La presenza dell’esserci

castell_arquato-francesco_chiara

Si snocciola in tasca il tempo trascorso insieme, dispiegato sul tavolo del bar, tra le tazzine del caffè bevuto in fretta, ingoiato insieme alle parole e agli occhi -fissi- su di te.

Sono stati giorni -lunghi- trascorsi dietro al vetro, senza mai perdersi uno sguardo, sfiorandosi solo la pelle, a volte nemmeno, un filo di respiro tra noi, solo un’intesa sollecita e pura, e cedimenti, paure, corse per sfuggirsi e ritrovarsi, un unico punto fermo, noi.
Sono stati giorni nei quali abbiamo dubitato di quello che avevamo scritto/detto/fatto/visto/sentito, in nome di falsi miti, fenici bruciate e mai risorte, un utero in affitto abortito, una bava di lumaca infettiva, dove passava lasciava arso e brullo. Abbiamo dubitato, corso il rischio di finire, di spegnerci, di non esistere e forse, di non essere mai esistiti.

Sono stati giorni pesanti. Succede che li ripensiamo, più tu che io, che sai bene, la mia memoria dovrebbe essere lunga -sono una donna si dice- ma non lo è, o forse ero morta quando ci siamo fatti a pezzi, non li voglio ricordare più, sono stati giorni bui, ora non più.

Guardo questo muro. Siamo in un bel borgo, ci sono muri ben conservati, case, mattoni, piccole vie pulite e linde. C’è gente che cammina, parla, gente che sorride, potrebbe essere la nostra casa, siamo fatti così, accogliamo, ci apriamo agli altri, siamo il filo da cui tutto si dispiega, siamo un unico sorriso e due vite.
Guardo questo muro. C’è una pianta, forse è glicine, ma è presto, siamo ancora in inverno, non ci sono le gemme ma si vede che la pianta è viva. Resta lì, appoggiata al muro, lui la sorregge, lei lo decora.
Sembriamo noi due, la nostra casa è muro, tu la forza, io la linfa, tu il sostengo, io il decoro.

Guardo questo muro. E poi guardo te, che mi sei accanto e parli e penso che, alle volte, casa è dove sei con me.

Annunci

la casa di mattoni

-A cosa ti è servito gridare ‘al lupo, al lupo!’ se poi non hai costruito una casa di mattoni ma una di paglia e vento?
Il futuro si costruisce dal presente e con i fatti, non con le parole.-

disse voltando il capo indietro solo per l’attimo di uno sguardo.
Poi fu di nuovo mattina e poi sera.

La polvere di me

La scia dorata dei miei pensieri poggia delicata sul dorso ingiallito dei libri, sui ripiani colmi di cianfrusaglie, la scatola che non si butta, la cartolina, il francobollo usato, uno da leccare, le monete che forano le tasche, i pezzi rotti di un’esistenza, quelli di un piatto, la colla. Il refolo della passione scombina i piani, rivolta il leggero fiato del caffè, la tazzina bianca, deposita sul fondo ciò che di me tieni, ciò che ti do, ciò che prendi e non rendi, perché così si fa.

La polvere di me è in ogni cosa, intrisa, imbevuto l’odore, la patina antica di quello che puoi chiamare amore, se vuoi, o chiamarlo come preferisci, resta.
Resta indelebile presenza che tu credi assenza.

Casa bottega: è la scelta giusta?

Il mio contributo sul blog della Rete al Femminile di Biella (clicca per accedere al link Fb), una realtà di donne imprenditrici, freelancer, artigiane, in continua crescita.

Condividiamo le nostre esperienze, le nostre storie, facciamo formazione. Tutto questo nel vero senso dello stare insieme.

Oggi scrivo di casa-bottega, avendo appena affrontato, dopo mille indecisioni, il trasferimento presso la mia abitazione, del laboratorio di restauro Chiarartè ( clicca per il sito).
Chi di voi lavora a casa? Come si trova? Consigli, suggerimenti, fallimenti, vittorie?
Qui il link del post, vi invito a leggerlo e a darmi i vostri riscontri.

http://www.retealfemminilebiella.com/casa-bottega-scelta-giusta/

Chiara

 

Dove?

                                                                   

 Dove vanno i sognatori quando terminano di sognare?
E i sogni? E l’amore? Dove va l’amore?