Due cuori

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Due cuori, giorni sommati uno all’altro, il passato lasciato indietro, del futuro nessuna cura; giorni impilati, una torre di Babele, pendente, la basi solide, il resto al vento, come è giusto che sia: la vita.
Due cuori, un amore solo, nascosti, sotterrati sotto una coltre di neve, semi sparsi tra letame e la terra, fertilizziamo la primavera con i baci, tra la pelle consumata dalle incertezze e il sangue che ribolle, come è giusto che sia: la passione.
Tu e io e in mezzo esistenze cieche, indifferenze desolanti, tracce di ferite, sillabe confuse; tu e io e in mezzo il mare.
E noi, due cuori, che con calma lo navighiamo.

Streetart sui muri di un vecchio lanificio: le Tre Parche

L’archeologia industriale ormai è diventata di moda dalle mie parti, il Biellese. Complice una efferata crisi del settore tessile, una parte ingente di stabilimenti costruiti sui torrenti Elvo, Cervo, Oropa, Sessera e Strona, ha subito un lento degrado dovuto alla loro inattività. Là dove prima tutto era florido e produttivo, ora ci sono più solo muri scrostati intaccati dall’umidità e dai rovi.

È opera del FAI GIOVANI di Biella, supportati dagli Amici della Lana di Miagliano, dal sindaco, dal comune e da alcuni sponsor privati, la voglia di far rinascere a nuova vita la storia dei lanifici, non solo narrandone i passaggi e le lavorazioni, ma integrandoli e rivisitandoli con l’aiuto dell’arte moderna.

Il muro è quello del Lanificio Botto di Miagliano, gli artisti Gioele Bertin, in arte JOO WAS HERE e Francesca Melina ( fanno parte di Howler M. Cru)

Parche Miagliano

Il grande murales visto dal ponte di Miagliano sul torrente Cervo.

Il murales, alto 12 metri e lungo 42, si sviluppa sulla parete del lanificio che da’ sul torrente Cervo. La sua storia deve essere letta da destra a sinistra, così come è lo scorrimento del torrente, nella metafora delle Parche, a rappresentare lo scorrere della vita.
Le tre Parche sono figure della mitologia romana, simili alle Moire greche e alle Nore normanne.
Raffigurate spesso come vecchie streghe, portano in mano il filo della vita: la prima lo fila e lo dipana, la seconda lo distribuisce alle persone e la terza, implacabile, con una forbice, lo taglia.
Nella murales di Miagliano, il filo azzurro delle Parche non finisce tagliato, ma è annodato a un filo rosso che continua un immaginario viaggio oltre al muro: la raffigurazione è quella di un destino che non finisce, una storia che nonostante tutto, continua. Ed è il destino che si auspica per questi fabbricati dismessi, ormai a fine corsa.
Oltre alla storia personale di ognuno di noi, le Parche del murales raccontano anche l’evoluzione dei processi di lavorazione del Lanificio Botto: la prima Parca è vestita in cotone come la prima lavorazione effettuata, la seconda in lana e infine l’ultima indossa una felpa, raggiunti i nostri tempi.

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L’opera si ammira in tutta la sua estensione dal ponte di Miagliano sul torrente Cervo, ma è possibile scendere alla base per ammirarne i dettagli e le sfumature.

 

Link utili 
La pagina Facebook di Gioele Bertin, JOO WAS HERE https://www.facebook.com/joo.concept/?fref=ts
Il sito di AMICI DELLA LANA http://www.amicidellalana.it/wp/
Il sito del comune di Miagliano http://www.comune.miagliano.bi.it/on-line/Home/articolo37015725.html
L’intervista su La Stampa degli artisti http://www.lastampa.it/2016/07/25/edizioni/biella/un-disegno-sul-muro-del-vecchio-lanificio-e-joo-e-mel-cambiano-il-destino-del-tessile-SMdSsGbChJmrBPXrJitaeJ/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

Tombini arredati con gusto.

Urban Art: uno stile d’arte che coinvolge direttamente la città. Si tratta di installazioni che non hanno caratteristiche di durare nel tempo e per questo vivono dei supporti multimediali, video, fotografie, condivisioni. L’artista sfrutta ciò che trova nelle strade, sui muri e lo sviluppa secondo temi a lui più consoni. 

Biancoshock è un artista milanese. Ama la città ed è nella città che la sua arte ha il compimento. Consapevole della caducità delle sue opere, realizza video e fotografie che le documentino. Si ispira alla vita quotidiana, ma più spesso ai derelitti, al degrado, alla desolazione.
Città d’elezione è Milano, ma negli anni “ha realizzato più di 650 interventi per le strade di Italia, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Inghilterra, Ungheria, Lituania, Malesia, Malta, Norvegia, Polonia, Portogallo, Singapore, Slovacchia, Slovenia e Spagna”

Borderlife è una delle sue ultime installazioni per le vie di Milano, un tentativo di rendere agibili situazioni disagiate. Si ispira ai senza tetto, alle persone che sono costrette, più che mai in questi tempi bui, a vivere in situazioni limite di disagio, una tra tutte l’esperienza di Bucarest, dove più di 600 persone vivono sottoterra – qui il link “Quei ragazzini fantasma che vivono nelle fogne.

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Qui altre opere di Biancoshock sparse per il mondo.

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A me pare tocchino il male del mondo, esisterà una cura?
Sarà l’arte l’unica salvezza?

Chiara 

Link utili
La pagina Wikipedia di Urban Art https://en.wikipedia.org/wiki/Urban_art
Articolo “Quei ragazzini fantasma che vivono nelle fogne” http://www.occhidellaguerra.it/quei-ragazzini-fantasma-che-vivono-nelle-fogne/
Sito di Biancoshock http://www.biancoshock.com/
Biancoshock su blogspot http://fra-biancoshock.blogspot.it/
Un video di Biancoshock 
https://www.youtube.com/watch?v=IQaR41gvPOo

 

“L’ordine è disordine con scarsa fantasia”

Ivan, da qualche parte, nella notte, Milano

Ivan, da qualche parte, nella notte, Milano

Sono stati i tempi della spinta alla perfezione, al corretto, al rigore. In giacca e cravatta, omologati, in fila indiana verso il successo: impiegati di banca, dirigenti impomatati, starlette ricoperte di pailettes, insegnanti metodici, politici incappucciati nelle loro dottrine. Sono stati tempi forti, sono stati. Hanno prodotto denaro, benessere, nuove formule, portando con sè noia, stanchezza, deprivazione dei sentimenti, delle passioni.

Ora sono tempi lassi, tempi del ritorno alla terra, alle origini, al cuore, tempi del riposo, dello sbandamento, confusi tra il prima e il poi, tempi del decluttering, della decrescita, della povertà.

Non sono tempi facili i nostri, fino a pochi giorni fa sparati a mille nell’Universo, ora ricomposti nell’intimità delle case. Là dove si inneggiava al denaro, ora si apprezza chi vive con 15€ al mese, là dove si potevano trovare merci d’ogni continente, si spinge per i prodotti a kilometro zero; là dove l’ordine e il rigore mentale erano carte da giocarsi per il posto fisso, ora il disordine ha preso il sopravvento ed è diventato un valore aggiunto; là dove il tutto e il di più era una medaglia, ora la semplicità è lo strumento indispensabile per comunicare; là dove la perfezione era il goal per ogni essere umano, ora si elogia l’imperfezione come assoluta perfezione.

Ogni tempo ha la sua iperbole e la sua parabola discendente: occorre sapere che dopo ogni discesa, c’è la pianura.

Chiara

Creare

Frammento d’idea, lucida visione notturna, inaspettati incontri, buio silenzio, tormentate estasi, orgasmi, tristezza, amore, un viaggio inesplicato, la mente dispersa, l’esistere, raccimolare schegge di presente, rimescolate di colore e poesia, incubi ripetuti.

L'arte lenta e antica del trompe l'oeil, delicate suggestioni di festa. Vigliano, La Malpenga.

L’arte lenta e antica del trompe l’oeil, delicate suggestioni di festa.
Vigliano, La Malpenga.

Creare è rinascere ad ogni respiro nella pelle di un’altro, senza mai appartenersi.

Il destino di ogni artista è di non essere mai sé.

Chiara 

Le vere esistenze

Le cose cambiano, cambiano le persone, la vita cambia.
Ma i talenti, quando uno li ha, restano.

Chiara