Becoming Human

Ci sono dei gesti che hanno più parole dentro di mille discorsi.
Gesti che sono più potenti di pietre, più acuminati di spade.

Lucca, Duomo

Lucca, in occasione del Lucca Comics & Games, e su espressa richiesta del vescovo Paolo Giulietti, ha ospitato ELDORATO

Eldorato è un progetto che racconta l’illusione di questo millennio: l’esistenza di una terra dell’oro, dove ci sono benessere e futuro. Una terra lontana di cui si sa poco e di cui si immaginano meraviglie; una terra al di là della linea dell’orizzonte che ce la nasconde.

Il progetto, ideato e prodotto dall’artista Giovanni de Gara (Firenze, 1977), si articola in una serie di installazioni site-specific che utilizzano come materia prima un oggetto salva-vita: le coperte isotermiche normalmente usate per il primo soccorso in caso di incidenti e calamità naturali ed entrate nell’immaginario collettivo come “veste dei migranti”. 

Tratto da Giovanni de Gara – ELDORATO – http://www.giovannidegara.org/eldorato/

Appena viste le porte dorate ho intuito la bellezza ma non la potenza. Ma quando mi sono avvicinata e ho capito fossero coperte salvavita, il senso di Becoming Human si è fatto pressante. E questo può un gesto d’arte, smuovere lo stomaco, risvoltare il cuore e anche in mezzo al divertimento, può far soffermare a riflettere, un momento, su dove siamo noi e dove sono gli altri, sulla accidentale e fortuita fortuna che ci fa stare da questa parte del mondo e non là, in mezzo all’acqua, al freddo, al caldo, dispersi, soli, non conta la pelle, non conta l’età, c’è sempre un disperato, purtroppo, che ha bisogno della nostra umanità.

BECOMING HUMAN. Ora che, forse, ci siamo dimenticati di esserlo

Info su ELDORATO di Giovanni de Gara

U.mani.tà, la poesia tra le mani

In questo mondo scalcagnato sembra più difficile incontrare la bellezza e poesia nelle persone. C’è più indignazione che serenità, più corsa che riposo. C’è molta diffidenza nei volti, attese nelle parole, scontri, spesso accesi su toni opposti e mai, mai pacati. E nemmeno ci si spinge a tentare di comprendersi. Si urla e basta. 
Questo mi appare il mondo di questi tempi. E viene normale non credere, disilludersi, sottovalutare. 

Accade che le convinzioni si rovescino e così mi è successo con Jacopo Tealdi.
Ho chiesto a Jacopo, nuovo cliente a cui riparerò un prezioso oggetto con l’arte Kintsugi, di raccontarmi una storia, La storia del suo oggetto. Mi aspettavo due parole striminzite e invece mi sono trovata imbarcata per un viaggio onirico e magico. Jacopo sa usare bene le parole, le sceglie corrette e dedicate, soppesandone, senza darlo a vedere, il sapore e l’emotività.
Ma di questa storia vi racconteremo più avanti, quando il lavoro sarà iniziato e finito, quando il suo oggetto prezioso avrà un nuovo nome e una nuova, potente vita.

Oggi voglio raccontarvi del suo spettacolo. Mi sono fidata, questo ho fatto. Jacopo Tealdi, cliente da poche ore, mi ha invitata a vedere quello che a suo dire, era, è, Lo spettacolo. Uno spettacolo unico nel suo genere, nuovo, moderno, allegro, comico, poetico. Emozionante. 
E sì, mi sono fidata e no, non mi ha mentito Jacopo.

Nel buio della periferia torinese, alla Cascina Duc, con gli occhi sgranati e lucidi dell’emozione della bambina che alberga in me, lo stupore nel petto, ho assistito a un’ora e mezza di dialoghi tra le sue mani: MrPiccolino,  il Professor LuisDaimon, la soubrette diva LadyWanda, il più grande ammaestratore di papera al mondo BwlBwlKubadilisha. Personaggi velocemente cambiati, movimenti così veloci da fare dimenticare che a parlare erano mani, non vere persone. Jacopo, nel suo spettacolo “U.Mani.tà” viaggia tra ironia e divertimento, poesia ed emozione, portando i suoi spettatori in un viaggio fantastico, fino a farli diventare unicorni!

E no, non mi sono mai sentita prima un unicorno e sì, ora sì.

 

La pagina Facebook di Jacopo Tealdi Art , cercate le nuove date. 

La pietà perduta

La Vignette sul terremoto in Italia pubblicata da Charlie Hebdo "Terremoto all'italiana: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne". L'ultima, ("lasagne"), presenta diverse persone sepolte da strati di pasta. ANSA+++ EDITORIAL USE ONLY NO SALES NO ARCHIVE+++


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La Vignette sul terremoto in Italia pubblicata da Charlie Hebdo
“Terremoto all’italiana: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne”.

“…circa 300 morti in un terremoto in Italia. Ancora non si sa che il sisma abbia gridato ‘Allah akbar’ prima di tremare” 

Abbiamo un problema, l’umanità è scomparsa, la pietà perduta, il rispetto calpestato.
Non dico che non si debba ridere, non voglio censurare ironia, satira, libertà di pensiero.
Dico solo che ogni essere umano dovrebbe sapere dove stanno i limiti e quando non superarli.
Perché secondo me dei limiti ci sono.
E a perdonare tutto rischiamo di non saper più distinguere il bene dal male.

Ma dove sono “poesia, saggezza e grazia”?

Sguardi e percorsi (qui il link) è uno dei blog che seguo con maggiore attenzione. Mi piace trascorrere tempo tra le sue pagine, si sta bene, rilassati. Non ci sono colpi di testa, passioni violente, disprezzo, ma tenerezza, comprensione, amore, accettazione, fiducia e dolore, quello anche, ma consapevole.

Questa mattina ho letto il post “Poesia, saggezza e grazia”, parole inserite nel Ted Talk di Dave Isay , che tra l’altro così dice: “Ho imparato a trovare poesia, saggezza e grazia nelle parole delle persone attorno a noi, quando ci prendiamo il tempo di ascoltarle.”  e ho ritrovato il sapore buono dell’ascolto delle storie delle persone, del loro dipanarsi, l’evoluzione del pensiero e la bellezza, sempre, anche ostinatamente, ricercata. 

Alle volte però la vita fa di tutto per smentirsi, le persone lottano ferocemente per mettersi in mostra nel peggiore dei modi, come se poesia, saggezza e grazia fossero colpe mortali. E l’odio e la stupidità medaglie da esibire.

Fabio Tortosa e la sua mancanza di vergogna
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Hamilton, lo spumante, la hostess e la determinazione a considerare un gesto di festa nella metafora di sperma spruzzato e quindi gesto sessista.

hamiltonEmma e il suo Tim, l’albero che ama, che vorrebbe sposare e con cui fa sesso una volta alla settimana.

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McDonald’s e la pizza una contro l’altra come se non ci fosse domani ( e soprattutto come se non ci fossero altre cose più importanti)McDonalds-Pizzeria-640x385

Quanti altri ancora, quanti, tutti sull’attenti, tutti pronti a dichiararsi i migliori, inconsci nel loro proclamarsi stupidi.

E allora dove risiedono “poesia, saggezza e grazia”? Perché sono così ben nascoste? Perché si fa di tutto per camuffarle, per estirparle, per seppellirle?
Cosa ci guadagna l’uomo a mostrarsi nel lato peggiore?

Se avete esempi, siete i benvenuti, lo sapete.
Chiamiamolo “momento catartico”

Chiara

Un selfie d’autore.

A me questo mondo mette allegria.

Sai che noia anche solo cent’anni fa, tutti a lavorare, testa china, la fedeltà coniugale e la famiglia tradizionale come meta, il cibo genuino, la ristretta cerchia di amici, i confini piccoli del paese, per i più fortunati la città, una sola fede politica, una sola fede religiosa.

Ora è diverso, siamo tutti dei fighi strepitosi, al centro del mondo e agli antipodi in un secondo. Ora possiamo apparire, mostrarci con i veli e senza veli, bocca a gallina o tetta di fuori. Possiamo intervenire in ogni dibattito, anche senza aver proprio cose da dire, basta dirle. Possiamo insultare o adulare nel giro di pochi centimetri di tastiera, e possiamo cambiare idea con la velocità di un peto.

Siamo il vero futuro, la meraviglia dell’evoluzione di Darwin!

E come siamo diventati così geniali? L’arte, la cultura, le idee dei grandi pensatori, le guerre, le fedi religiose. Le abbiamo apprese, imparato dalle vittorie e dagli errori e ora, ora siamo MIGLIORI!
E quale terra lasceremo ai nostri figli? Un paradiso, un eden!

ah, no?

selfie_vigili_russia

 

“Due vigili del fuoco russi sono sotto inchiesta dopo essere stati catturati nell’atto di scattare un selfie di fronte a un incendio che ha ucciso 17 persone.Metro UK riporta che i due uomini russi stavano cercando di spegnere un incendio in un centro commerciale, quando hanno deciso di scattare questa foto.”  (fonte Simona Vitale, Daringtodo.it) 

Chiara

La gente mi sta stretta

La gente mi sta stretta,  un maglioncino di lana infeltrito, di quelli fatti a mano, di lana del re vecchio.
Si appiccica addosso, sa di alito stantio, aglio e tabacco mescolati, umori di sesso distratto e dismesso, mai felice.
Ti sta alle calcagna, con quei ghigni ridicoli e vani, tra vetrine di saldi e sconti, che quello è il loro unico mercato.
Popola il tuo spazio, la gente che ti sta stretta, si sposta di lato, di sotto, di sopra, cani segugi all’inseguimento dei tuoi passi, nella mera illusione di fagocitarti, imballarti, schiacciarti, soffocarti.
La gente mi sta stretta, una taglia da bambino, tanto quanto il loro cervello, infantile e privato di intelligenza, piccoli e smunti, affiliati ai clan della banalità e delle rime.

Chiara
(#maipiùingiroperisaldi e #nehounpobastaditutti)