Complicato

cuore

 

 

Non c’è nulla di così complicato che l’amore non possa risolvere.
Se lo vuoi.

Nell’attesa beata

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Monastero di Bose, Magnano, scorcio. Foto personale

Ci sono dei tempi che arrivano, li ho sempre saputi e non ho mollato mai, ma non per preghiera, per volontà. C’è sempre stata una forza, una certezza, vacillata talvolta nel buio di imposte bugie e rinata sotto la coltre della sincerità ritrovata.

Ci sono tempi che sono, confusi all’inizio per attese e ora segnati come presente. Non interessa chi intorno ha tessuto tele bucate o marcito topi dentro ai ruscelli per fare un olezzo brutto, una poesia.

Se guardo indietro vedo uno specchio che mi riflette ora, nella serenità di un prato, a leggere la mano ai fili d’erba, nell’attesa beata della tua presenza.

Quando sbocciano le rose

amore infinito

La sincerità è spesso complicata, ma la delicatezza che resta lascia un benessere profondo che ci unisce.

La poesia delle parole

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Siamo nell’epoca delle parole senza contenuto.
Io voglio i fatti, ma se devono essere parole, che siano poesia.

Quando sento l’amore

Ci sono momenti nella vita che arrivano perfetti, proprio quando li senti dentro.

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Azalea

Talvolta, se sei fortunato o semplicemente attento, il cambiamento è meglio del passato.

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Azalea, arte Kintsugi, in vendita nel mio negozio etsy, Kintsugi Arte Ceramica.(https://www.etsy.com/it/listing/525957709/vaso-kintsugi-giappone-rotto-riparato?ref=shop_home_active_1)
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enduto a Rotterdam, per l’evento “Kintsugi, a Staircase in sound”

Et oui, on parlait d’amour

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C’è un ricordo dolce, amore mio, che riassetta con calma le valigie del nostro viaggio: calze spaiate, lenzuola consunte dalla fretta dei corpi, un lucidalabbra e la tua crema da barba che profuma ogni cosa, anche il mio cuore, lo sai.
Siamo rimasti sul ciglio del mare a guardare la luna, racchiusi ognuno nei propri pensieri, gli sguardi fissi, rubati, la stessa linea nella mente, lo senti da fuori il rumore che fa, ma dentro, dentro si assenta. Siamo rimasti vicini, incollate le spalle, il solo rimorso è che ci fosse la pelle, vorresti sentire le ossa, fino al midollo, ardere d’amore per te; vorresti togliermi i vestiti, io le scarpe, per vedere chiaro dentro all’anima che c’è.
Sono passati anni, amico mio, forse secoli, non so, appoggiati sulla stessa piastrella, nati dalla stessa terra, dalla stessa madre, non sento l’amore carnale, sento una mano dentro, profonda che squarcia e non lascia il tempo del riposo, si chiama appartenenza, dicono così, io dico fratelli, ma sbaglio lo so, tu lo chiami amore, io la chiamo vita e fanne ciò che vuoi della tua vita, della mia no.

C’è un ricordo dolce ogni volta che torno, amore mio.
E uno amaro.