Vorrei mi sfuggisse una poesia

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Milano, Fuorisalone 2017, Brera District

Vorrei mi sfuggisse una poesia, tra i pensieri stretti, affollati, concentrati come soldati in partenza al fronte, alla guerra, una vana guerra. Concentrata su percorsi che si rincorrono, idee alla ribalta, intuizioni, progetti accorati, vita, vorrei che mi sfuggisse una poesia.

Perché tutto possa riprendere la lentezza che merita, come quando alzo il mio viso e incontro il tuo.

La Poesia è in te

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Forgotten garden 

La Poesia è il sentire profondo della terra, lo scandaglio dei sentimenti; è vedere con occhi profondi le rughe e le radici, i recessi delle anime, la lirica segreta delle allodole. È un talento raro, dono dei bambini e dei folli, da che gli adulti, crescendo, si coprono di scorze dure e callose, non avvezze alla meraviglia.

Adi Dekel ha 20 anni, ha occhi che inventano storie e scenografie fiabesche, il mondo dell’incanto e dell’innocenza delle donne, la fragilità e la delicatezza degli incarnati, i cuori protetti dal calore della natura.

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Unreacheable

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Abandoned

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Forgotten garden

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Pagina Facebook Adi Dekel Photography https://www.facebook.com/AdiDekelPhotography/
Flickr Adi Dekel https://www.flickr.com/photos/adidekel/
500px Adi Dekel https://500px.com/adidekel

Due cuori

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Due cuori, giorni sommati uno all’altro, il passato lasciato indietro, del futuro nessuna cura; giorni impilati, una torre di Babele, pendente, la basi solide, il resto al vento, come è giusto che sia: la vita.
Due cuori, un amore solo, nascosti, sotterrati sotto una coltre di neve, semi sparsi tra letame e la terra, fertilizziamo la primavera con i baci, tra la pelle consumata dalle incertezze e il sangue che ribolle, come è giusto che sia: la passione.
Tu e io e in mezzo esistenze cieche, indifferenze desolanti, tracce di ferite, sillabe confuse; tu e io e in mezzo il mare.
E noi, due cuori, che con calma lo navighiamo.

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Oggi cadono le foglie. Lo so, cadono a ogni autunno, quando diventano rosse da far impallidire la tavolozza di un poeta.
Ma oggi cadono di più.
Si erano preparate ordinate, le vedevo ogni giorno affollarsi sui rami, rinsecchite ma impavide, pronte a lanciarsi ma non ancora, aspetta ancora un attimo a lasciare, un momento che da qui il cielo si vede meglio. Resta.
Le vedevo, ogni mattina, al risveglio, dalla finestra addossata al prato, resistere accolte tra le foglie ancora rosse acceso, attaccate al ramo, insieme, unite a fare pianta, memoria di primavera avvenuta, d’estate goduta, ora, l’autunno pronto per la dimissione, malinconico evento. Da avverare.

Oggi cadono le foglie.
Si è alzato un vento sinuoso e le fa cadere, una ad una, una dietro l’altra, incessantemente.
Sembra piova.
Piove vita che passa e poi, dopo, ritorna.

 

“Il Kintsugi di Giobbe” di Daniela Grassi

Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro, antica tecnica di restauro ceramiche giapponese, è entrata tra le tecniche che pratico nel mio laboratorio di restauro, Chiarartè.
È una tecnica di cui già ho parlato, una tecnica che porta con sé lentezza e pazienza, un ritmo pacato che quasi stride con la frenesia di strade e sentimenti. Ma che è perfetta per la mia essenza, per il mio lavoro, dove la pace e la cura delicata dei dettagli dominano ogni gesto. 

Parlare di Kintsugi mi appassiona, e per la tecnica, affascinante nella sua calma e così affine alla terra per l’uso di materiali di origine naturale, e per la sua versatilità di uso. Nasce per il restauro della ceramica, ma si può applicare a ogni materiale e andare oltre, fino all’anima. Sì, perché il Kintsugi evidenza le rotture con pennellate d’oro, creando da una lacerazione un oggetto nuovo. E così è per gli uomini, arricchiti e rinnovati ad ogni dolore e cambiamento se si ha il coraggio di non nasconderli. E affrontarli.

Svariate condivisioni, di natura diversa, si intrecciano una all’altra, generando nuove curiosità.
È il caso di Daniela Grassi che ho incontrato ad Asti in occasione della fiera Arti e Mercanti dove ho esposto il mio lavoro. Daniela ha scritto anni fa un testo sul Kintsugi con una versione nuova e curiosa, immaginando un giardiniere e la sua cura e la ringrazio per avermelo fatto conoscere, così da aggiungere tassello a tassello.

Ecco il suo testo

Il Kintsugi di Giobbe
Le mie ferite sono oro.
Un giardiniere di nome Giobbe
ha colato oro liquido là dove
tarli, malattie e stagioni impietose
avevano scavato spaccature profonde:
ferite dolorose, ma lui con semplicità
le ha riempite di grazia.
L’oro era rovente e fiammeggiava,
ma per le mie fibre è stato
balsamo e carezza,
perché la mano stessa dell’amore
lo versava dal crogiolo e
lentamente,
e teneramente,
saldava con sapienza, paura e fatica,
sofferenza ed ingiustizia,
trasformandole in fiumi abbaglianti.
Ora sui miei vecchi rami,
le foglie rifulgono nei giorni estivi
simili ad elitre cangianti,
livree di scarabei o cristalli
emersi dal profondo
e d’autunno,
prima di volare nel vento
e tornare alla terra,
diffondono baluginii, come di focolare.
D’inverno poi,
il palco delle mie radici nutrite di luce,
scioglie la neve tutt’intorno
e sul terreno tiepido non cessano di crescere
l’erba e i fiori
dando sollievo alle creature del bosco
e agli umani che giunti fino a qui
e abbandonata la pesante pena,
s’inginocchiano
lasciandosi pervadere dalla speranza.
Grandi cose e terribili
deve aver conosciuto quel giardiniere
per aver appreso a riparare il legno vivo
con il miele rosso del metallo rovente,
a curare la vita con il fuoco.
Che la sua benedizione duri per tutti
e per tutti i tempi,
anche quando da innumerevoli secoli,
sia lui che io
non saremo che cenere.

Daniela Grassi in “Il posto dell’angelo”, ed. Ellin Selae, 2013 (qui il link) 

Kintsugi Chiarartè

kintsugi chiarartè

 

 

 

Primi passi nella tecnica Kintsugi

Questo mio blog racconta anche il mio lavoro, il restauro, e lo fa quando mi trovo di fronte a un restauro eccellente e meritevole di nota o, come in questo caso, di una nuova/antica tecnica, il Kintsugi, antica tecnica giapponese di restauro.
Rimando ad un mio post precedente, dove spiego la tecnica. (qui il post “Kintsugi, l’arte di restaurare con l’oro”)

I materiali sono originali giapponesi. La tecnica che realizzo nel mio laboratorio Chiarartè a Biella, Via Novellino 16, rispetta perfettamente quella dei maestri di Kintsugi giapponesi: lacca reale, farina, tomoko, polvere oro, pennelli di donnola, lacca reale rossa, jinoko, mawata, polvere oro o ottone.

Sono i miei primi passi e voglio condividerli con voi.

Vassoio giapponese che verrà trasformato in Squarci

Vassoio giapponese che verrà trasformato in Squarci

Squarci è la nuova collezione di ceramiche giapponesi prodotte nel mio laboratorio. Partendo da un pezzo integro, rompo il suo equilibrio destinando al caso i frammenti.kintsugi chiararte

I pezzi vengono incollati con lacca giapponese per Kintsugi, così da ottenere una lenta ricostruzione.

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A finire, il pezzo viene riposto nel muro per Kintsugi, in ambiente caldo e umido per 3/7 giorni.kintsugi chiararte

Resto in attesa, il tempo per meditare su ciò che la vita ci dona e ci toglie, sulla rabbia, l’odio cieco, la supremazia, la morte.
Resto in attesa, il tempo per meditare che la vera forza che ci muove è l’amore e il rispetto reciproco.

 

 

 

In Busta Chiusa

Inizia oggi un nuovo ed entusiasmante progetto di Carta Resistente : In Busta Chiusa 

26 lettere dell’alfabeto, tre parole ciascuna, 26 blogger scelti dalla redazione, 26 disegni realizzati con la tecnica “Print Matters”, 26 racconti-poesie-saggi scritti tenendo conto delle tre parole a disposizione.

Ogni settimana Carta Resistente pubblicherà nel blog una busta chiusa; per aprirla basterà aprire il link e si verrà proiettati nel blog che ha scritto il testo, la busta aperta, la storia svelata.
Vi ho partecipato anch’io e ringrazio la redazione di Carta Resistente per avermi contattata per partecipare a questo progetto, detto “follia collettiva” o forse solo una grande catena di storie e vite.
La mia lettera è la Q, “quoziente, quarzo, quantità”, devo ancora fare il conto ma sarà dopo l’estate; per ora godetevi la lettera A, il primo racconto di Marco Montanaro

NEL FONDO DEI TUOI OCCHI – Leopardi #2

Omaggio il compleanno di Giacomo Leopardi con la poesia di Paolo Casalengo, profondo conoscitore delle regole della metrica e del valore delle parole.

Nel fondo dei tuoi occhi c’è l’immenso,
la luce naturale dello spazio,
quel tono d’ametista e di topazio
che solo nel tuo sguardo è così intenso.

Sereno, il viso tuo, è come l’incenso
che con il suo profumo assolve il dazio
di tutte le mie pene e dello strazio
che qui, di fronte a Te, non han più senso.

Mi lascio trasportare dall’udito
che la tua voce insegue in note liete
di canto di sirena. Ora ho capito

che solo perseguendo chiare mete
di interminato amore, ed infinito,
potrò trovar, con Te, profonda quiete.

Paolo Casalengo

Cos’è la poesia

“Asserire che le poesie sono facili significa che si può diventare poeti con grande semplicità. Ed essere poeti equivale a raggiungere una specie di Illuminazione, non si dovrebbe disprezzare la facilità con cui lo si può diventare. Anzi, bisognerebbe averne un grande rispetto, perché più si è semplici più virtù si posseggono.”

Natsume Soseki “Guanciale d’erba” Giappone, 1904

Cos’è la poesia spesso me lo domando e come me molti, in ogni luogo e contesto. Lo facevano i letterati nei simposi, lo fanno i poeti ai tempi dei social.
C’è un gran dibattere su chi debba essere chiamato poeta, su cosa sia la poesia, se c’è ancora chi la legge, se debba essere considerata poesia lo scrivere di getto, la liberazione o lo studio matto e disperatissimo; c’è un gran dire su chi sia poeta, su chi non lo sia, se andare a capo spesso e ordinato sia poesia o solo una prosa messa a capo; se una prosa ben scritta possa essere poesia; c’è un gran fermento di concorsi di poesia d’ogni genere ed estrazione, d’ogni contesto, argomento, costo e celebrazione.

Chissà chi davvero può dire cosa sia la poesia.

Io so che è poesia quando appoggi le tue labbra sulle mie. 

Chiara 

 

 

 

 

“Bisognerebbe meditare prima di diventare poeti!”

Rosetsu Nagasawa Pittore giapponese 1754-1799

Rosetsu Nagasawa
Pittore giapponese 1754-1799

“Se si usa la ragione, il carattere s’inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se s’impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini.
   Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura…

   Poiché è difficile vivere in un mondo da cui non si può evadere, si deve tentare di renderlo più accogliente così da poterci abitare meglio, sia pure per il breve tempo concesso all’effimera vita umana. Qui nasce la vocazione del poeta, qui il Cielo assegna al pittore la sua missione. Gli artisti sono preziosi, perché rasserenano questo mondo e arricchiscono il cuore degli uomini.
È la poesia, è la pittura a svellere da questo mondo le preoccupazioni che gravano sulla nostra vita, a proiettare davanti ai nostri occhi un mondo gradito…

   Un poeta versa infinite lacrime, mentre per un uomo comune ne può bastare un litro. Quindi il poeta è più tormentato di un uomo qualsiasi, i suo nervi sono molto più sensibili. proverà gioie ignote al volgo, ma anche incommensurabile tristezza. Bisognerebbe meditare prima di diventare poeti!…

  L’amore sarà meraviglioso, la pietà filiale stupenda, la fedeltà al proprio signore e alla patria perfetta. Ma quando vi siamo impegnati, ci lasciamo travolgere dal turbine dei profitti e degli svantaggi e diventiamo ciechi alla bellezza e alla perfezione. Così non riusciamo più a intuire dove sia la poesia…

   Ma nell’attimo in cui ci preoccupiamo dei disagi che ci procura la pioggia scrosciante e della stanchezza delle nostre gambe, non siamo più personaggi di una poesia. Ritorniamo a essere gli ottusi, comuni uomini di sempre. Non notiamo il fascino delle nuvole e delle nebbie fluttuanti. Non affiora nel nostro animo alcun sentimento per i fiori che appassiscono e per gli uccelli che cantano.”

Natsume Soseki “Guanciale d’erba” 1905

Rosetsu Nagasawa pittore giapponese

Rosetsu Nagasawa
pittore giapponese