Quel giorno in cui tacqui per tutto il giorno

Certi momenti si curano solo con il silenzio, un silenzio di parole che come un domino entra sotto livelli di pelle, grasso, sangue, muscoli e cuore.
Il cuore, che prima strappava i battiti, si quieta al ritmo del silenzio, un inconsueto modo di ragionare, nel nulla cieco e buio, dove adagiarsi, cadendo senza rete.

E dopo.
Dopo la voce ritorna, intonata.
Lo sai.

Vorrei mi sfuggisse una poesia

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Milano, Fuorisalone 2017, Brera District

Vorrei mi sfuggisse una poesia, tra i pensieri stretti, affollati, concentrati come soldati in partenza al fronte, alla guerra, una vana guerra. Concentrata su percorsi che si rincorrono, idee alla ribalta, intuizioni, progetti accorati, vita, vorrei che mi sfuggisse una poesia.

Perché tutto possa riprendere la lentezza che merita, come quando alzo il mio viso e incontro il tuo.

Perni di speranza

Il mondo è uno solo. E dentro c’è tutto, il male e il bene.
Per una strana perversione della mente, vedo gente che mostra solo il male (o il presunto male, spesso attribuito a cose che non si conoscono, non a un vero male); vedo gente che prende in giro, che si mette in cattedra come giudice/censore/professore/dio.
Per una strana spirale, vedo gente che con il suo odio genera odio, in un gorgo senza fine che porta a gettare fango su tutto, indistintamente: la generalizzazione è un’arma subdola, annienta la capacità di giudizio singolo, è una fila indiana di pensieri, chiusi in gabbia.

I giovani di oggi per molti sono così
13880186_1739052116350562_3387111357766925005_nidioti, impersonali, bamboccioni, incapaci di giudizio, limitati nell’attenzione, intenti a giocare solo a Pokemon Go, il male, a drogarsi, a sbattersi in discoteca.

Avete visto in giro invece QUESTI giovani?13902831_925869540872622_3352197729295434804_n

Sono quasi 2 milioni di giovani che hanno vissuto la GMG, Giornata Mondiale dei Giovani a Cracovia. Due milioni.

Gli esempi positivi ci sono e sono molti di più di quelli negativi.
È solo che è più facile mostrarsi superiori a quattro pischelli con un cell piuttosto che inferiori a 2 milioni di ragazzi che non hanno paura di mostrare la loro fede, i loro ideali.

Riflettiamo sulla bellezza del mondo, è solo con l’amore che si salverà.
Ma occorre partire da noi, da come ci comportiamo con l’altro, da quello che scriviamo, che condividiamo.
Da quello che siamo: se siamo di esempio, qualcuno ci seguirà e sarà una scia sempre più lunga.
E non parlo di fede, ho usato l’esempio della GMG perché è eclatante, ma del coraggio di essere noi stessi perni di speranza.

 

 

Le piccole cose

Che la vita sia fatta di piccole cose è lezione da imparare.
Cogliere attimi e poesie, riflessi, sorrisi, gesti candidi.
Fluire semplici, delicati quali piume, senza invadere, senza pretese.

Recuperare la serenità dopo fatti complicati, gesti inconsulti, ferite inferte, non è mai facile. 
Ma può essere una buona occasione per fermarsi, capire cosa e chi conta e vale e riprendere con più forza a credere in se stessi.
E farne lezione per il futuro.

Chiara

 

Burnel Santuario di Oropa Biella

Burnel
Santuario di Oropa
Biella

Non ricordo

Scende il sereno, la notte s’appoggia sul petto.
La mente scivola, fanno rumore le ore stanche, le accompagni svelta verso la porta, la musica le invita ad andare via a passo di danza.
Quale pace!
Ricordo, ricordi?
C’era qualcosa, un dispiacere, un tesoro, una ricerca insomma, che premeva la mente; le spalle contratte s’arricciavano ogni volta e lo stridere delle parole rigava vetri.
Uh, si era lontani dalla meta allora.
Ricordi, ricordo?
Io no, neppure so da dove s’era partiti.

Quale pace! Godere ora del naturale silenzio della sera.
Già, perché naturale era prima ed è ora.
Quello che in mezzo è stato non ricordo più.

Chiara 

Quanta vita sai contenere, quanta le tue braccia accogliere?

E così un anno ancora finisce e siamo qui, ognuno con i suoi pensieri, a far da bollettino di vita trascorsa.

Io quest’anno mi sento colma; più di altri anni ho raccolto sentimenti ed emozioni, stanchezze e dolori, gioie e felicità improvvise.
Ho vissuto la fatica del mattino, talvolta, e la discesa gaia della notte, più spesso.
Ho assaporato il gusto acido della crisi, del lavoro che manca e il vago senso del mio fallimento sempre dietro le spalle, uccello presagio della fine; ma non ho ceduto alle sue lusinghe e per ora, sono ancora qua.
Amici nuovi e amici consolidati sono stati cornice e ritratto dei miei giorni, scenario, trama e colonna sonora di ogni mio giorno, di ogni mio giorno, nessuno escluso. Amici, abbracci di serenità, sebbene alle volte sia inciampata e caduta; una mano pronta era sempre lì, a sorreggere, uno scambio condiviso di debolezze e forza.
Insieme si fa la storia.
Nel mio vagare sono incappata in storie impossibili, incomprensibili a me e ai miei occhi e pur malgrado ciò, vi sono appartenuta come fossero mie; e sono rimasta troppo spesso a terra, attonita di fronte a parole gettate quali dardi accesi, fuoriusciti da occhi e cuori chiusi da tempo, dal troppo soffrire. Se solo avessi potuto farmi capire, se solo fossi stata ascoltata, non fraintesa…pazienza. Forse ho peccato nel credere di aver capito, ma mai profezia fu più funesta.
Il procedere è in avanti, turbarsi con relazioni irrisolvibili ed irrisolte è pura follia.
Ho coltivato un piccolo orto, poggia la terra sul mio cuore e i frutti e i fiori ne spandono profumo di pace ed amore; questo proseguirò a fare, che il mio impegno è vivere serena e di rendere la vita di chi mi è accanto, un luogo pulito e calmo, quieto come le rive di un lago.

E so, che per quanta vita io abbia vissuta, ancora c’è spazio per contenerne altra e le mie braccia mai saranno paghe e stanche di accogliere il pieno respiro del mondo.

Buon 2014 a tutti!

131229_122807Chiara 

Il massimo rispetto lo si deve a se stessi.

Certe situazioni offendono la mia intelligenza.
Certe persone anche.
Solo per il mio quieto modo di vivere, di rispettare, di essere ottimista, di sorridere ai fatti della vita, non significa che non vedo e non capisco, sia ben  chiaro a tutti.
Sono presente, non vi credete; solo ritengo che, in alcuni casi, il miglior comportamento, quello che dona il massimo rispetto, è raccogliersi dentro di sé e far come se il resto non esistesse.

Sì, il massimo rispetto lo si deve a se stessi e l’indifferenza e il proseguire spediti verso ciò che amo e che mi dona pace, il comportamento perfetto.

E’ solo se si ha pace dentro di sé e con sé che si può essere sereni.

Chiara

Se l’amore è quiete, dimmi, quello che provi tu, cos’è?

Davvero credi che l’amore sia tormento ed estasi?
Che non debba far dormire la notte e togliere la fame e la sete?
Davvero pensi che l’amore sia sofferenza e ferite e lacrime e dolore, si dolore ed angoscia e paura dell’abbandono?
Pensi che sia possesso( sei mio, sono tua), che sia unione ferma e rigida?
Che sia gelosia ed invidia, che nessuno debba toccare ciò che appartiene al bene amato?
Davvero pensi che tutto questo sia amore?

Ma dimmi, non ti pare più simile alla sofferenza questo sentimento?
E l’amore, per la musica che ne nasce al solo sentirlo nominare, sia pace e serenità, conforto e saggezza, quiete?

Se l’amore è quiete, e questo è ciò che penso io, dimmi, quello che provi tu, cos’è?

Chiara

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Pazienza

Pare che le persone non ne abbiano.

In auto strombazzano come cavallette impazzite alla tua minima esitazione; alla cassa del supermercato cercano di superarti con la scusa di avere sempre più fretta di te; nei dialoghi, non vieni ascoltato perché l’altro ha sempre cose più urgenti delle tue; il lavoro viene richiesto per l’immediato senza riconoscerne i tempi; le relazioni sono accelerate, si bruciano le tappe per arrivare, godere, finire.

La fretta pervade, facendo perdere gli attimi, bruciandoli in un rogo di convenzioni.

Io me ne sto a lato: certo alle volte corro anch’io, quando sono in ritardo, ma mi impegno a frenarmi, a fermarmi se necessario.

Metto calma e lentezza anche nelle relazioni, facendo della pazienza anche l’accettazione, la sopportazione.

E’ un modo di vivere che a molti, soprattutto donne, parrà di rassegnazione mista a sottomissione: sbagliato.

E’ una delle strade per la propria serenità interiore.

Buona settimana di lentezza

Chiara