Federica Manfredi Art

Kintsugi come forza, resistenza, coraggio: Shero, opera di Federica Manfredi Art, incarna la bellezza delle ferite curate.
Ho incontrato Federica Faith Manfredi a Lucca Comics & Games l’anno scorso. Federica aveva saputo che ero lì a condurre dei corsi di Kintsugi e ha voluto conoscermi per raccontarmi di come avesse interpretato la sua metafora.
Ho un bellissimo ricordo di Lucca Comics e ringrazio ancora Aldo Gottardo per avermi invitata: ci saremo anche in questo 2020 così strano?


-se hai una storia Kintsugi, un’opera d’arte, contattami a info@chiaraarte.it

Shero

1) come hai scoperto l’arte Kintsugi? Fu grazie ad una mia cara amica illustratrice e organizzatrice di mostre ed eventi (nome d’arte Ixie Darkonn). In una delle nostre ampie chiacchierate, mi nominò quest’arte e mi mostrò delle immagini su internet. Rimasi molto colpita, non solo dalla bellezza di quei vasi ma anche e soprattutto dal significato simbolico che si può desumere o attribuire… Sin da piccola provo dispiacere per ciò che si rompe e, di mio, tento sempre di riparare prima di arrendermi e buttare! E scoprire che lo si può fare rendendo l’oggetto ancora più bello e prezioso, un oggetto d’arte, mi ha molto affascinata. Anni prima, infatti, riguardo a fratture/ferite invece dell’animo, arrivai alla risposta che una ferita anche profonda può diventare la tua forza, se tu ci lavori. E’ il lavoro… sulla psiche o su un oggetto che dà il valore aggiunto. Il parallelismo tra le fratture degli oggetti e le ferite del cuore, fu immediato nella mia mente…


2) cosa ti ha spinto a viverla su di te? Il fatto che diversi anni fa, delle ferite subite, mi avevano atterrato… nel mio percorso per risollevarmi, una volta di nuovo in piedi pensai: “Fai della ferita la tua forza!” In un certo senso è stata un opera di kintsugi! Appena ho saputo di quest’arte ho fatto subito il parallelo. Oggi dico, oltre alla tua forza, fanne anche la tua bellezza!


3) cos’è per te il Kintsugi? Un’idea profondamente umana che parte da un concetto semplice ma che diventa un’arte! Un’arte che non vive di protagonismo ma quasi un “dietro le quinte”, a servizio delle altre arti laddove c’è da porre rimedio ma che riportando in vita l’oggetto crea al tempo stesso un oggetto nuovo! Diventa protagonista con umiltà e questo ne rivela poi tuttta la sua grandezza! Ciò che è rotto non è necessariamente da buttare, anche quando ci sentiamo finiti abbiamo invece una via per tornare a splendere. Purtroppo non ho mai avuto modo di praticarla ma ho esperienza di modellazione, sbalzo, cesello, incisione, cera, insomma sono molto predisposta oltre che per il disegno, per le altri che lavorano i materiali. Studiai nela prima gioventù anche la tecnologia dei materiali, sono sempre in tempo quindi per provare con risultati decenti anche quest’arte!

4) raccontami il tuo progetto.

E’ nato in occasione di un concorso del quale seppi pochissimi giorni prima che scadesse. Il concorso StepUp!, curato in Italia da Di.R.E., prevedeva proprio la creazione di una super eroina che fosse di ispirazione per le donne vittime di violenza di ogni tipo. Ho visto subito la mia Shero, percorsa da bellissime crepe dorate sul corpo che rappresentavano le ferite del suo animo che grazie ad un dono e alla sua volontà e umanità, sono diventate appunto la sua forza, il suo super potere.

Attraverso di esso, la mia Shero riesce a curare le ferite dell’animo delle donne che hanno subito violenza. Permette loro di guarire per diventare più forti e riconquistare la propria vita, la propria serenità. E mostra agli uomini fautori di violenza, una consapevolezza diversa affinché non commettano più simili atti e non lascino in eredità ai propri figli la propria violenza… e non solo a loro ma anche a quelle donne che come madri, hanno formato uomini simili. Solo la consapevolezza delle ferite e della forza dell’animo umano, può spezzare il cerchio.

Come è diventata una super eroina, quindi? E’ una donna ferita sin dall’infanzia, da genitori anaffettivi che non hanno saputo trasmetterle cosa è un rapporto d’amore sano, ha subito violenze psichiche e a volte fisiche. Ha lottato tanto nella vita per scoprire se stessa, imparare ad amarsi, riconoscere le persone da amare e che potevano davvero amarla. Conquistata questa consapevolezza, durante un viaggio in Giappone, usando l’arte del kung fu che pratica sin da ragazzina, salva una donna che stava per essere violentata da un uomo (ma può benissimo trattarsi anche di violenza domestica). La quale, artista kintsugi e detentrice di poteri speciali avuti dalla madre che li ebbe dalla nonna (ecc.), per ringraziarla le fa un dono, un potere simile al suo: riuscire a riparare oggetti con la telecinesi ma visto l’alto livello di coscienza raggiunto dalla ragazza, questo potere si evolve nella capacità di riparare anche il cuore delle persone. L’onda (l’acqua) del mare finale simboleggia la rinascita e il network W.A.V.E (Women Against Violence Europe)

BREVE BIO

Federica Manfredi è un’artista che vive e lavora a Roma, opera nell’ambito del fumetto, la nona arte, fin dagli anni ‘90, creando fumetti e illustrazioni di generi diversi! Da metà anni ’90 fino al 2004 solo per editori italiani, anche lavori autoriali. Tra i tanti editori: Editrice Universo, Star Comix, Indy Press (con il suo Magenta), Liberty (con il suo Quietearth), Scarabeo (Arcana Mater). In seguito e fino a poco tempo fa: Editoriale Aurea, WBS, Batman Crime Solver, Prankster, Ded’A (con il suo Acqua e Fuoco) e Rainbow.

Dal 2004 al 2017 lavora soprattutto per editori USA: Marvel, Tokyopop, IDW, Devil’sDue, Amazons Studios, Dark Horse, Take Two Interactive per la canadese Chapterhouse Publishing.

Tante sono le copertine, le locandine e gli storyboard realizzati per romanzi, fiere e studi di grafica e distribuzione cinematografica.

Attualmente lavora su più fronti: Per l’EditorialeNovanta sta inchiostrando un fumetto disegnato da una grande fumettista giapponese (Yoshiko Watanabe), Illustra un libro per bambini sugli scacchi dal titolo “Ma che sei matto?“, realizza studi di sfondi e personaggi per un videogioco tratto da un’opera teatrale, Metrion e su illustrazioni per giochi da tavolo. Insegna disegno in un caffè letterario.

E’ tornata ad occuparsi del seguito di una sua opera autoriale dei primi anni 2000, Magenta, oggi intitolata Magenta&Green e che pubblica online.