Escher e il Gran Tour in Calabria

“Il Grand Tour era un lungo viaggio nell’Europa continentale effettuato dai ricchi giovani dell’aristocrazia europea a partire dal XVII secolo e destinato a perfezionare il loro sapere con partenza e arrivo in una medesima città. Questo viaggio poteva durare da pochi mesi fino a svariati anni. Lo svolgersi del viaggio e la comune meta e destinazione finale era l’Italia.” (da Wikipedia) 

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Pentedattilo, Maurits Cornelis Escher

Non solo giovani aristocratici, ma anche pittori, scultori, poeti si sono avventurati in Italia per godere delle sue bellezze, della cultura e del tempo sempre mite partendo dalla Toscana giù fino in Sicilia.
I suggestivi piccoli borghi meridionali, degradanti fino al mare, le vestigia di un passato importante, una cultura sottesa in ogni verso e muro, nascosta tra i reperti archeologici e nello scintillio del mare; tutto concorreva ad alimentare la creatività e l’ispirazione. Molti non sono più tornati in patria, eleggendo il sud Italia come nuova patria.

Anche Maurits Cornelis Escher, (Leeuwarden, 17 giugno 1898 – Laren, 27 marzo 1972), incisore e grafico olandese, non resta immune al fascino del Gran Tour e in compagnia degli artisti svizzeri Giuseppe Haas Triverio e Robert Schiess e lo storico Jean Rousset, munito di cinepresa e intenzionato a svolgere ricerche antropologiche, si dirige in Italia.
La Calabria è una delle fonti di suo maggiore interesse, Rossano Calabro, Pizzo, Scilla, Pentedattilo, Stilo, piccoli borghi silenziosi, tra natura e arte, il mare in lontananza. Escher scolpisce su legno i suoi disegni e ne utilizza le tavole per stupende xilografie, dettagliate nei minimi particolari: dove scolpito la stampa bianca, dove in rilievo il nero dell’inchiostro.

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“Escher arrivò a Pizzo Calabro, nel Golfo di Sant’Eufemia, con una nave partita da Napoli ed errò per quasi un mese in Calabria. Da Pizzo Escher proseguì il suo viaggio verso sud in treno e, costeggiando il Mar Tirreno, visitò le cittadine di Tropea, Nicotera, Palmi, Scilla e Melito Porto Salvo. Da questa località Escher e i suoi amici furono costretti a proseguire il percorso con un mulo, grazie al quale poterono raggiungere alcuni paesi ai piedi dell’Aspromonte tra cui Palizzi e Pentedattilo. Quest’ultimo è un affascinante e suggestivo paese che nasce nel cuore di una roccia: abbandonato negli anni Ottanta, è oggi uno dei più incantevoli “borghi fantasma” della Calabria. Tale è la sua bellezza che Escher realizzò numerosi disegni panoramici di Pentedattilo dai quali creò ben quattro incisioni. Il viaggio in Calabria proseguì verso nord e i quattro amici visitarono Gerace, Stilo, Santa Severina, Cariati, Rossano, Morano e Rocca Imperiale.
Dell’indimenticabile esperienza l’artista rese testimonianza in un articolo pubblicato sul De Goene Amsterdammer del 23 aprile 1932: “gli sconosciuti paesini del desolato entroterra calabro sono collegati alla ferrovia che corre lungo la costa solo attraverso una mulattiera. Chi vuole recarvisi deve andarci a piedi, se non ha a disposizione un mulo”. Alle impressioni di viaggio, unì il ricordo dei pasti frugali a base di miele, formaggio, pane duro ammollato nel latte di capra. Era la primavera del 1930.” (da salinejoniche.it) 

Per chi volesse saperne di più, il sito ufficiale di Escher http://www.mcescher.com/
L
e sue opere sono in mostra a Milano, Palazzo Reale fino al 22 gennaio, una bella mostra, suggestiva, ricca e molto ben curata. http://www.mostraescher.it/

Escher, mostra Palazzo Reale.

Escher, mostra Palazzo Reale, fotografia personale.

 

#innamoratadellacalabria

Quest’estate sono stata in vacanza in Calabria, una terra che amo molto, forse perché in parte mi riconosco.
La Calabria è una terra aspra, dura, a tratti ostile; le montagne sono irte, i boschi fitti, nidi di ladri e di piromani, culla di poesia e arte. Il mare la costeggia, accarezzandola dolcemente, a volte, sferzandola con violenza altre. Ovunque si guardi si vede la natura sporgersi sulle case, impossessarsi delle radici, in un continuo ritorno al passato, spinti verso il presente.
I paesi sono sperduti, solitari, abbandonati, spesso, ma anche vissuti profondamente da quell’emigrare e tornare, ogni anno, un orologio che non si spegne, la terra che chiama i suoi figli a raccolta, il sangue che pulsa forte solo quando ricongiunto.
La fede è viva, la fede è potente, scalza, è passione mai doma, è il lento cantilenare delle processioni, le statue ricamate, il mare che non perdona, i figli che non tornano più, le madri chine nella preghiera.

La Calabria è una terra che amo, così come la terra dove vivo, il Biellese. Per omaggiare la mia provincia lo scorso anno ho partecipato a #innamoratidelbiellese, una settimana personale di scatti fotografici di dettagli e panorami. (qui il link del progetto) 

Quest’anno ho rivolto il mio cuore alla Calabria, con alcuni scatti che la raccontano da par mio, con i miei occhi, le cose che vedo e sento quando la sfioro, quando mi accompagna nei miei giorni, quando mi resta vicino accanto al mio sonno: #innamoratadellacalabria.

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Lontani vicini

Ci sono tratti di noi che sono indistinguibili e uno tra tutti è che siamo esseri umani.
Esseri umani da nord a sud, accomunati spesso dalle stesse paure, gioie, ansie, dolori.

Giuseppe Pidello e Maurizio Pellegrini hanno realizzato nel 2009 il video “Lontani vicini” da un’idea di Alberto Zola. Il video, promosso e finanziato dalla città di Biella e prodotto dall’Ecomuseo ValleElvoSerra e VideoAstolfosullaluna, racconta la storia di due paesi, Netro e Riace, il primo in Piemonte, nel biellese e il secondo in Calabria, nella Locride.
Due paesi che si stanno spopolando lentamente, i suoi abitanti spinti ad emigrare per mancanza di lavoro, le case abitate solo da anziani, che vivono di ricordi.

Calabria e Piemonte, Reggio e Biella: abito a Biella e qui sono nata e conosco bene le vie di Netro. La vita poi mi ha portato da qualche anno a frequentare anche la Calabria, non solo i luoghi ma anche e soprattutto le persone. E ritrovo i dialetti, gli scenari, rivivo sentimenti e affetti profondi che si sono costruiti.

Oggi il sindaco di Riace, Domenico Lucano, è stato inserito nella lista dei 50 uomini più influenti al mondo; in “Lontani vicini”racconta di come ha aperto le porte delle case disabitate ai migranti, soprattutto pakistani facendo tornare a vivere il paese, nell’integrazione che diventa normalità.
Voglio quindi invitarvi a vedere il video “Lontani vicini” notando i due luoghi, Netro e Riace che paiono così lontani, ma che sono così vicini.

“Riace, paese della Locride, in Calabria, e Netro, paese del Biellese, in Piemonte: due terre lontane nei luoghi ma vicine nel vissuto degli abitanti, dove il passato di chi è rimasto incontra il futuro di chi è partito.
Un incontro dal quale può nascere una nuova storia.

Questo film nasce nell’ambito del progetto “Montagne di Pace – Luoghi simbolici di una natura che non si rassegna alla guerra”, avviato nel 2004 e coordinato dalla Città di Trento.
L’invito, rivolto principalmente alle città della “Comunità di lavoro Città delle Alpi”, era quello di stabilire rapporti con luoghi tragicamente toccati dalle guerre e dalla violenza nelle sue diverse forme, allo scopo di sviluppare relazioni di scambio e di conoscenza durevoli quali occasioni di crescita reciproca.
I comuni di Biella e di Riace hanno interpretato il tema del progetto attraverso un documentario che restituisce voce agli abitanti, nella consapevolezza che la parola
delle genti non possa essere altro che parola di pace.”

Chiara 

Bocs art, residenze artistiche, Cosenza: premio SMAU Napoli 2015

“Chiara, ti rendi conto? Non siamo nel Village di New York. Non siamo a Berlino, Amsterdam, quei posti li’. Siamo a Cosenza! Perché non c’è scritto sulle prime pagine di tutti i quotidiani? Perché si parla solo di ‘ndrangheta e della Salerno – Reggio che non finirà mai, quando in realtà l’ho fatta l’altro ieri fino a Reggio ed e’ l’autostrada più moderna d’Italia?” 

Bocs Art nasce nel luglio 2015 da un’idea di Alberto Dambruoso, direttore artistico del progetto, sostenuto dal Comune e dalla Provincia di Cosenza, sul lungofiume Dante Alighieri.
Si tratta della costruzione di unità abitative ed espositive realizzate in maniera ecosostenibile, inserite nel più ampio progetto “Res Novae” rivolto alle energie rinnovabili; tali unità, The Bocs, dal 4 Luglio, per turni di due settimane, ospitano artisti che lavorano a stretto contatto con la popolazione, con workshop, installazioni, esposizioni, in un filo diretto e continuo tra arte e comunicazione, in un rapporto solidale di dare e avere, dove gli artisti usufruiscono degli spazi gratuitamente a fronte della realizzazioni di opere d’arte donate al comune.

Il progetto è inserito in un contesto di più ampio respiro, I martedì critici, un’idea di Alberto Dambruoso, volta a portare l’arte contemporanea nelle strade, nelle piazze, tra la gente, eliminando i muri dei musei, portando gli artisti tra le persone e le persone tra gli artisti e, nel contempo, a colmare vuoti istituzionali comuni purtroppo a tutta l’italia in campo artistico.

La città di Cosenza, con il progetto Bocs Art, ha ricevuto il prestigioso premio Smau Napoli 2015, nella sezione “Communities”, dedicata alle città più innovative d’Italia.

 

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Ringrazio il mio caro amico Marco che ama la Calabria e i calabresi quanto me, per la notizia e le foto, confidando di poterci andare presto.

Link utili
Pagina Facebook The BoCs Live https://www.facebook.com/The-BoCs-Live-911458075596750/timeline
Air, The Network of Residences https://www.thatscontemporary.com/artinresidence/places/residenza-artistica-cosenza-2015/9387/
I Martedì Critici il sitohttp://imartedicritici.com/
Il sito della città di Cosenza e il premio SMAU Napoli 2015http://www.comune.cosenza.it/index.php?id_oggetto=10&id_cat=0&id_doc=15872

Chiara 

Quando avrò sistemato le cose

Quando avrò sistemato le cose, il tempo finito, il nuovo da vivere, le porte chiuse, la parole da rinnovare, i libri da leggere,
mi trasferirò in Calabria.

Ho più amici lì che qui; è una terra dura che mi affascina, la sua cultura sgorga dalla radice e ho voglia di studiarla ed impararla. Il mare e la montagna racchiusi, lo sguardo fiero della gente, i calli sulle mani, il fazzoletto nero in testa, i riti antichi, l’ndrangheta e i figli, che crescono puliti. La musica, l’olio, il vino, la carta dei libri, Federico II di Svevia, la chiesa ortodossa, l’emigrazione, la terra secca, le arance mature, la conserva di pomodoro, la piazza. I castelli, le chiese di fede, i boschi inesplorati. Le corse e i silenzi. L’omertà. La fedeltà, l’amicizia. La famiglia.

foto Nicodemo Misiti

foto Nicodemo Misiti

Scegliere un solo scorcio di Calabria è un sacrilegio che non mi sento di affrontare, quindi rimando il mio futuro e la mia scelta tra le immagini meravigliose di Calabria di Nicodemo Misiti e il suo blog Calabria foto (qui il link) .

E voi, avete un luogo dove riporre la vostra vita futura? O siete già lì?

Chiara 

Un pensiero bambino.

Foto Michele Galluccio

Foto Michele Galluccio – IRIDE Soluzioni Multimediali

 

E mi innamoro di te ogni volta che ridi, quando accarezzi i miei capelli, stanco, e ripieghi su di me i tuoi giorni, le afflizioni, il tempo perso, quello dedicato e il tempo che passi con me, tra le lenzuola infiammate d’amore, il caffè riscaldato, le mani appassite, il cuore che batte, tu.
E si rinnova ogni giorno il pensiero, piccolo, breve, bambino, di quel per sempre che non tace, seppure nascosto tra le tue mani, amore, e aspetto, al sorgere del sole, il tuo ritorno, il mio incontro, tu.

Chiara

L’amore come lo sento io

L’amore non è già fatto. Si fa.
Non è un vestito già confezionato,
ma stoffa da tagliare, cucire.
Non è un appartamento “chiavi in mano”,
ma una casa da concepire, costruire,
conservare e spesso riparare.
Non è vetta conquistata, ma partenza dalla valle,
scalate appassionanti,
cadute dolorose nel freddo della notte
o nel calore del sole che scoppia.
Non è solido ancoraggio nel porto della felicità
ma è un levar l’ancora, è un viaggio in pieno mare,
sotto la brezza o la tempesta.
Non è un “si” trionfale,
enorme punto fermo che si segna fra le musiche,
i sorrisi e gli applausi, ma è una moltitudine di “si”
che punteggiano la vita,
fra una moltitudine di “no”
che si cancellano strada facendo.
Non è l’apparizione improvvisa di una nuova vita,
perfetta fin dalla nascita,
ma sgorgare di sorgente
e lungo tragitto di fiume dai molteplici meandri,
qualche volta in secca, altre volte traboccante,
ma sempre in cammino verso il mare infinito.

Michel Quoist

La mia amica Guendalina, curatrice della pagina Facebook Il cenacolo intellettuale, (qui il link accessibile anche a chi non ha un profilo facebook) è persona di rara intelligenza e sensibilità. La sua pagina raccoglie citazioni e poesie che spaziano per epoca, interesse e autore: una vera manna per chi ama la bella scrittura.
Questa sera ho scovato un autore che non conoscevo, Michel Quoist. Ciò che scrive sull’amore è l’amore come lo sento io, uno “sgorgare di sorgente”.
Quando sento parlare così d’amore, mi riconcilio con la vita.

Chiara

Trovate Guendalina e Il cenacolo Intellettuale anche su blogspot ( qui il link)