Immorale

Chi mi legge sa che difficilmente espongo il mio pensiero in ambito politico. Anzi, non ne troverà traccia in questo blog. Non perché non ne abbia, ma perché credo che questo non sia il contesto, visto che tendo a mettere in risalto la bellezza, spesso la bellezza dell’arte.

Nemmeno oggi esporrò il mio pensiero politico, ma voglio raccontare come mi sento dopo aver letto che il governo, facente capo al pensiero del vice premier Di Maio, dopo aver raggiunto l’agognata meta del reddito di cittadinanza, sta -o ha già deciso- che con i soldi del reddito appunto, non si potranno fare spese immorali.

Ho sentito che le sigarette e il gratta e vinci sono immorali, così come più spese all’Unieuro. A parte le sparate, ma davvero qualcuno pensa di decidere quali spese siano morali e quali no?

La carità, perchè purtroppo, comunque lo si giri, il reddito di cittadinanza è una carità, è gratuita. Vi è mai successo di donare dei soldi a un barbone per strada e accompagnarlo nel negozio per assicurarvi che quei soldi li spenderà secondo il vostro canone di moralità?
Ma cos’è morale e cosa immorale? La lavatrice è morale e l’asciugatrice immorale? La televisione immorale e il quotidiano morale (ah, no, i quotidiani sono la morte nera)? E i libri, il caffè, gli assorbenti con le ali saranno morali e quelli interni immorali?
E il rossetto sarà morale o immorale? E se una donna vorrà truccarsi con il suo reddito di cittadinanza, perché magari non ha mai potuto farlo prima, si vedrà rifiutata la carta?

Ma stiamo ragionando su quale assurda decisione il governo sta prendendo? La decisione di cosa sia morale o no, stanno decidendo per i poveri…no,davvero questa non è la felicità come prospetta Di Maio, ma la peggiore UMILIAZIONE.

Io, lo so che scrivo una cosa antipatica, se fossi povera quei soldi non li vorrei e mi terrei, povera la mia DIGNITA’

 

 

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