Affinità

affinità

Avrebbe potuto piovere, lo so. Il cielo oggi sconfinava tra nuvole tempestose e limpido azzurro e non se ne capiva l’umore. Fu un il vento a decidere, lo fa quando non possono le decisioni umane.
Ci incontrammo dentro ad un desiderio, affacciato alla porta senza neppure un saluto; fu come ogni volta un riconoscersi, senza vedersi, toccandosi piano la pelle, il tatto tra tutti il senso più acuto e vigile.
Alle volte non ti capaciti di come corpo e anima siano un respiro solo.
Avrebbe potuto piovere, l’ho detto, ma restò il vento a fare da strada ai nostri passi. Nello srotolarsi del giorno ci scambiammo anelli ricamati di parole, desideri cuciti al presente, un filo d’aria tra i nostri nomi, un pacco da scartare, uno già scartato, omesse le promesse che non servono mai, le promesse sono di chi si perde, non di chi si trova.

Avrebbe potuto piovere, così come avrebbe potuto non sorgere il sole mai.

E invece il sole venne, tra filamenti d’oro intinti d’inchiostro.

Chiara 

Come Quando Fuori Piove

g

Sai, amico mio, mi piace quando fuori piove. Il mio tempo rallenta, non so farci nulla e chiedo perdono alla fretta, mi si appiccica addosso il divenire e potrei restare ore, giorni, seduta a vedere quel gocciolare stanco. È una sorta di danza l’emozione, tu mi puoi capire, tu che sai, che hai visto dentro di me, amico mio caro, dicevo, è una danza, tra l’amore e la morte, la malinconia e la mestizia, tra la pace e il godimento. Sì, tu puoi capire, un lago che si appiana, le tasche accartocciate da tirarne fuori caramelle succhiate, un biglietto usato della metro e uno no, una moneta per il caffè che viene sempre il tempo, un rossetto, si è seccato di certo, come certi sentimenti che si spengono finito il fuoco e non resta neppure la cenere che il vento o qualche verme se la porta via.

Sì, mi piace questo tempo bigio, il buio che non sale, la luce da tenere accesa per non morire, e le foglie che cedono al sacrificio della terra, la rinascita, l’autunno che non è arrivato, le tue lettere che non spedisco e quelle che non scrivo, le parole, l’acqua, il mio conforto e il cuore che restano qui.

Dove sai di trovarmi.

Chiara 

Quando tutto finisce.

inverno

La morte fa paura solo ai vivi. Ai morti no, se ne stanno lì, coricati, immobili, il mondo gira, respira, si affanna, piange, ama;  c’è chi ha pensato a loro, chi ha portato dei fiori, chi si è spostato da lontano, chi ora si sta abbracciando, tende una mano, accarezza il viso, e loro no, sempre fermi, gelidi.
Se ci si sofferma bene, una volta che si è finito di vivere è tutto finito.

Vale la pena affannarsi?

Chiara 

Ai mosc

Da noi li chiamano ai mosc, i matti. Li vengono a prendere ogni mattina per portarli nella casa d’accoglienza.
Matteo aspetta, il cappellino giallo, lo zainetto stretto sulle spalle, dentro le sue cose piccole, una matita dal fondo mangiucchiato, qualche biscotto, un pupazzo di peluche. Il telefono no, quello lo tiene in mano e fa come i grandi, parla e parla come se stesse definendo l’affare del secolo. Nel telefono, nessuna batteria, nessuna scheda. Matteo gioca e non lo sa; a lui il mondo risponde sempre. Ad un tratto smette di parlare, si volta, e manda un bacio.

Annalisa ha quattro ruote oltre ai piedi. Il mondo rotola veloce e la gente la guarda strana: lei sorride sempre e nessuno sa di quel ballo la sera prima, nella pista, tra le luci e la musica forte, di quando le hanno preso le mani e l’han fatta girare e girare ed è stato un capogiro fortissimo, bella e leggiadra come una principessa.

Da noi li chiamano ai mosc, i matti, ma i veri matti forse non sono loro.

Chiara

quando da sola non ce la fai

Ok, cedo!
Pensavo di farcela da me, pensavo che bastasse cercare, provare, per riuscire.
Ci ho creduto con tutte le forze, ammettendo ogni mattina che avrei superato la prova da sola, con le mie forze e competenze.
Che mi sarebbe bastato studiare e che avrei vinto.

Nuuuu…così non è stato, nemmeno ditigando “come fare…” su google, nemmeno il mitico ed eterno Aranzulla ha saputo dirmi!
E così chiedo a voi, blogger, che sapete consolarmi e confortarmi: AIUTO!

Ho perso il pallino arancione delle notifiche del blog!
Lo so, si vive lo stesso, ma ormai ne ho fatto una questione di principio: prima c’era ora non c’è più.
Non mi pare, ma non posso giurare, di aver toccato/cliccato/modificato/invertito nulla, il pallino prima c’era ed ora non c’è più.
Le notifiche arrivano, mi basta passare sulla campanella con il mouse, ma quel pallino s’è perso e io lo voglio ritrovare!Immagine

Chi sa darmi una mano?

Chiaretta disperata 🙂

L’ABC della felicità … di la tua!

margherita-e-prato

Ogni tanto succede di incontrare persone sensibili, che toccano le corde del proprio cuore; Carla di “La dimora del pensiero” è una di queste.
Passare dal suo blog rappresenta per me sedermi sull’erba, al riparo dal sole, e ascoltare una storia, raccontata con saggezza e dedizione. Non vi sono colpi di testa e nemmeno si deve temere invasione o violenza; certo non si troverà solo allegria, ma disincanto, sofferenza, delusioni, che la vita ci da.
Ciò che Carla racconta esce così lieve che viene da ascoltare in silenzio, a piedi nudi.

Accolgo quindi con piacere di essere stata da lei nominata per un bel gioco: l’ABC della felicità. 
Non facile, su questo convengo, non banale, soprattutto, ma necessario.
Nel delirio del quotidiano, la felicità pare un sogno per pochi, una bugia a mezzo dei denti, un mottetto per svitati; ma così non è. Occorre fare spazio dentro di sé, gettando i pesi che ci affollano, le ipocrisie, le ingiustizie, togliere la polvere degli attimi pesanti, rasserenare il capo, ed eccola, lei, la felicità, breve come un sorso d’acqua pura, appare.

E così, gioco con Carla e voi blogger, stilando l’ABC della Felicità.

Ama ciò che sei, amerai chi hai accanto a te, è la legge della natura: prima vieni tu.
Baratta i tuoi affanni con un soldino del dolore di un altro e vedrai che dividendolo, il peso è meno greve e scompare.
Corri, salta, divertiti, gioca, sii allegro, dimentica, fai le capovolte, sorprenditi, illumina il sorriso intorno a te.

Aggiungo, che nel gioco occorre giocare, una lettera, la P
Perdona

Grazie cara Carla.
Dimentico di nominare altri blogger, perché per essere felice, come dice la mia lettera C, basta Cambiare le carte in tavola.

Chiara

Le dieci regole per vedere il proprio libro sugli scaffali delle librerie

Io ve lo dico, cari amici poeti, se volete successo e fama e soprattutto se mirate allo scaffale, poche regole e ben chiare:
1) imparate a cantare gridando
2) vincete Amici
3) fatevi un Fan Club
4) investite in immagine ( rossetto, trucco, minigonne, tacchi, parrucchiere)
5) frequentate i salotti televisivi e radiofonici
6) fatevi un video
7) fate polemiche sui social network (twitter in primis, in seguito Facebook) con tutti, se poi gridate ed insultate ancora meglio.
8) non sorridete quasi mai, siate incavolati sempre
9) parlate solo di amori depressi e piagnucolosi, gelosia e odio
10) cercate un buon ghost writer

Scaffale libreria Biella

Scaffale libreria Biella

 E via, verso gli scaffali!!!
Ah, ovvio che non conta sappiate scrivere!!!

Chiara 

Tu, amalo.

marePerché la vita è così e devi cavalcarla e io non riesco a stare ferma anche se ho giorni come i tuoi, solitari, desolati, sfiduciati e non voglio più nessuno nella mia vita.
Se avessi una vela verrei con te, staremmo in silenzio, non occorre altri che se stessi per respirare il mare.
E forse piangeremmo, chissà, confondendo il sale con il sale, ma l’amarezza fluirebbe via, da qualche parte che non so, ma se ne andrebbe e resterebbe il mare.
Null’altro che il mare.
Tu, amalo.
Tu, amalo, come ami me e il vento, d’estate il caldo e la pelle nuda, la tua.
E la vita, la mia.

Chiara

600 followers, offro da bere?

600 Followers, 60.052  visualizzazioni totali, 3 anni dall’apertura del blog.
In meno di tre mesi siete passati da 500 a 600! (qui è quando raccontavo dei primi 500)

Sono solo numeri, lo so, ma infondono fiducia e piacevole benessere.
Dietro a quei numeri ci sono persone, pensieri, emozioni, vita e una parte di tutto questo, seppur piccola e sparuta, passa da qui, da Squarci di silenzio.
E se sono fiera lo devo a tutte quelle volte che siete passati di qua, un clic, una parola, un mi piace o anche solo una sguardo, non importa sia stato benigno o maligno, se ci si espone in pubblico si sa che tutto può accadere.
Basta essere pronti e mostrarsi per quello che si è.

Grazie.

Chiara 

Ps: mi sono fatta follower di me stessa per vedere come si sta a leggermi nella home di Wp: figata! 😉

404 Not Found (Il mio passato sono io?)

Questo post è un gioco, se vi va, leggetelo fino in fondo.

Ho sempre creduto che il mio passato mi appartenesse e non intendo solo i ricordi e le emozioni, ma anche gli oggetti, le cose. Tutto ha concorso a rendermi quella che sono, sia nel fisico che nella mente.
Poi è vero che la reale evoluzione è frutto delle mie scelte, ma è prevalentemente il contesto, l’humus in cui sono cresciuta che mi ha reso unica e irripetibile. Nel bene e nel male, ovvio e senza alcuna pretesa di eccezionalità.

Oggi WordPress mi augura buon compleanno: TRE anni di blog.wordpress compleanno Continua a leggere