Limiti

Questi sono i miei piedi. Sotto di me un muro scosceso di pietre. Lo so, da qui sembra piano; da sopra no, non lo è. Non è un muro però pazzesco, non occorrono corde fisse, basta scendere piano. Con attenzione. Senza paura.

Io invece ho paura e a causa di un pesante problema al ginocchio destro, un muro scosceso per me diventa un ostacolo grande. Un limite che da sola non so superare. Un limite fisico osteggiato dalla mente diventa invalicabile.

Vicino al muro scosceso c’è un prato con una stradina. Al fondo uno scorcio stupendo di mare. La gente arriva per fare una foto, per deliziarsi del vento ma il prato ha una recinzione di filo spinato. O meglio, il prato ha il filo spinato che diventa solo un filo di ferro sottile nella stradina.

È un filo di ferro. Non una montagna, non un filo spinato. Un filo. Un filo basso. Basta alzare una gamba e si passa. Ma la gente si ferma. Arriva tranquilla al filo e si ferma. Indecisa sul da farsi. Passano pochi attimi e tutti poi scavalcano ma prima si sono fermati.

Un limite resta un limite. Un limite fisico è insuperabile senza la mente. Un limite fisico aiutato dalla mente diventa superabile.

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