Accade che la vita si fermi

Ci si ferma spesso a pensare al futuro, tra i singulti e la fretta di un boccone al tavolo di un anonimo bar. La mente frulla di emozioni, macina dettagli, spazi, colori, ricordi, impasta l’ansia con la saliva, non tradisce il tempo e partorisce nuove idee. Il futuro attende. Il futuro genera.
E noi qui, pupazzi di ossa e nervi, alla deriva, programmiamo fiori sradicando radici. Per il futuro, volti avanti, chini su impropri lavori pesanti, inclinati dentro a letti insonni, appagati e stanchi. Il futuro chiama. Il futuro preme impaziente.
Nel mentre sorridiamo, incollati a spasmi felici d’amore, rotolati tra lenzuola colorate, immersi nella vastità dei cuori, emaniamo pace. Il futuro splende. Il futuro è la meta.

Accade che la vita si fermi. Accade che un sorriso svanisca, fiore reciso, luce-buio nell’istante, metamorfosi di dolore e, incapaci di attendere il rumore sordo del freno, anneghiamo nel nero oscuro. Il futuro si ferma. Il futuro, alla volte, muore.

Death to the lovers

Vanno e vengono, fogli sparsi senza custodia, vorticano e si depositano dove capita, alle volte sul cuore, altre tra le gambe, da tenerli stretti nel farci l’amore.
Vanno e vengono, senza chiedere permesso, te li ritrovi accanto quando pensavi che si fossero persi, anche quando avevi urlato a lungo, nel buio, cercato nella nebbia, deposto fiori e lacrime sulla tomba dello scomparso.
Vanno quando li cerchi, vengono quando non ricordi quasi più il nome e il volto.

E ogni volta è una sorpresa.
O forse è solo che certi sentimenti sono incancellabili.

Chiara 

Death to the lovers – Skunk Anansie 

Mi piace l’amore

Mi piace l’amore.
Mi piace parlare d’amore, mi piace leggerne, mi piace fare l’amore.
Mi piace viverlo, sentirlo dentro, respirarne il succo dolce e la delicata carezza.
E mi piacciono i poeti che scrivono d’amore, anche se lo fanno strambo, rotolando le parole, cominciando dal fondo per risalire.

Come in questa poesia qua.

Il Disinnamoratore

Il Disinnamoratore è il professionista della disinnamorazione.
Metti che tu sei innamorato di una che non t’ama.
O che t’amò ma che non t’ama più.
Metti che soffri come una bestia
che non dormi più
che non mangi più
che non sei più tu
che non ti va più di uscire
che non ti va di giocare più
di leggere, di scrivere, di far di conto
che non ti va più di niente più
perché lei non t’ama mentre sì, tu.
Metti che ti senti di morire
di scomparire.
Metti che hai finito le lacrime e i sospiri.
E pure i biscotti e la carta igienica
ma non hai voglia di andarli a comperare.
Metti che pure il tuo gatto è preoccupatissimo per te
e tua mamma e i tuoi amici, e il tuo elettrauto.

Ci andai una sera di Marzo
forse era Febbraio
Agosto, probabilmente
in ogni caso mi portavo dietro il freddo.

Lei è il Disinnamoratore? gli chiesi.
– Lo sono.
– Professionista in disinnamorazioni?
– Esatto.
– Ho bisogno di disinnamorarmi.
– Sei sicuro?
– Ho alternativa?
– Lo sai tu.
– Credo di saperlo.
– Sei innamorato perdutamente?
– Temo.
– Lei non t’ama?
– No.
– Ti senti perduto?
– Immagini Ulisse sull’isola di Lost.
– Sai che è irreversibile?
– So.
– Sei pronto?
– Sarà doloroso?
– Dopo sì.
– Ma dimenticherò tutto di lei, tutto quello che è successo tra noi, i baci, le passeggiate, le colazioni, le carezze, le litigate, il bello e il brutto, i suoi occhi, i suoi capelli, le sue labbra, il suo odore, il suo colore preferito, il gusto della sua pelle?
– Non siamo in un cazzo di film.
– Ah.
– Eh.
– Proceda.
– Procedo.
– Procedette.

Il Disinnamoratore
è il professionista
della disinnamorazione.
Ti stacca via un pezzo
non fa poi così male
e pentirsi dopo
non vale.

Guido Catalano
Cliccando qui si accede al suo sito  dove bearsi d’amore, annegarvi un po’, farsi del ridere e delle lacrime amare, ma mai, mai, dove trovare odio o catene.

Chiara 

Di piccola farina

Quel giorno in cui accade di vedere costruire un muro, mattoni, cemento, sassi e sabbia e fumo e nebbia, difficile da scalare -le parole non hanno fiato-, realizzi che non ce la farai mai, che non hai le forze, non le hai, sei debole e stanco e la fatica è più forte del pianto e la mani cedono ogni volta e tu arranchi, qualche mattina succede, ma cadi, quel muro alzato, sempre più alto e stretto e non esistono finestre per vedere il sole e sei stanco, maledettamente stanco ma non molli e stai lì, di fronte al muro.
Ti sei convinto che quel muro lo devi abbattere, le tue convinzioni concentrate solo lì, vessillo, bandiera, spada, e tanto, immenso, eterno tempo perso.
Benedetto è quel giorno in cui t’avvedi che tutti abbiamo muri attorno a noi, di fronte a noi, ma non tutti sono nostra competenza e, alcuni, no, non tocca a noi abbatterli per vivere.

Fu quindi lieto il giorno in cui aprendo gli occhi e distendendo le pareti del cuore, voltai il capo e andai oltre, oltre il muro intendo, lasciato alle spalle nella sua erta solitudine. E conobbi il perdono, la fine dell’orgoglio, il sorriso, la pace.

E se non basteranno le mie parole, che di piccola farina sono fatta, vi invito a leggere qui il senso del perdono
“5 motivi per cui vale la pena perdonare. E zittire l’orgoglio”

Chiara

Ah, le donne!

Ho sempre pensato che le donne andassero in bagno tutte insieme per solidarietà, del tipo “ti tengo io la borsa”, “hai i fazzolettini di carta che è finita la carta igienica?”, “non chiudere la porta, ci sono io”, “hai del rossetto?” e altre amenità.
Ma dopo aver letto i commenti dedicati a sua altezza reale Catherine Elizabeth, duchessa di Cambridge, contessa di Strathearn, baronessa Carrickfergusin post partum, ho cambiato idea: le donne vanno tutte insieme in bagno per scovare, sotto i vestiti, i difetti, una pecca, qualche errore da spettegolare una volta fuori.
Il suo difetto? Essere bella dopo il parto, essere radiosa e felice. Avere i capelli truccati ed un filo di trucco. Insomma, aver avuto un riguardo per se stessa e per il suo apparire.kate middelton

E c’è da fargliene una colpa?
Addirittura ipotizzare un falso parto gridando al complotto?
Siamo proprio in un mondo strano!

Chiara 

Giornata mondiale della poesia ( ovvero delle cose belle che piacciono a me)

Sono passati giorni dal 21 Marzo, ma poco conta, quando una cosa è bella lo resta sempre, non solo per un giorno.

E la poesia è bella.

Devo avervi già detto più volte che Zelda ( alias Camilla) è una persona speciale, una brezza ogni mattina, il sole che illumina i miei dolori, la carezza che infrange i silenzi, il bacio della mia buona notte.
Quando scrive, quando illustra, quando fotografa.
Tutto quello che fa tende alla bellezza e alla semplicità.
Anche quando parla di poesia.

zeldawasawriter-logo

Giornata mondiale della poesia vista da Zelda   qui, il link

Chiara

Sono l’elfo del freddo Nord!

Nevica, nevica misto ad acqua, piove misto a neve. Tempo da lupi, freddo, 2°, cielo grigio e buio e sono solo le 16, brrr…..
Caspita: è Novembre!
Avrei detto che fosse Aprile, visto le innumerevoli lamentele da parte degli utenti della mia città su di un social che seguo.
E visto le notizie allarmate che leggo nei vari notiziari online.
Dramma: nevica!
Ora, è vero che la neve in città da disagio, ma posso capire la preoccupazione della gente se ciò accadesse in città del sud, a Roma.
Ma in città del Nord, la neve può accadere, devi essere preparato, qui non siamo alle Maldive!

E se poi proprio nevica e non puoi uscire per lavorare, per andare al corso di yoga, portare il bambino a calcio, in palestra, dal massaggiatore, al cinema, al ristorante, pazienza.
Prova per un solo giorno a prendere riposo. Un attimo di lentezza, un attimo di tranquillità.

Se non corri per un giorno, non può farti che bene

Chiara ( elfo del freddo Nord)elfo