E scusa se ci sei tu

E scusa se ci sei tu nelle giornate storte, appese a una stella cadente, sugli orli smangiati di un presente. Di riflesso hai il cuore, sgangherato come le scarpe quando viene inverno e rivedi i buchi che non hai risuolato d’estate, perché ogni presagio non è mai atteso, sebbene tu sappia che c’è. E non parla, ma c’è.
E scusa se ci sei tu ma non saprei fare altro, quando mi specchio nei tuoi occhi per rivedere me bambina e poi donna e tra le tue braccia ho un solo conforto, quello del tempo che sfugge e non sarà mai mio. E non resta, ma c’è.

E scusa se ci sei tu a riparare ogni mio danno, ma non so mettere riparo che non sia tu.

Ci si innamora sai, anche delle parole

È mattina potrei svegliarti non posso, il respiro si allenta sul cuscino, pare che sogni -è la pioggia di fuori che fa così rumore?- Mi giro piano, vorrei guardarti, dicono che i sogni svaniscano a guardarli negli specchi, un piede si infila tra le lenzuola, sorrido.
Vorrei chiamarti non posso, si altera la voce al tuo cospetto di fronte agli occhi un velo di azzurro, il fiato si aggira tra i polmoni, in giri larghi e non sembra uscire, paia che muoia invece rido, mentre tu, distratto, ti appoggi a me.

Preparo il caffè, la strada la so, riassetto nel mentre foglie cadute, una goccia d’acqua, un moscerino che vola, il sapore della sera prima, la cena scaldata nel piatto, una luce di candela che vibra, come l’amore, sai com’è, preparo il caffè e ci metto l’acqua che scende piano, forse scorre veloce ma a me pare che sia lì da sempre, ad aspettare me e il tuo caffè, idoli benedetti dal sole del mattino, mentre io, ancora sazia, sorrido di me.

Cammino, ed è ancora silenzio il mio mentre tu hai acceso mille parole in giro, in volo, una nuvola, una colonna, un’ala di falco o gabbiano o solo di fata, dipende da te mentre io ascolto, appoggiata ai palmi caldi, sporchi di fame e caffè, profumo di anime, un traghetto nel cuore.

Potrei amarti, del viso tondo riempirmi le mani, ma sono le tue parole ora a fare un nido di stelle, intorno al capo, riassettando i capelli sciolti dal vento, nella confusione felice dei miei pensieri.

Ci si innamora sai, anche delle parole.

The box

Un lento risveglio da ancestrali paure, ristrette, rattrappite le membra, braccia incrociate, la mente non è da meno, sotterra il subconscio.
Evado dal presente, inscatolato -non fear- s’allargano i polmoni -breath- l’aria invade e acceca, blocca per un attimo il cuore -immobilized, non death, only breath-
Stropiccio le ossa, i nervi attendono al comando, scatti irregolari di pulsioni sessuali, morbide, sinuose attraversano la corrente, muscoli, rinasce, rivive, cambia, evolve, risveglia-non fear- è l’esistenza che batte, la scatola è stretta, il vetro, trasparente, fuori si vede il mondo, la testa piegata -vivo- smodata vita.
Esco. 

P.s: ho ascoltato questo brano qualche ora fa alla radio, non lo conoscevo. Mi sono vista dentro a una scatola di vetro, come una contorsionista. Ne sono nate delle parole psichedeliche, il senso di una rinascita.
A casa ho cercato il video e ho trovato una donna in una scatola.
Non credo di avere doti di preveggenza; può una musica evocare immagini?

Il respiro del mare

Mise le mani a conchiglia davanti alla bocca, poteva sentire il suo alito caldo respirargli addosso.
Era uno strano effetto espirare ed inspirare se stesso, un circolo vizioso, una combustione lenta, forse alla fine sarebbe finito l’alito. O forse no.
Mise le mani a conchiglia ed insieme al respiro fece uscire un filo di voce che rimbalzò tra le pareti morbide della pelle. La voce venne fuori profonda, l’Amen di un baritono al termine dell’Ave Maria tra i muri spessi della cattedrale, forse così non l’avrebbe sentito nessuno. O forse sì.

Mise le mani a conchiglia e disse ti amo.
Lei, distante una vita intera, sentì il respiro del mare.

Chiara

Si baciano gli amanti

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Si baciano gli amanti, nel tiepido tepore del sole del mattino, travolti dal silenzio della passione.
I vestiti a terra senza destinazione -non esiste il luogo dove amare- la mani intrecciate, le labbra incollate senza alba né tramonto.

È solo di pochi, amore, ciò che provo quando ti penso.

Chiara 

Resilienza

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Nonostante i muri, le paure, i tempi sbagliati, la fatica, le invidie, lo scorrere sbilenco del tempo,
siamo pronti a rinascere ogni volta.

Chiara 

Affinità

affinità

Avrebbe potuto piovere, lo so. Il cielo oggi sconfinava tra nuvole tempestose e limpido azzurro e non se ne capiva l’umore. Fu un il vento a decidere, lo fa quando non possono le decisioni umane.
Ci incontrammo dentro ad un desiderio, affacciato alla porta senza neppure un saluto; fu come ogni volta un riconoscersi, senza vedersi, toccandosi piano la pelle, il tatto tra tutti il senso più acuto e vigile.
Alle volte non ti capaciti di come corpo e anima siano un respiro solo.
Avrebbe potuto piovere, l’ho detto, ma restò il vento a fare da strada ai nostri passi. Nello srotolarsi del giorno ci scambiammo anelli ricamati di parole, desideri cuciti al presente, un filo d’aria tra i nostri nomi, un pacco da scartare, uno già scartato, omesse le promesse che non servono mai, le promesse sono di chi si perde, non di chi si trova.

Avrebbe potuto piovere, così come avrebbe potuto non sorgere il sole mai.

E invece il sole venne, tra filamenti d’oro intinti d’inchiostro.

Chiara