“Scarica il pdf GRATIS” è un sito farlocco? Chi ha qualche informazione?

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Nelle mie ricerche online ho trovato l’indirizzo http://superadjacenter.xyz/1326926691_kintsugi-larte-di-riparare-con-loro# (ometto il link cliccabile per non dargli ulteriore visibilità)

Accedendovi trovo la possibilità di scaricare il PDF GRATIS del mio libro. Viene anche indicato che normalmente questo libro ti costa 11,65€” quando invece su Amazon costa 14,56€ (qui il link) 

Ho provato ad accedere al sito, occorre registrarsi e dare il numero della propria carta di credito. Ovvio che non ho proceduto.

È una cosa legale? Occorre tutelarsi? È una truffa? Occorre denunciare?
Chi sa come fare?
Perché non è tanto per il mio libro, ma per il rispetto delle regole e dell’editoria in genere.
Grazie

Il blog Bonaventura di Bello parla di un sito TRUFFA ILLEGALE simile http://bonaventuradibello.it/blog/pdf4it-libri-piratati-scaricare-libri-pdf-gratis-truffa/

La novella di Pirandello

pirandello

La vita è una pagina di un libro, spesso sgualcito, sommesso di parole, disordinato e vecchio.
Siamo pedine, pedoni, parvenze d’essere, confuse essenze partorite dalla penna di scrittori demotivati e stanchi, pazzi, pazzi da morire. Siamo puntini di sospensione, virgole, parole errate di libri autopubblicati, rose secche di storie d’amore dismesse, furgoni veloci, omicidi, sesso, righe mandate a capo per armonia, non per ragione. Siamo la morte, il respiro acre degli alcolizzati, le mani di una mamma che prega, le destinazioni vuote, le false promesse, le minacce, le desolazioni, l’amore di carta, quella delle caramelle, che apri e poi getti, il maiuscolo, la declinazione. Il lutto.

Talvolta accadi nelle pagine di qualche bravo scrittore, di quelli che mettono le virgole giuste, i congiuntivi a posto, che dispiegano parole perfette, chiare, di quelle storie che t’appassioni a leggere, senza fiato, coricato nel letto senza dormire. Diventi la storia d’amore, di guerra, il perfetto incontro d’anime. Altre, quando il vento gira, una tempesta, la confusione, finisci dentro a una novella di Pirandello, un paradosso continuo, senza tregua.

La vita è una pagina di libro, da sfogliare piano, come le rose.

 

In Busta Chiusa

Inizia oggi un nuovo ed entusiasmante progetto di Carta Resistente : In Busta Chiusa 

26 lettere dell’alfabeto, tre parole ciascuna, 26 blogger scelti dalla redazione, 26 disegni realizzati con la tecnica “Print Matters”, 26 racconti-poesie-saggi scritti tenendo conto delle tre parole a disposizione.

Ogni settimana Carta Resistente pubblicherà nel blog una busta chiusa; per aprirla basterà aprire il link e si verrà proiettati nel blog che ha scritto il testo, la busta aperta, la storia svelata.
Vi ho partecipato anch’io e ringrazio la redazione di Carta Resistente per avermi contattata per partecipare a questo progetto, detto “follia collettiva” o forse solo una grande catena di storie e vite.
La mia lettera è la Q, “quoziente, quarzo, quantità”, devo ancora fare il conto ma sarà dopo l’estate; per ora godetevi la lettera A, il primo racconto di Marco Montanaro

Perché ti chiami così? (Come nasce il nome del vostro blog)

Come nasce il nome del vostro blog? 

Questa mattina ho ricevuto la quotidiana mail di “Una parola al giorno.it(ne ho scritto qui, qualche mese fa), un bel progetto che racconta le parole, parole di uso quotidiano o inconsuete, desuete, moderne o inventate.
Un dizionario dei sinonimi, stimolo a non fermarsi a “fare e dire” ma a costruire nuove emozioni in parole. Chi usa a suo agio le parole è giocoliere di parole, ed è bello leggerli.
Altri meno, forse poco inclini a sperimentare.

La parola spiegata, studiata, analizzata di questa mattina di  Una parola al giorno.it  è
SQUARCIARE

“La parola del giorno è

Squarciare

[squar-cià-re (io squàr-cio)]

SIGN Lacerare ampiamente e con violenza

dall’ipotetica forma del latino parlato [exquartiare], derivato di [quartus] ‘quarto’, propriamente ‘dividere in quattro’.

È chiaro: siamo davanti a una parola di violenza rara, e il fatto che sia comune richiede un uso particolarmente consapevole.

La sua radice è la stessa di ‘squartare’; ma mentre questo ha conservato il significato di spaccare in quattro ed estensivamente di fare a pezzi, squarciare è passato a significare più specificamente un lacerare ampio e violento. Significati parimenti cruenti, ma piuttosto diversi.

Sorvolando sui casi d’uso più spiacevoli, se non atroci (che comunque sono fin troppo consueti), si squarcia il sacchetto di biscotti che tentavamo di aprire con discrezione, il vento squarcia le nubi nere e compatte rivelando un cilestrino abbacinante, l’incontro inaspettato squarcia la noiosa routine. Come dicevamo, oltre ad essere caratterizzato da una violenza suprema, da un’ energia senza pari, l’atto dello squarciare comunica anche un’ampiezza del tratto tale che non permette ricuciture o guarigioni – volentieri in senso figurato e iperbolico. Ciò che viene squarciato non potrà più essere come prima.

Una freccia importante al nostro arco, capace di dare al discorso una forza descrittiva meravigliosa, a volte tremenda.

* * *

Grazie a Federica per il suggerimento!

A domani, con la parola del giorno!”

Interessante!
Squarciare, squarci, è parte del titolo del mio blog. 
È affascinante pensare a quanta potenza abbiano le parole: squarciare, un’apertura che non si può ricucire, uno strappo violento anche: “Ciò che viene squarciato non potrà più essere come prima”

Ho scelto il nome di questo blog pensando ad una voce che rompesse il silenzio di cui spesso portiamo il peso, non certo pensavo a cambiamenti radicali.
Ma sono contenta della definizione che Una parola al giorno.it ha dato; rende la potenza, la forza, il nucleo intorno al quale ruota l’universo.
E io, noi tutti, con lui.

Così mi viene da chiedervi: Come nasce il nome del vostro blog? 

Chiara

Espresso book machine

Il mercato dei libri subisce continui scossoni: la mancanza di lettori, la mancanza di contenuti, la predominanza delle grandi case editrici e il pullulare di piccole case editrici o pseudo tali (più volte associazioni travestite da).
Il lettore forte non si lascia traviare ma il piccolo lettore, quello dei due o tre libri l’anno, o il lettore occasionale, quello del “compero il libro – 50 sfumature di grigio –  perché lo leggono tutti” (e poi lo lasciano sul comodino alla terza pagina) vengono travolti da questo fiume in piena di editoria e carta stampata, senza conoscere la direzione.

Ma a me, del piccolo lettore, importa poco; lo lasciamo ai grandi network, alla pubblicità, a Domenica in e all’influenza dei like sui social.  Io mi interesso del grande lettore, del lettore seriale che spesso inizia una caccia al tesoro per trovare quel raro testo mai più ristampato, quel libro di cui ne sono state stampate 1000 copie e di cui non c’è più traccia nelle librerie. Certo ci sarebbe la biblioteca, ma spesso il forte lettore è anche possessivo e il libro vuole che sia solo suo.
Il problema del fuori catalogo spesso paralizza un lettore, perché rende vana ogni sua ricerca se non nei mercatini dell’usato, in una smania che solo raramente trova pace.

Espresso book machine è un innovativo processo di stampa di libri che può venire in soccorso a situazioni del genere. Dal sito di Promedia che in Italia si occupa della sua distribuzione: “ L’Espresso Book Machine è un impianto di stampa e legatoria installato presso una libreria o biblioteca, capace di produrre in pochi minuti un libro.”espresso book machine

A tutti gli effetti è una macchina che, utilizzando un particolare software (Espressnet) converte file in libri nel tempo di pochi minuti. La stampa è di livello medio, ma ha una buona rilegatura, pagine a colori e copertina morbida.
Si rivolge a case editrici che, invece di gestire magazzino, trasporto, resi e l’inevitabile fuori catalogo, possono lasciare il loro libro in un catalogo online da stampare su richiesta del lettore. A tutti gli effetti un ebook che diventa cartaceo.
Le macchine che stampano libri sono 100 in tutto il mondo, una sola in Italia presso il Mondadori Store in piazza Duomo. Questo effetto capillare di diffusione delle macchine stampanti di libri permette all’editore di distribuire il file del suo libro in tutto il mondo, così da poterlo ritrovare stampato in Giappone come in Russia.

 

mondadori espresso book machine

Il sistema è semplice: la casa editrice concede i file dei libri in catalogo (potendo così tenere un catalogo sempre aperto); il cliente arriva il libreria, cerca il suo libro e con pochi passi, è pronto per essere stampato.
Il costo è medio basso, visto che come detto prima, la qualità è media, ma il risparmio di tempo e ricerca per l’utente è tutto ripagato.
C’è poi tutta una categoria a parte, quella degli autori senza casa editrice: questi possono evitare le pseudo case editrici che promettono editoria a pagamento, caricando direttamente i propri file su Espresso Book Machine, effettuando una vera pubblicazione on demand.
Il sistema viene anche usato per stampare tesi, libri di cui si vuole avere solo una copia.
Qui il link di Book on Demand, con l’intero catalogo di 7 milioni di titoli pronti per essere stampati e eventuali richieste per libri rari o introvabili. http://www.mondadoristore.it/book-on-demand

Insomma, un sistema dinamico e economico per ritrovarsi tra le mani il libro agognato.
Per ogni info in Italia il sistema è gestito da Promedia (qui scarica la brochure informativa) 

Chiara 

 

Scrivere ai tempi di Facebook

Il rutilante mondo della scrittura ai tempi di Facebook e delle mille e mille -presunte-case editrici che pubblicano mille e mille libri di -presunti- scrittori.

Una chiara visione di Giulio Mozzi, nel blog Vibrisse,bollettino, qualche consiglio e una manciata di errori da non compiere per non farsi cancellare dopo il tempo di un clic.

https://vibrisse.wordpress.com/2016/01/26/dieci-consigli-agli-esordienti-circa-il-corretto-uso-di-facebook/

Chiara

“Lasciati sorprendere” di Francesca Ravinetto.

“Ma è la verità, e lo so che fa male, ma devi accettarla. Se non te la dico io chi te la dice?”
“Ma io mi sono sempre fidata di lui. Mi prometteva che sarebbe sempre rimasto. Io ci ho sempre creduto. Mi sono fidata.”
“Sai, le persone ci riempiono di promesse ma la maggior parte poi non le mantengono. Alcuni se ne fregano di quello che dicono. Vogliono solo farsi vedere e quindi promettono, promettono, e poi fanno gli stronzi e se ne vanno senza tenere neanche una promessa. Altri perdono le speranze già dal principio. Fanno promesse ma non ci credono seriamente già da quando le dicono. Non si può mai capire chi le dice seriamente o chi così per fare. Bisogna solo imparare ad attutire il colpo quando si scopre che sono solo cazzate.” (da “Lasciati sorprendere” di Francesca Ravinetto)

Quando a 16 anni cominci a scrivere e nello scrivere si sommano le parole e le parole diventano una storia e la storia assume la forma di un romanzo breve, significa che hai delle cose da dire. Significa che tutte le ore passate tra i libri, a sfogliarne pagine senza freno, immersa nella lettura, alla ricerca di un senso o solo di un futuro, hanno dato il loro frutto e questo è il tuo tempo.
Il tempo di vedere ciò che sei, stampato e confezionato, con una bella copertina e il tuo nome dipinto sopra.
Ed essere felice. 

E’ quello che è successo a Francesca Ravinetto, che molti sanno essere mia figlia. Continua a leggere