dal blog della Rete Al Femminile di Biella:” Chiara e Giulia: ci vuole anima e umiltà”

Oggi, sul blog della Rete al Femminile di Biella, la leader Marie Louise Denti, racconta di una bella e serena mattina passata insieme a raccontarci progetti, idee, sogni, scorci di passato e realizzazioni
Giulia Chiaberge è ceramista, Gioia di Biagio artista, scrittrice, io restauratrice di ceramica e arte Kintsugi.
Quella raccontata nel blog è la storia di un ciondolo che parla di noi tre, delle nostre fragilità e di quello che stiamo imparando dalla vita. A non arrenderci, a non mollare mai, a resistere insieme, unite.

Se volete leggerla tutta, qui il link al post:Chiara e Giulia: ci vuole anima e umiltà” di Marie Louise Denti 

 

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“Come oro nelle crepe”

Se la delicatezza è un dono, la fragilità è un talento. Occorre coraggio per esserlo, fragili intendo; occorre essere centrati sul proprio dolore per dedicarsi la fragilità.
Occorre aver fatta tanta strada per concedersi il lusso di mostrarla questa nostra fragilità di esseri umani, fragili, rotti, a pezzi scomposti, fragili sul corpo, nell’anima, sul cuore.
Fragili, segnati dalle cicatrici, per questo unici. Noi.

Gioia di Biagio nasce a Firenze nel 1985. Intorno a sette anni, a conseguenza di svariati problemi fisici, scopre nei suoi geni quelli della sindrome di Ehlers Danlos, una sindrome rara, rarissima, che porta ad alterazioni del tessuto connettivo.
Gioia si ferisce, Gioia si lussa una spalla, Gioia cade e si taglia il mento, Gioia vive dentro a una bolla di cristallo, Gioia non correre, Gioia non cadere.

Gioia si nasconde, nasconde le sue ferite, ha paura dei giudizi dei bambini, ha paura di sé. Ma Gioia ha una luce dentro, che scalpita e brilla da sotto le ceneri di una vita dolorosa e predatrice. E così Gioia diventa oro, rinasce da sé e si mostra, timidamente prima, poi con passione, mostra e insegna, con le sue dita dorate, che la fragilità non si deve combattere ma si può solo vivere. Amando, Amandosi.

Ho incontrato Gioia un anno fa, felice che la mia arte Kintsugi le sia servita per prendere consapevolezza di un percorso importante come quello di “Come oro nelle crepe”, nato nella sua mente, realizzato per la prima volta a Milano, alla Corte di Miracoli, ora un libro, una performance artistica, un atto di presa di coscienza.
Per Gioia, per tutti noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Info per approfondire

Il libro in vendita Mondadori 
Fragile, progetto fotografico di Ilaria di Biagio, sorella di Gioia 
Le cardamomò, gruppo musicale dove Gioia suona da anni 
Associazione italiana sindrome di Elhers Danlos Onlus 

 

Mi rivedo in tv!

 

Tv Tokyo, il mio viaggio in Giappone alla scoperta della lacca Urushi e dell’arte Kintsugi.

Questa l’anteprima, il programma andrà in onda domani alle ore 20  giapponesi.
Si tratta Nipponikitaihito, un programma che invita in Giappone stranieri appassionati di cultura giapponese e fa vivere loro un soggiorno indimenticabile, un sogno, tra nuovi amici e passioni!

La pagina facebook https://www.facebook.com/whowantstocometojapangp/

Il Mio Giappone, un esperimento per vedermi da fuori.

Ieri sera alla galleria MADE4Art a Milano, via Voghera 14, c’è stata l’inaugurazione della mostra “Il Mio Giappone” di Guido Alimento a cui ho affiancato alcune delle mie opere Kintsugi (la mostra resterà aperta fino al 26 marzo, qui trovate i dettagli)

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È stata per me una nuova avventura, una prima di spero tante mostre, la prima dedicata all’arte Kintsugi in Italia. C’era emozione, entusiasmo, passione, tensione, stanchezza, curiosità. E c’ero principalmente io.
Vista da dentro so come sono, mi conosco bene dopo 51 anni di convivenza, ma da fuori come sono?
Come spesso accade, il vernissage è stato fotografato e così oggi mi guardo, da fuori. 

Gesticolo, tanto, non sto mai ferma con le mani. Non indico degli oggetti reali, disegno i miei pensieri. A caso, ma li disegno. Qui sono con Fiorenza, allieva del primo corso di Kintsugi tradizionale giapponese che ho tenuto a Milano il mese scorso (qui la storia ) 
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Non sto ferma nemmeno con le gambe. Lo so, mi giustifico con il fatto che ho male al ginocchio destro, che spero presto potrà avere la protesi che si merita per anzianità e scadenza di utilizzo, ma questa posa da guerriero ninja non si confà a una signora. Sto raccontando le mie ceramiche, sembra che sia pronta per partire!

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Tengo le mani in tasca. Non si fa, so anche questo, ma devo ammettere che nel mentre ero in piedi mi è preso un dolore fortissimo, come un tiranervi al braccio e l’unica posizione possibile prima di cedere al grido era di mettere la mano in tasca così da riposare la spalla.
Tutte scuse? Forse, un po’ no, ma le mani in tasca non mi sono proprio piaciute.E chissà cosa ha pensato la gente.

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Come ci proponiamo agli altri è molto importante, perché è vero che siamo noi, ma è anche vero che chi non ci conosce e non ha modo di farlo, può apprendere solo dagli attimi in cui vede. E rendere il nostro meglio è forse il modo per arrivare non solo ai pensieri ma anche al cuore delle persone.

Così, anche con un sorriso semplice e naturale. Guido Alimento e io.

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E voi vi guardate mai da fuori? 

Ps: ieri sera ho scritto due righe di pensieri che avrebbero potuto diventare un post e, invece di finire in bozze, li ho pubblicati. Chiedo scusa per chi ha creduto che fosse un post vero e grazie per i like -8- credo solo sulla fiducia 🙂

Il Mio Giappone, una selezione di opere Kintsugi affiancano le fotografie di Guido Alimento

Lo spazio MADE4ART di Milano è lieto di presentare Il mio Giappone, personale dell’artista fotografo di origine marchigiana Guido Alimento (Macerata, 1950) a cura di Elena Amodeo e Vittorio Schieroni. In mostra una selezione di fotografie realizzate da Guido Alimento durante i suoi numerosi viaggi nel Paese del Sol Levante, molte delle quali scattate nell’ottobre del 2017 a Kyoto e nei suoi dintorni.

Il Giappone, terra di grande suggestione e fascino, e la cultura nipponica hanno da sempre avuto grande influenza sulla sensibilità e la produzione fotografica di Alimento, caratterizzata da una netta predilezione nei confronti dei soggetti naturali, una profonda attenzione per i dettagli e da una tendenza verso l’astrazione.
Giardini, fiori, templi, ma anche eleganti figure femminili in abiti tradizionali: il Giappone di Guido Alimento è un luogo della mente e del cuore, dove
particolari di elementi naturali, strutture architettoniche e una presenza umana discreta e mai invasiva raccontano tante
storie diverse, catturate e restituite dallo sguardo e dall’obiettivo del fotografo.

Accanto alle fotografie di Guido Alimento, verrà presentata una selezione di opere in ceramica realizzate con la tecnica tradizionale Kintsugi da Chiara Lorenzetti; l’artista rompe intenzionalmente piccole ceramiche, ne immagina fratture e imperfezioni, per poi donare alle opere nuova forma e unicità tramite la perfezione dell’oro.

La mostra Il mio Giappone, realizzata con la collaborazione dell’Associazione Culturale Giappone in Italia (Via
Lamarmora 4, Milano), sarà aperta al pubblico dal 14 al 26 marzo 2018. . Media Partner della mostra Gaiaitalia.com

Con il patrocino del Consolato Giapponese in Italia

Notizie su Guido Alimento 
Galleria d’Arte Made4Art 
Associazione Giappone in Italia