La ricchezza dei cuori

Vedo volti stanchi, disfatti dalle fatiche e dai tormenti di fantasmi antichi, rinascere in un sorriso.

Vedo mani callose sporche dalle sofferenze della terra accarezzare volti piccini, nella fragranza lieve delle fiabe. 

Vedo uomini e donne sospinti dai fallimenti, umili, raccontare muti la ricchezza dei cuori, donando il loro sé a chi sta accanto. Senza chiedere mai, pregni della ricompensa del donare.

Più mi addentro negli spiriti puri di alcune persone meno accetto la povertà e la pochezza spirituale di tutti gli altri, la loro presunzione di verità e di onnipotenza.  

E me ne allontano, facendomi bastare la bellezza. 

Meglio passare per snob che per fessi.

In questi giorni sto leggendo un libretto che mi ha regalato un’amica. “Due gradi e mezzo di separazione. Come il networking facilita la circolazione delle idee ( e fa girare l’economia)” di Domitilla Ferrari.

559978882005HIG_3_227X349_exactNell’intento dell’autrice, vuole essere un accattivante vademecum per nuovi e vecchi adepti della rete, ricco di suggerimenti.
A tutti gli effetti a me pare un banale elenco di luoghi comuni ripetuti alla noia.
Con un pizzico di buon senso si riesce a navigare senza incappare in drammi e violazioni; con la serenità della propria esistenza si possono costruire rapporti d’amicizia importanti e duraturi sia dentro che fuori la rete, senza aver bisogno di una entusiasta ottimista che mi segnala la strada.
Ma visto il successo che Domitilla e il suo libro sta suscitando in rete, desumo che buona parte della gente abbia perso anche il minimo corredo base di buon senso che ci permette di essere capaci di discernere il bene dal male, la fretta dalla calma, l’ingordigia di amicizie e contatti dalla capacità di scelta di “pochi ma buoni”.
Domitilla invita e lo ripete alla nausea ( forse che la gente letto una volta non lo capisce) che non occorre avere tanti amici, che non occorre essere amico di chi non ci piace, che non occorre essere amico di tutti. Forse che il mondo è fatto di masochisti nelle amicizie? Già la vita è un compromesso unico, almeno nell’amicizia conta scegliere, no?
E ci vuole una blogger che ce lo ripete?

Io per conto mio, so di essere snob nelle amicizie.
Snob nel senso che scelgo. Lo capisco da subito ( non è un talento, ma pelle e sensibilità) chi mi piace e chi no; con chi riuscirò ad avere un’amicizia importante e con chi solo contatti leggeri.
Arrivo a capire anche con chi non riuscirò mai ad andare d’accordo e questo nemmeno se il mondo si mettesse a girare al contrario. Non sono prevenuta, anzi. Dedico del tempo a capire, ad approfondire i contatti, ma sempre e ripeto sempre, la prima impressione è quella che fa le persone nei miei riguardi. E nulla potrà cambiare nei loro confronti. Anche perché, e la vita insegna, quelle stesse persone, pur magari cercandoti, esagerando in moine e gesti di carineria ( finti?) incapperanno in una qualsiasi situazione negativa che li allontanerà definitivamente da me.
Lo stesso vale per le persone che mi piacciono davvero, i veri amici. Loro mi piacciono da subito, uno sguardo, una parola, un accenno. Basta poco e la strada è spianata per sempre. E qualsiasi sarà lo sviluppo della nostra amicizia, pur cedendo a momenti negativi, ad errori, niente farà cambiare il sentimento che provo. E sarò loro sempre fedele, in ogni situazione e dalla loro parte, in ogni situazione; e sarò silenziosa se me lo chiederanno e forte quando necessario.

Questo so. L’ho imparato vivendo, e lo trovo scritto e ripetuto in un libretto di una giovane blogger.

E’ molto meglio essere snob nelle amicizie, curare e dedicare a pochi sentimenti il meglio di sé, che farsi fare fessi da tutti ed essere un finto amico di ognuno di loro.

Chiara 

Ps: scritto tutto questo, a me Domitilla piace molto. E’ entusiasta, positiva e carica di energia positiva.  Trovo solo il libro una mera operazione commerciale, ovvia nelle parole. Diciamo alla Fabio Volo!