In Busta Chiusa

Inizia oggi un nuovo ed entusiasmante progetto di Carta Resistente : In Busta Chiusa 

26 lettere dell’alfabeto, tre parole ciascuna, 26 blogger scelti dalla redazione, 26 disegni realizzati con la tecnica “Print Matters”, 26 racconti-poesie-saggi scritti tenendo conto delle tre parole a disposizione.

Ogni settimana Carta Resistente pubblicherà nel blog una busta chiusa; per aprirla basterà aprire il link e si verrà proiettati nel blog che ha scritto il testo, la busta aperta, la storia svelata.
Vi ho partecipato anch’io e ringrazio la redazione di Carta Resistente per avermi contattata per partecipare a questo progetto, detto “follia collettiva” o forse solo una grande catena di storie e vite.
La mia lettera è la Q, “quoziente, quarzo, quantità”, devo ancora fare il conto ma sarà dopo l’estate; per ora godetevi la lettera A, il primo racconto di Marco Montanaro

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Parole d’amore con te!

“Parole, parole, parole,
parole, parole, parole,
parole, parole, parole,
soltanto parole d’amore con te”

In effetti non sarebbe male parlare solo d’amore, uccellini e cuoricini. Ah, che mondo di fiaba sarebbe!
E invece no, le parole hanno ben altro vocabolario, nascono da mille e più sentimenti ed altri ancora ne germogliano in chi le ascolta.
Peggio ancora quando si leggono, che così si amplificano a dismisura le perversioni e distorsioni.
Guardandosi, il tono della voce, la postura, gli occhi, il respiro sono dati che possono definire con buona precisione il senso vero della parola, ma la scrittura, ahimè…la scrittura!
Se chi legge è polarizzato sulla sua idea, riuscirà senza troppo sforzo a costruirsene una versione personale e a nulla varranno le spiegazioni. Il gioco è fatto, si legge una riga e via, partiti per il proprio viaggio, senza riflettere che molto spesso il biglietto e la destinazione non è il proprio io. Ma ciò basta a colmare il proprio ego, accecato, reso sordo e purtroppo sparato dritto verso sé.

Quindi occorre prendere una decisione: si scrive o si parla?

O meglio: si tace?

Chiara

 

Camaleonti

Quanti NOI esistono?

Un corpo solo ma molteplici menti, camaleonti ad ogni passo, disposti senza fede a cambiarci la pelle.
Inconstanti, incoerenti, buffoni, confondiamo le orme.
Ci affidiamo alle persone, lasciando loro credere di essere uno, ma siamo mille.
E nessuno può avere la vana illusione di conoscerci  a fondo, neppure ascoltandoci, neppure guardandoci: immensi e meravigliosi, poliedrici maghi.
Si dovrebbe poter accedere ad ogni conversazione, leggere lettere spedite ad altri, guardare mentre si cammina, si dorme, da soli, in compagnia.
Perché è nell’interezza che siamo UNO.

Chiara

 

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