GDA, giornata dell’Arte a Biella, dai una mano anche tu!

GIORNATA DELL’ARTE: UN PROGETTO PER ESPRIMERSI E CRESCERE

QUI il link al crowdfunding

Giornata dell’Arte è un evento culturale ideato dai giovani per dare valore al nostro territorio, che ogni anno fa di Biella un luogo vivo ed un centro di propagazione di energia e creatività.
GDA è una giornata dedicata all’arte declinata in tutte le sue forme. Un festival di esibizioni artistiche, di aggregazione positiva, di espressione giovane che riempie le strade della città, gli spazi di Cittadellarte/Fondazione Pistoletto e – quest’anno per la prima volta – toccherà anche il cuore della città: Piazza Duomo.fd7837babe9d0cfaafa38591db93a6b0_original

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Come ogni anno i ragazzi della GDA lavorano 9 mesi con costanza e dedizione per creare una giornata speciale che coinvolge tutti i ragazzi delle scuole superiori di Biella, l’ultimo giorno di scuola.
Come tutti i progetti, sebbene i ragazzi lavorino su base volontaria, GDA ha un costo, che è il costo vivo degli impianti, della SIAE, dei rimborsi a gruppi invitati, dei colori impiegati per i murales e le attività, per tutta la burocrazia che purtroppo è incollata a tutti gli eventi. Nessuno escluso.

Nasce quindi l’esigenza di attivare un’attività di crowdfunding: vi invito a leggere il progetto, valutare i doni che potrete ricevere con la vostra donazione e DONARE, SENZA ALCUNA ESITAZIONE! Garantisco io che andranno al posto giusto, mia figlia Francesca è da anni parte attiva della manifestazione.

QUI il link al crowdfunding

L’arte si conserva o si diffonde?

“Impara l’arte e mettila da parte”: qual è il vero significato di questa espressione?
“Impara l’arte e tienila segreta solo per te” o “impara l’arte e usala per nuovi lavori”?
Sono propensa a credere che sia il secondo il significato più valido e vero, o almeno quello che da sempre applico.
Gestisco dal 1991 un laboratorio di restauro, Chiarartè e ho sempre accolto le persone che volevano imparare, senza remore, senza segreti.
Ho due siti: uno dedicato ai restauri con schede tecniche dettagliate, materiali e procedimenti, Chiarartè 

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e uno dedicato all’arte Kintsugi, con approfondimenti e illustrazioni.

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Sono attualmente al terzo tirocinio per il progetto Botteghe Scuola della Regione Piemonte: tre giovani in laboratorio per 6 mesi apprendono i fondamenti del restauro.
Ho scritto il libro “Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro” e ora mi sono iscritta al corso di self publishing online di Davide Mana per potere poi rivedere il testo e pubblicarne altri tre, uno dedicato alla doratura, uno alla ceramica Lenci e uno sulla ceramica artistica di Ronco biellese.
E ho all’attivo e in preparazione diverse tipologie di workshop e corsi strutturati di tecnica Kintsugi, sia semplificata che originale.

Sono 26 anni di passione, studio, lavoro e mi viene spontaneo condividere e insegnare, senza segreti, quello che faccio. Mi è stato contestato che aprire così tanto il proprio laboratorio potrebbe compromettere le mie conoscenze; insegnare potrebbe far nascere nuovi talenti che potrebbero -rubarmi- il lavoro.

Io non lo penso, anzi, se qualcuno uscirà dai miei corsi, o dal tirocinio, o leggerà i libri e si innamorerà di quello che faccio tanto da decidersi a farlo anch’egli, sarò solo felice.
Per me l’arte è condivisione. L’arte di impara, sta poi al talento di ognuno farla diventare arte vera.

E voi cosa ne pensate? Meglio tenere segreto o diffondere?

Info utili
Sito Chiarartè 
Sito Kintsugi Chiarartè
Articolo del blog su Progetto Botteghe Scuola
Libro “Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro” su Amazon
Corso di self publishing di Strategie Evolutive

 

I giovani sono il futuro. E anche noi adulti.

Non sempre ci relazioniamo con i giovani, anche chi di noi ha figli; spesso li viviamo solo come figli e non come entità “giovani”. E troppo spesso accettiamo come vero quello che dai media esce: una generazione senza ideali, di sballati di telefonino e droga, molli e deboli.
Sì, è vero, certi giovani sono così, come lo siamo noi adulti. Nessuno escluso, vietato dire “io no“.

L’unico modo per capirli davvero è viverli. Vivere i giovani ascoltandoli, scendendo dalla cattedra e restando, pur nel ruolo dell’adulto, a pari.

Ho avuto modo di partecipare all’evento BonaUp! in occasione del 103 anniversario dell’Istituto Commerciale Eugenio Bona con la Rete al femminile di Biella. L’evento era incentrato sull’imprenditoria femminile.

E Tatiana lo racconta bene nel nuovo post della Rete al Femminile di Biella: Bona Up! La scuola e le imprese.(clicca qui per leggere )
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Oggi invece sono stata invitata a raccontare ai bambini di V dell’Istituto Lamarmora il mio lavoro di artigiana Chiarartè:  sono andata con il mio bagaglio di oggetti rotti e un giochino da restauratore.
I bambini sono stati grandiosi, curiosi, educati, intelligenti, pronti a mettersi in gioco. Bambini che sognano di fare da grandi il meccanico, il veterinario, la cardiochirurga, il pilota di formula uno, il proprietario di un ranch, la maestra; e che collezionano gomme colorate, minerali, tappi di cartucce, calamite, punte di matite colorate, carte da gioco, cappelli, pietre a forma di cuori, animali di peluche.14947937_1184334684948461_7084819963828189689_n

C’è un mondo vasto là fuori: noi adulti le fondamenta, i giovani magnifici alberi, fiori, colori, montagne svettanti e placide pianure.

La scatola magica snc

Progetto: ” Avviare un’azienda che genera stelle cadenti”

” Il nome dell’azienda è “Scatola magica snc”.
Si rivolge alle persone sfortunate o alle persone nei momenti tristi. È un’ottima idea per chi vuole fare un regalo e nelle feste sostituisce i fuochi artificiali.

Chi ci aiuta? Abbiamo bisogno dell’aiuto di aziende Aerospaziali per raccogliere la polvere di stelle; di aziende di esplosivi per gli effetti pirotecnici e di un’azienda chimica per produrre la polvere magica.
Cosa produciamo? Una scatola che si attiva con un pulsante.
È una scatola in acciaio che contiene la polvere magica; attraverso un pulsante si attiva un tubo che spara la polvere nell’atmosfera. Raggiunta una certa altitudine si incendia (10.000m) ed ecco la stella che cade sprigionando colori diversi.
Cosa ci serve? Una scatola di acciaio, la polvere magica, un motore, un tubo, del denaro.
Perché la realizziamo? Per la scarsità di stelle cadenti, per quando non sai cosa regalare a qualcuno e per la sfortuna diffusa.
È perché tu e non un altro? Perché non è un grande macchinario ma una semplice scatola quindi i costi sono contenuti e accessibile a tutti.
E poi funziona sicuramente perché la polvere è magica!”

Questa mattina con la Rete al femminile di Biella di cui faccio parte con il mio laboratorio di restauro Chiarartè, ho partecipato alla giornata Bona Up, dedicata all’imprenditoria femminile presso l’Istituto Commerciale Eugenio Bona. Abbiamo proposto a quattro classi (2 IV, 1 V e 1 III) a rotazione idee matte di imprese impossibili su cui costruire un businnes plan.

Io, la macchina per generare le stelle cadenti l’ho già prenotata! 

Bona Up http://www.lastampa.it/2016/11/04/edizioni/biella/bona-up-storie-di-donne-di-successo-NGkQBvmRePRnAaAZmAihmK/pagina.html

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Genesis, la street art che nasce

Si diventa artisti o si nasce artisti?
Come ho scritto ieri (qui il link), secondo me l’artista lo è in nuce, ma è solo con lo studio e la dedizione che può diventare tale.

La scuola è un ottimo intreccio di radici da cui attingere linfa.
Vi porto quindi l’esempio del Progetto Genesis, realizzato nell’arco dell’anno scolastico appena terminato, presso il Liceo Classico, Linguistico, Artistico Giuseppe & Quintino Sella, a Biella.
“Il progetto GENESIS nasce per portare gli studenti ad una maggiore consapevolezza del concetto di Arte Urbana e di Rigenerazione urbana.”

Il progetto ha avuto uno sviluppo di diversi mesi, in orario extracurriculare, e ha permesso l’incontro tra i ragazzi e l’Arte Urbana intesa come mezzo di comunicazione, non come inutile imbrattamento di muri, come spesso siamo propensi a credere.
I ragazzi hanno partecipato attivamente realizzando un disegno che li rappresentasse, loro e le idee, e in questi giorni (pioggia permettendo) lo stanno realizzando sui muri della scuola.
Coordinatore del progetto, Joele Bertin, in arte JOO, Freelance Street Artist / Graphic Designer / Illustrator.
Al progetto ha partecipato attivamente mia figlia Francesca, giovane e talentuosa artista, nonché ottima studentessa, motivo del mio orgoglio.

Qui a seguire il murales in progress

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Io li trovo davvero belli, un incalzare di vita, dalla sofferenza delle catene, al risveglio, la rinascita, il futuro.
Perché è questo quello in cui credono i giovani, nel futuro.

Chiara 

Link utili

Il sito del Liceo Giuseppe & Quintino Sella di Biella http://www.liceosella.it/it/
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a pagina Facebook del progetto Genesis LAC 2015   https://www.facebook.com/Genesis-LAC-2015-1673194889593425/timeline
La pagina Facebook di Joele Bertin, JOO WAS HERE https://www.facebook.com/joo.concept/?fref=ts

 

Il primo giorno di scuola

Il primo giorno di scuola.
Per molti di noi, il 1 Ottobre è stato il primo giorno di scuola. Il primo di una lunga serie più o meno piacevoli.
Ciò che è certo è che lasciare il letto e la casa con la mamma, è sempre stato difficile.
Così deve aver pensato una bambina di 5 anni, che ieri, con la complicità di due sue amiche, ha deciso di tornarsene a casa da sola da scuola durante le ore di lezione.

Pare che la storia si sia svolta così.
Milano, prima elementare, tre bambine decidono il piano: una alla volta chiedono di andare al bagno, prendendo con sé lo zainetto e, una volta fuori della classe, si dirigono verso la porta per uscire, eludendo la sorveglianza dei bidelli.

Così ha fatto la prima. Chiede di andare a fare la pipì, prende il suo zainetto, si dirige alla porta, esce; qui trova l’imprevisto del cancello chiuso, ma vista la piccola età, passa sotto la rete e in cinque minuti è casa.
Nel frattempo, la seconda bambina chiede di andare in bagno, prende anche lei lo zainetto; ma a questo punto l’insegnante di religione, insospettita, esce dalla classe e la coglie mentre si sta dirigendo all’uscita.
Dove stai andando?” le chiede.
“A casa, come la mia amica” risponde tranquilla la bambina. “Adesso arriva anche un’altra nostra compagna”.

Non soffermiamoci sullo scompiglio, sul “grave smacco per la scuola“, come chiamato dalla preside.

Soffermiamoci sulla bellezza di tre bambine che da sole a 5 anni organizzano la fuga dai grandi e ci riescono pure. Ha un che di poetico, il forte profumo dell’avventura, la sfida del pericolo, la precisa capacità di cavarsela nelle occasioni.
Tanto di cappello a queste bambine: se questa generazione è il futuro, la vedo dura per tutti!

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clicca e ascolta Elio

Chiara

Il primo giorno di scuola

Il primo giorno di scuola, ricordi mai assopiti, il soffio del bacio, la mano tesa, il pianto ingoiato, al limite degli occhi.hiara
La mamma, il senso della famiglia, la mano stretta, il battito del cuore che ancora non sai sarà emozione; quel frullare nel petto che ancora non sai sarà amore e la paura, quella la conosci, sotto il letto, il buio, la solitudine, ora è il nuovo, l’esame, e tu.
Tu per la prima volta in piedi, a dire il tuo nome e le matite, i fogli che profumano di settembre, la merenda schiacciata nella cartella, la gomma morsicata, il tuo vicino che profuma di pizza sfornata, i gomiti lisi della camicetta, tutti in fila, si esce, si corre, si vive.ee

È il primo giorno di scuola, un inizio di vivere tra le pareti del futuro.
Chissà come sarà stato il vostro…

Chiara

(titolo)

Pochi giorni fa ho avuto l’onore di incontrare una persona speciale che definire poetessa è limitativo.
Ho conosciuto Benedetta Murachelli nei meandri puliti e belli del web (già, si possono anche fare incontri belli e puliti, nel web), durante la sua partecipazione a Cortilinversi; prima di lei sono arrivate a me le sue poesie.
Pensieri incustoditi è il suo blog e vi invito apertamente a leggerlo. (cliccate qui per l’accesso diretto al blog)

GUARDA
“Guarda
È pesante la luna
stasera
Dondola la sua falce
nel cielo
E colpisce il mare.”

 C’è un vento pungente nelle sue parole, nessuna maschera a coprire le parole; quello che deve essere detto, è detto.

Come dicevo, pochi giorni fa ho avuto il piacere di incontrarla ed è stato come se ci fossimo conosciute da sempre. Lascio all’intimità delle nostre parole il senso del nostro incontro; a voi riporto una parte del lavoro che Benedetta ha fatto negli anni ’70 con gli alunni delle scuole elementari: un percorso di apprendimento attraverso la poesia.
I bambini, si sa, sono intelligenza pura, senza filtri e condizionamenti e ciò che vedono, dicono.IMG_20150905_210118

Lucia “parte con un titolo, poi parla d’altro”
Sara “secondo me per il titolo lascia la riga bianca e lo mette dopo”
Massimo “Il poeta ascolta o vede poi pensa, poi scrive e alla fine mette il titolo”

Questo pensano i bambini dei poeti; forse solo loro hanno il cuore e la mente pura per comprenderli.
E voi, poeti, scrittori o anche solo noi qui, a scrivere nei blog, come e quando scrivete il titolo? Quanto valore gli date?
Può un titolo cambiare il senso del contenuto?
Il titolo viene prima o dopo?

Chiara 

Ps: del lavoro di Benedetta e dei suoi alunni, se ne parlerà, prima o poi, perché è un lavoro straordinario, fuori dal suo tempo; un lavoro che scava nella profondità di sé e che permette la conoscenza.

La tortura dei libri – la censura della mente.

Questa storia oggi ve la racconto così, a piccoli morsi, perché non si riesce davvero a raccontarla tutta per davvero. Ho passato anche tempo a confrontare date e notizie per essere sicura che non fosse una bufala o uno scherzo della rete. Purtroppo è tutto vero.

Questo signore qui è Luigi Brugnaro, neo eletto sindaco di Venezia, sostenuto dal centrodestra.Brugnaro

Come da campagna elettorale, appena insediato, ha fatto togliere dalle scuole materne ed elementari una lista di 1098 libri, accusati di essere fautori della teoria dei gender, ovvero per capirci, libri che trattano di famiglie alternative, non composte da padre e madre, ma da genitore 1 e genitore 2.
Non una vera demonizzazione a suo dire, ma motivato dalla convinzione che di certi argomenti se ne debba parlare a casa, non a scuola. Gli stessi libri sono invece stati lasciati nelle biblioteche, perché così ognuno ha la libertà di consultarli.

Stesso destino dei libri, Brugnaro lo destina a quelli presenti nelle biblioteche, con la revoca dei servizi di esternalizzazione nella gestione delle stesse, con conseguente perdita di 18 impiegati, che garantiscono servizio a tempo pieno, con aperture il sabato e svariati servizi annessi. Continua a leggere

Ohi che bell’Italia, marcondirondirondello!

Che l’Italia sia un paese di comici, si sa. E di polemici, anche. Di furfanti e geni.
Un bel variopinto genere umano la abita e noi ne andiamo indistintamente fieri o ne proviamo disgusto.

Lo sport nazionale è, a differenza di quello che si pensa, il disprezzo dell’altro. C’è proprio una corsa a chi la spara peggio. E ne ho letto e sentite di tutte, banco primario i talk show televisivi.
Ma questa di oggi, ancora non l’avevo sentita.

La maestra Margherita Aurora redige la lista dei compiti delle vacanze di Pasqua. Non la solita lista eterna di esercizi, ma una lista di cose belle da fare, di invito al riposo, allo stare insieme.

margherita_auroraNiente di nuovo sotto al sole; avendo io due figli, molto spesso mi sono trovata a leggere liste di questo genere, più o meno simili. Magari anche scritte a mano, con l’aggiunta di qualche disegno colorato: la maestra Caterina e la maestra Rita sono state maestre speciali!
Niente di nuovo, appunto, ma siamo nell’era dell’internet e il testo si è trovato condiviso nelle bacheche facebook per arrivare fino al Tgcom, Tg24 e alla Vita in diretta.
Un fenomeno. Già, il fenomeno delle piccole cose di buon senso.

Ma si sa, il successo da sempre alla testa (degli altri) e così si viene a scoprire che questa lista non è tutta farina del sacco della maestra Aurora ma pare sia una riedizione di una riedizione di una copiatura copiata di una lista originale, la prima in assoluto, l’unica e primigenia, di tal Fortunato Echino che l’aveva scritta sull’Echino Giornale bambino.

Ora sapete che io spesso corredo i posts con link di verifica, ma questa vigilia di pasqua mi rende pigra e Fortunato Echino lo lascio cercare a voi.
Vi dirò solo che tal Echino, prima ha scritto che era molto contento che la sua lista fosse stata copiata perché chi ne traeva vantaggio erano i bambini, con le vacanze liberi da compiti. Che era molto contento della sua idea e che fosse stata copiata.
Ma quando si è accorto dell’eco della lista della maestra Margherita, addirittura in tv!!!, non ha saputo tenersi, ha cambiato registro e così ha scritto “. Sapete che sono generalmente piuttosto educato e non dico parolacce, ma questa volta e solo questa volta mi permettete un bel VAFFA[…]!?”».

Vabbè, io vado va

Chiara