After the Night. Francesco Vullo – Kintsugi Chiaraarte

Inizio il 2021 con uno dei restauri Kintsugi più entusiasmanti del 2020: l’artista Francesco Vullo, durante il primo lockdown, ha partecipato a un mio corso online di Kintsugi tecnica moderna.

Ne è nato uno scambio interessante e molto creativo che mi ha portato a fare parte della sua nuova opera “AFTER THE NIGHT“con il restauro Kintsugi tradizionale con lacca urushi e polvere d’oro puro.

Vi consiglio di seguire Francesco Vullo nella pagina instagram https://www.instagram.com/fra_vullo/ per ammirare la bellezza dell’opera e comprendere, passo passo, la lentezza e profondità del progetto.

Più avanti vi racconterò le varie fasi di restauro; per ora ringrazio con stima e riconoscenza Francesco per avermi resa partecipe di un lavoro che è arte e metafora potente di rinascita.

Kintsugi Chiaraarte

Riflessioni sul senso dell’arte

Res Humanae è l’opera d’arte di Lorenzo Gnata, Cossato, 22 anni, che da qualche giorno è esposta lungo il ponte della tangenziale di Biella.

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Il bozzetto

Il ponte della tangenziale di Biella ha il triste primato di ponte dei suicidi. Non solo biellesi, è meta frequentata anche da fuori per compiere l’ultimo solitario volo verso la serenità. Credo sia questo il senso della prematura e forzata dipartita di tante, troppe, persone: un volo piuttosto che un vero addio. Il ponte è molto alto, termina sul greto del torrente Cervo. Non c’è quasi mai scampo, mai. Pochi attimi, la gente attenta ormai intuisce il fatto, avverte la polizia, esce a fermare chi si sta spingendo oltre il parapetto, basso, accessibile, mestamente invitante. Qualcuno si salva, viene tenuto in osservazione in pronto soccorso, non so poi cosa ne è stato dei loro cuori.
Uno dei tanti suicidi mi aveva colpito profondamente, era una ragazzina, Alice, e ne avevo scritto qui 

Ma torniamo all’opera d’arte, perché è di questo che voglio parlare.

50 sedie spenzolano dal ponte, a raccontare le sedie vuote lasciate da chi decide di gettarsi dal ponte.

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Foto Sergio Fighera

Lasciano un senso di vuoto profondo, angosciante. Sono difficilmente visibili, il ponte non è facilmente raggiungibile da sotto. E comunque, per quanto mi riguarda, mettono impressione.
Lascio a voi esprimere un giudizio, perché sì, qui un giudizio sull’opera occorre darlo, non è un gioco, è un passo importante. Che scuote dentro.

Sempre a Biella, ho visto esposti due autori nella galleria d’arte Silvy Bassanese: Dusan Marelj e Lorsi Bellan.

Dusan Marelj espone opere senza senso. Nella volontà dell’autore c’è solo una ricerca cromatica, un’armonia personale, non un messaggio, non una provocazione. Ognuno di noi, messo di fronte ai suoi quadri, può immaginare un pensiero, un’emozione.

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Dusan Marelj, Senza Titolo, 2016

Loris Bellan al contrario, usa l’opera d’arte come opera concettuale. Non una mera ricerca stilistica ma pura espressione di un messaggio.

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Loris Bellan, Povertà Contemporanea – Nudo 24K

Questa è l’arte contemporanea, opera concettuale e mera esposizione artistica. Una trasformazione importante, un passaggio che ha aperto a tutti le porte dell’arte: non servono infatti talenti importanti, basta avere un pensiero da esprimere. Non necessariamente geniale.

Allora basta un pensiero per renderci tutti artisti?
O forse sarebbe ora di tornare anche alla tecnica e alla perfezione? Ai posteri lasceremo 50 sedie penzolanti o La Primavera del Botticelli?

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Primavera, Botticelli.  Firenze. Uffizi.

Nota a margine del mestiere del restauratore.

Poche righe, molta amarezza.
O disgusto, dipende.

Anno 2009/2010, il Ministero dei Beni culturali indice il bando per collaboratori restauratori, ovvero un curriculum di lavori fatti dalle ditte di restauro, da aggiungere alla scuola frequentata (ove frequentata) da inserire in un bando online. L’affanno di tutti, i costi sopportati da chi non si è ritenuto idoneo a redarre il bando da solo ma si appoggiò ad associazioni a pagamento, il tempo passato a contattare i direttori lavori per avere i documenti firmati, molti dei quali scomparsi, venne infranto il giorno dell’invio del materiale che coincideva con la chiusura del bando: il bando venne annullato.
Una beffa, al solito, si dirà, ricompensata da innovazione e fiducia.
A distanza di anni, con la registrazione dell’agosto 2014, il Ministero ci riprova, indicendo due bandi: il primo per collaboratori restauratori a cui, una volta terminate le verifiche e le caratteristiche di ogni restauratore partecipante al bando, far seguire un bando successivo, per i restauratori.

Il bando per collaboratori restauratori è partito, scaduto il 24/10/2014, e dall’ora non si sa più nulla.
La legge dice che entro il 30 Giugno 2015, tutto l’iter terminerà e l’Italia tutta avrà i suoi magnifici restauratori, di primissimo livello, i più meio di tutti!
Già, peccato che non si sappia più nulla, del primo bando si è persa memoria e noi restauratori siamo qui, con le pezze al sedere, in attesa di qualcosa che nessuno sa.
Nel frattempo si lavora lo stesso, indignati, offesi, mal pagati e non pagati.

L’italia paese di cultura, culla d’arte, l’Italia che disprezza e offende chi maggiormente la ama. Che sia poi così per tutti? Il destino di chi ama?

Io, nonostante tutto, non smetto di crederci.chiararteChiarartè di Lorenzetti Chiara, ditta individuale di restauro. ( il mio sito qui) 

Chiara 

L’eccelso (ovvero la capacità di nascondere)

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C’è una perfezione eccelsa, talvolta, nell’agire dell’uomo, nel suo creare di mani e di idee, che pare più vicina all’infinito dello stesso paradiso.
C’è una grazia delicata, talvolta, nell’equilibrio che l’uomo sa formare e rende manifesto agli occhi dell’oggi destinandoli alla perpetua reminiscenza.
C’è un’ardire, talvolta, nel concretizzare l’atto che resta imperituro ad adularci lo sguardo ed il cuore, in un’estati divina.

C’è, talvolta, nel cuore dell’uomo, un sasso, che abile nasconde, e divario è immenso tra sé e ciò che crea.
E’ dell’uomo la finzione.

Chiara

Sai riconoscere un’opera d’arte?

“Sapri, “vetrata sporca”: ditta di pulizie cancella il dipinto”. da La Repubblica-Napoli.

A Sapri (Salerno), in occasione della manifestazione “Oltre il Muro”, il writer Gonzalo Borondo, ( qui il suo canale youtube per avere un’idea delle sue opere), dipinge due volti sulle vetrate del centro polifuzionale.

Opera di Gonzalo Borondo (foto larepubblica)

Opera di Gonzalo Borondo
                   (foto larepubblica)

La ditta incaricata per le pulizie, non riconosce l’opera d’arte come tale e, considerandola sporco, fa come è giusto che sia: pulisce.
L’assessore arriva tardi e il disegno è ormai compromesso dalla solerzia degli operatori.

Opera di pulizia (foto la repubblica)

Opera di pulizia
                       (foto la repubblica)

 

“Scambia opere d’arte per rifiuti. E butta tutto nella spazzatura” 
Bari. La mostra ” Display Mediating Landscape” ospita opere d’arte contemporanea tra cui opere di Nicola Gobbetto, fogli di carta con cornice di David Jablonowski e alcune pubblicazioni artistiche in edizione limitata dell’associazione Flip di Napoli.

la mostra ( foto web)

la mostra
( foto web)

L’addetta alle pulizie, trovando a terra, cartoni, fogli, scatole vuote, ottempera ciò per cui è pagata e spazza e getta via ciò che le appare sporcizia. Nemmeno il tempo di dire, che passa il camion della raccolta rifiuti a fare scomparire per sempre le opere. ( qui le news)

Ravenna, Museo d’Arte. Davide Salvadei, riminese, già eletto miglior “street artist” italiano, crea l’installazione Eron. Di questa notizia ne ho parlato bene qui ( leggi il post “il gioco è questo”) ma per spiegarvi in breve, il writer  ha dipinto sul muro il buco di un chiodo così ben fatto, che l’uomo tuttofare del museo ha deciso di stuccarlo.

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Tre esempi.
Tre casi di opere d’arte contemporanea non riconosciuti dalla gente comune come tali; al contrario, riconosciuti come spazzatura, sporco, rottura ed eliminati.

Ma allora l’opera d’arte contemporanea è per pochi eletti? Necessita di essere spiegata per poter essere capita?
Una scatola diventa opera d’arte se messa nelle sale di un museo? Un disegno su di un vetro è sporco o opera?

Io non vi dico cosa penso.
Vi faccio solo una domanda: ma voi la gettereste nell’immondizia questa statua solo perché mancante della testa?

La Nike di Samotracia

La Nike di Samotracia

Chiara

L’estasi della bellezza.

Madonna di Foligno Raffaello

Madonna di Foligno
Raffaello

L’estasi profonda che si prova di fronte ad un’opera come la Madonna di Foligno di Raffaello  è indescrivibile se non con gli occhi del cuore. I colori sfiorano i nervi ottici, stimolati dalla loro limpida potenza; l’espressività dei corpi e dei volti, traccia dettagli nei ricordi che affiorano e dilagano.
Ci si sente un tutto nell’universo, sospinti nella tenue vastità del paesaggio e si rivive d’emozione la bombarda che colpisce le case e la levità celeste della Madonna. Ogni particolare s’espande e diventa vivo e parla, dialogo diretto della pittura, nessun tramite se non l’aria.
Il respiro, che a forza s’è tentato di placare nell’attesa, si trasforma in volo, e par d’avere ali, d’avere sensi per annusare l’olio di lapislazzulo ricco e pregno; si percepisce l’umida terra e il clamore d’angeli in cielo a venerare la Vergine Celeste e il Dio in  nuce, germoglio di cristianità.

Bellezza.
La vera bellezza la tocchi, senza profanarla, muto di fronte alla potenza piena del genio d’arte.

Chiara  

Completamente tranquilli.

A cosa serve affannarsi dietro a sogni se sono spauracchi delle nostre solitudini,
a cosa serve lavorare senza posa per accrescere il proprio benessere materiale senza curarsi del proprio cuore,
perché odiare, criticare, offendere, senza motivi, in vuoti d’esistenza,
quale giovamento si trova nel muso imbronciato, nel lamento, nell’insoddisfazione cronica se non si cerca neppure una soluzione?

"Quistello o Xingping?" Luca Gastaldo

“Quistello o Xingping?”
Luca Gastaldo

Perché correre, affrettarsi,  inseguire, combattere senza successo

se poi il vero desiderio intimo di tutti

 è essere

completamente tranquilli?

Chiara