Due cuori

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Due cuori, giorni sommati uno all’altro, il passato lasciato indietro, del futuro nessuna cura; giorni impilati, una torre di Babele, pendente, la basi solide, il resto al vento, come è giusto che sia: la vita.
Due cuori, un amore solo, nascosti, sotterrati sotto una coltre di neve, semi sparsi tra letame e la terra, fertilizziamo la primavera con i baci, tra la pelle consumata dalle incertezze e il sangue che ribolle, come è giusto che sia: la passione.
Tu e io e in mezzo esistenze cieche, indifferenze desolanti, tracce di ferite, sillabe confuse; tu e io e in mezzo il mare.
E noi, due cuori, che con calma lo navighiamo.

Pazienza appagante

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È la moda di questi ultimi tempi: colorare.
E come per tutte le mode, io ci vado sempre a piedi piatti.
Gli adulti che colorano, che stanno nelle righe! Ma perbacco: dopo anni in cui i bambini sono stati spinti ad uscire dalle righe, a rivoltare gli schemi, ecco che arriva una moda e si torna al passato. E a farlo sono gli adulti! Non i bambini, gli adulti.

Ho pensato fosse mestiere da new age, da yoga e vegani. Sì, quelle cose che fanno figo solo a dirle.

Ma caspita: ho dovuto ricredermi!

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Colorare diverte, rilassa, concentra, stimola, rallenta, dona melodia al tempo, ritmo, devozione, impegna, medita, realizza.
Colorare è una magia di tempo dedicato, pazienza appagante.

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Chiara

Link utili
Vi basta entrare in una libreria e cercare i libri da colorare per adulti: ne troverete a bizzeffe. Io questo mio l’ho preso da Mondadori.
Vi consiglio però il blog di Burabacio e i suoi suggestivi disegni da colorare: Donne di sogno e Sogno di gatto https://burabacio.wordpress.com/

 

“Bisognava nascere tutti matite”

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Ci spezziamo senza mai ricomporci, ogni volta a pezzi sempre più piccoli.
Sono i dolori, le pene, i desideri inattesi, le aspettative deluse, gli amore finiti, le delusioni, i tradimenti.
Ma ogni volta, sappiamo rinascere.
Ed è la forza dell’amore che ci salva.
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Chiara 

 

L’ispirazione è unica?

Tra le molte cose che mi diverto a fare, c’è anche la pittura. Nessuna aspirazione, solo divertimento. E così, per gioco, anni fa dipinsi “Ego”.egoAll’epoca mi divertivo ad usare questa tecnica delle linee intersecate tra loro, poi riempite con pochi colori di base. Non sempre la risultanza cromatica era buona, ma nel caso di “Ego” fui pienamente soddisfatta.

Nessuno ha mai pensato di essere originale, siamo un infinitesimo ripetersi nell’Universo, ma lo stesso mi ha sorpreso venire a conoscenza dell’opera di Gabriele Orozco, “Samurai Tree”, leggendo su The Guardian un articolo su Christian Scheidemann,  fondatore e presidente del Contemporary Conservation.

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Christian Scheidemann posa di fronte a “Samurai Tree” di Gabriele Orozco

Con una breve ricerca, ho trovato che Samurai Tree è un’opera del 2005 che l’autore ripropone in svariate versioni, mantenendo colori e tecnica.

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Samurai Tree, una delle versioni

La similitudine con “Ego”, parte prima di tutto dall’uso dei tre colori: bianco, blu e rosso e dalla tecnica delle linee intersecate e riempite con i colori a contrasto. Ciò che varia è la realizzazione finale e il concetto che le anima, ognuno tiene stretto il suo.

Questa piccola situazione mi ha portato a riflettere che non esiste un’opera unica, che le idee vengono mescolate e sono reminiscenze del passato, fusione di altri concetti; che non esiste innovazione vera ma rimaneggiamenti in chiave odierna di esperienze passate.

E voi, cosa ne pensate?
Avete avuto modo di ritrovare vostre opere in lavori simili di altri?
Esiste l’innovazione o siamo solo lenti cambiamenti su radici esistenti?
In questo caso non possiamo parlare di copiare perché non conoscevo l’opera di Gabriele Orozco e tantomeno lui conosceva la mia!

Chiara

Ego

Camminando libero d’anima, catene recise,
ovunque il piede poggi, passo non affrettare.
Rispecchia l’anima nel mare del silenzio
colmando gli occhi d’orizzonte.
Raggiungi il centro, piacere celato ,
e resta pregno del tuo viaggiare.

"Ego" di Chiara Lorenzetti

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Chiara

Sotto alla maschera

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Ci sono maschere che indossiamo, altre che ci vengono fatte indossare.
E pensare che sotto, alle maschere intendo, c’è la nostra vera natura, la migliore, la più pura.

Chiara

Immagine tratta da ChiarArtè 

Il lato oscuro

Si veste di sorrisi, placida e serena; accoppia parole a modi garbati ed inchini e sottolinea in rosa l’arcobaleno delle sue ciglia. Nuvole d’intenso gelsomino si sprigionano dolci dal dischiudersi sottile delle labbra.  E’ un passo delicato il suo, piedi di fata e mani di cristallo; di smeraldo gli occhi.
Appartiene al mondo, figlia di un presente affollato e grigio e sebbene tenti in ogni modo di lasciar libera la sua anima intonsa, i demoni della notte la assalgono, la trattengono, stracciandole le vesta e i pensieri. Non sa ribattere alla mano di tentacoli affilata che le penetra il costato e tenta, dannata, di estirparle il cuore. Non sa reggere all’urto satanico del nero buco in cui mani calde e odorose di terra la stanno gettando.

Poi d’improvviso sa.
Dai piedi nudi sgorga un sentore di passione calda che la smuove, la traccia, la scuote, la getta, la spinge, la rende viva. Affila il coltello e aspetta. Il volto dipinto e aspetta.

Lei è pronta

Che Halloween arrivi!

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Chiara 

Chemiocreatico – l’arte è un messaggio

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Chemiocreatico Rosita Cupertino

L’arte è in ogni cosa. Nasce leggera nella mente, creativo accenno vitale ed esplode dentro e fuori.
Esplode e sorprende e sfiora, tocca, travolge o lascia attoniti e muti.
L’arte è cultura e sentimento, studio, dedizione, cuore. L’arte è un messaggio.

Rosita Cupertino, artista biellese, nel 2012, realizza CHEMIOCREATICO, sua opera prima. (qui un mio vecchio post che ne parla )
Un’opera colorata, divertente, d’impatto visivo molto forte.  E’ un’opera che tocca corde sensibili della propria vita, dei ricordi, che si trasforma in dolore e speranza quando si apprende che rappresenta una termografia al seno ed è  composta da 10000 tappi di farmaci chemioterapici raccolti e frutto della collaborazione con il personale del reparto oncologico dell’ospedale di Biella.

E’ sconvolgente, per me, vedere quanti…quanti tappi, quanti farmaci, quanti tumori, quanti malati, quante guarigioni, quante speranze, quanti amori, quanti dolori, quanta vita. Sconvolge e affascina al contempo.
…un semplice scarto, sapientemente composto, viene sublimato ed innalzato ad opera d’arte.” così scrive Rosita Cupertino nel video di presentazione dell’opera.

L’arte è movimento, condivisione, solitudine, speranza.
I tappi hanno continuato ad essere raccolti e “ed è così che nasce la seconda opera “CHEMIOCREATICO INSIDE” e l’esigenza di condividere il percorso. Grazie all’aiuto dell’Associazione culturale SINERGIA, si intende applicare un’ulteriore evoluzione dell’idea originale che può avvenire solo aprendo il progetto al territorio inteso come attore partecipe dell’intero percorso. Ed ecco “CHEMIOCREATICO outside”, progetto futuro, con il quale, partendo da Biella, si coinvolgeranno i pazienti e il personale di tutti i poli oncologici italiani disponibili a partecipare. “

Un progetto, Chemiocreatico outside, che seguirò con passione.

Chiara