Vivere ogni momento con il miglior respiro possibile

Ciao Chiara, ci siamo conosciute a Roma la scorsa estate ad un tuo corso su uno splendido terrazzo di piazza Argentina.
La mia storia potrebbe essere lunga e articolata….ma bastano poche righe forse per dire quello che desidero.
Ho un problema respiratorio da 5 anni, con fabbisogno di ossigenoterapia h24. Sono in lista di attesa per il trapianto di entrambi i polmoni ma mi sa che dovrò ben aspettare il momento di essere chiamata.😌
Il Kintsugi è una metafora e guida quotidiana. Ho scoperto stando male la bellezza della vita, andare piano, tacere e ascoltare, volersi bene di più proprio per quella fragilità che scopri di avere, io che mi sentivo sempre invincibile, vivere ogni momento con il miglior respiro possibile, pensando quanto sia prodigioso poterlo farlo. Ecco, sto imparando a riparare la mia vita e renderla unica e preziosa.
In questo momento di gran caos mi pare di avere la calma e i modi per approfondire tante cose, forse sono avvantaggiata, conosco già l’isolamento e la solitudine (devo stare moltooooo attenta!!) e non mi pesa, sono certa che tutto questo abbia una funzione per tutti, cogliamola, non sprechiamola e sorridiamo.
Grazie per la dedizione e la delicatezza che dedichi a noi che ti seguiamo.
Carla Rossi

Roma

Vuoi raccontarmi la tua storia di Kintsugi?
Leggi qua come fare

Kintsugi, la metafora della vita

Siamo in tempi di fatica, di incertezza, di dolore. Ma non dobbiamo perdere la speranza.
È ora di mettere in pratica quello che in questi anni abbiamo detto,che l’arte Kintsugi è la metafora della vita. Che possiamo riparare i nostri cocci unendoli con l’oro, che la fragilità è un dono, che una volta rotti possiamo ripararci e diventare unici, preziosi.

Vuoi raccontarmi la tua storia di Kintsugi?

Puoi mandarmi in mail la tua storia, allega una foto, o se preferisci un video, se mi autorizzi pubblicherò il tuo racconto sulla mia pagina Facebook e sul mio blog personale. Puoi farlo in maniera anonima o con nome e cognome.
Io, oggi, inizio da qui.
Chiara

Scrivimi a info@chiaraarte.it, mandami un messaggio qui su Facebook
Oppure sentiti libero di scrivere la tua storia qui nell’evento.

Questa è la mia storia.

Avevo su per giù nove anni, tre giorni prima della partenza per le vacanze estive in Sicilia sono scivolata e mi sono rotta il gomito. Portare il gesso da bambini è un gran lusso, credo che un po’ tutti da piccoli abbiamo desiderato il gesso firmato da esporre un po’ come un trofeo.
Ma io stavo andando in Sicilia, mare, mare, mare e ancora mare. E avevo il gesso. Piansi parecchio ma poi mi ripresi e inventai curiose protezioni con sacchetti di plastica, ferri da calza per togliermi la sabbia, ardite posizioni con il braccio alzato per non bagnarmi.
Il giorno in cui mi tolsero il gesso lo ricordo bene, andai in ospedale a Catania. Il viaggio di rientro in auto a Taormina lo impiegai a fare ginnastica riabilitativa, nel giro di poco potei tornare a muovermi e il mare, quando rividi il mare, fu una gioia così grande che ancora la ricordo bene.

Chiara e papà, Sicilia