Verification Handbook, come si verificano le fonti digitali

“Da settimana scorsa è online – SCARICABILE GRATIS – la versione italiana di un manuale che serve ad acquisire tecniche e competenze per verificare i contenuti digitali prodotti dagli utenti specialmente durante le emergenze.

Qui in Italia, questo libro è fantascienza e tutti noi lo aspettavamo da due anni e mezzo, ovvero da quando è uscito in inglese.

Non mi interessa che scriviate che l’ho tradotto io. Non mi interessa che scriviate che se l’ho potuto fare è solo perché esistono gli abbonati di Slow News e di Wolf. Quello che mi piacerebbe è che venisse condiviso, scaricato, letto, studiato e discusso in tutte le redazioni, online e non, con tutti quei direttori che sostengono di essere fedeli sempre e comunque alla verità.

Questa, oggi, è la base del nostro lavoro. Che lo vogliate o meno. Non vi va bene? Tenetevi Gramellini.”

Andrea Coccia collaboratore de Linkiesta e cofondatore di Slow News.

Qui il link di Verification Handbook tradotto in italiano da scaricare gratuitamente.

logo

Vi invito a leggere, scaricare, diffondere, perché in Italia siamo fermi a 1000 anni fa.
Non è vero?
Un esempio: due giornali locali hanno pubblicato la STESSA notizia di un furto avvenuto in una gioielleria. Una delle due testate ha sbagliato il nome della gioielleria (Arnaldi e non Aranaldi) e il prezzo dell’anello rubato varia da 4000€ a 5000€. Bruscolini no? Cosa vuoi che siano 1000€ di differenza?

errori

Link utili
Il libro Verification Handbook tradotto in italiano http://verificationhandbook.com/book_it/
Slow News http://www.slow-news.com/
Linkiesta: come si verificano le fonti digitali spiegato bene http://www.linkiesta.it/it/article/2016/06/29/come-si-verificano-le-fonti-digitali-spiegato-bene/30988/

 

Nicole Orlando, di quando una notizia e una foto diventano virali: ma la foto di chi è?

La notizia già ve l’ho raccontata (qui) : Nicole Orlando vince 4 medaglie d’oro, una  d’argento e record del mondo nel triahtlon, ai mondiali IAADS in Sudafrica per le persone con sindrome di Down. 

La foto è questa

12308465_919702201454133_2334034650799293434_n

Nicole Orlando sul podio Foto Mauro Ficerai

Questa foto, pubblicata nella pagina Facebook FISDIR,  scatti dell’album di Mauro Ficerai, è stata presa ad icona della sorprendente avventura sudafricana della squadra italiana e di Nicole.
Come un virus, ha cominciato a girare nel web, prima in sordina, poi come una marea dilagante, arrivando addirittura al presidente del Consiglio Matteo Renzi.matteo renzi

Dai giornali locali, fino a La Stampa, il Corriere della Sera, Rai Radio 2, Vanity Fair, passando per un numero considerevole di blog, la notizia ha fatto, non dico il giro del mondo, ma sicuramente quello dell’Italia.

Sai che c’è però? Nessuno ha citato la fonte. Questa è una bella foto, l’attimo esatto in cui Nicole dedica la sua vittoria alla nonna immortalato per sempre, le sue lacrime di gioia e commozione: BRAVO il fotografo che ha saputo fermare quel momento…già, ma chi è il fotografo?

Provando a fare una ricerca su google immagini con uno dei file della foto in questione (ringrazio gli amici che mi insegnano quello che non so) si ottiene questomauro ficeraiovvero la stessa foto quante volte è stata pubblicata nel web: tante.
Quante volte citata la fonte? Poche, forse nessuna e quando citata, errata.

Vi faccio un esempio: ho provato a digitare Nicole Orlando e la prima notizia apparsa su google è stato un articolo di La Repubblica. (qui la notizia) 
La foto viene attribuita a Tommaso Longobardi, con tanto di tag in evidenza. Vado quindi al rimando del tag e mi appare la pagina Facebook del sig. Longobardi. Cerco per capire come mai sia stato citato come autore della foto quando non lo è, e trovo questo tommaso Longobardi
Per farla breve il sig. Tommaso ha usato la foto senza fonti, scrivendo quello che tutti noi abbiamo scritto di Nicole.
Probabilmente La Repubblica, letto quel post, ha deciso, senza essersi accertati della verità, che la foto fosse del sig. Longobardi.
Nota aggiunta in seguito: Tommaso Longobardi, avvertito da me sulla mancata citazione della fonte, ha provveduto ad aggiungerla; grazie, un gradino verso la verità.

NO; la foto è di Mauro Ficerai, tecnico FISDR e i credits sono tutti suoi: bravo!
Le fonti, ricordiamo di citare le fonti: la gente lavora, diamogli atto di quello che fa!

Chiara 

Link utili
Album foto mondiali IAADS in Sudafrica con le foto degli atleti fatte da Mauro Ficerai

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.919062631518090.1073741835.426658307425194&type=3

Attenzione al maniaco e ai colpi di sole!

Sapete, chi mi legge, quanto io ami i giornalisti o i cosiddetti tali. Soprattutto i cosiddetti tali. E quanto ami i loro colpi sensazionalistici, il loro lessico sempre nuovo, le loro trovate per prime pagine da sballo, la loro voglia di colpire a tutti i costi l’attenzione del lettore.

Ecco quindi che vi propongo la notizia da prima pagina apparsa su di un quotidiano locale settimana scorsa e con essa un giochetto leggero ma curioso.
“Attenzione al maniaco che si aggira in Burcina” titola La Provincia di Biella il 15 Aprile 2015.
Qui l’articolo e di seguito la foto della prima pagina

Nell’antefatto c’è da farvi sapere cosa sia la Burcina.  Il Parco della Burcina è un parco ideato da Giovanni Piacenza, verso la fine del 1800, nel comune di Pollone, provincia di Biella, con l’intento di ricreare i paesaggi inglesi del 1700. Negli anni il parco, ora di proprietà del comune (57ha), si è arricchito di varietà di piante, nota tra le molte la valle dei rododendri, diventando meta turistica internazionale e luogo di riposo per ogni stagione dei biellesi.  (qui il sito con le info. Merita una visita, ve lo consiglio)

Accade quindi, pochi giorni fa, che una mamma fosse in gita con il figlioletto nel parco della Burcina; visto il rigoglio della flora, decide di posizionare il proprio figlioletto tra le frasche e di scattargli una foto: questa!11013423_10205327492858827_6960994067931712400_n

Purtroppo le regole della privacy ( o del buon senso) ci vietano di vedere lo sguardo del bambino e quindi di sapere, dagli occhi, se fosse davvero felice di questa foto.
Ma tant’è, torniamo al gioco.
Pare, così afferma il giornale, che la mamma, tornata a casa e visionata la foto, si sia accorta, con macabro raccapriccio, che dietro al suo pargoletto sperso tra le piante, ci fosse, nientepopodimeno, che un MANIACO! e abbia quindi SUBITO mandato la foto al giornale affinchè AVVERTISSE TUTTA LA POPOLAZIONE del maniaco nascosto e quindi mettendo in guardia le mamme come lei dal non nascondere i propri figli tra le fronde per far loro foto artistiche.

A questo punto mi assento, perché se no direi cose che non dovrei.
E lascio a voi il gioco delle tre carte, del risiko, della tombola, dell’indovina che viene a cena.
Voi, questo maniaco lo vedete o noi?

Chiara

Boicottiamoci!

La storia la conosciamo tutti (anche se ne avremmo fatto a meno). Domenico Dolce, di Dolce e Gabbana, in coppia lavorativa e nella vita, afferma che “l’unica famiglia è quella tradizionale“, che “la famiglia non è una moda passeggera, è un senso di appartenenza” e ancora che i figli nati in provetta sono figli sintetici.

Stefano-Gabbana-and-Domenico-Dolce-by-Julian-Broad2RGB
Pensiero condivisibile o meno, resta un pensiero e in un Universo che tenta di portare la libertà di parola ai massimi livelli (ah, no, forse mi confondo, non esiste la libertà di pensiero e parola, è solo un’illusione) dovrebbe come tale essere rispettata. (uh, il rispetto, altra illusione. Forse riscrivo il post.)
Ma no, ecco che arriva il solito cucu di turno, quello che “ahimè, sta parlando di me, sta offendendo proprio me“, e con meraviglia dei nostri tempi, conia addirittura un hastag (mammamia, che paura, che gesto forte!) e minaccia ed esorta tutti a boicottare Dolce e Gabbana non comperando i loro vestiti. (io non li ho mai comperati, sarà un reato?)
Ah, parlo di Elton John, marito e due figli, che si è sentito toccato dalle parole di Domenico e ha inventato   #boycottDolce&Gabbana (tremo); che affronto, il mondo sarà in rivolta!

elton-john-600x450-500x375

Si sono accodati a EltonMartina Navratilova a Courtney Love, che nel suo profilo Twitter ha scritto “Ho appena raccolto tutti i miei vestiti Dolce e Gabbana e li voglio bruciare” (darli ai poveri sarebbe un affronto troppo grande, vero? Io taccio, se no meno)

A me pare tutto un po’ ai limiti della follia mediatica. Una persona esprime un pensiero e improvvisamente qualcuno si sente tirato in causa e per contro, ne scatena una lotta senza pari, come se il mondo avesse fine per quel pensiero.

Io penso che ognuno sialibero di dire e pensare quello che desidera, seguendo le proprie inclinazioni religiose, sessuali, filosofiche, morali, nella correttezza e senza offesa.
Chi se la prende, acceso come un cerino, è forse chi non si sente sereno di sé? Che non è proprio, proprio sicuro della sua scelta/decisione?
Elton John, forse questa volta hai toppato alla grande.

Chiara 

“Ricordati che devi morire”, ma quando?

Avevo una zia, la zia Carolina, che alla morte del marito, comprò per lui un loculo nel cimitero cittadino e ne comprò uno anche per lei, vicini. Nel suo loculo, fece mettere le decorazioni, il suo nome e cognome, la data di nascita e la sua foto. Per comprensibili motivi, non la data di morte. La foto era coperta da un panno bianco e non era raro trovarla al cimitero a pulire entrambi i loculi.
Era una donna stravagante e, di certo, per nulla timorosa della morte, inevitabile passo per tutti. Mi sono sempre chiesta, ed ero bambina, se avesse già acquistato anche la cassa e se si, dove la tenesse. Me la immaginavo sotto il suo letto e rabbrividivo ogni volta.

Si sa, parlare di morte non piace a nessuno.
E quando lo si fa, si tende a sdrammatizzare per riderne un po’ su.
La morte comprende tutti, ricchi e poveri e in questo periodo di crisi ci si adegua a tutto, ingegnandosi in ogni modo.
Questo manifesto pseudo Ikea la dice lunga e io pensavo di aver visto tutto e che, si, insomma, che fosse tutto solo un fottutissimo gioco.

downloadMa gli esseri umani, che sono la mia quotidiana meraviglia, riescono sempre a stupirmi.
E così apprendo dal bisettimanale locale che un mio concittadino ha inventato la “bara fai da te” con kit di montaggio. Costo effettivo: 480€ con un risparmio di ben 1000€ su quelle già fatte, diciamo chiavi in mano ( e sono stati lungimiranti, secondo me si spende molto di più)
Pare sia un modello per l’esportazione perchè in Italia non è ancora possibile un tale commercio ( mah) e io non posso dare garanzia della notizia se non di quello che potete leggere anche voi qui ( l’articolo) .
Però ho come idea che possiamo farne un businnes.
Resta il fatto se è più conveniente comperarla in vita e già montarla o se dare l’incarico ai parenti post mortem.
La seconda soluzione la trovo geniale, giusto per i parenti serpenti:  ” non puoi accedere all’eredità se prima non monti la cassa”

Chiara

 

Ma voi lo sentite questo impellente bisogno di devampirizzarvi?

Lo dico e lo ripeto: a me questo genere umano piace da morire. Stiamo tutti a leggere libri e a vedere film sognando mondi immaginari e fantastici, credendo che le follie accadano solo lì. Un po’ come nelle 50 sfumature: ma voi non ne fate del buon sesso, da doverne andare a vederlo invece che praticarlo?
Ma divago.
Dicevo: crediamo che solo nella mente degli scrittori e dei poeti possano accadere storie assurde, come se qui, sulla terra e nella realtà, tutto fosse noioso, quotidiano e banale.
E dicevo anche che a me il genere umano piace, mi affascina, mi incuriosisce. E’ divertente stare a vedere come la gente sa mettersi addosso vestiti non suoi facendosene vanesio vanto; come sa vendersi per poche lire, ingannare e prostituirsi per una riga o un campioncino; come sa uccidere nei modi più fantasiosi e farla sempre franca.

Tutto molto geniale. E mi sembra sempre di aver visto tutto e il peggio del tutto. Ma vengo puntualmente smentita e di questo sono davvero felice: l’umanità è in continua evoluzione verso la sua stessa fine.

A me la devampirizzazione proprio mancava. Sapevo della disinfestazione, della derattizzazione, ma della devampirizzazione no.
In breve significa che stai male, ma tanto, e al solito stai male per l’ammmmore e invece che arrenderti al fatto che non ti ama e che non c’è storia, che poi tutto ‘stammore non è altro che un’illusione,  ti incaponisci, le provi tutte e alla fine ti arrendi al fatto che sono stati i Vampiri a farti la magia e solo il Mago e la Maghessa possono toglierti il vampiro che c’è in te e nell’altro e farvi finalmente vivere felici e sereni e soprattutto innamorati!

Poca cosa, qualche migliaio di euro e svariate prestazioni sessuali con il mago, che vuoi che sia per togliersi un vampiro da dentro e guadagnare l’agognato amore?

Vabbè, va’

Io ho un’altra idea di come fare ad innamorare una persona di me.
E domani ve lo racconto.

QUI l’articolo che racconta la VERA storia della devampirizzazione e dell’ennesima TRUFFA ai danni della povera gente

Chiara

Dobbiamo ASSOLUTAMENTE smettere tutti di scrivere

Ecco, questo io intendo quando dico di smettere di scrivere!
(qui è dove ne abbiamo parlato in tanti)

david di donatello

Da ” Expo 2015 notizie” (qui il link diretto)

Chiara