La poesia

"La Poesia" Alfons Mucha

“La Poesia” Alfons Mucha

La poesia è quel tocco lieve che mi sfiora il viso, il mondo celato dietro al tuo sguardo, la tua mano che mi comprime il petto, i miei piedi che non conoscono la strada e i pensieri che sanno sempre dove andare.
La poesia sono le tue parole che, ordinate, imbellettano le mie gote -arrossisco quando le sento calde sul ventre-, il grezzo rustico dell’improvvisazione  -amo quando mi appartieni-.
La poesia è uno stralcio della nostra vita e il piano dell’eternità.

Chiara 

Alfons Mucha (Ivancice, 1860-Praga 1939) è uno dei più importanti artisti dell’Art Nouveau.
In mostra a Milano, Palazzo Reale http://www.mostramucha.it/
La vita di Mucha su Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Alfons_Mucha

“Pompei e l’Europa 1748-1943” e la piramide di Gardaland.

“Pompei e l’Europa 1748-1943” è una mostra inauguratasi in questi giorni al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. 200 opere da tutta Europa, che narrano le vicende di Pompei, arte contemporanea e antica unite dallo stesso comune denominatore. Non avrò credo modo di visitarla, e mi spiace perché le immagini che il web rimanda rendono l’idea di un allestimento leggero, intelligente e molto interessante.
E’ stato anche curato il sito Pompei e l’Europa 1748- 1943 (qui il link) esaustivo e funzionale.

Tutto bene, direte. Sarebbe bello fosse così. Sarebbe bello se ci si potesse almeno una volta limitare all’essenziale, al dire finito a se stesso. Ma ahimè, si sa come siamo noi italiani: se non si eccede, se non si esagera, non siamo Continua a leggere

Very bello: facile ironia?

“Verybello” (qui il sito) è il nome ufficiale dato al sito di promozione di Expo 2015.

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Un sito dove trovare tutti gli eventi ( o la maggior parte di essi) presenti sul territorio italiano per tutto l’anno 2015.
Una vetrina che offre un ventaglio abbastanza ampio di eventi e mostre.

Ieri ho letto questo articolo che invito anche voi a leggere ( qui l’articolo)  ma in rete ne troverete tantissimi. Sono articoli di critica al sito, critica sulla gestione dello stesso, critiche sull’inutilità dello stesso, critiche al nome scelto.

Ho dato uno sguardo al sito. Personalmente trovo la scelta del nome terribile. Mi viene in mente “eccezziunale veramente”, segno evidente delle nostre origini, sempre pronti a dimenticare le radici e a fare i fighi con le parole degli altri.
Il sito è a scorrimento verticale, in parole povere un’agenda di eventi. Come un giornalino d’arte o il sito della proloco. Un investimento sicuramente importante in termine economici, ma che in effetti è solo una mera compilazione di eventi.
Forse verrà altro, forse si aggiungeranno cose, dettagli, ma non era meglio, se così sarà, aspettare di avere il prodotto finito?
L’immagine, non so se nessuno se ne accorto, ma la Calabria e la Sicilia, culla di buona parte della nostra arte, sono tagliate via: forse che non sono Italia?

Mi fermo un attimo a pensare: sto criticando anch’io, come tutti; non starò diventando un haters anch’io? Non sarò anch’io solo attenta alle cose negative e non a quelle positive? Non sarà che sono condizionata dalle parole di altri?

Poi leggo questo tweet, ormai l’unico baluardo di comunicazione, così pare.

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E capisco di non essere un haters, ma solo una persona di buon senso, visto che anche lo stesso promotore ed ideatore sapeva che Very bello sarebbe stato deriso e criticato.
E voi, cosa ne pensate?

Chiara

 

Il vestito nuovo dell’Imperatore.

E’ d’altri tempi la favola che narra di un ricco e narciso Imperatore che amava vestirsi d’abiti eccelsi e splendenti. Spendeva immense ricchezze per i suoi abiti, tanto che accettò di buon grado la proposta di un vestito realizzato con una stoffa davvero rara: poteva essere vista solo da persone molto intelligenti. Accettò di buon grado di spendere una fortuna per farsi cucire un abito prezioso, che sfoggiò raggiante per le strade. A dire il vero, l’imperatore era completamente nudo, ma nessuno osava ammetterlo, perché così facendo avrebbe ammesso la propria ignoranza.

Figuriamoci se qualcuno non è riuscito, nella realtà, nello stesso intento.
E questa non è una favola. (o almeno spero non sia una bufala, visto che ho trovato sia sito di riferimento, che parecchi blog americani che ne parlano)
Ci sono tutti gli ingredienti: l’artista fantasioso e il pubblico finto colto credulone.

Lana Newstrom, (cliccando sul nome dell’artista, il suo sito)  artista newyorchese di 27 anni, ha creato l’arte invisibile.

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I suoi quadri, le sue sculture, le sue tele, sono vuote. Non esistono se non nell’immaginazione e di chi l’ha creata e in coloro che le osservano.
Lana Newstrom  sostiene che la sua arte è un modo perfetto per immedesimarsi con essa, ove ognuno può creare e sentire ciò che lei stessa ha creato.
Un nulla che porta ad altro nulla o un tutto che viene scoperto?
Lana Newstrom e il suo agente sostengono che le sue opere valgono milioni di dollari e che lei è la più grande artista vivente.

Ecco alcune opere TRANSPARENCY

Transparency

Transparency

un soggetto interessante TRANSPARENT BALOON

Transparent baloon

Transparent baloon

e, mi spiace per tutti coloro fermamente interessati, già venduto, WATER PIPES

Water pipes ( SOLD)

Water pipes ( SOLD)

Ai posteri l’ardua sentenza, o forse anche a noi.
So bene che è un gioco mediatico, uno di quei guizzi d’artista per farsi conoscere e in un lampo finire sulla bocca di tutti. So bene che tutto questo è uno sprezzo a chi davvero sa e conosce l’arte profondamente. Ma, a ben vedere, a me Lana Newstrom, se esiste ed è vera, piace.
Mi fa ridere, mi fa giocare, mi porta a capire che il mondo è degli illusi e di chi ha coraggio.
Certo non comprerò mai un suo quadro, me lo faccio da me!
E voi, cosa ne pensate?

Chiara 

Ps: ad onor del vero, Lana Newstrom non è neppure originale. James Franco, famoso artista poliedrico, anni fa ebbe la stessa idea e inventò il MONA, il museo invisibile( leggete qui) 

 

“Cielo e terra dicono qualcosa l’un l’altro nella dolce sera” Luca Gastaldo

Se capita d’attendere da tempo un’emozione, un fatto certo, quando esso accade, sorprende o delude.

Luca Gastaldo e la mostra “Cielo e terra dicono qualcosa l’un l’altro nella dolce sera mi hanno semplicemente estasiata. 
La poesia che avevo solo intuito e sfiorato vedendo i suoi quadri sullo sterile video virtuale di un sentimento, è scaturita portentosa e possente quando con gli occhi, le narici, i sensi spalancati, mi sono avvicinata alle tele, vive, vitali, concrete.
Colore pulsante.

Respiro profondo 50x50 Tecnica mista su tela 2014

Respiro profondo 50×50 Tecnica mista su tela 2014

Martedì  16 settembre, ho assistito all’inaugurazione di “Cielo e terra dicono qualcosa l’un l’altro nella dolce sera“, delle opere di Luca Gastaldo ( di cui già scrissi qui) presso la galleria Bianca Maria Rizzi e Matthias Ritter, 

Un contorno sfumato di certezze e l’impazienza del cogliere mi affannava. Sapevo essere un momento unico, l’incontro perfetto con l’arte, il primigenio, fragile e caduco.

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Ho sentito respirare

Appoggiati alla sera 120x200 Tecnica mista su tela 2013

Appoggiati alla sera 120×200 Tecnica mista su tela 2013

presa per mano, portata dai miei sogni verso orizzonti pacati e sereni d’infanzia e futuro.

Luca, che con piacere ho conosciuto, mi ha raccontato la sua arte, che nasce da ricordi lontani e suggestioni, sentimenti raccolti e poi impressi. Non luoghi definiti, ma somme di vissuto, trasmutati e raccontati dai colori. Luca disegna, prima a matita, ora più spesso con una penna affinché ne resti segno, il contorno del disegno. Con il bitume crea gli sfondi marroni più scuri meno scuri a seconda della diluizione e con i colori ad olio, l’azzurro del cielo. Non è facile immaginare che le sfumature siano frutto di un lavoro di addizione e sottrazione di colore, di pennellate alla ricerca del sogno perduto, di passaggi da un canto all’altro, poesia ricorrente e mai ferma.

Mi muovo lentamente, la fretta uccide il tempo, e io non voglio farlo scorrere troppo, la mente un film di immagini da proiettare.

Pennichella 50x50 Tecnica mista su tela 2014

Pennichella 50×50 Tecnica mista su tela 2014

Nel tempo lento c’è modo di assaporare i dettagli, i piccoli scuotimenti del cuore, parole sottointese e da decifrare.

Spari 50x50 Tecnica mista su tela 2014

Spari 50×50 Tecnica mista su tela 2014

E’ un viaggio veleggiato, sospesa in punta di piedi, leggera.
Fino a raggiungere la meta che dentro me, quieta, attendeva.
E l’incontro è magia.

La mia sera 100x150 Tecnica mista su tela 2014

La mia sera 100×150 Tecnica mista su tela 2014

Chiara

L’esposizione  “Cielo e terra dicono qualcosa l’un l’altro nella dolce sera” è visitabile presso la galleria Bianca Maria Rizzi e Matthias Ritter in via cadolini 27 a Milano.

Hangar Bicocca: un’esperienza di stupore.

 Milano, città di moda, cultura, arte.
Città viva e vivace, in un calderone di generi ed emozioni, contrastanti e furiose.
Città immagine, teatro di finzioni mediatiche, in un centro poliedrico, colorato, confuso, soffocante alle volte, regala respiro e una dimensione da sogno a poche fermate di metropolitana da piazza Duomo.
L‘Hangar Bicocca  “nasce dalla riconversione degli ex spazi industriali delle officine Ansaldo- Brera”, nell’intento dei suoi fondatori di creare un polo culturale per l’arte moderna mondiale a totale fruizione gratuita. Lo spazio, “con i suoi 15000 metri quadrati è uno degli spazi espositivi per l’arte contemporanea più grandi d’Europa”, collocato ai margini della città di Milano, zona Sesto San Giovanni, in via Chiese 2. ( fermata metro Sesto Marelli-qui mappa metropolitana milano)

L’impressione che si ha, all’ingresso, è di un ambiente curato e preciso; si respira aria di rinnovamento, non so come spiegarlo, di ricerca. Si intuisce che, anche se le strutture paiono dismesse, vi è fermento e rinascita continua.

Uno degli spazi espositivi più grande d'europa

Uno degli spazi espositivi più grandi d’europa

Ove non molti minuti prima si era immersi nel caos del centro milanese, qui si recupera tranquillità e distensione. All’ingresso una monumentale installazione apre le porte a ciò che si incontrerà all’interno.

Ingresso_Hangar_Bicocca

Ingresso_Hangar_Bicocca

L‘Hangar Bicocca ospita una permanente e una mostra personale di varia durata. E’ di questi giorni, con termine 20 Luglio, la personale  di Cildo Meireles, “uno dei più importanti e celebrati artisti del secondo dopoguerra, nato a  Rio de Janeiro nel 1948” .
Se una persona come me, abituata alla portata classica delle mostre d’arte, entra per la prima volta all‘Hangar Bicocca, si tenga pronto a  sentire un forte stupore ed emozione. La parola Hangar non è usata a sproposito, visto che ci si ritrova all’interno di un immenso capannone, completamente oscurato, rapportati alle dimensioni dalle opere dell’artista, sapientemente illuminate. Gli occhi vagano, la mente spazia, non si focalizzano subito le immagini; occorre ritarare la propria concezione di spazio per affrontare l’emozione.

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Babel 2001 Cildo_Meireles

Le opere di Cildo Meireles sono opere di forte impatto storico, politico e si basano sulla sperimentazione diretta del visitatore, chiamato a gran voce a toccare, sentire, esperire, in un’orchestra continuativa dei propri cinque sensi.
Babel è un sovrapporsi di radio che trasmettono programmi differenti in un confuso divenire,

Através 1983-1989 Cildo_Meireles

Através 1983-1989
Cildo_Meireles

Através, sito fruibile con restrizioni, è un labirinto sensoriale, fatto da un  pavimento in vetri rotti da calpestare e barriere ostiche quanto piacevoli, in alternanza. Ci i sente confusi, attratti ed allontanati dalla stessa opera, ipnotizzati.

Através 1983-1989 Cildo_Meireles

Através 1983-1989
Cildo_Meireles

 

Através 1983-1989 Cildo_Meireles

Através 1983-1989
Cildo_Meireles

Através 1983-1989 Cildo_Meireles

Através 1983-1989
Cildo_Meireles

Cildo Meireles gioca con i sensi, sia visivi che olfattivi ed ecco che tre tonnellate di ossa bovine investono e disorientano, richiamando l’antica storia coloniale dell’America Latina.

Olvido 1987-1989 Cildo_Meireles

Olvido 1987-1989
Cildo_Meireles

Olvido 1987-1989 Cildo_Meireles

Olvido 1987-1989
Cildo_Meireles

Olvido 1987-1989 Cildo_Meireles

Olvido 1987-1989
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Amerikka 1991-2013 Cildo_Meireles

Amerikka 1991-2013
Cildo_Meireles

Entrevendo 1970-1994 Cildo_Meireles

Entrevendo 1970-1994
Cildo_Meireles

La suggestione prosegue nell’immaginarsi il mare, nella quiete di migliaia di libri a finzione ed inganno.

Marulho 1991-1997 Cildo_Meireles

Marulho 1991-1997
Cildo_Meireles

Abajur resta per me l’opera maggiormente significativa e immaginifica. Rappresenta una lampada girevole, di enormi dimensioni, azionata dal basso da un operatore. Ecco che la realtà viene rappresentata e trasfigurata, ove da un lato vi è l’immagine del veliero, del mare tranquillo e, visibile solo da un attento sguardo, vi è la fatica, il dolore, lo schiavo che spinge per portare a compimento le opere.

Abajur 1997-2010 Cildo_Meireles

Abajur 1997-2010
Cildo_Meireles

Abajur 1997-2010 Cildo_Meireles

Abajur 1997-2010- movimento di azionamento
Cildo_Meireles

Abajur 1997-2010 Cildo_Meireles

Abajur 1997-2010
Cildo_Meireles

Cildo_Meireles

Cildo_Meireles

L’Hangar Bicocca, come detto prima, ospita anche una permanente,realizzata nel 2004. Vi si accede, su consiglio degli ottimi sorvegliatori, discreti ma presenti lungo tutto il percorso, attraverso un piccolo foro in una tenda nera.
Ciò che si apre alla vista è un qualcosa di straordinario, inquietante, mai visto, mai conosciuto, tocca il cuore, la mente, ferma il respiro. Ferma. Immobile. Sciocca, stupisce, inganna, fa rivivere emozioni, sensazioni vissute e mai nate.
Ansel Kiefer,  “è uno dei più studiati e prolifici artisti contemporanei, nato in Germania nel 1945”. La sua arte è legata strettamente alla questione politica e storica del suo paese, alle guerre, alla ricerca di simbologie religiose e  filosofiche.
“I Sette Palazzi Celesti”  sono una storia narrata con 90 tonnellate di di cemento armato, disposte fino a raggiungere, con il palazzo più alto, i 18 metri di altezza. Rappresentano le macerie dell’occidente dopo la seconda guerra mondiale, l’interpretazione dell’antica religione ebraica, in una contaminazione e commistione unica e profondamente toccante.

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I sette palazzi celesti Anselm Kiefer 2004 Sefirath

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I sette palazzi celesti Anselm Kiefer 2004

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I sette palazzi celesti Anselm Kiefer 2004 Melancholia_Ararat

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I sette palazzi celesti Anselm Kiefer 2004

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I sette palazzi celesti Anselm Kiefer 2004

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I sette palazzi celesti Anselm Kiefer 2004 JH&WH

So bene di non aver raccontato che un millesimo di quello che l’Hangar Bicocca e le sue opere vogliono significare. Il mio è un viaggio virtuale che voglio donarvi, nel solito spirito di condivisione che mi compete.
Rimando quindi in calce il link che potete seguire per approfondire le conoscenze e vi esorto alla visita, certa che, senza nulla aggiungere all’arte contemporanea e all’accentuata contrapposizione con l’arte antica, la visita vi lascerà ricordi indelebili.

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Hangar_ Bicocca via chiese 2 Milano

Chiara

La mostra è visitabile dal giovedì alla domenica in orario 11.00 – 23.00.
Vi è all’interno un ottimo bar “dopolavoro Bic0cca”
http://www.hangarbicocca.org

 

 

L’opera d’arte, cos’è?

La credenza che l’arte moderna , la pittura, la poesia, la narrativa, la scultura debbano essere tormento, bruttura, desolazione, rifiuto, per essere vere, manifesta cosa?
Abbiamo davvero bisogno di incubi emotivi?
Abbiamo bisogno di provare disgusto e desolazione per vivere un’opera d’arte?

Chiara

Nike di Samotracia Lucio Fontana

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Lucio Fontana