È nei libri che maggiormente si trova la conoscenza

“All’inizio, necessariamente teologico, tutte le nostre speculazioni manifestano spontaneamente una caratteristica predilizione per le questioni più insolubili, sugli oggetti più radicalmente inaccessibili a ogni investigazione decisiva. Per un contrasto che, ai nostri giorni, deve a prima vista sembrare inspiegabile, ma che in fondo è allora in piena armonia con la vera situazione iniziale della nostra intelligenza, in un tempo in cui lo spirito umano è ancora al di sotto dei più semplici problemi scientifici, esso ricerca avidamente, e in un modo quasi esclusivo, l’origine di tutte le cose, le cause essenziali, sia prime che finali, dei diversi fenomeni che lo colpiscono, e il loro fondamentale modo di riprodursi, in una parola le conoscenze assolute.”

Auguste Comte “Discorso sullo spirito positivo” 1844

libraccio navigli milano

È nei libri che maggiormente si trova la conoscenza.

 

Ispirazione, talento o studio per creare?

Ho avuto modo di visitare il Labirinto della Masone, di cui poi racconterò per la sua suggestiva atmosfera d’arte e avventura.
Il labirinto è stato sognato, ideato, realizzato, da Franco Maria Ricci, editore e grafico.

Questa sua frase trovata scritta su di un muro, mi ha colpito molto, tanto che ho pensato di proporvela:

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“Per essere un buon grafico non è indispensabile saper disegnare, occorre invece possedere un bagaglio culturale, aver letto i classici, aver visto e amato Sassetta, Domenico Veneziano, Correggio, Piranesi, Canova.” 

Il mio pensiero concorda con Ricci: tolto una parte di talento, senza studio e dedizione non si arriva da nessuna parte. Perché è vero che una buona mano sa disegnare, ma senza studio non avrà mai la completa ispirazione. Così per la scultura, la scrittura, un qualsiasi atto di creatività.
Non sono mai stata una fautrice del “di getto”, ma preferisco di gran lunga opere nelle quali vi è il giusto equilibrio tra estro e cultura. Perché queste sono secondo me le opere che restano nel tempo.

E voi? Qual è il vostro pensiero?

Chiara 

Link utili
Il sito del Labirinto della Masone, a Fontanellato http://www.labirintodifrancomariaricci.it/
La pagina Wikipedia di Franco Maria Ricci https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Maria_Ricci

Festival dell’Oriente – Torino

Torino, per due settimane, ha ospitato il Festival dell’Oriente presso il Lingotto. Una fiera espositiva di arte e cucina, cultura e informazione, ricca di spunti e molto per organizzata.
Nel padiglione, spettacoli e conferenze si sono alternate ai banchetti curati e ben riforniti che proponevano un assaggio d’Oriente.
Vi porto con me in un piccolo viaggio, visto attraverso i miei occhi.

Guardando queste immagini penso che è solo attraverso la conoscenza reciproca che può arrivare la vera integrazione. Ove per integrazione non deve intendersi la sovrapposizione delle culture e l’annientamento delle stesse, ma il mantenimento delle diversità.

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Chiara

L’umiliazione di un popolo bue

Non sarò io la prima né l’ultima a raccontare della vergogna e dell’umiliazione messa in atto da una certa casta del popolo italiano. Ma voglio comunque scriverne, per lasciare testimonianza anche qui dello scempio fatto all’arte, alla cultura, alla libertà.
Perché il grido deve levarsi alto.

Uno stato che copre opere d’arte con scatoloni perché la loro nudità avrebbe urtato la sensibilità di tal Rohani, è uno stato fallito.
E non so come possa risolvere i suoi problemi se l’unica cosa che davvero conta sono i 17 miliardi di investimenti che lo stato iraniano porterà in italia. Nessun interesse ai bambini, alle donne, alla scuola, all’ecologia, alla legge: solo mere questioni economiche che si spartiranno i soliti quattro.

Siamo stati umiliati, noi tutti. E questa è la fine della civiltà.

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Chiara

Le avventure di Topolino – Frassinelli Tipografo-editore 1933

topolino Frassinelli

Mi sono ritrovata tra le mani le due prime edizioni di “Le avventure di Topolino (Mickey Mouse)” di Frassinelli Tipografo-Editore Torino 1933. Sono anni che le ho in casa e solo ieri mi sono decisa di cercarne la storia. A parte aver felicemente scoperto essere due edizioni rarissime, la storia che ho appreso è un filo che si dipana, che riconduce a terre famigliari, tra arte, poesia e narrativa.

Tutto inizia con la nascita di Franco Antonicelli (Voghera 1902); dopo aver soggiornato per diversi anni a Gioia del Colle, Franco Antonicelli si trasferisce a Torino. La sua vita è da subito rivolta all’apprendimento, con gli studi al Liceo Classico Massimo d’Azeglio, allievo di Umberto Cosmo e in seguito con la laurea in Lettere e in Giurisprudenza. I primi anni del 1900 sono fertili di letterati e studiosi a Torino e così Antonicelli si trova a frequentare personaggi del calibro di Augusto Monti, Lalla Romano, Leone Ginzburg, Cesare Pavese, Norberto Bobbio, Massimo Mila, Ludovico Geymonat. Precettore privato di Gianni Agnelli, nel 1932 dirige la collana “Biblioteca Europea” dell’editore Frassinelli per il quale pubblica per la prima volta in Italia, Herman Melville, Franz Kafka, Eugene Gladstone O’Neill, James Joyce e Topolino di Walt Disney.

Eccoci quindi ai miei libri. Franco Antonicelli curò la pubblicazione di due volumi di Mickey Mouse. Le traduzioni furono affidate a Cesare Pavese ma, data la “frivolezza” della pubblicazione, Pavese non volle che il suo nome comparisse sull’edizione. Antonicelli invece, si firmò con lo pseudonimo di “Antony”.

Topolino Frassinelli

Una pagina di Topolino edito Frassinelli e tradotto da Cesare Pavese.

topolino frassinelli

Franco Antonicelli ha una vita molto interessante vissuta tra insegnamento, impegni culturali e politici che lo portano anche ad essere arrestato diverse volte, sempre rilasciato, fino al confino in epoca fascista da scontare ad Agropoli. È proprio durante il periodo di confino che conosce la famiglia di Annibale Germano, di cui sposò la figlia Renata. La famiglia Germano era proprietaria all’epoca di villa Germano, a Sordevolo, Biella.

Ed ecco che dai miei libri arrivo a due passi da casa.Villa Cernigliaro

Questa è villa Germano, ora Villa Cernigliaro. È Parco Letterario, fondato e voluto dalla figlia di Antonicelli, nata nella villa a Sordevolo, in ricordo del padre. Proprio in questa villa Franco Antonicelli, negli anni ’30, trascorreva il periodo estivo in compagnia di  un “collettivo spirituale e morale”, un gruppo cui presero parte Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Cesare Pavese, Massimo Mila, Sturani, con amici quali Benedetto Croce e Luigi Einaudi. Lo stesso Benedetto Croce aveva poco distante, a Pollone, acquistato una casa dove passava gran parte del suo tempo.

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Cesare Pavese-Leone Ginzburg-Franco Antonicelli e Augusto Frassinelli a San Grato di Sordevolo

Si respirava un’aria vivace, accesa, fatta di letture, di studio, di appunti, di fotografia, un’epoca splendida e creativa. Un’epoca discussa, certo, nascosta al fascismo, una sorte di rivoluzione culturale, di libertà di idee e opinioni.
“Ci fu un tempo, difficile da dimenticare, in cui un piccolo gruppo di amici fidati si ritrovava con il più spontaneo piacere per liberare l’animo dall’odioso peso del sospetto, del silenzio prudente, delle preoccupazioni e dei pericoli improvvisi. … Il tempo cui alludo fu quello del fascismo.”

Villa Cernigliaro è ora Parco Letterario, ospita mostre e convegni, in memoria di un’epoca fulgida. Si affaccia con una bellissima balconata sulla valle, immersa in un silenzioso parco. L’atmosfera che si respira è quella dei tempi andati, senza fretta, un libro in mano, i pensieri liberi dall’altra.

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Chiara

Link utili
Il sito dei Parchi Letterari in Italia e la pagina di Sordevolo http://www.parchiletterari.com/parchi/franco-antonicelli/vita.php
Il sito di Villa Cernigliaro http://www.villacernigliaro.it/
La vita interessante di Franco Antonicelli, studioso, critico, poeta, saggista, editore, oratore, uomo politico nel senso più esteso del termine, fotografo e disegnatore, su Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Antonicelli
Il sito della Fondazione Franco Antonicelli http://www.francoantonicelli.it/index.html

 

 

Né multietnici, né integralisti: siamo unici.

Prendiamo una palla di creta e lasciamola in mano a 20 bambini di sesso, età, etnia, religioni differenti con la regola che non esistono regole.

Ognuno di loro creerà un oggetto, un animale, un simbolo, un disegno di fantasia, anche nulla, forse la palla resterà una palla, forse un castello, forse qualcuno inventerà Dio, chi una pistola, chi la famiglia, chi non farà nulla, restando seduto solo a guardare, non ci sono regole, ricordate, nessun obbligo.

Ad un certo punto un bambino tirerà la palla addosso al vicino, per ridere e il bambino piangerà, un altro si metterà a ridere sguaiato, un altro resterà seduto, nel suo nulla, mentre un bambino ancora non verrà disturbato dai rumori e continuerà il suo lavoro, una città.

foto dal web

foto dal web

Di cosa è fatta quella creta in mano ai bambini? Dei loro sogni, delle idee, dei pensieri, di ciò che gli è stato insegnato, della cultura, dei libri letti, le favole narrate, della religione, del loro Dio, dei racconti dei nonni, delle notizie viste in tv. dei giochi imparati, del colore della terra, dei ricami dei vestiti, delle guerre, delle lotte, dell’amore della mamma, del clima, delle piante, degli animali e di ogni più piccola particella dei loro ricordi.

Se tutto fosse uguale, se si azzerassero culture, religioni, idee in nome del rispetto di una impossibile integrazione multietnica, i bambini creerebbero da una palla di creta tutti lo stesso oggetto, come se venisse data loro la stessa regola, con qualche piccola differenza dovuta a dimensione e ad un guizzo di fantasia.

Siamo unici e lo siamo per quello che sono le nostre radici ed è insegnando uno all’altro il sapore della propria terra che si diventa uniti, non nascondendola.

Chiara 

 

Matera e l’effimera Pietà di Pier Paolo Pasolini di Ernest Pignon.

Si sceglie di esistere secondo il proprio canone: effimeri o per l’eternità. E’ una scelta personale legata al contigente, ma nessuno può dire di quello che sarà, la scelta che gli altri faranno per noi.

E’ la scelta del temporaneo, quella di Ernest Pignon, eclettico artista francese, nato a Nizza nel 1942. (qui il link del suo sito); la scelta del tempo breve, la carta come tela, il muro di periferia, sudicio, dimenticato, il suo supporto elettivo; il disagio, i reietti, gli immigrati, Cristo, i suoi soggetti preferiti.

Ernest Pignon arriva di notte, non si annuncia, non declama; incolla i suoi dipinti su muri poco acconci e se ne va, nel silenzio.
Al risveglio, nel sonno gravido di poesia e condanne, gli occhi incontrano questo.pasolini matera

Matera. Uno dei muri che portano ai Sassi, quasi nascosto alla vista, lo vedi per caso e resti colpito.
Matera, luogo elettivo del Il Vangelo secondo Matteo, opera cinematografica di Pier Paolo Pasolini, 1964, una trasposizione antidogmatica della vita di Gesù e per questo, all’epoca molto criticato per vilipendio alla religione.
(Qui il video integrale de Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini).

Sesso, consolazione della miseria!

Sesso, consolazione della miseria!
La puttana è una regina, il suo trono
è un rudere, la sua terra un pezzo
di merdoso prato, il suo scettro
una borsetta di vernice rossa:
abbaia nella notte, sporca e feroce
come un’antica madre: difende
il suo possesso e la sua vita.
I magnaccia, attorno, a frotte,
gonfi e sbattuti, coi loro baffi
brindisi o slavi, sono
capi, reggenti: combinano
nel buio, i loro affari di cento lire,
ammiccando in silenzio, scambiandosi
parole d’ordine: il mondo, escluso, tace
intorno a loro, che se ne sono esclusi,
silenziose carogne di rapaci.

Ma nei rifiuti del mondo, nasce
un nuovo mondo: nascono leggi nuove
dove non c’è più legge; nasce un nuovo
onore dove onore è il disonore…
Nascono potenze e nobiltà,
feroci, nei mucchi di tuguri,
nei luoghi sconfinati dove credi
che la città finisca, e dove invece
ricomincia, nemica, ricomincia
per migliaia di volte, con ponti
e labirinti, cantieri e sterri,
dietro mareggiate di grattacieli,
che coprono interi orizzonti.

Nella facilità dell’amore
il miserabile si sente uomo:
fonda la fiducia nella vita, fino
a disprezzare chi ha altra vita.
I figli si gettano all’avventura
sicuri d’essere in un mondo
che di loro, del loro sesso, ha paura.
La loro pietà è nell’essere spietati,
la loro forza nella leggerezza,
la loro speranza nel non avere speranza.”
Pier Paolo Pasolini

Puoi scegliere come vivere: io scelgo di fare un viaggio in ogni cosa che vedo, un viaggio oltre l’apparenza, dentro la storia.

Chiara

Cosa c’è di diverso nei cuori e nelle menti? Differenze tra Fuksas e Trani, diverse epoche, diversi stili d’arte.

Spesso mi trovo a discorrere d’arte, ricercando con piacere la bellezza e la perfezione, sempre in bilico ispirazione, creatività, ingegno, banalità, suggestione.
Guardando le opere del passato, complice il mio lavoro di restauro, ne studio la perfezione delle linee, la pregevolezza del tatto, la finezza dei tratti, la scelta dei colori e dei materiali, l’armonia. Sì, perché un’opera d’arte, oltre a tendere al bello, deve, anzi, dovrebbe, tendere all’armonia quando si inserisce in un contesto nuovo.
Altrimenti rischia di essere una meteorite gettata a caso.

A seguito della violenta distruzione del terremoto umbro-marchigiano del 1997, la Commissione episcopale italiana indice un concorso per la realizzazione di una nuova chiesa nel territorio di Foligno. Il concorso viene vinto dall’architetto-archistar Massimiliano Fuksas (qui il suo sito) che con la collaborazione della moglie Doriana, realizza nel 2009, la chiesa di San Paolo Apostolo.

Questa fuksas chiesa folignoUn enorme cubo di cemento armato, largo 22m, lungo 30m, alto 26m, costo 3.000.000€ a cui si aggiungono 600.000€ per le opere d’arte in esso contenute.

Questo l’internofuksas foligno

e questo il contesto urbano esterno nel quale Fuksas ha inserito la sua monumentale opera.fuksas foligno

La Conferenza Episcopale, dopo aver visto il risultato, è rimasta ferma nelle proprie convinzioni di opera d’arte innovativa, con una profonda rottura dal passato, ma dalla gente comune ai massimi esponenti dell’arte e della cultura, si sono levati disappunti e critiche molto forti. Persino Bernardo Cuccinelli, filantropo e amante del bello, si è proposto di sponsorizzare l’abbattimento della chiesa di Fuksas. E Vittorio Sgarbi, pur amante delle provocazioni, ne critica la realizzazione per il suo inserimento brutale nel contesto paesaggistico.

Massimiliano Fuksas sostiene che la chiesa di Foligno sia l’opera più intensa ed importante della sua carriera; il vescovo Monsignor Sigismondi, durante l’omelia, così la descrive: “Si tratta di un complesso edilizio che, essendo slanciato e proiettato verso l’alto, disegna un dialogo tra cielo e terra, che consente di intuire che la Chiesa pellegrina sulla terra si configura come vera e propria cripta della basilica della nuova Gerusalemme, la città santa che, come dice l’Apocalisse, “è a forma di quadrato: la sua lunghezza è uguale alla larghezza” (cf. Ap 21,16); immediatamente dopo l’Autore sacro precisa che “la lunghezza, la larghezza e l’altezza sono uguali”, lasciando intendere che è a forma di cubo!».  

Ammetto che mi riservo l’ultima parola quando la vedrò di persona, ma dalle immagini trovate nel web, posso solo dire che è brutta; che per quanto fossi ricca di fede, pregare dentro ad un cubo mi verrebbe ostico e poco sarei propensa a pensieri elevati e celestiali. Non posso dire per certo, ma temo che anche l’acustica sia pessima. Se ci si potesse fermare solo all’opera in sé, potrebbe essere uno dei consueti tentativi dell’arte contemporanea di scioccare e rompere gli schemi, dando degli sciocchi ai poveri cristi come noi che la troviamo orribile, donando invece all’artista il premio per l’innovazione; ma questo immenso cubo di cemento armato è entrato a gamba tesa in un contesto urbano e paesaggistico, già fortemente provato dal terremoto, che aveva solo bisogno di delicatezza ed armonia, non di un monito di durezza e dolore.

Detto questo, riflettendo al futuro, cosa resterà di un cubo di cemento armato ai nostri posteri? Tra 200, 300 anni, se ancora l’opera di degradamento del cemento armato non avrà completamente distrutto la chiesa, ci saranno gite di turisti con le loro macchine fotografiche pronte ad immortalarne il contorno? Ne tesseranno le lodi, ne renderanno ringraziamento all’architetto, alle maestranze, a chi ne ha commissionato la realizzazione?

Cosa c’è dentro ai nostri cuori del 2000 che permette di realizzare questoChiesa a Foligno - Arch. M. Fuksas

di differente dai cuori di chi, nel 1009, a Trani, ha costruito la sua cattedrale?cattedrale di trani

Chiara

La poesia è l’arte del seme

Meno mi ami e più splendo, meno mi apprezzi e più mi ergo, meno mi guardi e più divento eterno.

E’ davvero così: in una società dell’apparire, del gridare, del dire, del mostrare a tutti, mettendo sotto i riflettori vita e morte e pochi veri miracoli,  restare nel silenzio è un valore aggiunto.
Siamo ormai condizionati dalle approvazioni, necessarie come l’aria, dimenticando spesso il valore vero e profondo per un luccicante effimero scintillio sebbene potente.

Mondadori annuncia la chiusura della collana di poesia “Lo specchio” (qui i dettagli nel bell’articolo di Davide Brullo): la poesia è morta. Nessuno la legge più, tanti la scrivono, un imbuto strozzato dal quale non esce più nulla e quel poco che esce è già morto prima.

Ma davvero ci importa che la gente non legga più la poesia? Davvero vorremmo vedere poeti declamare come pop star i propri versi, osannati e idolatrati? Davvero la poesia serve per “farsi i soldi”? Un oggettino commerciale di poco conto da far vivere pochi attimi e via?

La poesia è un cesello prezioso.
Per chi mi dice che le migliori poesie sono quelle scritte di getto, io dico loro di pensare alla poesia come all’arte culinaria; gli ingredienti dosati, profumati, scelti con cura, con amore, in ripetuti gesti di perfezione, il rito dell’affettare, il coltello molato, il tagliere pulito, la cottura lenta, i profumi, l’aggiunta del sale, la lentezza, il momento in cui si assaggia e si corregge, l’attesa della lievitazione, la decorazione, la guarnizione, e quell’ultimo delicato momento in cui si offre al palato la delizia del godere.

La poesia è l’arte del seme.

Chiara 

 

 

La tortura dei libri – la censura della mente.

Questa storia oggi ve la racconto così, a piccoli morsi, perché non si riesce davvero a raccontarla tutta per davvero. Ho passato anche tempo a confrontare date e notizie per essere sicura che non fosse una bufala o uno scherzo della rete. Purtroppo è tutto vero.

Questo signore qui è Luigi Brugnaro, neo eletto sindaco di Venezia, sostenuto dal centrodestra.Brugnaro

Come da campagna elettorale, appena insediato, ha fatto togliere dalle scuole materne ed elementari una lista di 1098 libri, accusati di essere fautori della teoria dei gender, ovvero per capirci, libri che trattano di famiglie alternative, non composte da padre e madre, ma da genitore 1 e genitore 2.
Non una vera demonizzazione a suo dire, ma motivato dalla convinzione che di certi argomenti se ne debba parlare a casa, non a scuola. Gli stessi libri sono invece stati lasciati nelle biblioteche, perché così ognuno ha la libertà di consultarli.

Stesso destino dei libri, Brugnaro lo destina a quelli presenti nelle biblioteche, con la revoca dei servizi di esternalizzazione nella gestione delle stesse, con conseguente perdita di 18 impiegati, che garantiscono servizio a tempo pieno, con aperture il sabato e svariati servizi annessi. Continua a leggere