“Amarsi è sufficiente”

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Il tocco lieve delle tue carezze tra la luce che filtra del mattino, nel letto composto d’emozioni, mi incanta di meraviglia.
E mentre il mondo tace, mentre urla e grida nei propri dolori muti, tu amami così come sono, nelle incertezze del buio, nella confusione, la spirale dell’abbandono, il tempo che incalza e preme il petto, la sofferenza, la fretta, l’ansia del non arrivare, il treno che corre, le tue mani e io, fermi ad aspettare.

“Amarsi è sufficiente”

La perfezione degli attimi

Non è il tempo né il luogo a decretarne l’esistenza
ma la tua presenza che dipinge la perfezione degli attimi.

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Mapplethorpe, Parrot Tulips, 1988

 

Degli stolti e delle maree

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Spesso mi attardo tra i vicoli scontrosi delle strade, ripescando frasi udite gridare da strilloni eccitati; peccavano d’alterigia e vennero persino confuse per verità, quando ben si sa che la verità è solo dei matti. Degli stolti. O degli illusi.
È solo un attimo, breve e finito, il contraltare della tanto declamata eternità e torno a camminare, all’orecchio sempre più debole quel fiato lontano, sfinito, persa la forza, come una marea ormai molle, arresa alla mancanza di rocce su cui sfogarsi. Perché la potenza si sa, la violenza soprattutto, accade solo se ci sono dei muri da profanare, dei virgulti da sterminare, delle barricate da abbattere: contro il silenzio e il bianco, nulla si può, un neutro indefinito che confonde e placa. Già: lo sapevi che questo è il modo per sconfiggere i tuoi nemici?
Un giorno qualcuno mi disse che la vita è una ruota che gira; io non so se gira, so che va avanti. E certe cose restano dietro, per sempre, nemmeno più un posto hanno nei ricordi, tanto vana fu la loro esistenza.

 

 

S-fortuna o caso?

“Nulla accade per caso” : così spesso si usa dire come se ci fosse una sorta di disegno stellare che determina gli eventi, una concausa che porta a fare scelte invece di altre, a fermarci in alcuni progetti e a spingerci in altri.
Non è facile leggere i segni e spesso, per semplicità, etichettiamo i fatti con fortuna e sfortuna: fortuna per gli accadimenti che ci sembra ci spingano, sfortuna per quelli che ci fermano. Spesso fortuna si abbina a felicità e sfortuna a dolore.

Due giorni fa camminavo lungo Po a Torino.

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Un paesaggio suggestivo a due passi dal centro.
La piena del mese di Novembre ha lasciato segni visibili e inconfutabili di una natura che non chiede, agisce.

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La sabbia ha coperto i viali, pezzi di plastica sono finiti fin sui rami delle piante che costeggiano la passeggiata, rami spezzati sono sparsi sul terreno, anche se in minima parte perché è stata fatta una accurata pulizia da parte del comune.
Proprio uno di questi rametti, appuntito per un taglio netto con il falcetto, è finito sotto al mio piede; come una leva perfetta, il ramo si è ribaltato verso la mia gamba e si è piantato sotto al ginocchio, ferendomi in modo non proprio lieve tanto da dovermi fare mettere i punti.
Il medico che mi ha curata ha continuato a ripetere “che sfortuna, ma come è stata sfortunata”.
A ben vedere non mi  reputo sfortunata, piuttosto maldestra, ma ho riflettuto sulla casualità di questo fatto.

Voi cosa pensate della fortuna e della sfortuna? Siamo vittime di sfortuna e meritevoli di fortuna? I fatti accadono per caso o per un disegno del destino?
E se i fatti parlano, cosa avrà voluto dirmi quel bastone che si è conficcato nella mia gamba?

Forse lui lo sa. O nemmeno se lo domanda.

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Fiabesche illusioni di Sturmideenkind

Esiste un mondo parallelo alla realtà, l’illusione utopica dei desideri e dei recessi profondi e inesplorati delle emozioni. Pulsioni a cui è quasi impossibile accedere, a cui neghiamo il passo, nell’illusione che lasciare affiorare una visione neutra di noi ci protegga da ogni male. rebirth

Eppure quel mondo esiste. Potente nella sua magnificenza. Inesplorato la maggior parte delle volte, taciuto, disprezzato. Sfregiato. Temuto.sturmideenkind

Ad aprirlo può solo rinascere la nostra vita.

Fotografie Sturmideenkind 

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La Poesia è in te

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Forgotten garden 

La Poesia è il sentire profondo della terra, lo scandaglio dei sentimenti; è vedere con occhi profondi le rughe e le radici, i recessi delle anime, la lirica segreta delle allodole. È un talento raro, dono dei bambini e dei folli, da che gli adulti, crescendo, si coprono di scorze dure e callose, non avvezze alla meraviglia.

Adi Dekel ha 20 anni, ha occhi che inventano storie e scenografie fiabesche, il mondo dell’incanto e dell’innocenza delle donne, la fragilità e la delicatezza degli incarnati, i cuori protetti dal calore della natura.

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Unreacheable

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Abandoned

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Forgotten garden

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Due cuori

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Due cuori, giorni sommati uno all’altro, il passato lasciato indietro, del futuro nessuna cura; giorni impilati, una torre di Babele, pendente, la basi solide, il resto al vento, come è giusto che sia: la vita.
Due cuori, un amore solo, nascosti, sotterrati sotto una coltre di neve, semi sparsi tra letame e la terra, fertilizziamo la primavera con i baci, tra la pelle consumata dalle incertezze e il sangue che ribolle, come è giusto che sia: la passione.
Tu e io e in mezzo esistenze cieche, indifferenze desolanti, tracce di ferite, sillabe confuse; tu e io e in mezzo il mare.
E noi, due cuori, che con calma lo navighiamo.

La forma

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I sentimenti non hanno forma, sebbene alcuni, guardandoli, paiono delle nuvole appassite.
Ciò che provo per te ha più la consistenza della luna, una palla tonda e deliziosa, da assaggiarne pezzi a morsi, rincorrendosi, tra le lenzuola.
Ti prendo in mano e ti rigiro, una crema morbida, la linea del seno, la scoscesa cascata delle parole. Il silenzio buio e burbero di certe lontananze, l’altro, quieto, della presenza.

I sentimenti non hanno forma, sebbene alcuni, guardandoli, paiono la curva perfetta dell’amore.

Il silenzio

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Zumaglia, il Bric

Il silenzio ha una dote: prima li fa dire, poi sbraitare, poi urlare. Poi temere.
E definitivamente tacere.

Elena Shumilova, l’essenza profonda dell’amore.

Le mamme vedono i propri figli con occhi speciali, hanno un filtro unico, quello del Vero Amore. Le mamme vedono oltre i contorni dei propri figli, intravedono i sogni, immaginano il futuro e là dove manca aggiungono, dove è troppo tolgono, in silenzio, con mani trasparenti.
Le mamme sanno. Sanno dipingere dove non c’è colore, sanno lenire dove c’è fame, sfiorare dove manca la pelle, toccare dove serve una mano. Le mamme sono.

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Elena Shumilova, artista russa, fotografa i suoi figli, gli animali, immergendoli tra rami, boschi, laghi, nella neve, tra i raggi del sole. Elena ama la luce, non usa filtri se non i suoi occhi e trasfigura con dolcezza ciò che la circonda con l’essenza profonda dell’amore.

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Il sito di Elena Shumilova Photography https://elenashumilova.smugmug.com/
La pagina Facebook di Elena Shumilova https://www.facebook.com/Elena-Shumilova-Photography-285437411618808/