Barbara Matilde Aloisio

Torno alla ceramica, questa volta con l’artista ceramista Barbara Aloisio (la trovate su instagram https://www.instagram.com/ra.ba.ma/)
Ho conosciuto Barbara durante l’ultimo corso di tecnica tradizionale che ho tenuto a Milano, il 5-6 ottobre 2019, un corso bello e sereno, fatto di scambi e condivisione. Ed era proprio nell’incontro nel laboratorio di Barbara che avremmo continuato a studiare tecnica e cultura; ma nessun problema, sarà solo più avanti nel tempo.

Se avete un’opera o un pensiero Kintsugi, scrivetemi a info@chiaraarte.it

L’arte kintsuji l’ho scoperta per caso essendo artista ceramista, mi affascinavano quelle linee d’oro dal sapore orientale. Ma il vero incontro è avvenuto più tardi approfondendo la sua storia.

In un primo momento mi sono avvicinata all’arte kintsuji per ridare vita a pezzi di ceramica che subivano qualche crepa in cottura. Il passo successivo è stato quello di creare rotture, ecco che ora la cerchi e quel pezzo integro si rivela ai tuoi occhi sotto forma di tanti nuovi cocci a cui trovare un posto, una collocazione, riscrivendo un ordine di idee. Ti trovi a ristudiarlo cercare gli incastri per poi trovare qualcosa di inaspettato, una storia tradotta in linee, linee di confine, linee di pace, di una forma riconquistata.

Il kintsuji l’ho avvicinato in un momento della mia vita denso di emozioni e segnato da grandi perdite. Accostare un coccio all’altro rappresenta prendere a poco a poco con tanta pazienza stralci di vita, trovare i giusti accostamenti, accogliere gli eventi e senza farsi trovare disarmati ricostruire una storia. Con compassione e fermezza ammirare quel tracciato nuovo che si delinea in fili d’oro. Rimane poi seguire il fluire di quelle nuove scritture che inevitabilmente segnano nuove rotte e nuovi porti da cui ammirare l’orizzonte.

I pezzi che presento in questa mostra virtuale fanno parte di un ampio progetto in cui ho creato una serie di alberi, abitati da presenza e custodie per sogni. Vorrei raccontarvelo così:

Sono cresciuta camminando nei boschi e frequentando l’orto di mia nonna, poi la campagna … le piante rappresentano per me un compagno, un essere vivente, qualcuno che coglie sensibilità simili alle nostre e per certi versi più evoluti.

I miei alberi sono viventi e per questo sognanti, ospitano creature e li sopra c’e il vivere di un mondo, l’accadere di un universo semplice, fatto di piccoli accadimenti. Il tempo opera e trasforma attraverso i vissuti questi elementi alberi, vibrano ascoltano e convivono con noi.

Mi piace pensare che ci possa essere un giardino sempre pronto in cui andare a ristorarsi, fermarsi sotto le fronde di un albero , ascoltare il cinguettare di un uccellino, magari lasciargli qualcosa da mangiare, scoprire i suoi nidi, camminare ancora, e poco più avanti, incappare in qualcosa di magnifico , di esterrefatto, di fronte al quale stupirsi, raccogliere un appunto che possa far diventare quel giorno un po’ più memorabile di un altro, perché una nuova condivisione è inciampata nei miei piedi, e riprendere e camminare.

(… su di un amaca ho visto un fiore/ soffiami di un cartamodello di gioia/ che possa sfilare dal cassetto/ per ogni giorno di amore. )

Barbara Aloisio

P.S. ringrazio Marina Marchesi per le foto