Accade che la vita si fermi

Ci si ferma spesso a pensare al futuro, tra i singulti e la fretta di un boccone al tavolo di un anonimo bar. La mente frulla di emozioni, macina dettagli, spazi, colori, ricordi, impasta l’ansia con la saliva, non tradisce il tempo e partorisce nuove idee. Il futuro attende. Il futuro genera.
E noi qui, pupazzi di ossa e nervi, alla deriva, programmiamo fiori sradicando radici. Per il futuro, volti avanti, chini su impropri lavori pesanti, inclinati dentro a letti insonni, appagati e stanchi. Il futuro chiama. Il futuro preme impaziente.
Nel mentre sorridiamo, incollati a spasmi felici d’amore, rotolati tra lenzuola colorate, immersi nella vastità dei cuori, emaniamo pace. Il futuro splende. Il futuro è la meta.

Accade che la vita si fermi. Accade che un sorriso svanisca, fiore reciso, luce-buio nell’istante, metamorfosi di dolore e, incapaci di attendere il rumore sordo del freno, anneghiamo nel nero oscuro. Il futuro si ferma. Il futuro, alla volte, muore.