Non piove ma pioverà.

Sarebbe bello iniziasse a piovere, di quei giorni in cui non vedi il sole e le nuvole abbuiano gli occhi. Senti dentro la malinconia salire, un pianto profondo che vibra nel sangue, non si riesce a staccarsene un pezzo nemmeno con i morsi.
Sarebbe bello essere vicini, seduti uno di fronte all’altro, nell’approssimarsi dei corpi, in quel buio che si accanisce nel cielo, tra gocce e lampi, sarebbe bello ci fosse anche il vento, una tempesta, la tormenta che sbatte le finestre, inquiete e sferzate, così è la vita, talvolta lo fa.
Sarebbe bello tornarsene a letto, non ascoltare la sveglia, restare stretti tra le coperte, nel caldo che l’amore fa, rannicchiati negli occhi i desideri e sulla pelle il profumo del mondo.
Guardo il cielo, il grigio diffuso non appaga ancora, ha un tentennamento d’autunno, timido e poco vorace, indifferente.

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Non piove ma pioverà, amore mio.

Tempesta

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Si placa la tempesta se non si attinge acqua al ciclone.
Perché si sa, la tempesta è vigile solo dove vede e cieca là dove non le è dato da vedere.
Chiara

Quella parola che ha nome: fiducia.

Succede di smarrire la via, navigare nei marosi  perdendo  la rotta.
Succede ed è sconfortante se l’ancora s’è persa, il timone spezzato, boccaporti aperti, un vortice ad inghiottire acqua nei polmoni.
Succede.

Si può decidere di seguire l’uragano, trasfigurarsi nei flutti, abbruttirsi, incattivirsi; lasciarsi tentare dalle maledizioni di sirene ingannatrici.
Certo, così si può fare, nessuna certezza se non la vendetta, lo scontro. La fine.

O si può decidere di aprire gli occhi, tappare le orecchie alle insidie, restare inchiodati alla plancia e seguire una voce.
Una sola.

La voce che parla ripone fiducia, stima e rispetto.

Si può uscire da una tempesta se si ha fiducia.

Chiara 

"Ulisse e le sirene" John William Waterhouse

“Ulisse e le sirene”
John William Waterhouse

Oceano smisurato.

Il mare è un eterno ritorno.
Raccoglie le acque dei fiumi, i profumi e gli odori della terra, le brutture degli scarichi. Sente dentro di sé i corpi della gente che lo anima, lo vìola, lo venera.
Riceve sollievo dalle correnti al largo che si mescolano allo stagnarsi di giornate di bonaccia.
Si rivolta, confonde, impazzisce nelle tempeste, senza capo né piedi, tormentato e senza sollievo fino alla prossima mareggiata.
Il mare è così e così siamo noi, senza tregua.
Quando proprio non ce la faccio più, fisso un punto dell’orizzonte e immagino che sia là il luogo dei miei sogni.

Chiara

Bilbao Oceano smisurato

Bilbao
Oceano smisurato

 

La saggezza- non è mai tempo sprecato.

Arrivare a 46 senza certezze, sarebbe da sciocchi, un’aver sprecato la propria vita tra i campi di grano.
E non parlo di verità assolute, di regole inderogabili, di una mente immobile nelle sue convinzioni; parlo di certezza del proprio essere, parlo di chiarezza e fermezza dentro di sé.
“Non vivo di tempeste emotive” scriveva un amico: avere certezze significa saperle domare, le tempeste emotive, che cavolo se ci sono e ti travolgono spesso, soprattutto quando vedi e senti la vita che uccide, odia, invidia, taglia e incita alla violenza e scappa, si, la vita scappa.
Avere piedi saldi ma saper ascoltare e con umiltà cambiare il proprio pensiero, se serve a crescere.
E affrontare la vita con ottimismo, dannazione!
Saper fare delle scelte, consapevoli, e schierarsi, senza tema, con chi si ama.
Senza mentire, senza fingere, mettendo la propria faccia e il proprio coraggio.

Poi c’è chi lo fa a 22 anni, come Martina.
E chi non la fa mai, e non sapendo come fare, preferisce additarti come ipocrita e illusa, quando la via più facile sarebbe la comprensione.

Pazienza

Chiara 

Voragine

La montagna maestosa s’erge
nell’aer liete trascorron l’ore,
che mani soffici di prato
non san calpestarne il profumo.

Son attimi vaghi, tempesta stormisce
le fronde ed i sassi van rotolando
destossi di schianto pavento e tremiti
e tutto quel ch’era quieto.

Sol resta silenzio e sgomento
nel buio calmo che tutto avvolge
di vita mesta che ancor prosegue
nella sua soave poesia.

Chiara