I sogni degli uomini

Mentre lavoro ascolto la conferenza di Brunello Cucinelli. (ne ho scritto anni fa qui) 


Un visionario, un saggio, forse matto, di certo un uomo che pensa. Un sognatore.

Poche volte ho incontrato nella mia vita uomini sognatori e quelle poche volte sono rimasta affascinata a seguire i loro pensieri, quasi che le parole disegnassero scenari lontani ma raggiungibili. Avere dei sogni non significa realizzarli, ma tendere a provarci. Significa avere ogni mattina uno scopo, un appiglio per migliorarsi. Un modo nuovo per fare degli anni ricchezza e non peso.

Certo spesso gli uomini sognatori vengono confusi per pazzi, gli si toglie il potere della speranza, denigrati come perditempo da persone cullate nel sepolcro dell’invidia.
Invece l’uomo sognatore è la speranza, incarna il vero senso del presente che si fa futuro, non guarda indietro, non si ferma con le sconfitte e ogni giorno incastra un mattone per costruirsi.

Incontrare uomini sognatori è un grande dono.

tengo a precisare che per uomo intendo proprio uomini, non genere umano

 

Brunello Cucinelli, un filantropo moderno

“Ho sempre coltivato un sogno, quello di un lavoro utile per un obiettivo importante”
Brunello Cucinelli

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Brunello Cucinelli

Quando mi sono imbattuta nella figura di Brunello Cucinelli, ascoltando le sue parole alla radio, ho capito da subito che mi trovavo di fronte aun uomo diverso, a una figura che quasi pare non appartenere ai nostri tempi. La calma, la pacatezza dell’eloquio, la serenità d’intenti, la fermezza determinata ma umile e disposta all’incontro, mai allo scontro, mi hanno indotta a ricercare sue notizie nel web.
Brunello Cucinelli, classe 1953, nasce a Castel Rigone (Perugia). Da subito attratto dalle morbide colline umbre, affascinato dalla poesia della terra e della natura, nel 1974 lascia gli studi universitari ed  investe  500.000 mila lire nella confezione di 5 maglie in cashemere. Un sogno piccolo che diventa immenso, con investimenti accorti, bacini di espansione meditati, lusso, classe e qualità.
Brunello Cucinelli è un marchio conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, conta di 1000 dipendenti e un indotto di 4000 persone esterne.
Fino a qui  si legge la storia vincente di un imprenditore, cosa che accade in parecchi campi.

Ma Brunello Cucinelli va oltre, non si ferma al mero guadagno personale e decide di reinvestire una parte cospicua dell’utile nel restauro e riqualificazione di Solomeo, un borgo umbro edificato tra la fine del XII sec e la prima metà del XIII sec, luogo dove decide di far crescere la sua azienda.
Anno dopo anno, con passione, il borgo rinasce e così la gente che lo abita. I dipendenti vivono una vita relazionale importante prima che lavorativa, in uno scambio di fiducia e rispetto, da cui trarne esempio.

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Il borgo Solomeo e il suo restauro, l’azienda, la fondazione.
Il progetto cresce e si sviluppa ed  ecco il Foro delle Arti (qui), l’Accademia e la Biblioteca (qui), l’Anfiteatro (qui), il Giardino dei Filosofi (qui), il Teatro, ( qui il sito del teatro) , la Scuola dei mestieri, con corsi di Rammendo e Riammaglio, Taglio e Confezione, Orticoltura e Giardinaggio e Arti Murarie. (qui) 

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Teatro Cucinelli

“La nostra “qualità integrale” è il frutto della qualità interiore di ognuno”
Brunello Cucinelli

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Questo in breve il senso della vita di Brunello Cucinelli, un moderno filantropo, un costruttore di futuro, un idealista per certi versi, un imprenditore vivace e capace. La sua figura mi ha smosso dentro, la coscienza intendo. Mi ha portato a riflettere sull’altro, sulla sua importanza; mi ha portato ancora una volta sulla via del rispetto e dell’umiltà quali motori unici per l’esistenza.

Il suo ultimo progetto in nuce è “Un Progetto per la Bellezza”.
Brunello Cucinelli ha venduto il 5% delle sue azioni, con i proventi ha comprato terreni e capannoni industriali dismessi nell’area di Solomeo  per donarli alla comunità con l’intenzione di realizzare parchi tematici, il parco dell’industria, dell’oratorio laico e agrario.
Un contesto di bellezza e natura, terra e uomo che bene si integrano e sostengono per un futuro di stabilità e benessere, morale ed emozionale, prima che economico, perché, senza il benessere dell’anima, il futuro non ha ragione di esistere.