Gioia Di Biagio

Non seguo un filo logico per la pubblicazione degli artisti KIntsugi, ma un ordine cronologico in base a quando ricevo i vostri racconti.
Ma non è un caso, è la vita che bussa e parla, che Gioia Di Biagio sia programmata per oggi, oggi, la Pasqua di rinascita, la gratitudine alla vita.
Ho incontrato Gioia Di Biagio diversi anni fa alla Corte dei Miracoli, a Milano, insieme a Camilla Giannelli, Anna Laviosa, Greta Valentina Galimberti. Abbiamo creato un momento di condivisione sull’arte Kintsugi partendo dallo Sgretolamento. E dopo tanti anni siamo ancora qua, amici, profondamente uniti dall’oro delle nostre cicatrici .

Foto ©Giulio D’ErcoleGDE_1389

“Anni fa, una sera d’inverno, stavo sistemando casa con mia sorella. Accidentalmente lei ha fatto cadere una preziosa porcellana per terra che è andata in mille pezzi. Era la statuetta di una sposina che mi rappresentava. Nel dispiacere e nel tentativo di ricorrere ai ripari mia sorella Ilaria ha pensato a diverse soluzioni fin quando non le è venuto in mente di aver letto da poco un articolo che parlava del kintsugi, l’arte di riparare le porcellane rotte con l’oro. Quale migliore occasione? Abbiamo così riparato la statuetta con la tecnica giapponese, interpretata personalmente, del kintsugi.

Quando ho riguardato la statuina così rotta e riparata, ancora più preziosa nelle sue crepe dorate, ho pensato che ora mi rappresentava veramente.

Il kintsugi per me è la metafora dell Abbracciare il Danno, della scelta di come affrontare la propria vita, di cercare la risorsa anche dai drammi più difficili.

Ho dovuto affrontare molte difficoltà nella vita, sia fisicamente che emotivamente. Ognuna di queste difficoltà, di queste crepe ho capito poi che sono parte della mia storia e sono proprio queste che mi hanno, purtroppo o perfortuna, obbligandomi a un risveglio un po’ troppo forzato, dato l’opportunità di crescere più forte di prima.

Il kintsugi è per me scegliere di vedere tutte queste rotture che la vita ci ha provocato e scegliere di accettarle, accettarci e guardarci come siamo, meravigliosamente imperfetti. Ma preziosi.

LIBRO—–Ho scelto di raccontare la mia storia attraverso un libro biografico. Il solo scriverlo, organizzare la scaletta, ripensare al passato con lucidità, creare le prime bozze, mi è stato davvero utile per unire i pezzi della mia vita, capirli maggiormente, come nell’arte del kintsugi; frammenti che sembravano spaiati e incompatibili tra loro, indipendenti uno dall’altro, improvvisamente hanno acquistato un significato. Ripercorrendoli, mi hanno fatto capire che sono proprio questi eventi e soprattutto come ho scelto di affrontarli, che mi hanno fatto diventare la Gioia che sono oggi. “Come oro nelle crepe, così ho imparato a rendere preziose le mie cicatrici” ed Mondadori 2018

Io Mi Oro

PERFORMANCE—–Io stessa sono una porcellana preziosa, con il corpo segnato da tante cicatrici, causate da una collagenopatia (sindrome di Ehlers Danlos) che rende, tra le tante altre cose, anche la mia pelle fragile. Per anni ho cercato di nascondere le mie imperfezioni, vergognandomi della mia diversità. Poi ho capito che erano forse quei “tatuaggi di vita” ad essere parte integrante della mia storia, del mio corpo. “Ogni cicatrice ha un luogo, una data, una ragione” Nella performance che propongo, come una regina antica, chiedo alle persone di segnare su una carta i propri dolori. Poi in un rituale ancestrale ripercorro con la foglia d’oro le mie cicatrici chiedendo poi alle persone di fare altrettanto, come in un atto psicomagico, di lasciandomi la carta del loro dolore ed in cambio consegno loro una foglia d’oro. “Io mi Oro, rituale di accettazione di sé”

WORKSHOP ——-Recentemente mi è stato espresso il desiderio da parte di molte persone e spettatori di lavorare con loro attraverso la metafora del kintsugi.

Ho pensato così ad un workshop per incollare i frammenti della propria storia e mettere oro nelle crepe della propria vita. Ad insegnarmi la tecnica rimodernizzata del kintsugi è stata la restauratrice ed amica Chiara Lorenzetti. In un meraviglioso weekend lei mi ha iniziato alle sue conoscenze tecniche ed io le ho proposto la mia visione, metaforica e psicomagica del rimettere insieme i pezzi della nostra vita.

dal blog della Rete Al Femminile di Biella:” Chiara e Giulia: ci vuole anima e umiltà”

Oggi, sul blog della Rete al Femminile di Biella, la leader Marie Louise Denti, racconta di una bella e serena mattina passata insieme a raccontarci progetti, idee, sogni, scorci di passato e realizzazioni
Giulia Chiaberge è ceramista, Gioia di Biagio artista, scrittrice, io restauratrice di ceramica e arte Kintsugi.
Quella raccontata nel blog è la storia di un ciondolo che parla di noi tre, delle nostre fragilità e di quello che stiamo imparando dalla vita. A non arrenderci, a non mollare mai, a resistere insieme, unite.

Se volete leggerla tutta, qui il link al post:Chiara e Giulia: ci vuole anima e umiltà” di Marie Louise Denti 

 

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“Come oro nelle crepe”

Se la delicatezza è un dono, la fragilità è un talento. Occorre coraggio per esserlo, fragili intendo; occorre essere centrati sul proprio dolore per dedicarsi la fragilità.
Occorre aver fatta tanta strada per concedersi il lusso di mostrarla questa nostra fragilità di esseri umani, fragili, rotti, a pezzi scomposti, fragili sul corpo, nell’anima, sul cuore.
Fragili, segnati dalle cicatrici, per questo unici. Noi.

Gioia di Biagio nasce a Firenze nel 1985. Intorno a sette anni, a conseguenza di svariati problemi fisici, scopre nei suoi geni quelli della sindrome di Ehlers Danlos, una sindrome rara, rarissima, che porta ad alterazioni del tessuto connettivo.
Gioia si ferisce, Gioia si lussa una spalla, Gioia cade e si taglia il mento, Gioia vive dentro a una bolla di cristallo, Gioia non correre, Gioia non cadere.

Gioia si nasconde, nasconde le sue ferite, ha paura dei giudizi dei bambini, ha paura di sé. Ma Gioia ha una luce dentro, che scalpita e brilla da sotto le ceneri di una vita dolorosa e predatrice. E così Gioia diventa oro, rinasce da sé e si mostra, timidamente prima, poi con passione, mostra e insegna, con le sue dita dorate, che la fragilità non si deve combattere ma si può solo vivere. Amando, Amandosi.

Ho incontrato Gioia un anno fa, felice che la mia arte Kintsugi le sia servita per prendere consapevolezza di un percorso importante come quello di “Come oro nelle crepe”, nato nella sua mente, realizzato per la prima volta a Milano, alla Corte di Miracoli, ora un libro, una performance artistica, un atto di presa di coscienza.
Per Gioia, per tutti noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Info per approfondire

Il libro in vendita Mondadori 
Fragile, progetto fotografico di Ilaria di Biagio, sorella di Gioia 
Le cardamomò, gruppo musicale dove Gioia suona da anni 
Associazione italiana sindrome di Elhers Danlos Onlus 

 

“Non ho bisogno di te, ho voglia di te”

Oggi lascio parole e immagini di altri parlare per me, perché dicono perfettamente ciò che penso e sono.

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“Non ho bisogno di te, ho voglia di te. Non ho spazi vuoti da riempire, ho spazi da condividere. Non mi aspetto che tu mi renda felice, desidero sorridere della tua gioia e farti sorridere della mia. Non ti amo da morire, non sono tua e non sei mio. Sono completa anche senza di te, sei perfetto anche senza di me. Non morirò se andrai via, non smetterai di essere felice se andrò via. Non ti carico della responsabilità della mia personale soddisfazione, ti accolgo come specchio e messaggero, ti offro i miei occhi per indagare nei tuoi. Non ti lego né mi lascio legare dal bisogno di essere amata, dalla paura dell’abbandono. Io non sono sola senza di te, tu non sei perso senza di me. Siamo due meravigliosi e preziosi universi, completi, perfetti, che si incontrano per creare nuovi mondi. Non chiuderò porte e finestre per tenerti accanto a me, non ti permetterò di limitare il mio volo. Onoro la tua libertà scegliendo ogni giorno la mia.”

Emanuela Pacifici 
Evento “Come oro nelle crepe” https://www.facebook.com/events/1886462831608449/
Emanuela Pacifici http://lacustodedellestorie.blogspot.it
Kintsugi Chiarartè kintsugi.chiaraarte.it

 

“Amarsi è sufficiente”

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Il tocco lieve delle tue carezze tra la luce che filtra del mattino, nel letto composto d’emozioni, mi incanta di meraviglia.
E mentre il mondo tace, mentre urla e grida nei propri dolori muti, tu amami così come sono, nelle incertezze del buio, nella confusione, la spirale dell’abbandono, il tempo che incalza e preme il petto, la sofferenza, la fretta, l’ansia del non arrivare, il treno che corre, le tue mani e io, fermi ad aspettare.

“Amarsi è sufficiente”

“Come oro nelle crepe” Gioia di Biagio e le ceramiche kintsugi di Chiara Lorenzetti

“Non arrendersi al disagio del proprio corpo, trasformare la fragilità in bellezza e le cicatrici in rifiniture dorate, come nella tecnica kintsugi della ceramica giapponese”

Giovedì 6 Luglio, presso lo spazio la Corte dei Miracoli a Milano, via Mortara 4, ore 19.30 vernissage, ore 21  l’artista Gioia di Biagio presenterà la performance “Io mi oro”, sugli scatti di Anna Laviosa e Camilla Giannelli: l’arte Kintsugi applicata sulle cicatrici della pelle.
La performance accompagnerà l’uscita del numero 13 della rivista de La Tigre di Carta, il cui tema è lo sgretolamento.

In mostra ci saranno le mie ceramiche Imperfetti, realizzate da ceramiche scartate dai ceramisti che io rompo e riparo con la tecnica originale giapponese Kintsugi, lacca Urushi e polvere d’oro. Ed è un grande onore affiancare Gioia di Biagio

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ph©CamillaGiannelli

L’articolo completo su La tigre di Carta clicca qui 

Quando incontri Gioia

Gioia è una condizione di vita, un attimo spesso fugace, improvviso, un lampo, beato e splendido. Siamo così attratti dal buco nero delle disillusioni che spesso non vediamo Gioia. Eppure c’è.

Gioia è una donna. Una donna con profondi occhi azzurri nei quali si vede -se solo si ferma lo sguardo- il mare, il suo fondale, l’orizzonte e quello che c’è oltre. Gioia ha dolcezza e sorriso contagiosi, non so se è il nome a definirti la vita, per Gioia lo è.

Gioia dovrebbe stare immobile. Per un valido motivo, ma Gioia è in movimento. Lo è perché “nessuno sa essere forte come una persona fragile”. Gioia ha scelto di amare, cantare, praticare Aikido, conoscere gente, viaggiare. Ha scelto di vivere quando le condizioni fuori e dentro di sé le imponevano di fermarsi.

“Se io penso davvero di essere forte, lo sono”

Video di Cristiana  Capotondi, montaggio Jacopo Ramella Pajrin per Telethon

Gioia ha tanti progetti, “Fragile”, una raccolta fotografica di sua sorella Ilaria, “Le Cardamomò”, gruppo musicale e mille altri fantastici.

Il prossimo progetto lo farà anche con me. E ve ne racconterò, a breve, appena tutto sarà definito.
Parlerà di oro. Parlerà di lei. E parlerà di me. 

Gioia è affetta dalla sindrome di Ehlers Danlos, ma vi assicuro che di Gioia è l’ultima cosa che vi verrà di pensare.

Fragile http://www.ilariadibiagio.com/site/index.php?/projects/fragile/
Gioia di Biagio https://www.facebook.com/gioiadibiagio
Jacopo Ramella Pajrin http://www.lavoricreativi.com/profilo-persona/DIREZIONE%20CREATIVA/122894.html
Le Cardamomò http://www.lecardamomo.com
Sindrome di Elher Danlos https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Ehlers-Danlos