La Poesia è in te

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Forgotten garden 

La Poesia è il sentire profondo della terra, lo scandaglio dei sentimenti; è vedere con occhi profondi le rughe e le radici, i recessi delle anime, la lirica segreta delle allodole. È un talento raro, dono dei bambini e dei folli, da che gli adulti, crescendo, si coprono di scorze dure e callose, non avvezze alla meraviglia.

Adi Dekel ha 20 anni, ha occhi che inventano storie e scenografie fiabesche, il mondo dell’incanto e dell’innocenza delle donne, la fragilità e la delicatezza degli incarnati, i cuori protetti dal calore della natura.

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Unreacheable

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Abandoned

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Forgotten garden

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Pagina Facebook Adi Dekel Photography https://www.facebook.com/AdiDekelPhotography/
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Due cuori

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Due cuori, giorni sommati uno all’altro, il passato lasciato indietro, del futuro nessuna cura; giorni impilati, una torre di Babele, pendente, la basi solide, il resto al vento, come è giusto che sia: la vita.
Due cuori, un amore solo, nascosti, sotterrati sotto una coltre di neve, semi sparsi tra letame e la terra, fertilizziamo la primavera con i baci, tra la pelle consumata dalle incertezze e il sangue che ribolle, come è giusto che sia: la passione.
Tu e io e in mezzo esistenze cieche, indifferenze desolanti, tracce di ferite, sillabe confuse; tu e io e in mezzo il mare.
E noi, due cuori, che con calma lo navighiamo.

La forma

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I sentimenti non hanno forma, sebbene alcuni, guardandoli, paiono delle nuvole appassite.
Ciò che provo per te ha più la consistenza della luna, una palla tonda e deliziosa, da assaggiarne pezzi a morsi, rincorrendosi, tra le lenzuola.
Ti prendo in mano e ti rigiro, una crema morbida, la linea del seno, la scoscesa cascata delle parole. Il silenzio buio e burbero di certe lontananze, l’altro, quieto, della presenza.

I sentimenti non hanno forma, sebbene alcuni, guardandoli, paiono la curva perfetta dell’amore.

Il silenzio

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Zumaglia, il Bric

Il silenzio ha una dote: prima li fa dire, poi sbraitare, poi urlare. Poi temere.
E definitivamente tacere.

Elena Shumilova, l’essenza profonda dell’amore.

Le mamme vedono i propri figli con occhi speciali, hanno un filtro unico, quello del Vero Amore. Le mamme vedono oltre i contorni dei propri figli, intravedono i sogni, immaginano il futuro e là dove manca aggiungono, dove è troppo tolgono, in silenzio, con mani trasparenti.
Le mamme sanno. Sanno dipingere dove non c’è colore, sanno lenire dove c’è fame, sfiorare dove manca la pelle, toccare dove serve una mano. Le mamme sono.

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Elena Shumilova, artista russa, fotografa i suoi figli, gli animali, immergendoli tra rami, boschi, laghi, nella neve, tra i raggi del sole. Elena ama la luce, non usa filtri se non i suoi occhi e trasfigura con dolcezza ciò che la circonda con l’essenza profonda dell’amore.

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Link utili
Il sito di Elena Shumilova Photography https://elenashumilova.smugmug.com/
La pagina Facebook di Elena Shumilova https://www.facebook.com/Elena-Shumilova-Photography-285437411618808/

Kintsugi – prove di studio fotografico-

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La fotografia è narrazione. Che sia un momento storico, un dettaglio artistico o un’emozione.
Racconta una storia, tra armonie o dissonanze di colori, tra sfocature e luci dirette.

La fotografia parla il linguaggio del silenzio verbale affrontando, spesso, il rumore della coscienza.

È mio desiderio, in un momento per me di matto studio e ricerca sul Kintsugi, sul Giappone e i suoi ideali estetici, ricercare la serenità.

Una foglia sparsa

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Lo lasciò posato sul davanzale ad aspettare ogni mattino il consueto vociare della strada. Spolpato del cuore, una rinsecchita pelle a ricoprirgli le terga, qualche grano di buccia avvizzita e i semi, aridi e deposti.
Per qualche tempo pensò fosse un viaggio di ritorno, il bicchiere di caffè lasciato finché si freddi, il bucato steso, la pentola a bollire; ma nulla accadde se non il vento. E qualche foglia sparsa.

Quando fu chiaro che nessuno sarebbe tornato, cartolina mai spedita a un mittente ignoto, non fu preso dalla desolazione, dall’isteria del pianto o della solitudine avverata.
Vide il calore del sole che l’aveva scaldato sempre, fuori dalla fitta rete.
E s’accorse di esserne fuori.