Riflessioni sul senso dell’arte

Res Humanae è l’opera d’arte di Lorenzo Gnata, Cossato, 22 anni, che da qualche giorno è esposta lungo il ponte della tangenziale di Biella.

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Il bozzetto

Il ponte della tangenziale di Biella ha il triste primato di ponte dei suicidi. Non solo biellesi, è meta frequentata anche da fuori per compiere l’ultimo solitario volo verso la serenità. Credo sia questo il senso della prematura e forzata dipartita di tante, troppe, persone: un volo piuttosto che un vero addio. Il ponte è molto alto, termina sul greto del torrente Cervo. Non c’è quasi mai scampo, mai. Pochi attimi, la gente attenta ormai intuisce il fatto, avverte la polizia, esce a fermare chi si sta spingendo oltre il parapetto, basso, accessibile, mestamente invitante. Qualcuno si salva, viene tenuto in osservazione in pronto soccorso, non so poi cosa ne è stato dei loro cuori.
Uno dei tanti suicidi mi aveva colpito profondamente, era una ragazzina, Alice, e ne avevo scritto qui 

Ma torniamo all’opera d’arte, perché è di questo che voglio parlare.

50 sedie spenzolano dal ponte, a raccontare le sedie vuote lasciate da chi decide di gettarsi dal ponte.

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Foto Sergio Fighera

Lasciano un senso di vuoto profondo, angosciante. Sono difficilmente visibili, il ponte non è facilmente raggiungibile da sotto. E comunque, per quanto mi riguarda, mettono impressione.
Lascio a voi esprimere un giudizio, perché sì, qui un giudizio sull’opera occorre darlo, non è un gioco, è un passo importante. Che scuote dentro.

Sempre a Biella, ho visto esposti due autori nella galleria d’arte Silvy Bassanese: Dusan Marelj e Lorsi Bellan.

Dusan Marelj espone opere senza senso. Nella volontà dell’autore c’è solo una ricerca cromatica, un’armonia personale, non un messaggio, non una provocazione. Ognuno di noi, messo di fronte ai suoi quadri, può immaginare un pensiero, un’emozione.

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Dusan Marelj, Senza Titolo, 2016

Loris Bellan al contrario, usa l’opera d’arte come opera concettuale. Non una mera ricerca stilistica ma pura espressione di un messaggio.

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Loris Bellan, Povertà Contemporanea – Nudo 24K

Questa è l’arte contemporanea, opera concettuale e mera esposizione artistica. Una trasformazione importante, un passaggio che ha aperto a tutti le porte dell’arte: non servono infatti talenti importanti, basta avere un pensiero da esprimere. Non necessariamente geniale.

Allora basta un pensiero per renderci tutti artisti?
O forse sarebbe ora di tornare anche alla tecnica e alla perfezione? Ai posteri lasceremo 50 sedie penzolanti o La Primavera del Botticelli?

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Primavera, Botticelli.  Firenze. Uffizi.

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31 pensieri su “Riflessioni sul senso dell’arte

    • Pare che l’Asl abbia dato il suo ok, ma ho anche letto che Roberto Merli, medico psichiatra biellese, esperto italiano di suicidi, ora ritratti il valore di questa opera d’arte. La tua idea è molto simile alla mia, purtroppo.
      E mi chiedo quanto l’arte debba essere concetto e quanto bellezza.

      • Quelle sedie esprimono una memoria di sofferenza, e questo è il concetto. Credo che questo genere di memoria sia meglio tenerla aperta a chi vuole veramente vederla nei luogi dedicati, e non sbattuta in faccia a chi passa ignaro su quel ponte.

      • L’arte può esprimere anche dolore ma non invitare ad uccidersi. L’arte deve invitare a rifletterci in modo artistico cioè da un altro punto di vista. Ma non in questo modo. Queste sedie generano solo tristezza….forse sono una provocazione a far spendere i soldi al comune… ma non la chiamerei arte… inoltre si può accendere l’attenzione sul problema del ponte in altri modi…

  1. La Primavera è l’esempio di abbondanza pittorica antica rispetto al minimale tocco degli artisti attuali. Forse oggi pensano di più prima di esprimersi, ma fanno meno fatica a realizzare l’opera. 😉

  2. Penso che quelle sedie siano solo brutte e inquietanti. Non servono a chi ha deciso di suicidarsi, servono a deprimere tutti quelli che passano e le vedono.
    Le sedie, e molta arte contemporanea, fanno male ai vivi. Sono malsane.
    Ognuno di noi è responsabile di ciò che testimonia nella vita, di ciò che mette in circolo.
    Mettere sedie vuote, opere brutte, distruttive oppure far circolare bellezza, ricerca di senso, valori costruttivi fa gran differenza.
    Le sedie non salveranno nessuno. La bellezza sì.

    • Grazie Chiara per il tuo messaggio, tengo molto alle tue parole e so che parli con cognizione per il lavoro che fai. Purtroppo la nostra epoca è l’epoca del gridato, delle opere che devono scioccare, sconvolgere altrimenti pare che non arrivino. Hai ragione, bellezza e valori sono la salvezza. Insieme a cuori che sappiano comprenderli e amarli.
      Buona serata

  3. alle sedie penzolanti preferisco la primavera del Botticelli. L’arte moderna mi sembra non arte perché non riesce a trasmettere nulla ma proprio nulla. Messaggio zero. Forse non la capisco. Se mi decidessi di riprendere il cavalletto, ricoperto di polvere, i colori e le tele e cominciassi a imbrattarle di colori di certo non trasmetto nulla.

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