Rabbia cieca e senza senso

Da mesi frequento con piacere la pagina Facebook di Gianni Morandi.
C’è leggerezza, tenerezza, buon senso. Gianni Morandi ogni giorno dispensa piccole cose, forse banali per qualcuno, ma di tutti noi. Piccole cose che messe insieme fanno grandi cose, che fanno la serenità del divenire, l’accettazione del presente. E’ il modo di vivere che piace a me, che tento di applicare alla mia vita. (Chissà poi perché ci si ostini tutti a cercare le grandi cose, quelle che danno felicità sparate e infelicità continue).
Gianni Morandi, due giorni fa, si è espresso con un post sulla vicenda dei migranti145231391-d7765f52-7bac-41bc-8e46-7a3a0421c137Un post di buon senso, dove Gianni fa paragone tra le nostre vicende di migranti e le vicende attuali. Apriti cielo e l’anima razzista ed egoista dell’essere umano italiano si è riversata nei commenti.
Gianni Morandi ha passato la sua nottata a rispondere pacatamente ai commenti, con saggezza e decisione. Io ammiro personalmente chi non si fa trascinare nella polemica inutile, chi non offende e non rende l’offesa e mantiene saldo il suo pensiero, anche contro tutti.
Il giorno successivo ecco ancora un post di Gianni Morandigianni_morandi

Ci si domanda tutti, credo, del perché di tutta questa rabbia e non parlo solo dei fatti di immigrazione. La rabbia è ovunque, in ogni commento, in ogni dove, per la strada, nel web, tra i banchi di scuola, nelle famiglie, nei gruppi, nelle discoteche, nei giornali.
Rabbia cieca e senza senso, molte volte.
Ma si riescono a trovare risposte chiare? C’è modo di capire da dove è generata tutta questa rabbia?

Nella mia città, c’è una zona più popolata di supermercati di altre. Io di solito vado a fare la spesa in uno di questi supermercati. Da mesi vedo fermento in un lotto di terreno di fronte. Mi sono domandata cosa stessero costruendo, un palazzo, un capannone industriale, un giardino, una villetta.
Con mia somma incredulità ieri ho visto che è stato inaugurato un supermercato. Di fronte a quello esistente, non 100 metri prima o dopo. Di fronte.
A parte la stupidaggine del gesto e del permesso dato dal comune, perché alla fine nessuno dei due ci guadagna ma ci perdono entrambi, mi sono chiesta come si siano sentiti, e il proprietario del primo supermercato e i dipendenti.
Avranno sentito rabbia, vero? Si saranno chiesti il perché, vero? Si saranno detti “ma proprio qui di fronte? Vuoi vedere che ci toglieranno il lavoro, che avremo meno clienti, che qualcuno di noi resterà a casa?”
E cosa ne nascerà? Una lotta a suon di offerte special che forse saranno anche utili al cliente ma che non faranno dormire sonni sereni a nessuno.

Ecco la rabbia.
Ecco come nasce la rabbia: dal senso di ingiustizia.
Se solo fosse il buon senso ad alimentare le menti e non il bieco opportunismo…

Chiara 

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Un pensiero su “Rabbia cieca e senza senso

  1. Un rabbia con senso. Con il senso che chi mandiamo a governarci non fa quello che dovrebbe ma, soprattutto, fomenta la paura per chi arriva da luoghi ormai “incivili” con un linguaggio e un modo che a volte mi fa vergognare.
    E non tutti sono in grado di discernere, più facile fare di tutta un’erba un fascio.
    Qualche sospetto di far “nascere” un supermercato di fronte ad un altro…. mi viene…

    C’è una ingiustizia diffusa e orami incancrenita.

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