Dovremmo smettere tutti di scrivere

E’ mia abitudine, indotta da anni di correzione di bozze e da un’indole personale, leggere con un occhio attento alla punteggiatura, all’ortografia e alla grammatica. Non che io perda il senso del testo, ma doppiamente accade se il brano mi annoia o non tocca corde del cuore.
Leggo e, con la coda dell’occhio, mentre il cervello registra emozioni e informazioni, avverto quando ci sono errori.
Sovente si trovano nelle testate giornalistiche online: sebbene succeda non spesso, l’ha senz’h, la fa da padrona, seguita da una miriade di doppie che diventano singole, di e non accentate, di vocali messe a muzzo
Per non parlare dei testi nei blog, le poesie , i racconti; dei commenti nei social non parlerò, ma è lì che si annida il peggio del peggio. La grammatica? Roba da scuola elementare, qui  siamo tutti scrittori!

Mi si verrà a dire: ” E cosa c’entra l’ortografia, la grammatica, la punteggiatura, se c’è un buon testo?” ” E vabbè, è colpa del T9″ o ancora ” andavo di fretta e volevo mettere giù il concetto”

Che castronerie!
Ci si ammanta di scuse per nascondere la mancanza di precisione, di attenzione, nella fretta di proporre un testo; di cura, di rimodellamento del testo per una pubblicazione finale.
Pare che si pubblichino le bozze, le brutte fatte a matita, senza nessuna più ricerca del bello, dell’assoluto: tanto va tutto bene!
E no!
Non va tutto bene: se vuoi scrivere, se pensi di saper scrivere, sii attento a cosa scrivi, certo al testo, ma anche alla forma, che è un biglietto da visita, un vestito pulito, un viso sincero.

In questa smania di apparire ed esserci, siamo diventati tutti pressapochisti:  forse dovremmo tutti smettere di scrivere.

Chiara

42 pensieri su “Dovremmo smettere tutti di scrivere

    • Ho da poco letto in un blog “la resiglienza” e “un’altro”
      Non ce la posso fare! Poi ovvio, sbaglio anch’io, ma il mio vuol essere un invito a correre meno.
      Grazie a te e non è un pensiero superato! 🙂

      • Ciao Chiara,
        posso sviluppare il mio pensiero in maniera differente, senza sembrarti una guastafeste? 🙂
        L’era del digitale e dei telefonini porterà purtroppo a delle carenze volute o anche casuali.

        Digitare su una tastiera non è per niente creativo, ma ripetitivo e noioso. Spesso si scrive in condizioni di disagio, vuoi perché è notte e si è stanchi, vuoi perché si hanno problemi di vista e si digita sbagliando, vuoi proprio per carenze proprie….
        Francamente mi dà più fastidio sentire parlare tanti giornalisti e letterati che oltre a non esprimere concetti decenti sbagliano anche grammaticalmente. E’ il concetto sciocco che mi procura un prurito più forte.

        Concordo pienamente con te quando dici che dovremmo smettere tutti di scrivere. In effetti siamo tutti scrittori e poeti. Si scrive di tutto e di più, si pubblica di tutto e di più ( quasi tutto a pagamento, perché se si conosce l’ambiente si conosce la trafila che si deve fare) anche se la grammatica non fa una grinza Sorriso

        Si scrivono oltre che i fatti propri anche i fatti degli altri, quando lo scopo dovrebbe essere diverso e qui ci sarebbe molto da riflettere. Vuoi per solitudine, vuoi perché non si ha più rispetto per gli altri i cui fatti personali, anche se di parenti, vengono messi in rete senza neppure che quest’ultimi siano informati.

        Una volta mi hanno fatto leggere delle poesie di una persona che nella vita fa il macellaio. Sgrammaticate a più non posso, ma ti assicuro che le sue poesie mi avevano impressionata per creatività e come collegava alla parola il suono delle cose che descriveva . (Tralascio il termine esatto perché farebbe troppo sapientino 😉 )
        Per pura curiosità le ho fatte leggere a un vero poeta e quindi con una conoscenza decisamente più vasta della mia. E’ rimasto impressionato dalla sua bravura.

        Morale della favola. Penso che il talento e la grammatica non sempre vadano d’accordo. Meglio se ci sono entrambi

        Buona giornata e scusa se mi sono dilungata !

        • Il discorso è così ampio che ci vorrebbe un caffè 🙂
          Prima di tutto, grazie, qui da me è tutto accetto, critiche, consigli, aiuti. Quindi sei benvenuta.
          Accetto quello che dici come verità, ovvero che può esserci poesia anche senza grammatica, ma non è di questo che io parlo. Perché quel tuo amico macellaio, non credo abbia un blog e si definisca scrittore ( che poi, che abbiamo da dire di un macellaio che probabilmente ha letto più libri di un avvocato?) e se lo volesse fare, probabilmente si premunirebbe di farsi correggere. Come invitare un amico a mangiare con la tovaglia sporca, per dire.
          Io parlo dei giornali online, dei prodotti che si leggono in rete, delle pubblicità, dei post sui social. Ecco, quelli, dovrebbero avere la decenza di essere corretti, non ce n’è. E appunto, non occorre scomodare le tastiere e quant’altro, basta rileggere o usare un buon correttore ortografico.
          La poesia, ribadisco, certa poesia, accetta anche l’errore, ma forse è altro: sentimento puro.
          Buona giornata e grazie per esserti dilungata

          • Magari fosse stato mio amico il macellaio- poeta.
            Avrei saputo qualcosa in più su come riconoscere un pezzo di carne buono da uno scarso 😉
            Era il fratello di un pittore che ho conosciuto ad una mostra. Anche lui si differenziava molto dagli altri suoi colleghi per come dipingeva.
            Davvero inusuale.

            Probabilmente i due fratelli avevano in comune anche una componente genetica che li univa nella creatività.
            Per fortuna il macellaio pittore non aveva un blog….
            Sai che furti avrebbe subito anche da parte di persone grammaticalmente corrette? 😉

    • Concordo. Non voglio sembrare la maestrina con la penna rossa o l’insegnante che fa disegnare i bambini dentro alla righe. Si può essere geniali e creativi e strepitosi anche senza errori…anzi, lo si è di più.

  1. Quante verità…
    E quanto nervoso, di fronte a molte delle cose che hai citato, al pensiero del numero infinito di riletture che faccio io prima di pubblicare. Per non parlare di quando, nonostante questo, l’errore di battitura, o una ripetizione, mi scappano lo stesso… >.<
    Però smettere di scrivere… Non so se ce la farei.
    Posso accantonare il blog per un po', ma in genere significa solo che sto scrivendo altrove.
    Tirando le somme, un post che fa bene al cuore di chi, come te e me, ama i contenuti espressi da una forma adeguata.

    PS. Fra un po' la mia tabella di marcia dovrebbe concedermi un po' di respiro, e allora magari ce la si fa a organizzarsi per un caffè… 😉

    • E’ chiaro che la mia è una provocazione, oltretutto scritta da una che ha una tastiera smonca e per scrivere devo letteralmente sbattere i tasti!!!
      E di errori ne faccio tanti anch’io, che mi capita di rileggermi il giorno dopo e rimettere mano al testo.
      Di massima mi infastidiscono gli errori dei giornali, nei blog meno, capita a tutti di essere disattenti. E smettere di scrivere? Ma no…se no io cosa leggerei?
      Attendo tue nuove, un caffè lo bevo volentieri.
      ciao

  2. In un primo momento non avrei voluto commentare, sai temo gli errori di grammatica o la punteggiatura!! 😦
    Si è vero!! Sono d’accordo con te quando dici che sarebbe meglio non scrivere se non ne sei capace!! Ma io dico e allora noi poveri blogger cosa facciamo? Non siamo mica tutti degli scrittori!! La voglia di trasmettere le proprie emozioni su un viaggio o su una foto c’è ed è anche tanta. Io sono consapevole di non essere brava a scrivere, sono consapevole di fare errori di punteggiatura… però la spontaneità con cui racconto le mie avventure di viaggio c’è !! Con quel mio modo semplice di mettere giù le mie frasi ho un discreto pubblico di follower e tutti viaggiano virtualmente con me. Ma come!! Adesso che ho trovato un hobby incredibile, adesso che mi diverto così tanto, secondo te dovrei smettere? Lo conosci il detto: “chi mi ama mi segue”, ecco è questo che io dico ai miei follower. Cara Chiara adesso ti chiedo cortesemente di passare dai miei post, di leggerli, di socchiudere gli occhi ad ogni errore ma dimmi sinceramente se le emozioni che cerco di trasmettere, attraverso foto e parole (scarse lo so), riescono a coinvolgerti. Ohii!! mi sento sotto esame, eppure l’età dell’adolescenza l’ho passata da un pezzo.
    Ciaoo Bea

    • Certo Bea che non siamo tutti scrittori, ma certi errori, come ho letto in blog, “un’altro”, sono il basilare della grammatica italiana. ( Ah, non l’ho letto da te, sia chiaro).
      Con questo, il mio dire “dobbiamo smettere tutti di scrivere” è solo un’esortazione a fare attenzione a come e a cosa si scrive. A studiare, a correggere.
      Non è detto che tutto debba essere emozione; ci vuole anche la forma. soprattutto se decidi di proporti alla rete, ai lettori.
      Detto questo, vado a fare un giro sul tuo blog, ma senza cercare errori o altro, solo per il piacere di farlo, non sono qui a fare il censore di nessuno.
      E via, non prendere il mio post come un dito puntato 🙂
      Ciao

      • Un altro detto : “avere il carbone bagnato”. Essendo consapevole di non essere un’eccellenza nella scrittura mi sento con il dito puntato. Comunque sento veramenteil bisogno, e non scherzo, di migliorarmi e così ogni critica, anche se negativa, non può essere che costruttiva. Ti aspetto cara Chiara e mi aspetto anche dei commenti sinceri e spero non troppo distruttivi. Bacione Bea

        • Di migliorarsi c’è sempre voglia, ma non viverlo come un obbligo.
          E sai, mi conosci poco, ma non sarei mai capace di andare in un blog e fare critiche distruttive a persone che non conosco. Per mille motivi ma soprattutto perché ritengo che ognuno debba essere libero di essere se stesso. E io chi sono per giudicare?

    • Ma le emozioni non possono esistere in sinergia con la buona grammatica e la buona sintassi? A nessuno si chiede d’esser scrittori; si chiede -semplicemente- di scrivere correttamente nella propria lingua madre. Certo: l’utilizzo della virgola e della punteggiatura in toto può risultare alquanto problematica per molti (soprattutto per chi legge poco); ma sapere quando utilizzare il verbo essere (e quando il vero avere), quando utilizzare l’apostrofo e la differenza tra un accento tonico acuto e grave… beh là serve solo voglia di imparare.

      P.S. Ad esempio tutti quei punti esclamativi che hai utilizzato: son pugni negli occhi d’un attento lettore.

      Ovviamente un po’ si scherza e un po’ si è seri… ché tra il serio e il faceto c’è sempre del vero.

      • I punti esclamativi, per me, a volte servono per sbrogliarmi da una situazione difficile grammaticalmente. Certo poter descrivere, come dici tu, le proprie emozioni con una buona grammatica sarebbe il massimo, tuttavia molti dei blog che seguo non mi sembra pecchino di tanta inefficienza letteraria. A proposito scusa per i pugni negli occhi che hai ricevuto leggendomi. Anche tu potresti, per cortesia, passare dal mio blog e leggere i miei post? Beh, è il minimo dopo così tanta critica. Adesso passo anch’io da te. Ciaoo Bea

        • Ma voi due quando vi siete scritti? E dove Punto e Virgola ha ricevuto pugni negli occhi? Cosa mi sono persa?
          Credo che qui nessuno voglia criticare una persona specifica, tantomeno fare le pulci al suo scrivere ( che poi, se proprio si vuole farle a qualcuno, occorre farle a me che questa è casa mia), ma solo discorrere su cosa ognuno di noi si aspetta quando legge un testo; cosa lo avvicina e cosa lo allontana.
          Tra tutto emerge un dato: leggere, leggere, leggere, leggere, sempre leggere per imparare.
          Anche dagli errori.
          ciao

      • Ma dove li hai visti tutti questi punti esclamativi!!!!!!!!!!!!!?????????? 🙂
        Ciò che dici ricalca il mio pensiero. Faccio davvero difficoltà a leggere testi con errori, mi viene automatico chiudere. Può darsi che mi perda buoni contenuti, ma chi l’ha detto che si debba forzare il proprio essere?
        Quando si decide di porsi al lettore, non si può dire ” io sono così, io scrivo così”, ma occorre avere l’umiltà del volere imparare. E al massimo, decidere di non scrivere, se non si è portati.
        E come voler costruire un mobile senza avere le nozioni di falegnameria: si rischia, senza chiodi, di vederlo crollare. E appunto, mica tutti fanno il falegname, no?
        Un’altra cosa è anche la disposizione del testo. Una buona impaginazione mi spinge molto alla lettura.
        Ovviamente sempre tra il serio e il faceto.

  3. Seguo Punto e virgola che dice una cosa esattissima e apparentemente piccolissima. gli accenti tonici. Quelli che a me per es sfuggono per fretta e caratteri piccoli.
    La correttezza sintattica e grammaticale è auspicabile, inutile negarlo ma non ti salva da una pessima scrittura: sono sincero ovunque cerco “letteratura” ed essa non sempre è accompagnata da grammatica e altro.

    • “Fu, tre, re, me, no, so, va, sta, fa, vo, sto, fo, io mai accenterò”
      Così scriveva Maestro Enrico sulla lavagna della mia prima elementare.
      La buona o pessima scrittura: per ora mi sono limitata a pensare alla forma, ove per forma intendo proprio la struttura madre, scevra del contenuto, della sostanza e del sentimento.
      Andare oltre, analizzare la buona o pessima scrittura, diventa per me difficile perché credo che in questo caso ci siano termini molto soggettivi, mentre nella forma non lo si può essere: la grammatica italiana è una sola.

  4. non sapevo fossi di Biella, bellissima cittadina 😉
    hai fatto la correttrice di bozze??? in fondo… è una forma di restauro pure quella 😉

    in giro se ne leggono do ogni… Rolex impacchettati nella carta del gorgonzola e stupidaggini infiocchettate con maestria. Quando tu ancora giocavi con le bambole, io muovevo i miei primi timidi passi in una redazione, il redattore capo, uomo ovviamente burbero che pareva essere l’incarnazione di certe metonimie cinematografiche/fumettistiche, aveva un credo: ” è il contorno a render buona la ciccia” 😉

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