Mi rivedo in tv!

 

Tv Tokyo, il mio viaggio in Giappone alla scoperta della lacca Urushi e dell’arte Kintsugi.

Questa l’anteprima, il programma andrà in onda domani alle ore 20  giapponesi.
Si tratta Nipponikitaihito, un programma che invita in Giappone stranieri appassionati di cultura giapponese e fa vivere loro un soggiorno indimenticabile, un sogno, tra nuovi amici e passioni!

La pagina facebook https://www.facebook.com/whowantstocometojapangp/

Ci vuole poco per amarsi

Mi piace guidare. Mi rilassa, mi fa stare bene. Mi piace guidare da sola.
Faccio km, di giorno, preferisco la notte, ore in silenzio, spesso la musica spenta, mi parlo da me.
Oppure non dico nulla, non penso a nulla, guido, guardo la strada, non il panorama, la strada che scorre, il nastro d’asfalto. Amo l’autostrada, la linea diritta srotolata sotto alle ruote, il tempo che passa, le macchine che corrono: corro anch’io. A volte corro, schiaccio il pedale e vado, altre, la sera, mi metto a un passo normale e assecondo il battito appagato del mio respiro, godendo del pieno e del vuoto di momenti trascorsi. Guido, alle volte canto, succede che mi prenda di cantare.

Ma più spesso taccio.

Questa sera tornando a casa, il telepass non funzionava, la carta di credito neppure, mi sono fermata dal casellante, pensavo non esistessero più e invece ho trovato un uomo, era buio e pure lui era al buio, vedevo il suo profilo, un’ombra eterea. Gli ho passato i soldi dalla fessura piccola. Lui, da dentro, ha preso il suo tempo, non ha messo fretta alle mani e dopo un momento parso eterno, mi ha guardata. Nella fessura ha fatto passare il resto, 8,10€, 5€ di carta e 3,10€ di moneta.
Non li ha sparsi nel cassetto, ma ha avvolto le monete nella carta come un pacchetto regalo, stretto, senza tema che le monete scappassero via. Mi ha seguito con lo sguardo fino a che ho preso i soldi, poi mi ha fatto l’ok con il pollice ed è scomparso nel buio, come se non fosse mai vissuto.

autostrada

Il viaggio, i gesti semplici dell’attenzione, ci vuole poco per amarsi.

Sulla strada di casa

sulla strada di casa

Sulla strada di casa, dopo un viaggio, un tempo, un’incidenza di presente, il tempo di un bacio o di un’eternità, hai la compagnia serena dei ricordi.
E la mano che ti ha presa è un arcobaleno di presenza.

Chiara 

Vivo nella musica Notify “Vividity”

Il primo giorno di scuola

Il primo giorno di scuola.
Per molti di noi, il 1 Ottobre è stato il primo giorno di scuola. Il primo di una lunga serie più o meno piacevoli.
Ciò che è certo è che lasciare il letto e la casa con la mamma, è sempre stato difficile.
Così deve aver pensato una bambina di 5 anni, che ieri, con la complicità di due sue amiche, ha deciso di tornarsene a casa da sola da scuola durante le ore di lezione.

Pare che la storia si sia svolta così.
Milano, prima elementare, tre bambine decidono il piano: una alla volta chiedono di andare al bagno, prendendo con sé lo zainetto e, una volta fuori della classe, si dirigono verso la porta per uscire, eludendo la sorveglianza dei bidelli.

Così ha fatto la prima. Chiede di andare a fare la pipì, prende il suo zainetto, si dirige alla porta, esce; qui trova l’imprevisto del cancello chiuso, ma vista la piccola età, passa sotto la rete e in cinque minuti è casa.
Nel frattempo, la seconda bambina chiede di andare in bagno, prende anche lei lo zainetto; ma a questo punto l’insegnante di religione, insospettita, esce dalla classe e la coglie mentre si sta dirigendo all’uscita.
Dove stai andando?” le chiede.
“A casa, come la mia amica” risponde tranquilla la bambina. “Adesso arriva anche un’altra nostra compagna”.

Non soffermiamoci sullo scompiglio, sul “grave smacco per la scuola“, come chiamato dalla preside.

Soffermiamoci sulla bellezza di tre bambine che da sole a 5 anni organizzano la fuga dai grandi e ci riescono pure. Ha un che di poetico, il forte profumo dell’avventura, la sfida del pericolo, la precisa capacità di cavarsela nelle occasioni.
Tanto di cappello a queste bambine: se questa generazione è il futuro, la vedo dura per tutti!

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clicca e ascolta Elio

Chiara

Matera e l’effimera Pietà di Pier Paolo Pasolini di Ernest Pignon.

Si sceglie di esistere secondo il proprio canone: effimeri o per l’eternità. E’ una scelta personale legata al contigente, ma nessuno può dire di quello che sarà, la scelta che gli altri faranno per noi.

E’ la scelta del temporaneo, quella di Ernest Pignon, eclettico artista francese, nato a Nizza nel 1942. (qui il link del suo sito); la scelta del tempo breve, la carta come tela, il muro di periferia, sudicio, dimenticato, il suo supporto elettivo; il disagio, i reietti, gli immigrati, Cristo, i suoi soggetti preferiti.

Ernest Pignon arriva di notte, non si annuncia, non declama; incolla i suoi dipinti su muri poco acconci e se ne va, nel silenzio.
Al risveglio, nel sonno gravido di poesia e condanne, gli occhi incontrano questo.pasolini matera

Matera. Uno dei muri che portano ai Sassi, quasi nascosto alla vista, lo vedi per caso e resti colpito.
Matera, luogo elettivo del Il Vangelo secondo Matteo, opera cinematografica di Pier Paolo Pasolini, 1964, una trasposizione antidogmatica della vita di Gesù e per questo, all’epoca molto criticato per vilipendio alla religione.
(Qui il video integrale de Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini).

Sesso, consolazione della miseria!

Sesso, consolazione della miseria!
La puttana è una regina, il suo trono
è un rudere, la sua terra un pezzo
di merdoso prato, il suo scettro
una borsetta di vernice rossa:
abbaia nella notte, sporca e feroce
come un’antica madre: difende
il suo possesso e la sua vita.
I magnaccia, attorno, a frotte,
gonfi e sbattuti, coi loro baffi
brindisi o slavi, sono
capi, reggenti: combinano
nel buio, i loro affari di cento lire,
ammiccando in silenzio, scambiandosi
parole d’ordine: il mondo, escluso, tace
intorno a loro, che se ne sono esclusi,
silenziose carogne di rapaci.

Ma nei rifiuti del mondo, nasce
un nuovo mondo: nascono leggi nuove
dove non c’è più legge; nasce un nuovo
onore dove onore è il disonore…
Nascono potenze e nobiltà,
feroci, nei mucchi di tuguri,
nei luoghi sconfinati dove credi
che la città finisca, e dove invece
ricomincia, nemica, ricomincia
per migliaia di volte, con ponti
e labirinti, cantieri e sterri,
dietro mareggiate di grattacieli,
che coprono interi orizzonti.

Nella facilità dell’amore
il miserabile si sente uomo:
fonda la fiducia nella vita, fino
a disprezzare chi ha altra vita.
I figli si gettano all’avventura
sicuri d’essere in un mondo
che di loro, del loro sesso, ha paura.
La loro pietà è nell’essere spietati,
la loro forza nella leggerezza,
la loro speranza nel non avere speranza.”
Pier Paolo Pasolini

Puoi scegliere come vivere: io scelgo di fare un viaggio in ogni cosa che vedo, un viaggio oltre l’apparenza, dentro la storia.

Chiara

Viaggia e Scopri – The Gira

Uno dei sogni che abita la mente di ogni uomo è viaggiare.
Il viaggio ci porta fuori dal quotidiano, in mondi nuovi, sconosciuti e vari. E’ un viaggio lo stesso vivere, lo è il sognare la notte ad occhi chiusi e in pregiati momenti ad occhi aperti; è un viaggio la velocità del volare con un aereo e la leggerezza di un parapendio; la linearità di un treno e il contorto svolgersi di strade di montagna in auto; è un viaggio il lento camminare sui ciottoli dei sentieri e la falcata lunga del braccio nel mare; lo sfogliare di un libro o il sonno della meditazione.

Siamo nati per viaggiare, per conoscere, quale che sia il nostro destino.

Certo è insolito il viaggiare di Gian Luca Sgaggero che da domani compirà il tragitto #Greatcomeback – Catania-Milano, più di 1400km a bordo di un Ape Calessino.the gira

L’avventura è assicurata. Un equipaggio di tre persone, la sicurezza di non superare 50km, il pernottamento negli agriturismi che popolano la nostra terra e lo scorrere di meravigliosi scenari che solo l’Italia può regalare.

Il viaggio è organizzato da THE GIRA (qui il link); Gian Luca è un mio amico, travel blogger di professione. Il suo sito VIAGGIA E SCOPRI (qui il link) è un’occasione per conoscere l’Italia e il mondo attraverso gli occhi dei travel blogger, un altro modo di stimolare la curiosità, di scovare piccoli dettagli.

Partenza: 26 Agosto da Catania. Arrivo a Milano.

Possiamo seguire la sua avventura attraverso questi link
Pagina Facebook di Gian Luca Sgaggero qui
Profilo Instagram di Viaggia e Scopri qui
Profilo Twitter di Viaggia e Scopri qui
Pagina Facebook di The Gira qui

Chiara 

Tu, amalo.

marePerché la vita è così e devi cavalcarla e io non riesco a stare ferma anche se ho giorni come i tuoi, solitari, desolati, sfiduciati e non voglio più nessuno nella mia vita.
Se avessi una vela verrei con te, staremmo in silenzio, non occorre altri che se stessi per respirare il mare.
E forse piangeremmo, chissà, confondendo il sale con il sale, ma l’amarezza fluirebbe via, da qualche parte che non so, ma se ne andrebbe e resterebbe il mare.
Null’altro che il mare.
Tu, amalo.
Tu, amalo, come ami me e il vento, d’estate il caldo e la pelle nuda, la tua.
E la vita, la mia.

Chiara

Se hai seminato bene, resta

La vita è tanto bella quanto inaspettatamente stupida.
E in certi giri d’anima ti ritrovi con i dadi in mano e il tabellone di Jumanji che gira, inconsapevole della prossima mossa da fare.
Ci vorrebbe un segno, una bandierina puntata là dove pensi sarebbe giusto arrivare; ci vorrebbe una mano che indica, una luce.
Ci vorrebbe il tempo per riflettere, ma la clessidra ruota solo al termine della sabbia e in quel momento, proprio lì, il tuo tempo è finito.

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La vita è tanto stupida quanto inaspettatamente bella .

Chiara 

Abbazia di Viboldone

“Il senso del limite insegna a stare con naturalezza dentro la propria finitudine” Giorgio Boatti

Non  molto tempo fa ho visitato l’Abbazia di Viboldone, nella periferia Sud di Milano. Un luogo antico inserito suo malgrado  in un contesto suburbano incasellato e grigio; un pezzo di storia intatta, quasi estraniata dal mondo e segregato tra tangenziali, svincoli, casermoni e centri commerciali.
Sarà la fede che lo ispira, sarà la potenza dell’arte medievale, sarà un briciolo di rispetto dei tempi trascorsi, quando si varca il cortile dell’Abbazia, ci si sente trasferiti in un incavo di serenità.
Per commentare le mie immagini, non userò le mie parole, come mi è solito, ma il testo di Giorgio Boatti da “Sulle strade del silenzio. Viaggio per monasteri d’Italia e spaesati dintorni” ed.Laterza.(qui la pagina facebook).

Il senso del limite insegna a stare con naturalezza dentro la propria finitudine.
E’ una pratica che richiede l’esercizio dell’attenzione verso gli altri. Un’attenzione da mantenere sempre in allerta, prendendo consapevolezza di quanti altri gesti e modi di essere da parte nostra possono essere invasivi e intrusivi, colpendo ambiti di sensibilità che ci stanno attorno.

1

Questo allenamento al governo di sé, delle proprie parole e dei propri gesti, dell’essere consapevoli dello spazio nel quale ci si colloca e dell’uso che si sta facendo del tempo, proprio e altrui, porta a poco a poco a camminare su una sorta di crinale. Lì, invisibile, corre il filo di ciò che è essenziale. A noi e agli altri.2

 

Le mezze misure, le ambiguità, gli accomodamenti, prima ancora di essere interdetti da norme formali – i confini della clausura, per esempio, o l’inizio del Grande Silenzio a partire da una data ora-, sono respinti perché rappresentano una stonatura. Sono una distonia perché opposti e speculari alla scelta di un modo di vivere che ha senso solo se riesce a essere integro, congruo, in ogni aspetto duraturo.

3

 

O si è, insomma, quel che si dice di voler essere, o non lo si è. E allora è inutile fare del teatro o della rappresentazione per camuffare la situazione.

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Il silenzio, proprio perché mette al vaglio ogni parola, è un efficace sparigliatore di ambiguità, un formidabile bastone di sostegno per restare coerenti ai propri propositi. Con l’andare del tempo, ci si rende conto non solo della fatica che questa modalità di stare con se stessi e con gli altri, almeno all’inizio, impone, ma anche della liberazione che a poco a poco regala.

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La sensazione, quasi fisica, è di disporre dentro di sé di un tempo fattosi più lento e arioso.

6

E’ di muoversi in uno spazio interiore che si è fatto più agevole, essenziale, sgombrato da inutili orpelli che normalmente lo inzeppano”

7

Ho voluto inserire lo scritto di Giorgio Boatti tra le mie immagini, perchè è stato scritto durante un soggiorno nel monastero di Viboldone, adiacente all’Abbazia e retto dalle suore  della comunità di Madre Margherita Marchi. Vi ho ritrovato molti dei sentimenti da me provati, un senso di rientro nella propria mente, un assetato desiderio di distacco e intimità.
Ciò che ho sentito equivale a quello che sentirete voi

Chiara 

 

Italia Blog Tour, una nuova esperienza!

E’ sempre interessante un nuovo inizio.
C’è l’eccitazione della partenza, i bagagli da preparare, i libri da non dimenticare, le parole giuste da dire.
C’è la voglia di conoscere, di stupirsi, di incontrare nuova gente, condividere, di imparare.
Vien proprio voglia di correre, invece che camminare.

Da pochi giorni sono entrata a far parte della redazione di Italiablogtour, un blog accattivante, curioso, dedicato a piccoli angoli della nostra Italia incantata.
Che ne dite di farvi un giretto per vedere che aria tira?

Chiara