Accade che la vita si fermi

Ci si ferma spesso a pensare al futuro, tra i singulti e la fretta di un boccone al tavolo di un anonimo bar. La mente frulla di emozioni, macina dettagli, spazi, colori, ricordi, impasta l’ansia con la saliva, non tradisce il tempo e partorisce nuove idee. Il futuro attende. Il futuro genera.
E noi qui, pupazzi di ossa e nervi, alla deriva, programmiamo fiori sradicando radici. Per il futuro, volti avanti, chini su impropri lavori pesanti, inclinati dentro a letti insonni, appagati e stanchi. Il futuro chiama. Il futuro preme impaziente.
Nel mentre sorridiamo, incollati a spasmi felici d’amore, rotolati tra lenzuola colorate, immersi nella vastità dei cuori, emaniamo pace. Il futuro splende. Il futuro è la meta.

Accade che la vita si fermi. Accade che un sorriso svanisca, fiore reciso, luce-buio nell’istante, metamorfosi di dolore e, incapaci di attendere il rumore sordo del freno, anneghiamo nel nero oscuro. Il futuro si ferma. Il futuro, alla volte, muore.

“Bisognava nascere tutti matite”

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Ci spezziamo senza mai ricomporci, ogni volta a pezzi sempre più piccoli.
Sono i dolori, le pene, i desideri inattesi, le aspettative deluse, gli amore finiti, le delusioni, i tradimenti.
Ma ogni volta, sappiamo rinascere.
Ed è la forza dell’amore che ci salva.
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Chiara 

 

Tra due pareti di vita.

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Enchanted Doll Marina Bychkova

E’ un tempo, definito e chiuso, tra due pareti di vita.

E’ il tempo di un bacio aspettato, di te che non tornerai più, del tuo viso mite, la malinconia appoggiata agli occhi, il segno delle cicatrici profonde, al lato destro del cuore, giù, fin dentro ai polmoni.
E’ di un abbraccio, il tuo, il senso della mia vita, infanzia donata, maturità dispersa, senza il tuo sigillo di danza su di me. 
Te ne sei andata di Maggio, di fiori vestita, un bianco candore che resta scolpito nel legno, senz’altra parola che pace alla vita, rifugio di morte, ricompensa d’eternità.

E’ il tempo del giorno presente, di te che ti sporgi dal mondo, al culmine del precipizio e di grigio ti vesti d’anima, e fai prece ogni mattina di quel cambiamento che non viene, che aneli distratto dal tuo passato.
E’ di un abbraccio, il tuo, il senso della mia vita, adolescenza donata, maturità condivisa, il tuo affetto forte danza su di me.
Non te ne andare di Maggio, di nero vestito, che di candore non resta ma solo difetto, di chi la vita senz’altra parola getta e il tuo rifugio di morte sarà pena per l’eternità.

Tu, tra tutto ciò che fugge, resta.

Chiara

Senza appendici.

Siamo circondati da magnifiche invenzioni della mente, da persone pronte a costruire palazzi astrusi là dove c’è una semplice casa.
Le parole vengono stravolte secondo la propri visione, senza valutare che molto spesso, hanno un solo verso.

Semplicemente se fai un lavoro che ti piace e che ti appaga, stai giocando e non puoi capire chi fa fatica..ma chi l’ha detto che un lavoro che piace non ha stress e frustrazioni?
Semplicemente se sorridi e sei sereno, stai indossando una maschera e fingi per far impressione, una vita finta…ma se fosse invece che in verità un sorriso è solo l’esternazione di una buona dose di ottimismo e vita a fatica conquistata?
Semplicemente se dico “ti voglio bene” significa: “ti voglio bene”
Semplicemente se ti ascolto, ti sto ascoltando; se ti guardo, ti sto guardando. Se cucino preparo il pranzo, se corro, sto correndo.

Costa fatica inventare supposizioni della mente;  meglio, semplicemente, togliere orpelli, fantasie  e vedere quello che è per quello che è.

Baci

Chiara 

C’è un mondo di sentimenti là fuori

Fin dove possono le mie mani arrivare? E i pensieri? Dimmi, amico caro, dove devo fermare lo sguardo?
E se, lo devo fermare?
C’è un orizzonte per le parole, un limite, un valico innevato, franato, insuperabile?
E io, bell’amico, sono un confine? Delimito con il corpo, con le braccia, con il raggio della mia esistenza, le relazioni?
Tu sai che là fuori c’è un mondo di sentimenti, un baccano di emozioni scalpitanti, che ondeggiano unite o sparse. C’è un vociare sommesso che palpita all’ingresso del cuore.
Prendi tu, mio buon amico, un gesso nero e traccia la linea che divide il -qua- dal -di là-.
Ma non farla netta, inventa cerchi e spirali, geometrie ricche ed elaborate.
Portami a pensare che quella linea non è una prigione, ma la strada per la libertà.

Chiara 

confine Chiara

confine
Chiara