ma un gesto artistico fine a se stesso, per il gusto del bello e dell’amore, realizzato nel 1913 dallo scultore Edvard Eriksen.
Negli anni è diventata molto di più per i danesi, un simbolo, un luogo di ritrovo, un affetto che si impara fin da piccoli, una presenza viva
Si sa che i simboli assumono valori strani anche quando non ne hanno, per il solo fatto di essere simboli. E così la statua è stata presa in ostaggio da ogni genere di contestazione religiosa, politica, di genere, che l’hanno ripetutamente fatta oggetto di ogni genere di vandalismo.

Nel 1964 la testa è stata segata e asportata (e mai ritrovata) da un gruppo di artisti schierati politicamente, parte del Movimento Situazionista.

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Nel 1998 viene di nuovo asportata la testa e questa volta riconsegnata. Colpo fatto da ignoti.

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Nel 2007, in occasione della festa della donna, a Marzo, viene dipinta di rosa.

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Nel 2007 per contestare la politica di apertura agli immigrati, alla sirenetta venne messo il burqa.

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Nel 2014, per ricordare il fatto del 1964, quando alla sirenetta venne asportatata la testa, l’artista Uwe Max Jensen si fece ritrarre nudo con un secchio in testa a ricordare la decapitazione.

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Questi sono alcuni degli atti vandalici a cui è stata sottoposta la celebre statua (li potrete trovare tutti  nel sito http://danimarcapertutti.blogspot.it/2011/04/meanwhile-in-denmark-speciale-la_8577.html)

E questo è quello nuovo, rossa come il sangue delle balene che vengono ogni anno uccise nel mare delle isole Faroe; è la dimostrazione da parte degli attivisti contrari alla loro uccisione. L’amore che i danesi hanno per questa piccola ma significativa statua ha fatto sì che ora la statua è già pulita e restituita alla sua bellezza. 134710204-441d4450-afd3-403b-9e21-374ec54e7e0d

Resta l’ignoranza, quella non si pulisce con nessun prodotto e non si ripara né si risolve.
Resta l’ignoranza di chi, per dimostrare la propria idea non si cura di nulla: la sua idea è unica e migliore delle altre e merita ogni tipo di comportamento, sebbene errato e vandalico.

Resta l’ignoranza e da quella, purtroppo, il mondo non si salverà.

Info utili e fonti
Danimarca per tutti, Meanwhile in Denmark http://danimarcapertutti.blogspot.it/2011/04/meanwhile-in-denmark-speciale-la_8577.html
Wikipedia, la storia della Sirenetta https://it.wikipedia.org/wiki/Statua_della_Sirenetta
La storia dell’installazione artistica del 2014 http://www.tgcom24.mediaset.it/magazine/2014/notizia/copenaghen-nudo-per-la-sirenetta-la-strana-performance-di-un-artista-danese_2041170.shtml
Il nuovo attacco di due giorni fa, la sirenetta rossa http://www.repubblica.it/ambiente/2017/05/30/foto/copenaghen_sirenetta_vernice_rossa-166797235/1/#2

(le foto sono tratte dal web e nello specifico negli articoli qui sopra citati)

L’essere umano è delicato

È nella dolcezza innata dei tuoi attimi che rifugio il mio cuore, assillato dalla prepotenza e dalla mancanza di misericordia. L’invidia, di pace esente, strappa e non ricuce i legami creati negli occhi, scarnificando gli abbracci e, fiaccando la pazienza, immola l’anima al dolore.

L’essere umano è delicato, ogni battaglia vissuta è un pezzo di esistenza che se ne va, questo è vero, e spesso è riversato come un’onda su chi è accanto. Un peso che si sopporta a fatica quando la stanchezza pervade e si impregna dagli abiti al midollo.

In fondo, amore mio, basterebbe un sorriso.