C’è sempre qualcuno che

C’è sempre qualcuno che la sa meglio di te, la conosce prima di te, la conosce intera, intendo la verità.

C’è sempre qualcuno che ha le spalle più grandi delle tue, o più piccole, dipende da come ti esponi; che ha le caviglie più sottili, il seno più sodo, piccolo, tondo, la pancia senza cellulite, il trucco perfetto, c’è sempre qualcuno pronto per una sfilata, con l’abito di Fendi e le scarpe del supermercato, vestito meglio, con più accessori, più colori, più fiori, più righe e nastri.

C’è sempre qualcuno che sa scrivere meglio di te, sa declamare poesie meglio te, rifinire, lavorare, parlare in pubblico, in privato, che sa mangiare meglio di te, cucinare come un chef stellato, addobbare il tavolo, le sedie, il giardino, la camera da letto. C’è sempre qualcuno che ama meglio di te.

C’è e c’è sempre stato e sempre ci sarà, ma c’è anche il modo per non incaponirsi, sfuggirsi, invidiare, farsi la bile, il pancreas e il fegato amaro: c’è da guardare, alle volte imparare, altre dimenticare, altre ancora far finta di nulla.

E prima di tutto c’è da essere sé.

Mail, WhatsApp, Facebook, ecc..

Dove è meglio farsi trovare dai clienti? Sì, ho scritto clienti, non creditori, da loro meglio mai farsi trovare 🙂

Questa mattina ho pubblicato sul blog della Rete al Femminile di Biella, con il quale collaboro da anni, le mie considerazioni personali sui modi per farsi contattare dai clienti in maniera virtuale.
Vi avverto che amo le mail, detesto whatsApp, Facebook ma con moderazione, Linkedin spesso mi dimentico esista e Instagram: lo sapevate che ha una messaggeria? Io l’ho scoperto il giorno in cui ho ricevuto un messaggio e ci ho messo tipo mezzora a capire come rispondere.
Ma si sa, ho i miei 27 anni di attività e 50 di età e la dinamicità tende a infeltrirsi.

Qui trovate tutto il post, ben scritto e corretto , nel blog della Rete al Femminile Biella. 

E voi cosa fate? Amate i gruppi whatsapp o li considerate come me la luna nera?

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pS. Nel post della Rete parlo della mia intervista “La restauratrice Social”
Per chi volesse leggerla, qui il link 

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L’arte si conserva o si diffonde?

“Impara l’arte e mettila da parte”: qual è il vero significato di questa espressione?
“Impara l’arte e tienila segreta solo per te” o “impara l’arte e usala per nuovi lavori”?
Sono propensa a credere che sia il secondo il significato più valido e vero, o almeno quello che da sempre applico.
Gestisco dal 1991 un laboratorio di restauro, Chiarartè e ho sempre accolto le persone che volevano imparare, senza remore, senza segreti.
Ho due siti: uno dedicato ai restauri con schede tecniche dettagliate, materiali e procedimenti, Chiarartè 

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e uno dedicato all’arte Kintsugi, con approfondimenti e illustrazioni.

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Sono attualmente al terzo tirocinio per il progetto Botteghe Scuola della Regione Piemonte: tre giovani in laboratorio per 6 mesi apprendono i fondamenti del restauro.
Ho scritto il libro “Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro” e ora mi sono iscritta al corso di self publishing online di Davide Mana per potere poi rivedere il testo e pubblicarne altri tre, uno dedicato alla doratura, uno alla ceramica Lenci e uno sulla ceramica artistica di Ronco biellese.
E ho all’attivo e in preparazione diverse tipologie di workshop e corsi strutturati di tecnica Kintsugi, sia semplificata che originale.

Sono 26 anni di passione, studio, lavoro e mi viene spontaneo condividere e insegnare, senza segreti, quello che faccio. Mi è stato contestato che aprire così tanto il proprio laboratorio potrebbe compromettere le mie conoscenze; insegnare potrebbe far nascere nuovi talenti che potrebbero -rubarmi- il lavoro.

Io non lo penso, anzi, se qualcuno uscirà dai miei corsi, o dal tirocinio, o leggerà i libri e si innamorerà di quello che faccio tanto da decidersi a farlo anch’egli, sarò solo felice.
Per me l’arte è condivisione. L’arte di impara, sta poi al talento di ognuno farla diventare arte vera.

E voi cosa ne pensate? Meglio tenere segreto o diffondere?

Info utili
Sito Chiarartè 
Sito Kintsugi Chiarartè
Articolo del blog su Progetto Botteghe Scuola
Libro “Kintsugi, l’arte di riparare con l’oro” su Amazon
Corso di self publishing di Strategie Evolutive

 

Basterebbe un po’ di nulla

Vi invito a leggere una interessante riflessione sui nostri tempi scritta da Marina Petrillo nel blog Alaska: il titolo è “Il Grande Rancore” (qui il link diretto) .
È una visione lucida, mi ritrovo perfettamente nel fastidio e nella fatica di accettare un surplus inverosimile di notizie e informazioni: non riesco più a reggerne il carico perché tutte le notizie ormai portano con sé uno strascico lezzoso di odio e rabbia.

E pensare che basterebbe un po’ di nulla.

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Di progetti, lavoro. E di Kintsugi.

Conoscete tutti l’arte Kintsugi, vero? La mia arte Kintsugi, intendo.
Ve ne sto parlando da diversi anni, è diventato il mio cambiamento, il mio ponte per andare oltre, un nuovo stato lavorativo e di conseguenza, mentale.
Da restauratrice ad artista, da occidente a oriente, dalla capacità di saper mimetizzare un restauro alla capacità di metterlo in evidenza con la polvere d’oro.
Quanti, quanti passaggi, quanto lavoro, quante ore passate a progettare, tante! Ore trascorse a cercare il modo per raccontarmi.

Oggi ho scritto un post nel Blog della Rete al Femminile di Biella (un gran bel luogo dove c’è tanto da imparare e condividere) che parla del mio progetto Kintsugi, di come sto lavorando per farlo uscire dalle quattro pareti del mio laboratorio. E presto racconterò anche i risultati.

Qualche consiglio per presentare un progetto a nuovi clienti. (qui il link diretto) 

Avete altre idee anche voi su come catapultarsi nel magico mondo al di fuori di qui e raggiungere il cliente ideale? Ne ho sempre bisogno.

The Wind Rose, la donna di Matteo Stucchi

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The Wind Rose, la Rosa dei Venti, quattro punti cardinali.
Matteo Stucchi, giovane designer, ha osservato le donne del mondo, il loro incedere, lo stile e ha creato un’originale caratterizzazione legata ai quattro punti cardinali.
Ogni donna un colore, una forma, una tipologia che le caratterizza. Ogni donna una ceramica, forma d’arte creativa manuale, modellata a mano, dipinta, racchiusa del senso etnico di appartenenza.

West è la donna rigogliosa e lussureggiante dell’America, North è quella dal petto ampio e morbido che ricorda un triangolo rovesciato dalla femminilità forte e dalla bellezza algida bellezza, South è quella dai fianchi forti e generosi tipica del sud del mondo e delle sue donne, sensuale e passionale, East, infine, è quella asciutta quasi androgina che ricorda la bellezza asiatica.
Marie Claire Maison -23/01/2017

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Info utili
Pagina Facebook Matteo Stucchi

La rottura, il gesto artistico. Kintsugi Chiarartè.

La rottura. Il gesto artistico estremo.
La perfezione che si fa imperfetta.
Rompere non è un momento leggero. Occorre dosare la mano, avere la mente vuota e pronta ad accogliere la nuova forma che l’oggetto prenderà, i frammenti scomposti.
Nella mia mente disegno le linee di rottura, il colpo del martello non è casuale ma condotto e studiato.
L’approccio non è affrettato, la musica accompagna la mano che diventa il primo organo di senso: nasce tra me e la ceramica una sorta di empatia, tra la terra e il mio cuore, tra l’artista ceramista e il restauratore. Le linee diventeranno oro. L’imperfezione della rottura vivrà una nuova, unica, perfezione dorata.
kintsugi.chiaraarte.it