Era ora.

S’è spezzato il sortilegio di giorni neri e sempre uguali
nel correre dietro a fatti a me astrusi e dolorosi
che toccavano corde sconosciute e ferivano intenti e bei propositi.
S’è allontanato quel fiato scuro che soffocava il riso e tracimava il pianto
nel vedere e leggere scene di romanzi macabri e funesti
che bucavano gli occhi e laceravano il cuore, senza indugio alcuno.
Non più s’ode la voce che tutt’ora grida, celata alle orecchie da buone parole;
nel silenzio s’ode più solo la pace, lasciate le lotte a chi vuol sostenerle
che frenavano progetti e passi e cammini. E vita insieme.
Ora di nuovo si può tornare a scriver di libri e poesia
nel restare spalla a spalla, di serenità ritornata e aggiunta
che certezza v’è di futuro certo e senza tempo.

Or sono lieta.

…era ora…

Chiara

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