Ma dove sono stata per 50 anni?

Leggo, leggo molto, la lettura mi affascina, intriga, mi innamora, mi estranea, mi fa vivere nuove vite, mi appassiona.
Leggo, non sempre imbrocco l’autore giusto, alle volte inciampo, mi affatico per finire le pagine, altre invece le divoro, le ritaglio, le dipingo, le vivo dentro. Dentro di me.

Ultimamente ho letto libri, alcuni scritti da donne, e che mi sono stati regalati e che mi sono capitati. Non nego fossero scritti bene, senza errori di grammatica intendo (beh, se no non li avrei continuati) ma le loro storie erano storie già viste, scontate, banali oserei dire. Testi da blog, azzarderei e non cito i nomi perché non vuole essere una critica la mia ma solo una soggettiva valutazione che mi porta a tenermi lontana dal leggere, ahimè, libri contemporanei.
Non tutti, ma certo genere di romanzi che travalicano in romanzetti, spesso rosa, spesso celebrativi, spesso tutti uguali, omologati: la donna single felice ma sola, la donna sposata con il marito che la trascura, le amiche, i figli, gli animali, l’omosessualità, i vegani, tutto nelle stesso calderone.

Leggo in fretta, finisco il libro, mi viene fame d’altro perché non sono stata saziata.

Poi arriva lui, Douglas Adams, la “Guida Galattica per gli Autostoppisti” 1979 e la mia lettura diventa interessante. Leggere diventa un gioco, il testo scorre, non ci sono banalità, ma follia, ironia, nessun piagnisteo, nessun amore finito/inziato/sballato; non ci sono idee già lette in altri contesti, non ci sono ripetizioni ma 844 pagine di piacere.

E chissà dove sono stata io per 50 anni senza aver mai letto prima la Guida Galattica!

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E voi, cosa state leggendo? Consigli, idee, cose belle?

Le corse si fanno per vincere!

“Non so se ti è capitato mai di dover fare una lunga corsa
e a metà strada, stanchi, dire a te stesso adesso basta”

Così dice Bennato, in un brano della mia infanzia. Succede, crescendo, che le corse diventino frequenti e quelle lunghe, faticose, stressanti, pesanti, ancora di più. Non si vede quasi mai una meta certa e mentre si corre si deve lottare e lottare e ancora lottare.
Talvolta anche a rischio della vita stessa, compromessa molta parte della salute, dell’umore, dei rapporti interpersonali.
Intendo problemi grandi, non sciocchezze; problemi di salute, di lavoro, di famiglia, giudiziari.
Ognuno di noi, credo, almeno una volta nella vita, si è trovato di fronte ad un problema enorme, irrisolvibile di primo acchito, per il quale ogni più piccolo poro della pelle, ogni più piccola fonte di energia, è stato dedicato.
Concentrati, fitti, di corsa, testa bassa, senza cibo, senza sonno.

Quanti di voi sono arrivati alla fine? A tagliare il nastro per primi, vincitori?
Le corse si fanno per vincere no?

E QUANDO SI VINCONO SI DIVENTA INVINCIBILI!

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Sì, perché se si è lottato con tutti se stessi e con tutte le proprie uniche forze e il risultato arriva e non è monco e nemmeno risicato ma vittorioso, ecco che una straordinaria onnipotenza ci pervade. Ci sentiamo supereroi!
Nulla può più sconfiggerci.
E gli altri? Delle mezze seghe!
E i loro pensieri? Pensieri da mezze seghe!
E cosa fanno? Fanno delle piccole  cose da mezze seghe!

Quando si corre e si vince, il confine tra il vincitore e il vanaglorioso è molto labile!

Chiara