Ci si inerpica stretti nei vicoli dell’esistenza

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Ci si inerpica stretti nei vicoli dell’indifferenza, sono tempi bui di tensione e violenze verbali, anni di scorribande nelle piazze, bottiglie rotte, muri imbrattati di ideologia, non di fede che si è persa da tempo dietro a un pifferaio ubriaco.
Ci si inerpica e smarrirsi è un attimo, perdere il cuore intendo, la testa resta ma non ragiona, tenta di non vedere, si scollega da sé in un loop di sveglia, dormiveglia, sonno, vita, morte.

Cosa possiamo ancora scegliere, uomo o Dio che stai al fondo della luce? Ci è data una scelta o si è fatto il tempo nella nullità dell’esistenza?

Ci si inerpica stretti nei vicoli dell’esistenza, l’ho detto, costa fatica restare umani. Costa denaro, costa il cuore. Il mio. Il tuo. Costa la vita. Un prezzo equo per restare umani.

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La Sirenetta di Copenaghen, resta l’ignoranza.

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Di Jose Antonio – Opera Propria, CC BY 4.0, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=5167320

“La statua della Sirenetta è una scultura bronzea alta 1,25 m e dal peso di 175 kg, situata all’ingresso del porto di Copenaghen, di cui è uno dei simboli. Raffigura la protagonista, Sirenetta, di una delle più celebri fiabe di Hans Christian Andersen, La sirenetta” da Wikipedia.

La Sirenetta è l’omaggio di Carl Jacobens alla celebre figura della fiaba della sirenetta, nessun valore patriottico, politico, ma un gesto artistico fine a se stesso, per il gusto del bello e dell’amore, realizzato nel 1913 dallo scultore Edvard Eriksen.
Negli anni è diventata molto di più per i danesi, un simbolo, un luogo di ritrovo, un affetto che si impara fin da piccoli, una presenza viva
Si sa che i simboli assumono valori strani anche quando non ne hanno, per il solo fatto di essere simboli. E così la statua è stata presa in ostaggio da ogni genere di contestazione religiosa, politica, di genere, che l’hanno ripetutamente fatta oggetto di ogni genere di vandalismo.

Nel 1964 la testa è stata segata e asportata (e mai ritrovata) da un gruppo di artisti schierati politicamente, parte del Movimento Situazionista.

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Nel 1998 viene di nuovo asportata la testa e questa volta riconsegnata. Colpo fatto da ignoti.

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Nel 2007, in occasione della festa della donna, a Marzo, viene dipinta di rosa.

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Nel 2007 per contestare la politica di apertura agli immigrati, alla sirenetta venne messo il burqa.

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Nel 2014, per ricordare il fatto del 1964, quando alla sirenetta venne asportatata la testa, l’artista Uwe Max Jensen si fece ritrarre nudo con un secchio in testa a ricordare la decapitazione.

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Questi sono alcuni degli atti vandalici a cui è stata sottoposta la celebre statua (li potrete trovare tutti  nel sito http://danimarcapertutti.blogspot.it/2011/04/meanwhile-in-denmark-speciale-la_8577.html)

E questo è quello nuovo, rossa come il sangue delle balene che vengono ogni anno uccise nel mare delle isole Faroe; è la dimostrazione da parte degli attivisti contrari alla loro uccisione. L’amore che i danesi hanno per questa piccola ma significativa statua ha fatto sì che ora la statua è già pulita e restituita alla sua bellezza. 134710204-441d4450-afd3-403b-9e21-374ec54e7e0d

Resta l’ignoranza, quella non si pulisce con nessun prodotto e non si ripara né si risolve.
Resta l’ignoranza di chi, per dimostrare la propria idea non si cura di nulla: la sua idea è unica e migliore delle altre e merita ogni tipo di comportamento, sebbene errato e vandalico.

Resta l’ignoranza e da quella, purtroppo, il mondo non si salverà.

Info utili e fonti
Danimarca per tutti, Meanwhile in Denmark http://danimarcapertutti.blogspot.it/2011/04/meanwhile-in-denmark-speciale-la_8577.html
Wikipedia, la storia della Sirenetta https://it.wikipedia.org/wiki/Statua_della_Sirenetta
La storia dell’installazione artistica del 2014 http://www.tgcom24.mediaset.it/magazine/2014/notizia/copenaghen-nudo-per-la-sirenetta-la-strana-performance-di-un-artista-danese_2041170.shtml
Il nuovo attacco di due giorni fa, la sirenetta rossa http://www.repubblica.it/ambiente/2017/05/30/foto/copenaghen_sirenetta_vernice_rossa-166797235/1/#2

(le foto sono tratte dal web e nello specifico negli articoli qui sopra citati)

Fedeltà e lealtà

Mi sono trovata questa mattina a sentire alla radio Michele Emiliano, presidente della regione Puglia.
Non entro nel merito della sua fede politica né della sua attività, ma mi soffermo sulle sue parole, da uomo del sud, corrette, forbite al punto giusto, parole che denotano cultura profonda e studio.

Due tra tutte mi sono rimaste impresse: fedeltà e lealtà.
FedeltàL’essere fedele, e la qualità di chi o di ciò che è fedele. FedeleChe osserva la fede data, che risponde alla fiducia di cui gode, o è costante nell’amore, nei rapporti affettivi.
Lealtà: L’essere leale, sincerità, franchezza. LealeDi persona che parla e agisce con sincerità e franchezza, che ha vivo il sentimento dell’onore e rifugge così dalla finzione come dal tradimento. (fonte Treccani.it)

Sono piccole sottigliezze della nostra bellissima lingua italiana ma che a soffermarsi non possono che farci insegnamento.
Michele Emiliano poneva l’accento sui rapporti di lavoro/amicizia, sostenendo la lealtà come valore aggiunto oltre alla fedeltà. E sì, essere leali è difficile e spesso ci si scontra con l’altro, ma è un sentire, quando vero e sincero, utile ed efficace per rapporti veri e consolidati.
Fedeli e leali: difficile esserli, appagante il rimanere.

Chiara

 

Bufale, pesci d’aprile e di noi che siamo un po’ fessacchiotti.

Quando ero bambina il primo di aprile si celebrava con un bel pesce di carta attaccato di nascosto alla schiena e si rideva tra i compagni sul malcapitato. pesce-05
Tra i grandi, invece, c’era chi si cimentava in scherzi d’autore: chi non ricorda, Estate 1984, il ritrovamento di tre statue di Modigliani poi rivelatesi un falso fatto da tre ragazzi livornesi?

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Ma erano casi sporadici, fatti benissimo e davvero difficile da sgamare anche dagli esperti.

Oggi. Oggi siamo nell’era dell’internet, le notizie volano come razzi da una parte all’altra del mondo in un soffio; con un computer in tre secondi, con una media abilità, si può fare di tutto, correggere immagini, modificare testi, attribuire date e mettere il tutto in rete. Con la certezza che una buona parte degli utenti non coglierà la bufala, anzi, più sarà clamorosamente falsa, e più verrà condivisa come vera.
Senza, ovviamente, verificarne la veridicità.

Vediamo come
Ieri mi sono imbattuta in questo link (clicca qui) . In sostanza viene raffigurato il  nuovo logo della regione piemonte, un orribile e infantile lombardia con stivali, occhialetti, cazzuola e progetto con la scritta edificante “Lombardia, voce del verbo lavorare”logolombardia

Come potete vedere tutti “una cagata pazzesca”

Pare che questo logo sia stato pubblicato e pubblicizzato dall’assessore regionale alle infrastrutture e alla mobilità della regione Lombardia, Alessandro Sorte, sulla sua pagina Facebook e l’articolo ne fa rimando con un link diretto.

ImmagineLa cosa più semplice da fare è cliccare il link. Io l’ho fatto. Ed ecco cosa appare.

alessandro_sorteA questo punto, o lascio perdere il link, o mi faccio delle domande.

E così cercando nel web scopro
1) il logo è vero, esiste, qualcuno lo ha disegnato ( quali manine sante? Sarà anche stato pagato o gli avranno regalato un ovetto kinder?) ma a quanto pare è solo un logo interno all’assessorato per un evento. (così dicono, mah!)
2) il motto è stato rubato a tal Angelo Capelli, consigliere regionale (che poi è un motto veramente deprimente, da andarne proprio fieri), rivale politico del Sorte. (conosco altri casi di motti rubati tra rivali, sarà uso comune. Io i miei rivali, se ne ho, nemmeno li leggo, figuriamo copiarli)

angelo_Capelli3) Del logo ora non c’è nessuna traccia, se non quella lasciata dagli screenshot e dai link che ora non rimandano più a nulla ( e non vorrei ripetermi, ma lo faccio:“ciò che si scrive resta, abbiate cura di voi e degli altri e sicurezza di quello che scrivete!” me compresa, ovvio)

Ecco che allora viene da chiedersi se era un pesce d’aprile in anticipo o una bufala, una presa in giro politica, o la verità, cosa ben più grave di tutte le altre.
E viene da chiedersi se vale la pena pubblicare la notizia come vera, quando nessuno sa la verità.
Ma l’amaro che resta è che questo dell’internet è un mondo brutto, di prese in giro, di cattiverie e noi, nella fretta di condividere e dire, condividiamo link, pensieri, immagini, senza aver prima verificato le fonti, contribuendo a spargere schifezze bugiarde e false.
E generiamo un mondo ancora più brutto di quello che già è.

Pensare che basterebbe un click in più per verificare.

Chiara 

Qui Alberto Puliafito dice più o meno le stesse cose, ma con argomenti più seri e con dettagli maggiori 

Odio e amore

Ho degli amici splendidi, si sa. O meglio, io lo so. Persone uniche, per un anno, per una vita, accanto a me, di fianco, stretti, condivisi.
Ne parlo spesso tra queste righe, perché è giusto dar loro nome e valore.
Un amico si coltiva perché è simile ad una pianta e come una pianta ha le sue caratteristiche: una rosa con le sue spine non ama farsi toccare, una calla è delicata,  il fiore del tronchetto della felicità fiorisce solo di notte. Occorre saperli capire e difendere, vivendoli, sebbene alle volte ci paiono comportamenti difficili perché diversi dai nostri.
Ma ove c’è l’amore, tutto si supera.

Mi sono trovata a parlare con un amico di odio e amore. Non temo i miei sentimenti, so anche questo, ma l’odio non mi è avvezzo, sebbene capiti che lo provi. Mi infastidisce, è un cappio che mi soffoca, un fardello che toglie il sonno, un esistere che si alimenta da sé verso il nulla.
Un  nulla vuoto che genera nulla.
Eppure il mondo ne è pieno, zeppo, infarcito, e senza una vera matrice interna: si odia a prescindere, per partito preso, senza indagare, tentare di capire, solo giudicando. Si odia e non si dimentica.
Il mio amico, uno di quelli splendidi di cui ho detto, ha tentato, riuscendo in parte, a farmi capire che l’odio è un sentimento umano, che accade di provarlo, ma che se riconosciuto, si può allontanarlo. E vivere in una pacata serenità.
Capendo che l’altro, o la situazione, o il fatto, sono accessori della vita e che non ne vale la pena davvero. Ha usato il termine cristiano “Ama il prossimo tuo come te stesso” che in sé contiene il senso dell’esistenza: la persona a cui noi dovremmo essere grati, che dovremmo amare  stimare sopra ogni cosa, siamo noi e se riusciamo ad amare gli altri con la nostra stessa intensità, abbiamo raggiunto lo scopo.

Eppure pare sempre più difficile combattere i demoni che ci assalgono…

Chiara 

Nulla cambia

“LA TERRA TREMA Messina 28 Dicembre 1908. I trenta secondi che cambiarono l’Italia, non gli italiani”
Giorgio Boatti – Mondadori 2004

Il libro di Giorgio Boatti è la mia attuale lettura. Un libro complesso e finemente dettagliato sul terribile terremoto che nel 1908 rase al suolo Messina e Reggio Calabria. Tra le righe, vengono citati integralmente telegrammi intercorsi tra i comuni interessati dal terremoto e Massimo Giolitti, presidente del consiglio.

“Urgentissimo da Martirano 28.12 ore 10.30 arrivo 14.10. Precedenza assoluta a ministero interni Roma. Violentissima scossa terremoto ora 5.25 stamane che finito di rovinare gli ultimi ruderi avanzati flagello 1905. Ha gittato nel massimo sconforto panico popolazione la quale fra tanto lusso di leggi non ancora per indolenza burocratica italiana può vedere attuata alcuna suo profitto. Aspetta da due anni assetto nuova Martirano cui prestarono grande interessamento re e ministri e si augura che benefici effetti millantate buone disposizioni governative non abbiano per ripetersi dei terremoti a giungersi come il soccorso di pisa. Sindaco De Medici” 

Come si evince dal telegramma, il sindaco rivendica la totale assenza di ricostruzione del suo paese a tre anni dal precedente terremoto, nonostante le tante parole di re e ministri. Un telegramma polemico, giustamente polemico, di un paese che si sente preso in giro dalla propria classe politica centrale; abbandonato a sé.

Giolitti come risponde a questo telegramma? Rincuorando il sindaco? Promettendo aiuti immediati?

Telegramma urgente al prefetto di Catanzaro. ” Voglia Vostra Signoria rivolgere sindaco Martirano severo richiamo per telegramma sconveniente da lui diretto questo ministero e vedere se sia il caso di adottare rigorose misure. Non intendendo tollerare che nuovo infortunio serva di pretesto per ingiuste e indecorose recriminazioni vero governo. Ministro Giolitti”

QUESTO è il “nuovo infortunio”Gloeden,_Wilhelm_von_(1856-1931)_-_Terremoto_di_Messina,_1908

A distanza di più di 100 anni, penso al terremoto in Abruzzo, penso ai sindaci oggi e a cosa potrebbero scrivere all’attuale capo del governo Renzi nel caso di un nuovo terremoto. Le stesse parole del sindaco di Martirano.

E i nostri attuali politici come risponderebbero? Con la stessa arroganza di Giolitti.

Non c’è alcuna speranza per questa povera Italia, se non lasciarla in mano agli italiani.

Raccolti più di 8.000€  in 24 ore a Cologne per i funerali di un nato prematuro per cui la famiglia non poteva provvedere e che lo stato non ha saputo farlo se non in maniera troppo esigua. (qui)

Crowfunding record “Un passo per San Luca” di oltre 300.000€ salva il restauro del portico di San Luca a Bologna, là dove lo stato non ha saputo farlo ( qui) 

Chiara

Di screenshot, dichiarazioni e ammende: la tua faccia è la tua reputazione!

Succede in questi giorni nella mia  città, così come succede ogni secondo nel web.
Una persona pubblica un commento in una pagina Facebook, un’altra persona ne fa uno screenshot e improvvisamente il commento si diffonde nella rete e diventa notizia e forca.

Un noto politico locale, sindaco di una piccola comunità montana, decide di pubblicare questo commento all’interno di una discussione su Facebook.

politicaHo cancellato volutamente foto profilo e nome, perché è un conoscente e lo rispetto come persona, ma ha suscitato tale polverone in città che tutti ormai ne sanno.
Il politico, che si difende dicendo che questa frase non conta estrapolata dal contesto, ammettendo di aver scritto comunque una battuta infelice, rischia di perdere il posto di sindaco e l’accusa di incitamento all’odio razziale.

Quanto si rischia per una “battuta infelice”!
Quanto non si ragiona che Facebook, WordPress, sono muri sociali, visibili e duraturi; che se i vecchi dicevano “verba volant, scripta manent”, non dicevano  una stupidaggine, ma la pura verità.
I libri possono essere bruciati

arton59844gli screenshot no!

Ne conservo anch’io di screenshot, come penso tutti noi, di alcuni fatti miei, e li conservo perché la maleducazione non paga, le offese non pagano. Nemmeno nei momenti di rabbia e di odio acceso.
Qui, sui social, come nella vita fuori, la nostra faccia è la nostra reputazione e siamo noi gli unici artefici di noi stessi. 

Chiara