Il passo può essere breve.

Leggo sempre con costernazione le uccisioni di donne da parte di uomini, (raramente uomini, anche se loro subiscono la loro parte di violenze psicologiche pesanti dalle loro donne) dovute ad un’ossessione, come io la chiamo.
I giornali la chiamano passione, troppo amore, perché la parola amore, quel sentimento bistrattato e incompreso dai più, viene sempre tirato in ballo quando si parla di possesso. Quasi a dire che quel sentimento così potente, proprio perché potente ed unico, ha il permesso di tutto, anche dell’uccisione.
“O con me o muori”.
Quante volte sento ripetere “Sei mio, sono tua”, in un balletto senza fine, in una promessa di legame senza fine, in un ardere senza fine.
La gelosia è una malattia, che va curata, non deve incastrare chi non prova gli stessi sentimenti, non deve incatenare, soffocare, mettere con le spalle al muro, non deve limitare: questo non è amore, ma una deviazione assurda della mente.
Che porta a corrompere i rapporti, a rendere la vita invivibile, a sopportare sofferenze e intolleranze, per arrivare, al culmine della follia, all’uccisione.
L’essere umano deve essere educato all’amore, facendo leva sul fatto che l’amore non è quello strano sentimento in cui si muore di dolore e passione, ma libertà e serenità. L’essere umano deve capire che l’amore non è possedere l’altro, ma lasciarlo libero. L’amore può anche essere unilaterale, ma deve sempre restare nei limiti della libertà personale.
Solo allora finiranno tutte le pazzie che affollano i nostri giorni, dalle parole che si leggono fino alla morte.
Perché alle volte, se si sottovalutano certe situazioni, il passo potrebbe essere breve.

( in due giorni, due donne uccise dai loro compagni)

Chiara

Non si confonda l’amore con l’ossessione ( biasimo alla poesia d’amore contemporanea)

Parlare d’amore è d’ozio e d’abitudine da che  il mondo è nato, ma di gran lunga s’è accresciuto l’interesse di questi tempi.
All’epoca medievale, sonetti odorosi di mughetti profumavano i cuori e tal Shakespeare nel 1500 seppe immaginar mai storia d’amor più passionale e profonda di Romeo e Giulietta stretti d’amore e morte.
Echeggiano i versi di Keats a deliziare i sensi e languide ninfee paion riverberare in ampolle di lacrime.

Tutto era amore, ed era sentimento bruciante e passione, addolcito, ricamato di fine bisso ed organza. Tutto era sentimento puro di riverenza pieno e di tenero ristoro.

Ora pare che il senso dell’amore si sia perso, spezzato, lordato, distrutto, in catene di vincoli villani. Solo soffrendo si sente amore, ( così dicono i poeti contemporanei)  solo chi muore di passione riceve vita; solo chi resta inchiodato alla croce di un sogno, vittima consapevole dell’illusione di un amore eterno, è salvifico portatore d’amore.
L’amore deve lacerare se no non è amore
L’amore deve far morire se no non è amore
L’amore deve vincolare se no non è amore
L’amore deve togliere sonno, fame, vivere d’inedia è amare

Sciocchi! Quello di cui parlate è solo un cappio al collo delle vostre vite noiose!
L’amore è tutta un’altra cosa!

Chiara

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Devo paragonarti a un giorno d’estate?

Tu sei più amabile e moderato:

venti impetuosi scuotono gli incantevoli boccioli di maggio

e il corso dell’estate ha durata troppo breve;

talvolta l’occhio del cielo splende troppo intensamente,

e spesso il suo volto aureo viene oscurato;

e ogni bellezza dalla bellezza talora declina,

sciupata dal caso o dal mutevole corso della natura.

Shakespeare