The box

Un lento risveglio da ancestrali paure, ristrette, rattrappite le membra, braccia incrociate, la mente non è da meno, sotterra il subconscio.
Evado dal presente, inscatolato -non fear- s’allargano i polmoni -breath- l’aria invade e acceca, blocca per un attimo il cuore -immobilized, non death, only breath-
Stropiccio le ossa, i nervi attendono al comando, scatti irregolari di pulsioni sessuali, morbide, sinuose attraversano la corrente, muscoli, rinasce, rivive, cambia, evolve, risveglia-non fear- è l’esistenza che batte, la scatola è stretta, il vetro, trasparente, fuori si vede il mondo, la testa piegata -vivo- smodata vita.
Esco. 

P.s: ho ascoltato questo brano qualche ora fa alla radio, non lo conoscevo. Mi sono vista dentro a una scatola di vetro, come una contorsionista. Ne sono nate delle parole psichedeliche, il senso di una rinascita.
A casa ho cercato il video e ho trovato una donna in una scatola.
Non credo di avere doti di preveggenza; può una musica evocare immagini?

E il tuo?

Sebbene insigni poeti ne abbiano scrutato le viscere, romanzieri le segrete più buie, pittori ne abbiano cercato i colori e scultori le rotondità,
ancora nulla si sa dell’amore.

Eppure, ognuno di noi sa dove risiede.

Il mio, per te, è nel soffio che sento ogni volta che mi pensi.

luce

E il tuo?

Ad un passo da te

Arrendo le mie difese di fronte a te, il tempo di un passo, le mani giunte in una preghiera errante, le ore snocciolate, sputate e poi ingoiate ancora.
Non ho che la pelle a proteggere le mie emozioni, l’umor vitreo degli occhi mi fa paravento.

Per quanto ancora potrò combattere la tua distanza?

Chiara

 

Deposto il dire

fiore

ti rimetto le calze dopo l’amore
risale lenta la mano sfiorando l’estasi appena avvenuta
deposto il dire, resta la notte appagata a farci da veglia.

Chiara

Il battito del cielo

tramonto (Copia)Accolgo le tue mani e mi arrendo all’evidenza del tempo
nel districarsi dei pensieri, annidati nei capelli.

Respiro il delicato battito del cielo.

Chiara

Se ami, amerai.

Se sei un ladro, su rubi di professione, se le cose d’altri vorresti fossero tue, viene da sé che tu veda solo ladri intorno a te e passerai la maggior parte del tempo in cui non rubi a difenderti da probabili ladri.

Se sei un bugiardo, se menti ad ogni parola, se inventi ogni situazione e nascondi la verità, viene da sé che tu senta solo bugiardi intorno a te e passerai la maggior parte del tempo in cui non menti a difenderti da probabili bugiardi.

Se invidi, se sei presuntuoso, se sei rabbioso, viene da sé che vedrai ciò che sei negli altri e li rifuggirai.

Se ami, amerai.

Chiara 

“What defines you?”

I miei desideri sono piccoli, falene nella notte arrotolate ai capelli smossi di sonno.
I miei bisogni sono poche righe di pentagramma , sparse d’armonia  nel letto sfatto d’amore.

Mi basta sapere d’esserci.

Chiara 

 

Ti dirò.

La vera libertà la raggiungi quando hai fatto il tuo cammino, non quello che ti era stato consigliato, sebbene fosse stato ben tracciato.
E sono solo le tue scelte e le tue decisioni, germogliate da te e dentro di te, quelle che ti liberano davvero.
Magari ci vorrà più tempo ma una volta raggiunta non la perdi più. Ed indietro, il capo non lo volgi più.

Chiara

Forse è un poeta?

Dracaena fragrans Tronchetto della felicità

Dracaena fragrans
Tronchetto della felicità

 

Nella mia cucina vive da anni una pianta, volgarmente chiamata tronchetto della Felicità, il cui nome scientifico è Dracaena fragrans.
Da qualche anno, con mia somma meraviglia, durante l’estate, fiorisce.
Quest’anno, per sorprendermi ancora di più, ha deciso di fiorire in Autunno, e non solo con uno stelo di fiori, addirittura con cinque steli.
La prima stranezza di questa fioritura è che è rara, succede a poche piante.
La seconda è che gli steli sono formati da palle di piccoli fiorellini. Ogni fiorellino ha una sua vita unica e speciale e fiorisce e sfiorisce per conto suo, senza interessarsi di quando ciò avviene al suo fiorellino vicino.
La terza stranezza è che i fiori, in quiescenza durante il giorno, avvertono l’imbrunire e al crepuscolo si aprono.
Dopo poco cominciano ad emanare una fragranza, un profumo intenso, dolcissimo, profondo, simile al gelsomino. Afrodisiaco, inebriante.
Ancora non è mattino e i fiorellini cessano la loro vita e diventano petali avvizziti.
Così per giorni, finché tutti i fiorellini non hanno compiuto il loro ciclo vitale di una notte.

L’unica spiegazione che so darmi è che forse questi fiori sono poeti.

Chiara

 

 

La perdita della verginità

Non sono solita usare il blog per sfoghi personali, ma questa volta sento che può essere un buon modo per comprendermi.

Io, perfettina, precisa, frutto di un lavoro, il restauro, che impone regole e disciplina e una cura maniacale del dettaglio infinitesimo.

Io abituata da sempre a fare da me, a non aver bisogno di nessuno, a dividere in spazi la giornata, programmandola nei particolari….quando non hai aiuti e sei mamma, moglie, lavoratrice, amica, compagna, sorella, corista, devi per forza suddividere la giornata e darti una regolata.

Io che divido la spazzatura secondo le indicazioni, che non getto la carta a terra per educazione, che dico “grazie, prego” perché altro non so fare; io che attraverso sulle strisce pedonali e lascio attraversare, che non passo con il rosso mai; io che il rispetto dell’altro è uno dei miei miti ……io…….

Ieri sera, tardi, tornavo a casa dalle prove del coro, vengo inseguita da una pattuglia dei vigili urbani, e non me ne accorgo; da una pattuglia che blocca il traffico per fermarmi come una criminale…..io ……

Vengo sorpresa con i fari spenti dell’auto ed era notte. Sorvolo su come possa essere capitato e sul come abbia potuto fare strada senza vederlo….ma quella pattuglia, quel mio mancare, quella voce alterata del vigile, le accuse ed il mio sguardo attonito, mi hanno fatto scendere dal mio verginale cavallo bianco.

Ed ora zoppico, consapevole vittima della mia perfezione.

Chiara