I nuovi corsi di Kintsugi 2018/2019

Sapete che gli oggetti rotti riparati con la tecnica kintsugi sono esposti nelle stanze del tè prevalentemente nelle prime due settimane di autunno?
È il periodo dell’anno che preannuncia la fine del germoglio, della fioritura, pronta la natura al letargo e al declino, con i colori accesi e poi spenti. Nagori viene chiamato questo periodo, un periodo in cui le persone dimostrano una speciale sensibilità e malinconia prima del silenzio dell’inverno.

Così è il Kintsugi, una malinconia serena nel saper apprezzare ciò che di noi invecchia, che si rompe, i fallimenti, i dolori, i lutti, gli amori perduti, le invalidità che la vita riserva al nostro cammino; una malinconia serena che ci porta ad amarci per come siamo, rotti ma nuovi, unici, irripetibili e per questo degni dell’oro che ci ricopre.

Per questa fine d’anno e per il prossimo 2019, ho preparato una serie di corsi, diversi tra loro per modalità e impegno ma con lo stesso filo dorato comune, per farvi conoscere i segreti e la bellezza dell’arte Kintsugi

 

18 novembre 2018, 9,30- 13,30 (qui il link con i dettagli) 
La Teiera Eclettica, Milano, in collaborazione con Giappone in Italia
Corso di 4 ore di tecnica semplificata, con resina e polvere d’oro.

-24 Novembre 2018, 9,30-17,30 (qui il link con i dettagli) 
GufieAllodole, Monteveglio (Bologna)
Corso di 8 ore, un viaggio tra tecnica, arte e metafora, in compagnia di Alessandra Cacciari, medico olistico e antropologa.

-26 gennaio, 2-9-16 febbraio, 9,30-13-30 (qui il link con i dettagli) 
La Teiera Eclettica, Milano, in collaborazione con Giappone in Italia
Corso di TECNICA TRADIZIONALE GIAPPONESE.
Una volta all’anno propongo il corso di tecnica tradizionale, con lacca urushi e polvere d’oro, seguendo le antiche orme del Giappone della fine del 1400 e in uso a pochi restauratori. Il corso è aperto a tutti, richiede pazienza e dedizione.

-16 marzo 2019, 14,30-18.30 (qui il link per i dettagli)
Atelier des Pampilles, Torino,
Corso di 4 ore di tecnica semplificata, con resina e polvere d’oro.

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“Come oro nelle crepe”

Se la delicatezza è un dono, la fragilità è un talento. Occorre coraggio per esserlo, fragili intendo; occorre essere centrati sul proprio dolore per dedicarsi la fragilità.
Occorre aver fatta tanta strada per concedersi il lusso di mostrarla questa nostra fragilità di esseri umani, fragili, rotti, a pezzi scomposti, fragili sul corpo, nell’anima, sul cuore.
Fragili, segnati dalle cicatrici, per questo unici. Noi.

Gioia di Biagio nasce a Firenze nel 1985. Intorno a sette anni, a conseguenza di svariati problemi fisici, scopre nei suoi geni quelli della sindrome di Ehlers Danlos, una sindrome rara, rarissima, che porta ad alterazioni del tessuto connettivo.
Gioia si ferisce, Gioia si lussa una spalla, Gioia cade e si taglia il mento, Gioia vive dentro a una bolla di cristallo, Gioia non correre, Gioia non cadere.

Gioia si nasconde, nasconde le sue ferite, ha paura dei giudizi dei bambini, ha paura di sé. Ma Gioia ha una luce dentro, che scalpita e brilla da sotto le ceneri di una vita dolorosa e predatrice. E così Gioia diventa oro, rinasce da sé e si mostra, timidamente prima, poi con passione, mostra e insegna, con le sue dita dorate, che la fragilità non si deve combattere ma si può solo vivere. Amando, Amandosi.

Ho incontrato Gioia un anno fa, felice che la mia arte Kintsugi le sia servita per prendere consapevolezza di un percorso importante come quello di “Come oro nelle crepe”, nato nella sua mente, realizzato per la prima volta a Milano, alla Corte di Miracoli, ora un libro, una performance artistica, un atto di presa di coscienza.
Per Gioia, per tutti noi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Info per approfondire

Il libro in vendita Mondadori 
Fragile, progetto fotografico di Ilaria di Biagio, sorella di Gioia 
Le cardamomò, gruppo musicale dove Gioia suona da anni 
Associazione italiana sindrome di Elhers Danlos Onlus 

 

Ci si innamora sai, anche delle parole

È mattina potrei svegliarti non posso, il respiro si allenta sul cuscino, pare che sogni -è la pioggia di fuori che fa così rumore?- Mi giro piano, vorrei guardarti, dicono che i sogni svaniscano a guardarli negli specchi, un piede si infila tra le lenzuola, sorrido.
Vorrei chiamarti non posso, si altera la voce al tuo cospetto di fronte agli occhi un velo di azzurro, il fiato si aggira tra i polmoni, in giri larghi e non sembra uscire, paia che muoia invece rido, mentre tu, distratto, ti appoggi a me.

Preparo il caffè, la strada la so, riassetto nel mentre foglie cadute, una goccia d’acqua, un moscerino che vola, il sapore della sera prima, la cena scaldata nel piatto, una luce di candela che vibra, come l’amore, sai com’è, preparo il caffè e ci metto l’acqua che scende piano, forse scorre veloce ma a me pare che sia lì da sempre, ad aspettare me e il tuo caffè, idoli benedetti dal sole del mattino, mentre io, ancora sazia, sorrido di me.

Cammino, ed è ancora silenzio il mio mentre tu hai acceso mille parole in giro, in volo, una nuvola, una colonna, un’ala di falco o gabbiano o solo di fata, dipende da te mentre io ascolto, appoggiata ai palmi caldi, sporchi di fame e caffè, profumo di anime, un traghetto nel cuore.

Potrei amarti, del viso tondo riempirmi le mani, ma sono le tue parole ora a fare un nido di stelle, intorno al capo, riassettando i capelli sciolti dal vento, nella confusione felice dei miei pensieri.

Ci si innamora sai, anche delle parole.

Una sola anima

E ancora stupisce l’amore che nessuno ha mai potuto allontanare e che, tra le fitte trame della pelle, fluisce in un abbraccio eterno

Due corpi vicini sono una sola anima

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foto Paola Rezzonico

Immorale

Chi mi legge sa che difficilmente espongo il mio pensiero in ambito politico. Anzi, non ne troverà traccia in questo blog. Non perché non ne abbia, ma perché credo che questo non sia il contesto, visto che tendo a mettere in risalto la bellezza, spesso la bellezza dell’arte.

Nemmeno oggi esporrò il mio pensiero politico, ma voglio raccontare come mi sento dopo aver letto che il governo, facente capo al pensiero del vice premier Di Maio, dopo aver raggiunto l’agognata meta del reddito di cittadinanza, sta -o ha già deciso- che con i soldi del reddito appunto, non si potranno fare spese immorali.

Ho sentito che le sigarette e il gratta e vinci sono immorali, così come più spese all’Unieuro. A parte le sparate, ma davvero qualcuno pensa di decidere quali spese siano morali e quali no?

La carità, perchè purtroppo, comunque lo si giri, il reddito di cittadinanza è una carità, è gratuita. Vi è mai successo di donare dei soldi a un barbone per strada e accompagnarlo nel negozio per assicurarvi che quei soldi li spenderà secondo il vostro canone di moralità?
Ma cos’è morale e cosa immorale? La lavatrice è morale e l’asciugatrice immorale? La televisione immorale e il quotidiano morale (ah, no, i quotidiani sono la morte nera)? E i libri, il caffè, gli assorbenti con le ali saranno morali e quelli interni immorali?
E il rossetto sarà morale o immorale? E se una donna vorrà truccarsi con il suo reddito di cittadinanza, perché magari non ha mai potuto farlo prima, si vedrà rifiutata la carta?

Ma stiamo ragionando su quale assurda decisione il governo sta prendendo? La decisione di cosa sia morale o no, stanno decidendo per i poveri…no,davvero questa non è la felicità come prospetta Di Maio, ma la peggiore UMILIAZIONE.

Io, lo so che scrivo una cosa antipatica, se fossi povera quei soldi non li vorrei e mi terrei, povera la mia DIGNITA’

 

 

La prima pagina di un diario di viaggio

Sono passati ormai più di due mesi dal mio primo sensazionale viaggio in Giappone. Ho racconti, ricordi ed emozioni vivissimi ma ancora non riesco a metterli per iscritto.
In parte è la mancanza di tempo, perchè il tempo è sempre poco e quello che ho lo dedico a restaurare ceramiche; in parte è che i ricordi sono tantissimi e non so come descriverli, se ordinarli o lasciarli liberi di vivere secondo il loro istinto.

Oggi, nel blog della Rete al femminile Biella provo a descriverne alcuni. Un viaggio che mi ha insegnato tanto, che porterò sempre con me.

tempio argento

“Cosa succede dentro di noi all’arrivo di una notizia positiva e inaspettata?
All’inizio siamo incredule, pensierose, ci affrettiamo a capire se sia uno scherzo o no e, infine, siamo senza parole.
O meglio, io sono rimasta senza parole quando Yu Akao mi ha spiegato il significato del biglietto che mi stava consegnando.

“Chiara san sei stata invitata in Giappone per partecipare al programma di Tv Tokyo, Nipponikitai! (Chi vuole venire in Giappone)”
Vuoi che ti racconti dall’inizio come è andata? Cercherò di essere breve anche se le emozioni che ancora sono dentro di me, se esplodessero, brevi non sarebbero affatto.

Il mio incontro con il Kintsugi
Da qualche anno ho iniziato a lavorare con la tecnica Kintsugi, arte giapponese che consiste nel riparare ceramiche con lacca urushi e polvere d’oro. Ho imparato da sola, guardando video (pochi), leggendo qualche informazione (pochissime); ho usato i miei 27 anni di restauro per provare, fallire, riprovare, riuscire. Quando ho raggiunto una buona conoscenza, ho raccontato la mia arte nel web. Con costanza: ogni giorno un post, approfondimenti sul sito, foto su Instagram, ho scritto un manuale dedicato.

Ed è proprio nel web che Tv Tokyo mi ha trovata: appassionata di cultura giapponese, autodidatta, mai stata in Giappone, la protagonista perfetta per il loro programma. (continua qui) 

I sogni degli uomini

Mentre lavoro ascolto la conferenza di Brunello Cucinelli. (ne ho scritto anni fa qui) 


Un visionario, un saggio, forse matto, di certo un uomo che pensa. Un sognatore.

Poche volte ho incontrato nella mia vita uomini sognatori e quelle poche volte sono rimasta affascinata a seguire i loro pensieri, quasi che le parole disegnassero scenari lontani ma raggiungibili. Avere dei sogni non significa realizzarli, ma tendere a provarci. Significa avere ogni mattina uno scopo, un appiglio per migliorarsi. Un modo nuovo per fare degli anni ricchezza e non peso.

Certo spesso gli uomini sognatori vengono confusi per pazzi, gli si toglie il potere della speranza, denigrati come perditempo da persone cullate nel sepolcro dell’invidia.
Invece l’uomo sognatore è la speranza, incarna il vero senso del presente che si fa futuro, non guarda indietro, non si ferma con le sconfitte e ogni giorno incastra un mattone per costruirsi.

Incontrare uomini sognatori è un grande dono.

tengo a precisare che per uomo intendo proprio uomini, non genere umano