Non si può fare finta di nulla

Da tempo porto avanti il mio pensiero sul web; su come troppo spesso le persone dimentichino che oltre la tastiera ci siano altre persone, vere e di carne e con dei sentimenti.

Potrei starmene zitta, potrei andare a vivere in un luogo senza internet ( o come spera un amico, in un mondo senza corrente elettrica); potrei non leggere o leggere senza indignarmi: ma non ci riesco e quando leggo cose di questo genere mi convinco sempre più che siamo destinati all’estinzione.

iacopo melio

Iacopo Melio è un amico, disabile, sulla sedia a rotelle; così spiega “A quelli che mi hanno chiesto “Ma te cosa fai di socialmente utile?”, rispondo che ho una onlus -#vorreiprendereiltreno.it- che si occupa di sensibilizzare per l’abbattimento delle barriere architettoniche ma soprattutto culturali, e che lo faccio anche per loro dato che un paese più accessibile è un paese migliore per tutti.”

Ieri ha commentato un post di Salvini sulle morti ad Instanbul e il risultato è quello che leggete in un commento pubblico che ha ricevuto. Iacopo non teme e ha pubblicato il commento (che come detto è pubblico) e si è prontamente attivato con un avvocato. L’invidia genera odio, l’invidia nasce nelle persone povere di mente, le persone che non hanno nulla se non il loro orgoglio. E questo signore forse neppure la terza media.

Prima auspicavo l’estinzione del genere umano, ma manca poco e ci estingueremo da soli.

Chiara 

Di privacy, social, web e intimità.

C’è ancora qualcuno che crede di riuscire a far rispettare la propria privacy una volta entrato nel web?
No, perché se ancora c’è, si faccia avanti che gli spiego una cosa: nel web la privacy non esiste, i dati vengono copiati da tutti e serviti su di un piatto d’argento per operazioni di marketing. Anche restringendo tutti i parametri, chiudendosi tra quattro mura, alcuni dati sensibili restano in chiaro e da lì, sparsi in ogni direzione, che si sia dato il consenso o no. E sono di complessa, direi impossibile cancellazione.

Quindi? Come fare?
Beh, basta non dire quello che non si vuole si sappia, no?
E dire quello che si vuole si sappia.

Io, come spesso ho detto, ho deciso di dare informazioni dei dati, ma di quelli che decido io, nella modalità che decido io, nella quantità che decido io. Ciò che c’è in rete di mio, a parte quello che non ho messo io, lo conosco e proprio perché lo conosco e ho deciso di pubblicarlo, posso controbatterlo in un eventuale contenzioso.

Che poi, di questi dati sensibili, che cosa se ne faranno mai le aziende?

Gli auguri di compleanno, ad esempio 🙂

Cattura

Chiara 

L’odio è il figlio scemo dell’ignoranza

Il web ha reso tutti intelligenti? No, semplicemente più stupidi. Stupidi perché incapaci di approfondire e capire.
In Italia il 60% della popolazione legge meno di un libro all’anno: cosa pensate che possano comprendere queste persone? Formano la cultura guardando Fazio alla tv? I telegiornali? Leggendo Facebook? O i blog?
Potreste controbattere che certi libri è meglio gettarli che leggerli, ma (tolto quelli autopubblicati che non hanno avuto un editing professionale) si spera che i libri pubblicati dalle case editrici siano corretti, perlomeno nella grammatica.

Un popolo di calcio e reality show cosa può apprendere da questi? Ignoranza e volgarità, nulla più.

Lo so, sto facendo di tutt’erba un fascio, ma non posso che essere disgustata quando leggo che il calendario dell’avvento di Lindt, 1001 Weihnachts Traum, da dieci anni in commercio, che si riferisce alla celebre raccolta di novelle orientali “Le mille e una notte”, avente come disegno l’immagine di un castello arabeggiante, sia stata scambiata per una moschea e tale fatto abbia innescato una marea di commenti ignoranti e beceri sulla pagina Facebook di Lindt Italia.

Foto da Bufale un tanto al chilo

Foto da Bufale un tanto al chilo

Qui uno dei tanti commenti e la tranquilla e pacata (il marketing detta legge ma talvolta basterebbe bannare, bloccare e cancellare, tanto poco merita certa gente)lindt

Per chi avesse del tempo da perdere, qui il link della pagina Facebook di Lindt Italia per seguire i commenti (la gente sa che sta commentando con il suo nome e cognome e che Facebook non è un luogo privato senza orecchie o occhi? Mah…)

Potreste dire: “ma è un caso isolato!”. Sappiamo bene che mentite a dirlo e così vi presento un altro caso.
Questa volta si parla di disabilità, di pregiudizio; una foto del di bambini di una scuola di Cosenza  su di un palco, con l’immagine di una bambina in sedia a rotelle messa dietro agli altri, quasi in una situazione di disprezzo, viene fatta girare per il web, con urla e grida contro chi ha creato questa situazione di forte discriminazione: povera bambina, sul palco e nessuno la vede. Una scena da piccola fiammiferaia.
Ma anche questa volta c’è l’ignoranza che la fa da padrona, la fretta del dire, e così, quello che è solo un momento di preparazione diventa il marchio di infamia.

Foto firmata

Foto firmata

Per la vera storia della foto, vi invito a leggere l’analisi precisa dei fatti, con argomentazioni e fonti certe, fatta da Iacopo Melio, che prima di dire ha voluto sapere. Qui il link al suo blog e all’articolo 

Potremmo andare avanti per ore, vero? Di quella foto ho letto commenti aberranti nel web, cose da storcere lo stomaco. Sì, perché la rabbia sta salendo, l’intolleranza, il razzismo e sono le notizie stesse, false e falsate (volutamente?) che lo aumentano.

Io non so che Natale sarà, se mai più tornerà la pace, ma me lo auguro. Forse basterebbe leggere di più, la storia di quello che è stato, la bellezza, la verità.

Chiara 

Rockin1000, 27.604.416 visualizzazioni, il video virale dell’anno 2015!

Come posso raccontarvi una storia spaziale che ho sentito ieri, raccontata da Fabio Zaffagnini?
Parto da questo video qui

Learn to Fly – Foo Fighters  Rockin1000 è il video virale più visto in Italia nel 2015, con, ad oggi, 27 milioni e 604mila 416 visualizzazioni!
Un grandioso risultato, un video emozionante, 1000 musicisti per convincere i Foo Fighters a tenere un concerto a Cesena.
Un progetto ardito, un anno di lavoro, ma come si ottengono questi numeri? E poi, i Foo Fighters sono andati a suonare a Cesena?

Partiamo dall’inizio.
Ieri sera, al Sella Lab, accelleratore di imprese, a Biella, Fabio Zaffagnini, il sognatore ideatore del progetto Rockin1000, ha raccontato passo passo come nasce un’idea, come la si progetta, come la si realizza e come si arriva al risultato. Perché , nella vita ci vuole anche fortuna, ma no, i risultati non si ottengono se non si lavora duro.rockin1000

Fabio Zaffagnini nasce geologo e per anni lavora imbarcato sulle navi, studiando gli oceani e i fondali marini. Stanco di viaggiare per mare, decide di cambiare mestiere, seguendo una delle sue passioni, il viaggio, fondando, quattro anni fa, Trailmeup, il mondo visto da chi cammina, ovvero la mappatura di sentieri in tutto il globo. Fabio, con 5 suoi colleghi, comincia a camminare, zaino in spalla (non uno zaino normale, ma uno zaino brevettato dotato di macchina fotografica collegata ad un Gps) e crea una grande cartina mondiale. Questo lavoro incontra il gradimento e in poco tempo la startup di Fabio raggiunge enti del turismo, agenzie di viaggio, al punto che 5 persone che camminano non bastano e così, sul sito, Fabio recluta ancora oggi, volontari che, dotati di zaino, possono camminare e mappare sentieri da condividere.
Il tutto per una maglietta e un sogno comune!

Fabio però non si accontenta e sente pressante il desiderio di aprirsi alla gente. Così, una mattina, nell’aprile 2014, svegliato dal sonno, si accende in lui una luce, un desiderio impossibile. È proprio l’impossibilità a non fermare Fabio, consapevole della sua stessa follia; la sua follia è così folle che decide di condividerla con i suoi amici.

Il desiderio impossibile è di convincere i Foo Fighters a venire a cantare a Cesena; non Milano o Roma, Cesena! E così, Fabio, forte dell’insegnamento “Se vuoi ottenere qualcosa, devi implorare, metterti in ginocchio e implorare. Ma se vuoi davvero ottenere qualcosa, allora convinci 1000 persone ad urlare con te”, si convince che per ottenere ciò che desidera, il modo migliore è di farlo insieme ad altre 1000 persone: il più grande tributo della storia, un tributo da Guinnes dei primati!

Fabio prima di tutto crea un team: senza un gruppo valido di lavoro anche l’idea migliore del mondo non si realizza. team
Creato il team, ognuno con un compito preciso, ognuno volontario in questa impresa folle, un sogno, Fabio si attiva per
a) il budget (40.000€ per permessi, impianto audio, logistica; tutta l’organizzazione lavora gratis)
b) gli strumenti musicali e i musicisti (1000)
c) organizzare un evento simile

Il 18 Dicembre 2014 si decide il lancio del progetto, dopo 5 mesi di programmazione silenziosa: servono 40.000€ e viene deciso di utilizzare una piattaforma di crowdfunging per recuperare una buona parte del budget. Il senso è: se ci doni i soldi contribuirai al progetto; se il progetto non si realizza, ti rendo i tuoi soldi.
La difficoltà incontrata è stata quella di dare in cambio un sogno, non un oggetto concreto, tanto che per i primi tempi il crowdfunding stenta a decollare.
E Fabio e friends, mai stanchi, decidono di investire nella “chiamata”

Vi invito a vederlo il video della “chiamata”, un originale cartone animato in dialetto romagnolo, sottotitolato in italiano!

La gente comincia a muoversi, così come i musicisti: batteria, chitarra, basso e voce mandano i loro demo e cominciano le audizioni.
La comunicazione dell’evento non cessa mai: questa è stata una delle carte vincenti di Rockin1000, di non mollare mai, di crederci sempre fermamente, con quel briciolo di follia, ma principalmente con una grande professionalità e impegno di tutti.
A fine Maggio 2015 i soldi sono arrivati: 40.000€ tra crowdfunding e sponsor; i 1000 musicisti sono pronti, così come il direttore che li dirigerà, Marco Sabiu.

Il 26 Luglio il sogno esplode e diventa reale: 1000 musicisti in un prato a Cesena, suonano e cantano Learn to Fly dei Foo Fighters! (il video lo avete visto all’inzio, ma lo ripubblico perché dopo che si conosce la storia, assume un altro senso, non trovate?)

Tempo 4 giorni per il montaggio e il 30 Luglio il video viene pubblicato su youtube. Due giorni dopo esplode, spinto anche con campagne mirate su Facebook negli Stati Uniti. Sì, perché il video non deve solo diventare virale, ma deve convincere i Foo Fighters a venire a Cesena, il vero fine ultimo del video!

E questo accade: Dave Grohl dei Foo Fighters chiama Fabio
#che bellissimo

Fabio Zaffagnini viene invaso da mail, proposte di lavoro e di matrimonio :), i suoi profili social bloccati per la massima affluenza di contatti. Un successo sperato, costruito, desiderato.

3 Novembre 2015: i Foo Fighters, per un ristretto pubblico di 3000 persone (a fronte di 80.000 richieste) suonano sul palco di Cesena!
OBIETTIVO RAGGIUNTO!

La storia di Learn to Fly, Foo Fighters, Rockin1000 a Cesena, è una storia che pare incredibile, ma nulla è stato lasciato al caso. Tutto è stato studiato nei dettagli, con competenza e professionalità.
Oltre a ciò, si è usato il cuore.

Chiara

 

 

Link utili
Learn to fly – Foo Fighters  Rockin1000 official video https://www.youtube.com/watch?v=JozAmXo2bDE
Fabio Zaffagnini su twitter https://twitter.com/fabiulosoent
F
abio Zaffagnini su facebook https://www.facebook.com/fabio.zaffagnini
SellaLab, incubatore di startup e cooworking a Biella http://www.sellalab.net/it/
Rockin’1000 la pagina Facebook https://www.facebook.com/rockin1000/
Rockin1000 il sito http://www.rockin1000.com/index_it.php
Trailmeup il sito  http://www.trailmeup.com/

 

L’ARTIGIANO E IL WEB: vi spiego perché…

Oggi esce sul blog della Rete al femminile di Biella il mio primo post, dedicato alle donne artigiane (o meglio, a tutti gli artigiani), sul come si possa, anzi si debba uscire dal proprio guscio, aprirsi alla rete; gli strumenti che mi hanno portato dove sono, qualche consiglio e molta voglia ancora di sapere.blog rete chiara

Mi chiamo Chiara Lorenzetti, ho 48 anni, sono una restauratrice titolare di Chiarartè, una vita dedicata all’arte e al restauro, luogo eletto per stimolare la creatività e la precisione. Mamma e moglie, investo nel presente e nella condivisione con l’altro le mie giornate. Nei miei silenzi mi dedico alla lettura e alla scrittura, inseguendo orizzonti di serenità e poesia.

Non è stato facile per una restauratrice abituata più spesso ad usare colle, pennelli e colori che la penna, scrivere una biografia raccontandomi in poche righe. Ho sempre pensato che bastasse esserci nel web con il sito della mia professione, le immagini, le schede tecniche:poche righe più per gli addetti ai lavori che per i clienti veri e propri o per semplici curiosi passanti. Così in effetti è stato per anni. Lavoro da 25 anni e vi confesso che prima era diverso. Ora tutto è cambiato, il mondo è cambiato, è cambiato il lavoro e il modo di presentarsi, i contatti con i clienti, gli scambi, le condivisioni: ora se vuoi lavorare, devi saperti presentare.

Dopo la prima partenza un po’ improvvisata, ho deciso di cercare qualche linea guida da…”

IL SEGUITO NEL BLOG DELLA RETE QUI

Chiara

A caccia di storie: Bruno Filipponio e la sua poesia

Sono a caccia di storie, lo sapete. Di storie belle, divertenti, sorprendenti, strane, curiose, dolorose, ma soprattutto vere. Più sono complicate, argute ed intelligenti, più mi affascinano. Più sono misteriose e più mi portano a cercare di loro.
Oggi ho scoperto “Lo strano caso di Bruno Filipponio, l’uomo che chiede libri in cambio di libri. Da sempre” e l’ho scoperto leggendo il post nel blog Giramenti (qui il post).
In breve, gira il mondo una lettera a firma Bruno Filipponio scritta a macchina. Questa lettera è indirizzata a scrittori a cui Bruno Filipponio propone uno scambio: uno dei loro libri in cambio di un libro di sua proprietà.Bruno Filipponio1La lettera è scritta in maniera gentile ed educata e di solito lo scrittore, invogliato anche nel diffondere il suo libro e immaginando Bruno Filipponio come un anziano estimatore di libri, invia il proprio libro.
Peccato che mai nessuno abbia ricevuto indietro la copia tanto decantata da Bruno Filipponio.

Bruno Filipponio mi piace un sacco, lo trovo poetico, romantico, un vecchio filibustiere di maniera. E mi piace tanto che ora non vedo l’ora di ricevere una sua lettera e questo post è scritto nella speranza che si accorga di me.
Ma ora mi sovviene che io di libri non ne ho scritti, non sono ahimè, o per fortuna, scrittore. Come posso fare?
Beh, il mondo del web e dei social mi viene in aiuto.

Ecco la mia tattica: mi invento un nick finto, creo un profilo fb finto e poi un blog, finto. Invento un libro finto (magari lo scrivo davvero copiando pagine a caso), lo mando a uno dei tanti “paladini dell’editoria di qualità che somigliano tanto all’eap” ( e nel blog BookBlister ne ho letto di uno che sarebbe perfetto! leggi il post qui ) e me lo faccio pubblicare.
Poi creo una pagina fb finta con il mio nick finto che promuove il mio libro finto. Questa mia pagina la spammo ovunque, e poi aspetto.
Dite che mi arriverà la lettera di Bruno Filipponio? Tanto, fregatura per fregatura, ci capiremmo benissimo!

Chiara