“Chi vuole venire in Giappone?”

A luglio del 2018 sono stata invitata da Tv Tokyo a partecipare al programma televisivo “Who Wants to Come to Japan 世界ニッポン行きたい人応援団”, un’esperienza unica, magnifica, indimenticabile, dove ho potuto apprendere l’arte Kintsugi.

Questo il breve riassunto che oggi la tv giapponese ha dedicato alla mia esperienza

“Il 20 agosto abbiamo invitato la signora Chiara, da Biella, Italia. Si è interessata al “kintsugi” (riparazione con l’oro), l’arte di riparare ceramiche rotte applicando oro, argento o lacca ricoperta con polvere d’oro alla ceramica, unendo i pezzi assieme senza nascondere le sue “cicatrici”.
Avendo studiato per conto suo in Italia, l’abbiamo invitata in Giappone per approfondire i suoi studi imparando da un maestro.
Benvenuta in Giappone!

Al suo arrivo, è andata da Shitsugeisya Heiando, a Kyoto. Ha incontrato l’artista della lacca, il signor Hiroki Kiyokawa, che è attivo nel restauro da più di 40 anni. Le è stato concesso l’accesso al laboratorio del signor Kiyokawa, un luogo normalmente non aperto al pubblico. Ha ricevuto il permesso speciale di osservare il processo di riparazione. Dopo aver osservato i suoi lavori kintsugi, il signor Kiyokawa le ha dato consigli su come migliorare il suo lavoro.

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Il giorno dopo sono andati al tempio Honpoji, della Setta Nichiren. Ha incontrato il 96esimo Alto Sacerdote, il signor Segawa. Lui le ha mostrato una ciotola per il riso per il cui restauro ha impiegato 6 mesi. Lei è rimasta così meravigliata dalla bellezza della ciotola da restare “senza fiato”.

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Quindi è andata nella città di Daigo nella prefettura di Ibaraki, ben conosciuta per la produzione della migliore lacca del Paese. Ha incontrato un artigiano molto capace con oltre 60 anni d’esperienza, il signor Yuzou Tobita (presidente della Lacquer Preservation Society). Hanno esplorato la foresta di oltre 1600 alberi per individuare l’albero con il migliore urushi, o linfa, per la laccatura. Insieme hanno inciso l’albero della lacca per raccogliere l’urushi. Per trasformare l’urushi nella forma utile alla laccatura si rimuovono le impurità, lo si mescola, lo si espone al sole, e così via.

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Macisko san, Io e Tobita san 

Il membro della Lacquer Preservation Society ha preparato una cena di benvenuto per lei. La cena era composta da numerose specialità locali di Daigo Town, sake e soba locali, prodotti da grano saraceno coltivato dallo stesso signor Tobita. È stata la toccante conclusione di un’esperienza magnifica.

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Congratulazioni!!
Canditati adesso! Ottieni una possibilità! Puoi essere il prossimo vincitore.”

 

 

 

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Il taglio – lacca Urushi

In Giappone si coltiva una pianta, Rhus Verniciflua. Uno dei luoghi più conosciuti per la sua produzione è Daigo, a nord di Tokyio, nella prefettura di Ibaraki.
Le piante impiegano dieci anni per crescere. Al decimo anno vengono incise per raccogliere la lacca Urushi, lacca impiegata fin dai tempi antichissimi per le sue proprietà di impermeabilizzazione e robustezza su stoviglie e oggetti in legno.
La raccolta della lacca avviene da giugno a novembre, finita la raccolta la pianta viene abbattuta perchè diventata inservibile.

Dieci anni per crescere, sei mesi per la raccolta, poi l’abbattimento.
Ogni pianta produce in media 200ml di lacca, l’equivalente di un tubetto.  Considerate quindi il tempo, la fatica e quindi il costo della lacca Urushi.  Ma di questo racconterò un’altra volta, oggi voglio raccontarvi come si raccoglie la lacca.

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Campo di Rhus Verniciflua a Daigo, prefettura di Ibaraki

La corteccia della pianta viene incisa con un piccolo taglio orizzontale; a distanza di 30 cm se ne fa un altro e così via. Il taglio deve essere piccolo, quasi invisibile: per  segnare la pianta incisa viene messo un cordino rosa.
Dopo 3 giorni si procede con un altro taglio, dopo due giorni un altro ancora, sopra ai precedenti, a distanza di pochi mm.

Dai tagli fuoriesce la lacca che viene raccolta con maestria da validissimi artigiani, piccole preziose gocce che saranno usate da altri artigiani e artisti per un’arte quasi scomparsa.
Ma perché si procede così? Perché prima un taglio, qualche giorno dopo un altro e via di seguito?

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Tobita san estrae la lacca Urushi a Daigo

L’ho chiesto a Tobita san, coltivatore di Rhus Verniciflua e ho ricevuto come risposta:
” I tagli piccoli servono a far sì che la pianta si adatti piano piano alle ferite. Se io tagliassi subito con grandi tagli la pianta non reggerebbe e morirebbe subito. Se poi facessi un taglio circolare non ci sarebbe scampo. I tagli piccoli permettono alla pianta di superare ogni giorno le ferite, di farle rimarginare per essere pronta, il giorno successivo, a produrre nuova lacca.” 

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Tagli per estrarre la lacca Urushi

Alla fine del decimo anno di vita, le piante vengono abbattute. La corteccia non riesce più a ricostruirsi e diventa inservibile per la raccolta della lacca.

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Non sembra anche a voi che in questi tagli e nel racconto di Tobita san ci sia una grande metafora della vita?
Siamo così, feriti poco alla volta, ogni volta sopportiamo di più, impariamo dal dolore a sopravvivere. Un taglio netto ci ucciderebbe ma ai piccoli tagli ci adattiamo. Coraggiosi e forti ad affrontare, ogni gionrno, una nuova prova.