Scrivere ai tempi di Facebook

Il rutilante mondo della scrittura ai tempi di Facebook e delle mille e mille -presunte-case editrici che pubblicano mille e mille libri di -presunti- scrittori.

Una chiara visione di Giulio Mozzi, nel blog Vibrisse,bollettino, qualche consiglio e una manciata di errori da non compiere per non farsi cancellare dopo il tempo di un clic.

https://vibrisse.wordpress.com/2016/01/26/dieci-consigli-agli-esordienti-circa-il-corretto-uso-di-facebook/

Chiara

Libri distillati di Centauria: se l’uomo è un non lettore, tale resta

Inizio il 2016 con una notizia sulla scrittura: pare che ci sia gara per dimostrare sempre più il declino della cultura, l’allontanamento dalla bellezza e  dalla ricchezza.

Centauria, casa editrice che fa parte del gruppo Rcs, ha deciso di rendere leggibili da chiunque i grandi classici, distillandone, sì distillandone (cosa significhi poi di un libro lo sanno solo loro) le pagine mantenendo inalterato il senso. Ovvero, Stieg Larsson “Uomini che odiano le donne” passa da 688 pagine a 240 e Margaret Mazzantini “Venuto al mondo” da 540 pagine a 200.
Questa operazione commerciale dovrebbe, a dire della casa editrice, svegliare i pigri di lettura, invogliandoli a leggere i classici ( ma i primi due titoli proposti sono classici?) nella versione ridotta.

Ora, il fatto stesso che uno sia pigro di lettura dovrebbe essere indice che se non legge 688 pagine meno che mai ne leggerà 240: chi non legge, non legge, punto. Ma nella benaugurata ipotesi del suo rinsavimento, meglio è che legga TUTTO il libro, con le sue sfumature, la ricchezza dei vocaboli, la narrazione completa e non un taglio e una sforbiciata violenta e dissacrante.
Con quale criterio avranno distillato? Lo avrà fatto lo stesso autore? Perché se no ditemi i nomi altisonanti di letterati che abitano questa casa editrice così abili da distillare un libro rendendolo appetibile e leggibile!

12391226_1009403155790101_3782054736942394396_n

Dicono dalla casa editrice Centuaria che i distillati “vanno al cuore del romanzo”, “best seller da leggere nel tempo di un film”; come dico sempre va bene tutto, c’è posto per tutti, avanti, ma nel campo dell’editoria  si sta assistendo ad un impoverimento di contenuti, -tutti sanno fare gli scrittori, tutti i critici, tutti gli editori-.

Siamo nell’epoca della sintesi, del tutto subito, dello “spoiler, della fretta, dell’usa e getta. Tutto deve essere bruciato subito, consumato, mangiato, divorato senza assaporarne i piccoli tocchi. Se è così che si deve vivere, che si viva.

Lasciateci almeno i libri e la loro lentezza. Lasciate a noi lettori decidere se vogliamo leggere o no un certo scrittore, scoprendo dettagli e sfumature. Io, di qualcuno che mi distilli un libro non ne ho proprio bisogno.
Un libro è come un notte d’amore, da assaporare centimetro per centimetro sulla pelle. Lentamente, in profondità. Fino all’essenza.

Chiara

Link utili
La pagina Facebook di Libri Distillati https://www.facebook.com/LibriDistillati
Il sito della casa editrice Centauria http://www.centauria.it/

Fatevi un giro nel web e troverete i commenti dei lettori.

 

Gli scrittori leggono?

Di ritorno dalla presentazione dei 5 finalisti del Premio Biella Letteratura e Industria, giunto alla 14° edizione, vi porto una considerazione e vi lascio una domanda.
I 5 finalisti,

Ennio CapasaUn mondo nuovo, Bompiani.

Giorgio DirittiNoi due, Rizzoli.

Nicola LagioiaLa ferocia, Giulio Einaudi editore.

Michele MarzianiUmberto Dei. Biografia non autorizzata di una bicicletta, Ediciclo.

Alessandro PerissinottoCoordinate d’Oriente, Piemme

raccontano a Pier Francesco Gasparetto la loro vita, la storia nascosta nel libro, le vicende che li hanno portati a scrivere, piccoli aneddoti, considerazioni.
A  due di loro viene posta la domanda: “Lei legge? Che libri legge?”
Entrambi gli scrittori rispondono: “Eh, leggo poco, sa, ho poco tempo.”
Degli altri tre non sappiamo, ma sorge spontanea una domanda: “Ma se lei scrittore non legge, perché dovrei io lettore leggerla? Crede di essere così indaffarato, più di me, da non avere il tempo che invece io, a suo vedere, dovrei avere, per poterla leggere?”

Paradossi del mondo dell’editoria…se non danno il buon esempio gli scrittori…

Chiara 

I poeti sono vivi

Amo la poesia fin dalla notte dei tempi.
Devo agli insegnamenti della mia professoressa del Liceo l’amore appassionato per la lettura, ma fin da piccola, imparando a memoria “Le Corbeau et le Renard” di Jean Le Fontaine, accolsi in me il succo eterno della poesia.
E fu così forte che mi misi a scriverne, rapita in un sogno eccelso, imbrigliando i miei pensieri nello spazio delle emozioni.
Ne inviai anche ad una casa editrice, nel lontano 1987, che mi rispose benignamente, esortandomi a proseguire, ma mettendo il dito sul mio principale difetto di scrittura: la mancanza di sintesi.

dicembre

D’altronde, uno dei testi che all’epoca amavo leggere era “La Signorina Felicita, ovvero la Felicità” di Guido Gozzanoche di sintesi ne conosce ben poca.

La poesia ha percorso ogni passo della mia vita e ne ho sempre ricercato bellezza e cura. La poesia è un rifugio, una barca per navigare, le ali per disperdermi nel vento; un abbraccio, un risveglio. La poesia è un oasi di pace.

Leggo spesso la poesia, la bramo, ne traggo succo e delizia.
Mi piace averne libri, ma apprezzo anche il web e le sue mille declinazioni. Sono moltissimi ormai i luoghi virtuali dove attingerne e scegliere ciò che si aggrada, distogliendo lo sguardo da ciò che non ci piace (è molto semplice: amare solo ciò che ci fa stare bene).
Io oggi vorrei citarvi ad esempio il blog “I poeti sono vivi ( qui il blog) , che mi piace sia per il senso di leggere poeti viventi e per il fatto di leggere una poesia al giorno in classe.
Un segno tangibile che l’arte non muore e che se sappiamo lasciarla fluire dentro di noi, senza giudizi e critiche, senza cercarne il senso profondo, solo vivendola, di certo saremo persone migliori.

St. Simon de Pieter Paul Rubens Prado

St. Simon de Pieter Paul Rubens Prado

Chiara