Casa bottega: è la scelta giusta?

Il mio contributo sul blog della Rete al Femminile di Biella (clicca per accedere al link Fb), una realtà di donne imprenditrici, freelancer, artigiane, in continua crescita.

Condividiamo le nostre esperienze, le nostre storie, facciamo formazione. Tutto questo nel vero senso dello stare insieme.

Oggi scrivo di casa-bottega, avendo appena affrontato, dopo mille indecisioni, il trasferimento presso la mia abitazione, del laboratorio di restauro Chiarartè ( clicca per il sito).
Chi di voi lavora a casa? Come si trova? Consigli, suggerimenti, fallimenti, vittorie?
Qui il link del post, vi invito a leggerlo e a darmi i vostri riscontri.

http://www.retealfemminilebiella.com/casa-bottega-scelta-giusta/

Chiara

 

La felicità è un fatto intimo #4

La vita è il cammino, ci si imbatte in mille sentimenti che caratterizzano momenti, relazioni, intenzioni.
Ognuno di noi vive secondo il suo credo, le proprie regole, ciò che ha imparato (non si impara mai dai propri errori, si sa) e si racconta.
Ho notato che è molto più semplice e comune raccontare del dolore, della rabbia, del tormento, dell’odio, piuttosto che della felicità; anzi, della felicità non ne parla mai nessuno. Intendo della propria.
Siamo circondati da invettive, da razzismo, insulti, rabbie scatenate contro gli indifesi, gli umili, in un continuo di violenze. Sentiamo troppo spesso risposta alla domanda “Come stai?” “Sapessi” e da lì un binario di disgrazie.

Mai sentiamo parlare di felicità.
E questo perché la felicità è un fatto intimo, la si preferisce tenere per sé, in segreto, quasi fosse una colpa provarla. La felicità porta invidia là dove dovrebbe contagiare amore.

Il mio percorso breve sulla felicità di questi giorni è nato su ispirazione di un blogger che seguo con interesse e affetto, Kalosf (qui il suo blog e il suo ultimo post con una foto strepitosa, vi invito a visitarlo, non ve ne pentirete): Kalosf narra storie con le sue fotografie, tenendo con il fiato sospeso i suoi lettori, in attesa di un finale che non arriva, accesa la curiosità.
Ho cercato di tracciare alcuni momenti di felicità nell’attimo esatto in cui la provavo, tentando di condividerla attraverso le immagini e le parole.

La felicità è nelle cose che vedo, passa dentro agli occhi, arriva nel cuore, nell’anima, tra le mie dita; la felicità c’è e non occorre provarla sempre, ma tenere con sé la consapevolezza della sua esistenza, non lasciarla mai spegnere, per ritrovarla nel suo lumicino quando tutto sembra spento intorno.
La felicità riaccende, contagia, ispira, dilaga, un guizzo, di giorno, la notte, nei pensieri, nelle cose.
La felicità nasce dentro di noi.

La felicità è un fatto intimo.

Chiara 

La licenza poetica

Ho chiesto ad un amico esperto in scrittura di rivedere un mio testo. È un testo che voglio sia il più possibile corretto, senza errori grammaticali, di sintassi e refusi.
Il risultato è stato che, pur avendo io riletto il testo mille volte, lui ha riscontrato comunque diversi errori. Fortunatamente non errori da matita rossa, ma errori comunque: punteggiatura in eccesso, sbagliata o mancante, alcuni refusi.
Ad esempio, ho imparato che la E verbo maiuscola non si scrive come avevo sempre fatto E’ ma È.
So che probabilmente tutti voi conoscete le regole, ma per me è stata una vera scoperta trovare nel mio pc la mappa dei caratteri

mappa caratteri

o anche trovare nel web piccoli escamotage per scrivere corretto: nella fattispecie della È si usa il tasto ALT 0200 (del tastierino laterale).

Tralasciando le mie scoperte da neofita della scrittura, mi domando quale tipologia di testo debba essere corretto e quale no. Perché, se esistono delle regole, è corretto, anzi richiesto, che alcuni testi le rispettino e per altri invece si accetta la regola della licenza poetica?

Licenza poetica: col termine licenza poetica si intende un errore voluto da parte del poeta, funzionale a rendere il suo componimento più incisivo. L’errore può essere fattuale, grammaticale oppure metrico. (Fonte wikipedia)
Quindi il poeta, o anche lo scrittore (cito ad esempio Baricco e la sua scrittura creativa), pur conoscendo alla perfezione grammatica, metrica e sintassi, volutamente la altera per dare corpo e armonia al suo testo.

Licenza poetica: il più grande vantaggio della licenza poetica nella lingua italiana è che si può facilmente prendere un 10 a ogni compito di italiano, in qualsiasi liceo di qualsiasi luogo (sei un poeta, puoi scrivere quello che cazzo vuoi, tanto va bene comunque). (Fonte nonciclopedia)

mmm, interessante visione…poetica 🙂

Chiara 

Bambini

bambini

I bambini, la speranza.

Chiara

Viaggia e Scopri – The Gira

Uno dei sogni che abita la mente di ogni uomo è viaggiare.
Il viaggio ci porta fuori dal quotidiano, in mondi nuovi, sconosciuti e vari. E’ un viaggio lo stesso vivere, lo è il sognare la notte ad occhi chiusi e in pregiati momenti ad occhi aperti; è un viaggio la velocità del volare con un aereo e la leggerezza di un parapendio; la linearità di un treno e il contorto svolgersi di strade di montagna in auto; è un viaggio il lento camminare sui ciottoli dei sentieri e la falcata lunga del braccio nel mare; lo sfogliare di un libro o il sonno della meditazione.

Siamo nati per viaggiare, per conoscere, quale che sia il nostro destino.

Certo è insolito il viaggiare di Gian Luca Sgaggero che da domani compirà il tragitto #Greatcomeback – Catania-Milano, più di 1400km a bordo di un Ape Calessino.the gira

L’avventura è assicurata. Un equipaggio di tre persone, la sicurezza di non superare 50km, il pernottamento negli agriturismi che popolano la nostra terra e lo scorrere di meravigliosi scenari che solo l’Italia può regalare.

Il viaggio è organizzato da THE GIRA (qui il link); Gian Luca è un mio amico, travel blogger di professione. Il suo sito VIAGGIA E SCOPRI (qui il link) è un’occasione per conoscere l’Italia e il mondo attraverso gli occhi dei travel blogger, un altro modo di stimolare la curiosità, di scovare piccoli dettagli.

Partenza: 26 Agosto da Catania. Arrivo a Milano.

Possiamo seguire la sua avventura attraverso questi link
Pagina Facebook di Gian Luca Sgaggero qui
Profilo Instagram di Viaggia e Scopri qui
Profilo Twitter di Viaggia e Scopri qui
Pagina Facebook di The Gira qui

Chiara 

A volte

A volte pensi che sia inutile raccontarsi se c’è chi non ti ascolta.
A volte pensi che sia inutile essere limpidi se c’è chi ti intorbidisce.
A volte pensi che sia inutile dire quello che pensi se c’è chi volutamente lo travisa.
A volte pensi che sia inutile scrivere nel blog se c’è chi arriva con questo termine di ricerca.blog

Almeno avessi messo una foto, qualcosa, ma nulla; questi followers vanno di fervida fantasia! 🙂

Chiara 

E’ solo fortuna?

Coincidenza, casualità, mero incontro, fato, destino, chiamata?
Come lo chiami tu quel tempo in cui i pianeti si allineano, le rette combaciano, i nodi si sciolgono, le parti si incastrano, i tempi si realizzano?
Io non so dire; so che quando accade, quando sono attenta, lo sguardo celeste a coglierne il senso, sorrido. O mi arrabbio anche, quando ciò che accade è di malumore, una telefonata nell’unico tempo silenzioso, la fila quando si ha fretta, il campanello rotto, le parole mancate, l’autobus appena partito.

Certo si può ridernele-coincidenze-non-esistono

o fare strane e illogiche supposizioni, di giri astrali e destini bruciati.solo-una-coincidenza-non-credo-proprio

O si può, come succede a me, restare a guardarle mentre accadono e restarne sorpresa.

Questa mattina, alle ore 8.00, sono passata con l’auto lungo una strada e ho visto una famiglia, madre, padre e figlia piccola, camminare. Non so perché li ho notati, un giro d’occhio. Stavano salendo la strada, tutti e tre per mano.
Dopo due ore sono ripassata per la stessa strada e li ho ritrovati, anche loro dall’altro lato, che scendevano, ancora  per mano.
Potreste obiettare che stazionano su quella strada, che passano la giornata attraversandola da un lato all’altro, che forse abitano lì, da un lato e dall’altro.

Io non so dire.

Forse c’è una porta, in ognuno di noi, da dove passare per vivere nuove vite ed è una porta sconosciuta e vera, nascosta e mai eguale. E sta a noi il desiderio e la passione di aprirne, ogni giorno, una nuova.

Chiara

ringrazio Topper Harley (qui il blog) per la condivisione della sua fotografia, così immaginifica.

L’ABC della felicità … di la tua!

margherita-e-prato

Ogni tanto succede di incontrare persone sensibili, che toccano le corde del proprio cuore; Carla di “La dimora del pensiero” è una di queste.
Passare dal suo blog rappresenta per me sedermi sull’erba, al riparo dal sole, e ascoltare una storia, raccontata con saggezza e dedizione. Non vi sono colpi di testa e nemmeno si deve temere invasione o violenza; certo non si troverà solo allegria, ma disincanto, sofferenza, delusioni, che la vita ci da.
Ciò che Carla racconta esce così lieve che viene da ascoltare in silenzio, a piedi nudi.

Accolgo quindi con piacere di essere stata da lei nominata per un bel gioco: l’ABC della felicità. 
Non facile, su questo convengo, non banale, soprattutto, ma necessario.
Nel delirio del quotidiano, la felicità pare un sogno per pochi, una bugia a mezzo dei denti, un mottetto per svitati; ma così non è. Occorre fare spazio dentro di sé, gettando i pesi che ci affollano, le ipocrisie, le ingiustizie, togliere la polvere degli attimi pesanti, rasserenare il capo, ed eccola, lei, la felicità, breve come un sorso d’acqua pura, appare.

E così, gioco con Carla e voi blogger, stilando l’ABC della Felicità.

Ama ciò che sei, amerai chi hai accanto a te, è la legge della natura: prima vieni tu.
Baratta i tuoi affanni con un soldino del dolore di un altro e vedrai che dividendolo, il peso è meno greve e scompare.
Corri, salta, divertiti, gioca, sii allegro, dimentica, fai le capovolte, sorprenditi, illumina il sorriso intorno a te.

Aggiungo, che nel gioco occorre giocare, una lettera, la P
Perdona

Grazie cara Carla.
Dimentico di nominare altri blogger, perché per essere felice, come dice la mia lettera C, basta Cambiare le carte in tavola.

Chiara

Introspezione da blogger

Capita a tutti di fare dei consuntivi di vita, valutare i traguardi raggiunti, i fallimenti, i cambiamenti in atto o avvenuti. Capita di voler capire se si è avanzati o retrocessi.
Di solito ci si ferma e si valutano, mettendoli sul tavolo, lati positivi e negativi di sé. O, per i più arditi, ci si confronta con gli amici.
Nei casi più difficili ci si rivolge ad uno specialista, uno psicologo, capace di vedere dentro di noi meglio di noi stessi.

E un blogger come fa? 
Un modo semplice è quello di rileggersi. Potrebbe essere un gioco cercare un post scritto anni prima nella stessa data odierna e comparare gli scritti attuali a quello precedente.

Oggi ho deciso di prendere un mio post del 14 giugno 2012
“Fede”  (qui il link per i più arditi) 

1) non ho trovato un post il 12 giugno; tre anni fa non scrivevo in maniera assidua, ma sporadica.
2) la scritta (poesia) tra parentesi nel titolo fa presupporre che non avessi capito ancora cosa fossero i tag e le categorie.
3) l’interlinea spaziata fa presupporre che non avevo capito che, almeno io faccio così, se non si clicca il tasto maiuscolo mentre si dà invio, questo accade.
4) i tag “nbsp” e “sii” fanno pensare che a) non avevo ancora saputo dell’esistenza della parola tag e b) le mie dita ogni tanto fanno quello che vogliono.
5) la mancanza di mi piace istruisce sul fatto che ero all’inizio del blog e nessuno mi conosceva (non che ora sia una vip)

Questo per quanto riguarda il blog e la tecnica: posso dire di essere cambiata in meglio nella gestione dello stesso, di aver imparato lo strumento e di aver acquisito sicurezza.
Per quanto riguarda me, la scritta poesia racconta che anni fa scrivevo poesie, mi piaceva farlo.
Oggi non ne scrivo più e quello che scrivevo non sono le poesie che mi piacciono ora. Quell’imperativo fa spavento, le frasi breve, mozzate, e quel a capo continuo, come se una poesia si determinasse dall’andare a capo!
Ecco, sono cambiata nello scrivere, non so se un’evoluzione o un’involuzione, diciamo un altro essere.
Nel vivere, invece, se penso che quello che ritrovo scritto è una parte di me, come tutto quello che scrivo, ecco, allora non sono cambiata e io sono me stessa, con la stessa forza, le stesse paure, il coraggio e la fatica.

Leggere un proprio post a distanza di anni è un semplice modo per vedere a che punto siamo della nostra vita, e, molte volte, per trovare sorprese inaspettate.
Basta essere pronti a confrontarci con noi ed essere leali con noi stessi.

Chiara 

600 followers, offro da bere?

600 Followers, 60.052  visualizzazioni totali, 3 anni dall’apertura del blog.
In meno di tre mesi siete passati da 500 a 600! (qui è quando raccontavo dei primi 500)

Sono solo numeri, lo so, ma infondono fiducia e piacevole benessere.
Dietro a quei numeri ci sono persone, pensieri, emozioni, vita e una parte di tutto questo, seppur piccola e sparuta, passa da qui, da Squarci di silenzio.
E se sono fiera lo devo a tutte quelle volte che siete passati di qua, un clic, una parola, un mi piace o anche solo una sguardo, non importa sia stato benigno o maligno, se ci si espone in pubblico si sa che tutto può accadere.
Basta essere pronti e mostrarsi per quello che si è.

Grazie.

Chiara 

Ps: mi sono fatta follower di me stessa per vedere come si sta a leggermi nella home di Wp: figata! 😉