Siamo oro e siamo vivi

Ci si rompe durante la vita, in pezzi piccoli. O grandi. O solo in piccole linee che subito ripariamo. Siamo fragili questo lo so, ma siamo anche forti. Coraggiosi. Intraprendenti. Siamo oro e siamo vivi.

Kintsugi Chiararte

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Restauro Kintsugi da parte di un padre per la propria figlia, per ricordarle che la vita è delicata e preziosa.

Le mie micro collezioni Kintsugi

In questi mesi ho lavorato tanto alla creazione di due micro collezioni di opere Kintsugi che ho esposto alla Milano Design Week.
Vi presento quindi il mio lavoro di restauratrice -artista.

“Musae” si ispira alle nove muse della classicità greca. Come esse rappresentano l’idea suprema dell’arte, le nove tazze restaurate con tecnica originale Kintsugi rappresentano l’ideale della rinascita di un oggetto che riprende la sua funzione originaria (dopo essere stato danneggiato), ma in una nuova veste, più preziosa, più “arte”.
E come le muse possedevano il dono di conoscere passato, presente e futuro, anche queste opere conservano in sé il passato (la loro storia), il presente (la loro estetica) e, grazie al restauro Kintsugi, il futuro (la loro nuova vita come oggetti restaurati).

“Roji” è il nome giapponese dei “giardini da tè”. Tali giardini costituiscono l’anticamera alle case del tè, luogo di cerimonia e carico di valori simbolici quanto pochi altri. Lo  scopo del roji, infatti, è quello di costituire un ponte tra il mondo fuori e la pace della casa del tè, diventando, così, luogo di puricazione e meditazione, in previsione della cerimonia del tè.
Le quattro tazze che compongono questa micro-collezione ne richiamano l’aspetto (il roji non cresce selvaggio, è curato e artisticamente decorato, così come lo sono le tazze restaurate con tecnica Kintsugi) e ne assumono lo spirito, fungendo da veicolo che avvicina, attraverso il gesto dell’offrire il tè, due vite, due persone, due sistemi di credenze e valori.

 

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La cartella stampa QUI 

Ci si ama forte

Ci si ama forte tra le pietre lisce della strada e il vento di una primavera che non arriva e già va.

Si rotolano le mani nelle tasche mentre ancora calde ricordano amplessi disegnandoli a tratti, appoggiati alle spalle, racchiusi in un abbraccio nel viale.
C’è un tempo per coltivare, la terra morbida dove affondare.

L’innesto

si dice che una pianta germogli con il seme, la terra che nutre, il vento, sole, la pioggia, la cura, il tempo. Lento, il tempo della semina, della potatura, il fusto che sorregge, un palo vicino, la mano di chi raddrizza, alle volte si lascia libero, altre si addomestica, si dice che una pianta cresca e fiorisca prendendo forza dalla linfa, il suo fondamento.

noi

noi siamo l’innesto, il fiore mescolato, un ramo senza radici che entra nella corteccia, legato stretto, noi siamo la linfa che si mescola, profonda, un circolo vitale che muove le onde, lo sai il rumore del mare vero? noi siamo l’armonia degli scogli, la protezione dai flutti e la loro rovina, siamo. Siamo il cedimento alla passione, il letto rivoltato e le lenzuola bianche, i sogni riavvolti, le parole sommesse la notte, quando si sanguina e lo sai, i dolori rinvengono, palpabili e puri, tra le mani, noi siamo le parole sommesse che ci placano il cuore, l’amore, che sai, qui è una rima ma così non è, sei tu.

noi

 

 

Un restauro kintsugi per la quaresima di Cumiana

“Buongiorno e buon anno! Mi chiamo don Carlo Pizzocaro e sono parroco (da poco) di Cumiana in provincia di Torino. La filosofia del kintsugi ha per me un fascino particolare e diventa quasi una teologia se penso a questo scorrere di oro tra le crepe di qualcosa di più povero per renderlo non solo aggiustato, ma nobilitato. È una vera immagine della redenzione: LUI si è mescolato a noi per restituirci quella immagine e somiglianza che avevamo perduto.
Mi piacerebbe per la Quaresima valutare la possibilità di utilizzare calice e patena realizzati con questa tecnica…ne ha mai realizzati?”

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Restaurare un oggetto con l’arte Kintsugi tradizionale mi permette di incontrare storie nuove, metafore differenti, interessanti modi di vedere oltre.
Don Carlo Pizzocaro, parroco di Cumiana, ha visto nell’oro che copre le crepe il messaggio di Dio, salvezza e redenzione per gli umili, per la fragilità.
Il suo progetto mi ha subito entusiasmato; il nostro primo incontro è stato a Magnano, al laboratorio di ceramica dei monaci di Bose.
(Ne ho scritto qualche anno fa, se vuoi approfondire puoi trovare a questo link notizie sulle ceramiche di Bose)

Abbiamo scelto, grazie anche all’aiuto del monaco ceramista Nymal, una calice e una patena che ben si accordassero; da lì ne è nata una rottura studiata, nella continua ricerca dell’armonia artistica.
Il restauro è durato un mese e mezzo, per dare il tempo alla lacca urushi di polimerizzare, prendendosi il suo tempo lento, quello della fragilità che diventa forza: lacca urushi e farina di riso per incollare; lacca urushi e tonoko per le stuccature; kuro urushi per la prima rifinitura; bengara urushi per preparare la base per la polvere d’oro; polvere d’oro 24kt; finitura con leggera lacca urushi per protezione.

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Calice e patena restaurati per la parrocchia di Cumiana (Torino) 

Per approfondire
Il blog di Don Carlo Pizzocaro “Scrivimi sul cuore”
Il profilo Instagram di Don Carlo Pizzocaro “Doncapz”
Il laboratorio di ceramiche del Monastero di Bose
Il sito Kintsugi Chiarartè 

La presenza dell’esserci

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Si snocciola in tasca il tempo trascorso insieme, dispiegato sul tavolo del bar, tra le tazzine del caffè bevuto in fretta, ingoiato insieme alle parole e agli occhi -fissi- su di te.

Sono stati giorni -lunghi- trascorsi dietro al vetro, senza mai perdersi uno sguardo, sfiorandosi solo la pelle, a volte nemmeno, un filo di respiro tra noi, solo un’intesa sollecita e pura, e cedimenti, paure, corse per sfuggirsi e ritrovarsi, un unico punto fermo, noi.
Sono stati giorni nei quali abbiamo dubitato di quello che avevamo scritto/detto/fatto/visto/sentito, in nome di falsi miti, fenici bruciate e mai risorte, un utero in affitto abortito, una bava di lumaca infettiva, dove passava lasciava arso e brullo. Abbiamo dubitato, corso il rischio di finire, di spegnerci, di non esistere e forse, di non essere mai esistiti.

Sono stati giorni pesanti. Succede che li ripensiamo, più tu che io, che sai bene, la mia memoria dovrebbe essere lunga -sono una donna si dice- ma non lo è, o forse ero morta quando ci siamo fatti a pezzi, non li voglio ricordare più, sono stati giorni bui, ora non più.

Guardo questo muro. Siamo in un bel borgo, ci sono muri ben conservati, case, mattoni, piccole vie pulite e linde. C’è gente che cammina, parla, gente che sorride, potrebbe essere la nostra casa, siamo fatti così, accogliamo, ci apriamo agli altri, siamo il filo da cui tutto si dispiega, siamo un unico sorriso e due vite.
Guardo questo muro. C’è una pianta, forse è glicine, ma è presto, siamo ancora in inverno, non ci sono le gemme ma si vede che la pianta è viva. Resta lì, appoggiata al muro, lui la sorregge, lei lo decora.
Sembriamo noi due, la nostra casa è muro, tu la forza, io la linfa, tu il sostengo, io il decoro.

Guardo questo muro. E poi guardo te, che mi sei accanto e parli e penso che, alle volte, casa è dove sei con me.

Per fare chiarezza sull’arte Kintsugi

Visto il continuo uso della metafora dell’arte Kintsugi spesso accompagnato a notizie errate sulla tecnica tradizionale, ecco un articolo che ho scritto nel mio sito di restauro.

Perché scrivo questo testo? Perchè se è vero che una metafora ha un grande valore se unita all’arte Kintsugi, conta che si usino parole corrette, termini esatti, provenienze certe, immagini che raccontino il vero e non un falso.

Da anni realizzo restauri di ceramiche e opere d’arte utilizzando la tecnica tradizionale Kintsugi, da prima che diventasse molto conosciuta e apprezzata anche in Italia. Ho studiato molto, sono stata in Giappone per imparare, non smetto mai di fare formazione; per questo vi dico “Prima di scrivere chiedete. Informatevi e scrivete notizie vere, piuttosto meno ma corrette. Così la metafora sarà ancora più forte, come forte e potente è la forza della lacca urushi, la vera preziosità dell’arte Kintsugi”

Continua qui  https://kintsugi.chiaraarte.it/kintsugi-arte-tecnica-e-metaforaun-articolo-per-fare-chiarezza/